sfrucugliate

E se dessimo a Cesare quel che è di Cesare?

È tornata fuori la notizia dell’esenzione dell’ICI per la Chiesa Cattolica. Secondo Avvenire è una non-notizia, nel senso che non è vero che ci sia una nuova legge che li esenti dall’ICI e anzi faccia loro ottenere i rimborsi, ma semplicemente che la legge già esistente è stata ribadita. C’è chi ha anche fatto notare che i circoli culturali godono in realtà della stessa esenzione. Ma qual è la verità?
La normativa ICI è definita nel Decreto Legislativo 504/1992, che non sono riuscito a trovare al volo in rete. Molti comuni italiani mostrano però il testo dell’articolo 7, che tratta delle esenzioni. Il punto (c) parla dei “fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all’art. 5 bis, D.P.R. n.601/1973”, che sarebbe interessante conoscere meglio; il punto (e) dei “fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli articoli 13, 14, 15 e 16 del Trattato lateranense” che però
si direbbero essere i palazzi che formano lo stato della Città del Vaticano. Restano due punti interessanti: il (d) e l'(f). Quest’ultimo parla dei “fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l’esenzione dall’imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia”, e si potrebbe anche immaginare che gli immobili della chiesa siano proprietà del Vaticano: ma mi sembra strano – anche se non impossibile – che siano stati fatti accordi internazionali (e non banalmente bilaterali) al riguardo.
E il punto (d)? Parla di “fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli articoli 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze”. Quindi si direbbe da un lato che l’esenzione non è solo per i cattolici, ma una sinagoga o una moschea dovrebbero godere della stessa esenzione, visto che non si parla di “culto cattolico”; però il concetto di “pertinenza” mi suona piuttosto generico.
Diciamo che mi piacerebbe molto che i vari vescovati indicassero quali sono gli edifici esentati dall’ICI e quali sono le loro pertinenze, come segno di trasparenza :-)
Aggiornamento (h 18:10): ho finalmente trovato i documenti giusti, e la cosa cambia aspetto.
Il decreto legislativo sull’ICI si trova innanzitutto qua, ma questo non è poi così importante. Quello che conta è che c’è un decreto legge (il 163 del 17 agosto 2005, il governo non è mai in vacanza!) che inizia a parlare di Misure urgenti per la funzionalità del Registro Italiano Dighe e all’articolo 6 recita che
L'esenzione prevista dall'articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e successive modificazioni, si intende applicabile anche nei casi di immobili utilizzati per le attività di assistenza e beneficenza, istruzione, educazione e cultura di cui all'articolo 16, primo comma, lettera b), della legge 20 maggio 1985, n. 222, pur svolte in forma commerciale se connesse a finalità di religione o di culto.
La legge 222 di cui sopra è quella che ha anche introdotto l’ottopermille, tra l’altro.
Quindi il regalo c’è stato indubbiamente: ad esempio una scuola cattolica è per definizione connessa a finalità di religione, quindi non sta pagando l’ICI, e se l’avesse pagata potrebbe chiedere il rimborso. Può darsi che sia vero che non la pagasse già prima, come appunto sembra suggerire l’articolo di Avvenire (non so per quanto reggerà questo link), però la cosa mi sembra a questo punto ben diversa. Un conto è un edificio usato solo per il culto, un altro uno che fa attività commerciali anche se per una buona causa!

y2005_io

riflessi pavloviani

Stamattina – come del resto praticamente tutte le mattine – Ariel ha iniziato a miagolare in maniera molto querula per ricordarci che lei rivendicava il diritto alla sua pappa. Assieme al miagolio, ha anche fatto uno dei suoi leit-motiv: raspare sulla porta del bagno. Anna, che non ha ancora capito che con i gatti bisogna far finta di nulla, le ha urlato dietro di smetterla: risultato, Ariel ha continuato a miagolare e io mi sono svegliato.
Meno di un minuto dopo è suonata la sveglia: a questo punto ho sentito distintamente Ariel cambiare tipo di miagolio, direi ora quasi “soddisfatto”, e dirigersi in cucina. Commenti: abbiamo una gatta che ha perfettamente associato il suono della sveglia al fatto che qualcuno si alzerà – e quindi adempirà allo scopo istituzionale di darle da mangiare; ma soprattutto che abbiamo una gatta rompipalle che se ne frega altamente del fatto che tanto suonerà la sveglia.

