IA e informatica, old

spam come finta risposta

Sono già mesi, se non addirittura un anno, che molti messaggi di spam arrivano avendo al loro interno una serie di parole apparentemente sensate. La logica dietro tutto questo è cercare di fregare gli algoritmi bayesiani antispam, che funzionano cercando non tanto le parole chiave che indicano spam quanto la struttura dei messaggi.
Oggi ho iniziato a vedere che la cosa è arrivata a un livello ancora superiore. Il messaggio di spam arriva come una risposta a un supposto nostro messaggio: le prime righe sono infatti
----- Original Message -----
From: il.nostro@indirizzo.email
To: indirizzo.del@supposto.mittente
Sent: Friday, November 17, 2006 3:13 PM
Subject: titolo

Lo spam vero e proprio è sotto forma di una gif, dove viene esplicitamente spiegato di non cliccare sull’indirizzo – che tanto è solo disegnato, non ha un link – ma di scrivere sulla barra degli indirizzi l’URL indicata. Il tutto con frecciolina che indica il posto giusto per chi usa Internet Explorer. Non so se il tutto sia a prova di idiota, però; sicuramente non è a prova di gmail, che ha messo da solo i messaggi nella cartella spam.

y2006_curiosita'

Vorrei fare tour come Biagio Antonacci

A quanto pare, “l’evento del 2007” sarà il concerto di Biagio Antonacci, che si terrà al Meazza il prossimo trenta giugno. Almeno così dicono un paio di seipertré su cui mi è capitato di posare gli occhi mentre stavo andando in ufficio. Non ho le competenze per valutare musicalmente l’ex genero di Gianni Morandi, ma non posso fare a meno di stupirmi del fatto che – sempre da cartellone – la prevendita è già iniziata da più di due settimane. Manca solo la possibilità di avere un finanziamento a tasso zero!

y2006_curiosita'

Califfo PhD

Nella consueta rubrica “Mi consenta”, oggi Metro intervista Franco Califano, fresco di laurea honoris causa presso l’Università di New York… in filosofia. Commento del Califfo: «io sono meglio di Shopenhauer: quello che ha scritto i libri [sic], io ho vissuto, fatto esperienze. Filosofo ci diventi col vivere, non con lo scrivere libri.» Impossible purtroppo sapere l’argomento della tesi: a precisa domanda, la risposta è stata «la filosofia non ha argomenti, è tutto».
La laurea si direbbe gli sia stata effettivamente data l’anno scorso: però non sono riuscito a capire se alla NYU, alla CUNY, alla Columbia o dove altro. Le università tendono a non mostrare gli elenchi dei laureati ad honorem, a quanto pare.

y2006_curiosita'

White Christmas

Siamo sotto Natale, e non è che si possa scappare troppo dall’elenco dei temi “leggeri” da trattare. Oggi così il Corsera fa un lungo articolo sui 65 anni di White Christmas. E vabbè. L’ignoto autore però si lancia a spiegare come fino ad allora, con l’eccezione di Jingle Bells, tutte le carole natalizie erano legate ai temi della Natività, mentre «In White Christmas il Natale è quasi dato per scontato, ciò che rappresenta per i suoi aspetti religiosi pure».
E se ne stupisce anche? Irving Berlin era un ebreo, in fin dei conti, mica un cristiano :-)
(prima che come al solito qualcuno salti su: non vedo nulla di male in tutta la storia, è semplicemente una constatazione)

y2006_curiosita'

Repubblica, sempre sulla notizia

Stamattina chi avesse comprato Repubblica, o chi avesse scorso quella online, sarebbe venuto a conoscenza di uno “scoop sensazionale”. Nella sezione “Scienza e tecnologia” troviamo infatti scritto che “La Stella di Betlemme è esistita davvero. Ma a modo suo: è stata un raro fenomeno astronomico, cioè l’incontro di Giove e Saturno.” Il tutto secondo un professore tedesco – per gli amici, “Herr professor”: giuro che nel testo è stato anche chiamato così – in un’intervista che appare oggi su Die Zeit.
Peccato che siano secoli che la teoria sia nota. Se si va ad esempio a vedere wikipedia, scopriamo che il primo a proporre la cosa è stato nientemeno che Keplero…
Non sono riuscito a trovare l’articolo dello Zeit, quindi non posso escludere a priori che sia stato Jürgen Hamel, che in fin dei conti è “filosofo e storico” ad affermare che la sua idea è nuova; ma credo proprio di no :-)

