y2003_pipponi

Censura albionica

L’ha scritto La Stampa ieri, l’ha ripetuto Repubblica oggi: sembra che “casualmente” in questi giorni non vengano distribuiti i quotidiani italiani, tranne la Gazzetta dello Sport e Il Sole-24 Ore, per paura che qualcuno possa leggere le accuse di rapporti omosessuali tra il principe Carlo e il suo ex-factotum Michael Fawcett.
Che Carlo d’Inghilterra sia o no bisessuale non è una cosa che mi interessi. Mi sembra piuttosto una battaglia di retroguardia, come se i giornali fossero l’unico modo di ottenere notizie al giorno d’oggi; e all’opposto mi chiedo come sia possibile che i tabloid inglesi non scrivano nulla di tutto ciò, almeno esplicitamente…

y2003_curiosita'

Lettere a Repubblica

Sono quasi meglio dei giornali gratuiti!
Stamattina la prima lettera era di uno che si lamentava perché non è possibile parcheggiare l’automobile acquistata con tanti sacrifici, e quindi chiede che venga abolita la multa per divieto di sosta, visto che tanto tutti hanno un’automobile. (Io non ce l’ho, a dire il vero…)
La seconda lettera era di uno che aveva ricevuto l’email-truffa dei “Caldi Incontri” e che era tutto fiero per avere telefonato alla sua banca e bloccato l’esborso sulla carta di credito (Non gli è venuto in mente che la truffa è un’altra? magari sta godendosi la sua furbizia guardando le pagine che non ha pagato con il dialer installatogli a sua insaputa…)

y2003_pipponi

i buoni pasto

Quando nacquero, l’idea non era malvagia: lo Stato permetteva di defalcare dalle tasse delle aziende una certa cifra giornaliera (max 10000 lire) per permettere al dipendente di andare a pranzare da qualche parte. Il buono pasto non doveva assolutamente dare resto, né essere una moneta contante: visto che però i baristi dovevano sapere quanto valeva, ci si inventò subito un complicato modo di nascondere la cifra all’interno dei numeri di serie del pezzetto di carta.
Col tempo, la cosa è però degenerata. La cifra massima detassabile è stata aumentata per un anno con l’inflazione “ufficiale”, ma adesso è ferma da anni a 5 euro e 37. Sul resto, paghiamo le tasse.
In compenso, le aziende fanno contratti capestro con le società che emettono i ticket. Prendiamo per fare un esempio a caso Telecom Italia. Dal 2004, il valore del buono passerà da 5.16 € a 6 euro belli tondi (si fa per dire, viste le tasse da pagarci su). Pensate forse che Telecom paghi a CIR sei euro a buono? Figuriamoci: si è fatta fare uno sconto del 17%, il che significa che lo paga un po’ meno di cinque euro. Che fa la CIR? non può lucrare sulla differenza di valuta
tra quando prende i soldi da Telecom e quando li dà ai ristoratori, perché ormai gli interessi sono bassi. È vero che un po’ di buoni vengono persi, ma non è una gran cosa. Ergo, si limita a trasferire per quanto può il ribasso dall’altro capo del filo. All’inizio una commissione del 3% era standard, adesso stare sotto il 6% è già un miracolo, e i bar penso stiano al 10% se non più. Continuando sulla filiera, scopri che i prezzi in mensa devono aumentare, e il lavoratore se la prende con quei bastardi dei cuochi che stavano aspettando solo questo momento per prendersi i soldi guadagnati così duramente.
Bello, vero?

2001-06

Che nomi

Un’emulsione idratante: Dramatically Different Moisturizing Lotion.
Mi ricorda le Bestie Perfettamente Normali di Douglas Adams.

2001-06

La Bussola Politica

Iniziamo con il link: http://politicalcompass.org/.
In pratica è un questionario lunghetto (sei pagine) che ti permette di sapere non solo se sei di destra o sinistra, ma anche se sei autoritario o libertario, che sono due cose ben diverse, anche se molti non se ne sono ancora accorti.
I miei risultati sono
Economic Left/Right: -5.62
Libertarian/Authoritarian: -6.56

il che significa che il test è leggermente sfasato: d’altra parte, Giovanni Paolo II ha valori rispettivamente -3 e +4, quindi non sono poi così a sinistra di lui…
(grazie ad Alessio per la segnalazione implicita!)

io-2003

prenòtati il pruché!

Ieri sera sono arrivato a casa relativamente presto – alle 18:35, non crediate chissà cosa! – e avevo pensato di andare finalmente dal barbiere, così Anna l’avrebbe smessa di lamentarsi della mia zazzera. Vedo che è praticamente vuoto, entro, e il barbiere mi fa “Lei vorrebbe farsi tagliare i capelli? guardi che non posso, perché io lavoro solo su appuntamento, e ho ancora altri due clienti prima di chiudere”.
Oggettivamente mi sembra una cosa logica, intendiamoci. Però ammetto di essere rimasto un po’ basito.

y2003_pipponi

Dubbi politici

Ieri è capitato che trentasei franchi tiratori (come si suol dire in questi casi) abbiano affossato la proposta dell’ingegner Castelli sulla riforma del Tribunale per i Minori, votandone l’incostituzionalità. Non sono in grado di dissertare sulla riforma in sé: mi chiedo solo quale delle due ipotesi sia più probabile.
– la riforma era effettivamente una sconcezza, e quindi un po’ di deputati si sono messi la mano sulla coscienza e hanno votato contro di essa’
– della riforma non gliene fregava niente a nessuno, ma visto che tanto non toccava interessi personali un po’ di deputati si sono messi a dimostrare all’ingegnere e al suo partito che forse era meglio che stessero calmini.
Bisognerebbe farci un sondaggio su :-)

io-2003

telefonino

IT Telecom ha aggiornato le condizioni con cui io posso utilizzare il telefonino aziendale. Fino ad ora, il telefono era in comodato gratuito, e potevo usarlo per telefonate personali solo preponendo il numero magico 46 alle chiamate, in modo che mi venisse fatturato personalmente. Ho un pacco di fatture TIM, in effetti.
Adesso invece ho un canone mensile (6.46 € più IVA) e in compenso posso chiamare chi voglio fino a 20000 scatti l’anno. Non so cosa sia uno scatto, ma non importa.
Aggiornamento: “uno scatto” vale l’equivalente di 127 lire. È ovvio che è una tariffa fittizia: tanto per dire, lo “scatto alla risposta” vale l’equivalente di 200 lire. Ho come il sospetto che il fatto di parlare di scatti e non di euro sia un utile artificio per sfuggire tra le maglie della legge: così non si parla di soldi…

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