2001-06

Finirò in purgatorio

Almeno secondo il test della settimana. Per la precisione, il mio punteggio è stato 49, e il commento “At present, it looks like you are headed to Purgatory. Your test results indicate that you have conflicting beliefs and actions. When these beliefs and actions merge harmoniously, you will find inner peace and embark on your journey to Heaven or Hell”. Un perfetto terzista, insomma, a differenza degli altri di persone che finiranno tutti all’inferno…

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a passo d’uomo

Stamattina sono venuto in ufficio facendomi dare un passaggio da Adolfo. Mi sono incamminato su via Taramelli, e al semaforo di piazza Appio Claudio un atuobus ha girato insieme a me. Ho camminato per quei seicento metri circa fino al punto d’incontro: l’autobus è arrivato dopo un paio di minuti.

y2005_pipponi

Un'ulteriore beffa?

Adriano Sofri è stato ricoverato in ospedale in gravissime condizioni, e improvvisamente a destra si sono rimessi a parlare della possibilità di una grazia. Carità pelosa, per due motivi. Il primo è che mi sa tanto che abbiano paura che gli muoia così, diventando così un martire; il secondo è che di là sono sempre tutti pronti a dire “grazia sì, ma bisogna ripensare a tutti gli anni del terrorismo” – un ottimo sistema per sfruttare il momento per i fatti propri.
Ma quello che trovo più illogico è che oggi il sottosegretario alla giustizia Corleone abbia annunciato che, viste le condizioni di salute, a Sofri verrà sospesa la pena per sei mesi. Spero proprio di sbagliarmi, ma questo potrebbe significare che viene semplicemente spostata la data di scarcerazione finale: un bel regalo questi sei mesi che iniziano mentre lui è incosciente in ospedale…

y2005_curiosita'

Sex and _City_

No, non ho dimenticato un articolo. Intendo parlare del quotidiano gratuito del gruppo RCS, e per la precisione del numero di venerdì scorso. Abbiamo infatti una pagina intera dedicata a notizie come il decimo compleanno del negozio di lingerie (dicono tutti così…) Agent Provocateur, o della tournée a Singapore del Crazy Horse. Anche se la notizia era vecchia di qualche giorno, fa bella mostra di sé la possibilità di andare a Bangkok per cambiare sesso a un costo risibile, qualche migliaio di euro. Infine ci sono i sondaggi: in Germania scopriamo che il 93% delle donne contro solo il 9% degli uomini non accetta il triangolo, mentre tutti gli europei sembrano preferire donne “con le curve al posto giusto e capelli lunghi”, e le uniche differenze sono nel colore dei capelli.
Ma la parte migliore si trovava un paio di pagine prima. Cito letteralmente: “Uno studio australiano mette in discussione la credenza secondo cui la pornografia presenta le donne come oggetti sessuali”. Infatti, “Le donne nei video porno sono rappresentate come agenti sessuali attivi”. Già l’idea dei ricercatori che si mettono a guardare un pacco di pornazzi “per esigenze di lavoro” fa sorridere. Ma il meglio è scoprire dove è stato pubblicato l’articolo – per i pignoli, il titolo originale è The Objectification of Women in Mainstream Pornographic Videos in Australia. Nientepopodimeno che… sul Journal of Sex Research. A volte mi chiedo se non ci sia un mercato apposito di riviste “scientifiche” che servono principalmente per potere pubblicare in giro queste notiziole sulle loro ricerche, un po’ come gli “editori” che pubblicano direttamente per il mercato dei Remainders…

rec-2005

<em>Mario Sironi/Constant Permeke – I luoghi e l’anima</em>

Sfruttando il fatto che La Repubblica era il “media partner” della mostra, e quindi potevamo entrare con biglietto ridotto – 6 euro e mezzo anziché 8 – e soprattutto con una visita guidata, oggi siamo andati a Palazzo Reale.
Non so se per la nevicata che non faceva certo venire voglia di andare in giro o perché dall’altra parte c’è la finta mostra di Caravaggio, ma Stefano – la nostra guida – ha guidato… quattro persone, il che ci ha dato la possibilità di avere una fruizione molto personalizzata, anche perché comunque non è che ci fossero chissà quante altre persone.
Non ho capito la logica di questo accostamento. Sironi e Permeke sono praticamente coetanei, ed entrambi pittori: ma la similitudine finisce qua. Affermare che “ciascuno superò la propria corrente pittorica” è una frase fatta senza troppi significati; e nonostante i diversi stili che ciascun pittore ha seguito nella loro arte, non è mai capitato di vedere un quadro e sbagliarne l’attribuzione :-)
Alle opere dei due artisti sono state associate delle installazioni (fotografie, e un video in stile fotografico) di Francesco Jovine, che ha ripercorso oggi i luoghi cari ai due pittori. Le immagini erano anche interessanti, ma anche qui non ho assolutamente capito quale fosse la reale relazione con i quadri. E non venitemi a dire che non capisco l’arte, vi prego.
La mostra – che rimarrà fino al 29 gennaio – è comunque interessante, nonostante queste stranezze.

y2005_pipponi

Dario Fo mi ha deluso

Stamattina a un microfono aperto di Radio Popolare c’era Dario Fo, in qualità di candidato alle primarie dell’Unione per diventare il candidato sindaco. Non mi è affatto piaciuto: ha tirato giù dati a caso, spesso contraddicendosi immediatamente (da decine di migliaia a un milione e mezzo di persone che ogni giorno entrano a Milano? sono due ordini di grandezza!) e dando l’aria di parlare più che altro per slogan.
Non pensavo affatto che dovesse snocciolare cifre come Fassino (che se le studia di notte, ne sono certo); però non può pensare che per fare il sindaco si possa improvvisare come a teatro. Piuttosto sarebbe meglio scegliere di parlare dei massimi sistemi, sapendo e dicendo che delegherà ad altri la gestione.

rec-2005

Le parole dimenticate di Gesù

[copertina]
Il libro (Mauro Pesce, Le parole dimenticate di Gesù, Fondazione Lorenzo Valla/Mondadori 2004, pag. 814, € 27, ISBN 88-04-51347-0) prometteva bene: una raccolta di detti attribuiti a Gesù e non presenti nei vangeli canonici. Ho così deciso di comprarmi il libro, non preoccupandomi del pacco di note al testo: un po’ di filologia non fa mai male. Però le mie speranze si sono infrante man mano che leggevo. Lasciamo perdere le decisioni di quali possano essere “parole di Gesù” e quali no; questo lo posso anche far passare come scelta dell’autore. Ma innanzitutto c’è stata la scelta di usare solo testi greci e latini (messi come testo a fronte, magari per far vedere quanto si è bravi a tradurre… e nelle citazioni latine, usando la u minuscola al posto della v), saltando i brani in copto e in altre lingue che ad esempio ci avrebbero dato tutto il Vangelo di Tommaso. Poi se c’è un autore, chessò Girolamo, che cita un brano dal Vangelo degli Ebrei, il brano è citato due volte: prima come Vangelo degli Ebrei, poi come Girolamo. Non importa che siano le stesse parole. Frasi che appaiono in decine di testi, come “Siate cambiavalute accorti”, sono commentate decine di volte. Insomma, una specie di centone senza un vero filo logico.

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