trasporti

Miracoli natalizi

Non so se ricordate che qualche settimana fa avevo scritto della recinzione che si erano dimenticati di togliere intorno alla pista ciclabile che corre lungo il parco Sempione. Bene, devo darvi un’ottima notizia. Ieri mattina la recinzione svettava come sempre, ma ieri sera alle 21 mentre pedalavo per raggiungere chez Neri per gli auguri di Natale ho scoperto che non è che la vista mi si fosse appannata. No, i solerti operai avevano finalmente tolto la recinzione. Come detto a suo tempo, non è che i lavori siano stati completati: mancherebbe ancora lo straterello di asfalto sopra il cemento che ha coperto il buco che era stato fatto. Ma è meglio non lamentarsi troppo e godere del regalo di Natale!

sfrucugliate

parliamo un po’ di Codacons

[il numero codacons]
Riassunto delle puntate precedenti. Giovedì scorso, mentre cercavo un link da aggiungere a una mia notiziola, mi sono accorto che il Codacons pubblicizzava nella sua home page un “numero unico Codacons”. Questo numero è l’892-007: se uno si mette a leggere il testo molto in piccolo sotto l’immagine, scopre che per avere il privilegio di parlare con l’associazione usando un telefono fisso pagherà un euro e mezzo al minuto, più dieci centesimi di scatto alla risposta. Il tutto più IVA. Finisco il mio post, e ne preparo subito un altro facendo notare la cosa.
Il guaio è che il mio è un blog di nicchia: dopo che i miei ventitré lettori sono passati a leggere, in genere tutto finisce qua. Però stavolta è capitato che una Vera Blogstar abbia ripreso la mia notiziola il giorno dopo. Potenza della comunicazione mediatica, oggi pomeriggio Mantellini ed io riceviamo nei commenti un Comunicato Stampa (le maiuscole sono mie) da parte di Stefano Zerbi, dell’UFFICIO STAMPA CODACONS (maiuscole loro): lo potete leggere nei commenti al mio post, oppure direttamente da Massimo. A questo punto, pur non sentendomi degno, credo che mi tocchi usare una mezz’oretta del mio tempo e preparare una disamina del testo del messaggio.
Premetto che al Codacons dimostrano di sapere usare Internet, il che non è affatto cosa banale. Sono infatti passati da Mantellini a me senza problemi. Ma questo era intuibile anche dando un’occhiata alla loro home page: il testo con i costi della chiamata al loro numero è infatti visualizzato mediante un elemento di stile che si chiama testoMoltoPiccoloMaroon. In effetti il carattere è molto piccolo, e di un marroncino che sul portatile da cui sto scrivendo non è che spicchi così tanto.
Titolo: SIETE PREGATI DI LEGGERE ATTENTAMENTE (maiuscolo loro). Non c’è dubbio che l’ho fatto.
Primo paragrafo: (purtroppo devo metterlo tutto) Quando abbiamo deciso di munire la nostra associazione di uno strumento efficace per dare aiuto ai consumatori e che ci consentisse di aprire alla gente moltissime sedi nella impossibilità di farlo, lo sapevamo che avremmo ricevuto critiche.
E così abbiamo preparato una piccola bufala ai giornali e le critiche ce le siamo fatte da soli mandano noi stessi una lettera di protesta alla stampa.