IA e informatica, old

GMail un po' kaputt

stasera sono arrivato a casa e ho cercato di guardare la posta. Peccato che il mio fido browser (e persino Internet Explorer) mi dicessero “sito irraggiungibile”. In realtà le cose non stavano proprio così: infatti una connessione con Lynx ha portato a tutta una serie di lamentele su certificati che non si trovavano, ma alla fine mi ha fatto vedere il sito (con un’altra serie di lamentele, questa volta da parte di Gmail stesso, che mi spiegava che così “non avevo la vera experience”. Seeh, ancora grazie si arrivasse così! Bisogna dire che Lynx è davvero una forza della natura, uno schiacciasassi.

y2005_pipponi

Parmalat

A quanto sembra, il salvataggio della Parmalat è cosa fatta: il 95% dei creditori ha accettato il concordato proposto dall’ex commissario straordinario, e ora amministratore delegato, Enrico Bondi. È vero che il 40% non ha detto nulla, e quindi è stato solo il 5% a votare contro, ma non è così importante. Quello che si dice solo a bassa voce è che in questo modo i creditori – tra cui ricordo ci sono anche i possessori di bond Parmalat – riceveranno nuove azioni per l’equivalente dell’11 percento del loro investimento. Molto peggio ad esempio dei bond argentini, che perlomeno erano indicati come a rischio. Certo, così l’azienda risulta risanata – dai 13.5 miliardi di euro di debiti si è passati a 1 miliardo per così dire fisiologico – ma sulla pelle diretta o indiretta di chi? Inoltre, sarebbe simpatico sapere chi è che sta rastrellando azioni Parmalat, sfruttando il momento.

y2005_io

Autunno

Oggi siamo ufficialmente in autunno. Sta diluviando qui a Milano: la Uokireis di Radio Popolare e Legambiente, che si sarebbe dovuta tenere alla montagnetta di San Siro è stata annullata per fiumi di fango. Anche la Biodomenica, che in fin dei conti era sotto i portici di piazza Diaz, stamattina vedeva cinque banchetti cinque. Oggi pomeriggio Anna ha acceso il camino.
Ma il peggio è che ho dato un’occhiata alle previsioni del tempo per la prossima settimana: a seconda dei giorni avremo “numerosi rovesci, rovesci di passaggio, scrosci di pioggia, molta pioggia”. Glugluglu!

IA e informatica, old

Computer a manovella

Chi avesse letto City venerdì scorso avrebbe trovato un trafiletto su un “portatile per bambini che funziona a manovella”. La notizia di per sé è vera: PCWorld ad esempio ne parla estesamente.
Naturalmente le cose stanno in maniera un po’ diversa da quanto traspare dall’italico quotidiano gratuito: non è il regalo di Natale da fare al proprio bimbo, ma è parte di un progetto di alfabetizzazione informatica per le scuole dei paesi in via di sviluppo. Negroponte (ma è tornato all’MIT?) ha già messo le mani avanti, dicendo che anche se il prototipo uscirà a novembre la produzione di massa non avverrà se non a fine 2006; e inoltre che sa bene che cento dollari sono ancora troppi, ma spera in un ulteriore ribasso dei costi. Però bisogna dire che ci sono delle idee interessanti: oltre alla manovella per i posti dove non c’è corrente – un minuto di giro permetterà dieci minuti d’uso – e che era già stata sfruttata nelle radio portatili, ci sarà la possibilità di convertire il display a colori in uno in bianco e nero ad alta visibilità. Per i fanatici: il sistema operativo sarà una versione minimale di Linux.
Non so quanto un PC portatile possa essere utile a gente che magari non ha nemmeno di che mangiare, ma forse non è così male pensare anche oltre l’immediato; basta appunto che sia un “anche”.

y2005_pipponi

Quello che non trovate da noi

Visto che in questi giorni c’è lo sciopero dei giornalisti, ho pensato di dare un’occhiata a un quotidiano inglese (The Independent, quindi centro-destra). Tra le notizie, ho guardato quella sui conti correnti. A parte i pacchetti civetta, normalmente questi ti danno dal 2.5 al 3.5% di interesse se hai un conto corrente dove metti lo stipendio.
Noi invece abbiamo Fazio.

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