fiera del libro – ps
Avere scritto di fretta mi ha fatto saltare alcune annotazioni, che aggiungo qua: insomma, tutto fa brodo!
– le pile di copie del Riformista, giornale che dicono essere sulla linea di D’Alema perché fa finta di essere di sinistra ma è di destra; non so se cambiassero tutti i giorni, visto che ne ho presa una a caso sabato ed era datata venerdì.
– il servizio d’ordine davanti a in cui ci siamo imbattuti sabato mattina appena entrati. Abbiamo poi scoperto che eravamo in rotta di collisione con Fini.
– i bar interni alla Fiera. Il chiosco degli hot dog ne faceva pagare uno tre euro e 20, che nemmeno a Milano. Il bar Autogrill aveva due forse volonterose signorine che evidentemente non avevano un’esperienza di folla richiedente caffè; il trucco sarebbe muoversi come il rullo della macchina da scrivere, sempre nella stessa direzione finché non si torna a capo, pardon dall’altro lato; invece il nostro lato è rimasto completamente negletto, e ciò non è stato bello.
– vedendo le varie blogstar in Fiera, ho capito perché io non potrò mai esserlo. Devo farmene una ragione.