“Giornali”? di che sta parlando il signor Zerbi? Mah, sta’ a vedere che ci hanno riciclato qualcosa fatto per altri scopi. Mai che siamo considerati. Ma soprattutto: “bufala”? cosa sarebbe la bufala? forse che quando fai il numero scopri che in realtà non paghi un centesimo? Non so, non ho voglia di fare la prova.
Secondo paragrafo: a differenza di altre associazioni di consumatori che hanno la loro sede spesso presso sedi sindacali o addirittura ospedali, il CODACONS non ha regalie di alcun genere e se vuole dare la possibilità ai propri avvocati consulenti sparsi in tutto il paese, tutti volontari non pagati che non possono spesso, essendo giovani e non ricchi, avere una segretaria dedicata a ricevere le telefonate della gente che chiama per il CODACONS, deve apprestare almeno uno strumento di coordinamento per gli appuntamenti. Con questo telefono unico ora un cittadino può prendere appuntamento con oltre 100 sedi in Italia chiamando tutti i giorni e tutte le ore del servizio laddove prima spesso non rispondeva il consulente o la sede specie le più piccole e disorganizzate;.
La sintassi è un po’ machiavellica (nel senso che con tutte queste subordinate ci si perde), e manda un “di” prima di “avere”. Però se uno LEGGE ATTENTAMENTE si accorge che non si sta parlando di avere un consulto, ma di parlare con una segretaria. E in effetti, se uno va a leggere la pagina apposta, c’è scritto bello in grande che “L’892-007 è un numero telefonico a pagamento per conoscere le iniziative del Codacons e prendere appuntamento con un consulente in tutta Italia per aiutarti a risolvere un problema”. Un centralino, insomma. Qualcosa che si poteva tranquillamente fare per posta elettronica, anche se era effettivamente difficile farsi pagare un euro e mezzo più IVA al minuto.
Terzo paragrafo: (prendete un respirone) con il telefono a pagamento si elimina anche il malvezzo di chiedere le consulenze per telefono che, trattandosi spessissimo di avvocati, sono vietate dal codice deontologico e pericolose per i danni che possono provocare, ma soprattutto facevano sì che la maggior parte dei consumatori “per non spendere la enorme…quota associativa di 50 euro l’anno…” provavano a risolvere il loro problema per telefono, alimentando vieppiù quella cultura non consumerista che determina che solo il 10% degli iscritti ad una associazione di consumatori rinnovi spontaneamente l’iscrizione dopo il primo anno, e dopo aver risolto il problema concreto che lo portò nell’associazione la prima volta;
Intendiamoci: non ho nulla in contrario al fatto che una consulenza sia pagata il giusto. Il Codacons avrebbe potuto rendere obbligatoria l’iscrizione e non avrei detto nulla; avrebbe potuto fare pagare il giusto (chessò, 40-50 centesimi il minuto) la consulenza e non avrei di nuovo detto nulla. Messa così, sembra tanto una excusatio non petita, e si sa che a pensare male si fa peccato ma… Ah, il De Mauro non contiene la parola “consumerista”, ma credo stia per “consumeristica”, che tutela cioè i diritti del consumatore.
Quarto paragrafo: (il clou)
chi non vuole spendere l’euro per telefonare può sempre recarsi gratis, personalmente, nelle sedi CODACONS dove la consulenza è quotidiana (come a Roma e Milano), e dove si riceve la gente anche senza appuntamento ma, naturalmente, si deve sobbarcare ad attese a volte anche di ore, fastidiose e davvero sconvenienti, attese che abbiamo voluto cancellare proprio con il nuovo sistema;

Questa frase vi suona familiare? Forse ve ne accorgete meglio se modifico leggermente il campo d’azione. Pensate a quando siete andati a chiedere una visita da uno specialista, e vi siete sentiti dire “con il SSN deve attendere sei mesi… però se va privatamente, c’è posto venerdì alle 15:15”.
Ultimo paragrafo:
con il ricavato della telefonata siamo addirittura riusciti a finanziare, non noi stessi, ma un progetto sociale (che attualmente è l’assistenza ai bambini malati di cancro del Policlinico Umberto I di Roma) e chiunque voglia segnalarne un altro altrettanto meritevole lo può fare.

Pensate come siamo fortunati: con i nostri soldi (beh, con dieci centesimi al minuto, per la precisione) abbiamo fatto una buona azione. Se non ci fosse stato il Codacons, come avremmo potuto fare?
L’unica cosa che mi sento di aggiungere è che questi nostri amici hanno sicuramente delle ottime capacità, se riescono a scrivere queste cose senza doverci pensare su.
P.S.: se avete letto attentamente, il prezzo della chiamata è IVA esclusa. Sono sicuro che l’anno scorso sia passata una legge che imponeva a tutti coloro che offrivano servizi al pubblico di indicare il prezzo finale, quindi IVA compresa. Qualcuno può consigliarmi un’associazione di consumatori per segnalare l’illegalità commessa?

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