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Si può fare (film)

[locandina] Come sembra essere diventata una tradizione (se due anni di fila possono essere etichettati “tradizione”) la sera di Capodanno siamo andati a vedere Si può fare (qui il sito ufficiale, che non è però che aggiunga molto). La trama: nei primi anni ’80 Nello (Claudio Bisio), sindacalista troppo avanti per il sindacato, è mandato a fare il direttore di una cooperativa di malati di mente uscita dai manicomi grazie alla legge Basaglia. Contro il parere dello psichiatra che li controlla, fa sì che si passi da una condizione di assistenzialismo puro a una di lavoro vero e proprio, con tutti i vantaggi e i guai del caso.
Il film è basato su storie vere (notate il plurale), si dice nei titoli di coda. Però a me ha lasciato una sensazione di troppo buonismo. Anche se è vero che c’è una parte tragica, la storia sembra comunque troppo semplicistica: a mio parere il giusto messaggio dietro il film (che si può sintetizzare nella frase della locandina: “da vicino nessuno è normale”) e il diritto di ogni persona a vivere la vita secondo la propria pienezza vengono annacquati dalla relativa semplicità con cui tutto sembra funzionare alla cooperativa. È come se praticamente tutti i malati psichici possono fare qualcosa di adatto a loro, e si può intuire immediatamente qual è il giusto posto per chiunque. Diciamo che perlomeno può fare pensare gli spettatori, e sicuramente è divertente: per le scene surreali che si hanno, non si ride dietro ai matti.

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Il labirinto – Ricreazioni matematiche I (libro)

[copertina] Prima parte della sintesi italiana delle Récréations Mathématiques di Lucas del 1892 fatta da RBA Italia, questo Il labirinto (Edouard Lucas, Il labirinto – Ricreazioni matematiche I, RBA Italia 2008, pag. 205, € 9,99, trad. Alessandro Ravera) fa conoscere per la prima volta al grande pubblico italiano questo matematico francese del XIX secolo, che pur essendo stato un semplice professore alle superiori ha condotto ricerche ancora utili oggi: il metodo che si usa per trovare i numeri primi di Mersenne è originariamente suo. Le Récréations consistono in vari capitoli che sviscerano un problema matematico, partendo dai cenni storici e giungendo a fornire una soluzione. Alcuni capitoli, come gli ultimi due sui girotondi e sulla dama, non sono molto interessanti, ma in genere i temi trattati meritano molto. Peccato per la traduzione, spesso pesante e che rende poco comprensibili le spiegazioni.

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Il chiosco (libro)

[copertina] Bisogna dire che quelli di Delos hanno dovuto usare un font molto grande per gonfiare a dimensione di libro questo racconto lungo, o romanzo breve che dir si voglia (Bruce Sterling, Il chiosco [Kiosk], Delosbooks – Odissea 30, novembre 2008 [2007], pag. 112, € 9, ISBN 978-88-95724-37-9, trad. Jasmina Tesanovic e Salvatore Proietti); d’altra parte, non avendo noi un mercato per le riviste di SF, non si può fare molto altro. Il testo ad ogni modo merita: pur restando nelle ambientazioni cupe che piacciono tanto a Sterling – stavolta siamo in una non meglio identificata città dell’est, presumibilmente Belgrado, tra qualche decennio – quello che spunta è la vena satirica contro la società odierna, tra la funzionaria dell’Unione Europea che vorrebbe tutto completamente burocratizzato, il leader Liberal Democratico Radicale che mette in guardia il protagonista non tanto sulla provenienza illecita del duplicatore quanto sui diritti d’autore lesi quando si fanno le copie, e la rivoluzione che si snoda più o meno a caso e non cambia nulla. Anche la prosa è molto pungente e ben resa in italiano – Jasmina Tesanovic è la moglie di Sterling, quindi ha indubbiamente dei vantaggi competitivi… Una piacevole lettura per una serata, insomma.

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Making Money (libro)

[copertina] Trentaduesimo (o trentaseiesimo, se consideriamo anche quelli “per giovani lettori”) libro del Discworld, questo Making Money (Terry Pratchett, Making Money, Corgi 2008 [2007], pag. 480, Lst 7.99, ISBN 978-0-55215-490-1) riprende il personaggio di Moist von Lipwig da Going Postal, e stavolta lo manda a dirigere la banca principale di Ankh-Morpork. Il tutto insieme a golem vecchi e nuovi, maghi vivi e morti, naturalmente Lord Vetinari, e a una visione dell’economia che è simile in modo preoccupante a quella che si vede in questi mesi… se non fosse che il libro è uscito in edizione rilegata un anno e mezzo fa. Ecco, mancano i mutui subprime, ma tutto il resto lo si trova.
Il libro non è certo brutto, ma devo dire che mi è piaciuto meno degli altri. La parte meno riuscita è quella centrale, dove mi sembra che Pratchett tenda a riempire pagine su pagine senza portare avanti la storia: cosa che non mi era mai capitato di vedere nei suoi libri. D’altra parte, ricordandosi dei suoi problemi, non mi sembra che sia quello il peggior problema.

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Taxicab Geometry (libro)

[copertina] Il sottotitolo di questo libretto (Eugene F. Krause, Taxicab Geometry, Dover Publications 1986, pag. viii+88, $5.95 , ISBN 978-0-486-25202-5) è “An Adventure in Non-Euclidean Geometry”, ma la geometria del taxi è di tipo completamente diverso. Infatti il piano non è continuo ma discreto, come fosse un foglio di carta quadrettata; i punti sono gli incroci di righe e colonne, e ci si può muovere soltanto lungo di esse, un po’ come l’immaginario collettivo pensa succeda a Torino.
Succedono cose un po’ strane: ad esempio, un “cerchio” assomiglia a un quadrato con i vertici che indicano i quattro punti cardinali, come il segnale di diritto di precedenza, e pi greco = 4, il che semplifica sicuramente la vita per ricordarsene il valore; in compenso le altre coniche sono un po’ strane.
Il testo è sicuramente per giovani studenti: non solo è categorizzato come “Juvenile literature” ma la maggior parte del testo è composto da esercizi, dove la teoria viene per così dire “recuperata”. Un buon acquisto per chi ama divertirsi con i pensieri “cosa succederebbe se…”

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_Un certo Signor G_ (teatro)

Dall’anno scorso, Milano dedica la prima metà di dicembre a ricordare Giorgio Gaber. Non so perché sia stato scelto questo periodo – morì il giorno di Capodanno – ma non importa. L’anno scorso ero andato al Piccolo a vedere la serata speciale coi biglietti offerti da Telecom; quest’anno abbiamo invece usato il nostro abbonamento e siamo andati a vedere Neri Marcorè che – per solo una settimana – portava a Milano il suo Un certo Signor G.
Beh, Marcorè non ha il naso di Gaber. Però secondo me per tutto il resto andava benissimo. Confesso che non sono mai andato a vedere gli spettacoli del Teatro-canzone, ma più o meno me li immaginavo così, un fluire tra parole e canzoni. La differenza di base è che Marcorè si fa accompagnare da due pianiste (rosse e brave), Vicky Schaetzinger e Silvia Cucchi; però il resto c’è tutto. Tra l’altro, Marcorè suona bene la chitarra, e canta imitando il tono di voce Gaber, ma non leziosamente; d’altra parte è davvero bravo come attore e tiene la scena perfettamente, non èinsomma solo televisivo. Lo spettacolo riprende brani dagli spettacoli di trentacinque anni, da Il signor G. all’ultimo Io non mi sento italiano. Non sono un gaberiano così bravo da capire se siano state fatte delle modifiche ai brani o ai monologhi, a parte l’accenno alla caduta del governo Prodi II perché avevano arrestato la moglie di un ministro; ma questo va al limite a favore della qualità dello spettacolo. I puristi potranno al più lamentarsi che verso la fine dello spettacolo (di un’ora e 40) è apparso in scena un enorme topo, senza però che si riprendesse il tema del Grigio, ma io mi accontento così.
Curiosità: in teoria alle 18 Marcorè presenava in tv “Per un pugno di libri”, e prima di fare i bis ha appunto accennato a dire “beh, riempiamo questi minuti prima della trasmissione”. Io pensavo che registrassero, ma mi dicono che invece è in diretta. D’accordo che gli studi di Corso Sempione sono dall’altra parte del parco, ma i saluti finali sono stati alle 17.50. Il buon Neri Marcorè è anche Flash?

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In cerca della soluzione (libro)

[copertina] Secondo la quarta di copertina di questo libro (Mariano Mataix, In cerca della soluzione [En busca de la solución], RBA Italia 2008 [1989], pag. 190, € 9,99, trad. Paola Pettinotti) Mariano Mataix è stato uno dei più importanti divulgatori matematici spagnoli. Mah: a giudicare da questo libro lo stato della matematica divulgativa spagnola è peggiore di quella italiana. I problemi presenti, oltre che essere relativamente semplici e tendenti spesso a operazioni tipo i conti alfametici (quelli “a numero uguale corrisponde lettera uguale”), serie di proposizioni tra loro dipendenti di cui bisogna valutare verità e falsità, e problemi con tabelloni di tornei di calcio. Aggiungiamo poi il fatto che la traduzione è francamente inguardabile: a parte i refusi, ci sono proprio frasi che in italiano non hanno alcun senso, anche senza fare entrare in gioco la matematica. Insomma, una scelta da evitare.

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Giochi d’ingegno e divertimenti matematici (libro)

[copertina] La parte più interessante di questo libro (Jean-Pierre Alem, Giochi d’ingegno e divertimenti matematici [Jeux de l’esprit et divertissements mathématiques], RBA Italia 2008 [1981], pag. 231, € 9,99, trad. Alessandro Ravera) consiste probabilmente nelle spiegazioni generali che iniziano le varie sezioni – e nelle riproduzioni di antiche stampe. Lo stile di Alem non è esattamente di mio gradimento, e anche i problemi non hanno esattamente riscosso il mio interesse. Diciamo insomma che non prenderò il secondo suo volume nella collana e non scoprirò che cosa ha fatto Clodoveo Clou.

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