butti tre e prendi uno
Taz70 pontifica (lo scrive lui :-) ) sulla proposta di Nicolais di incentivare tre pensionamenti nella pubblica amministrazione per assumere contestualmente un nuovo gggiovine. Premetto che la cosa non funzionerebbe, ma non per le ragioni che si possono immaginare a prima vista.
Innanzitutto, è chiaro che il costo di un prepensionamento di uno statale è indicativamente uguale al costo di lasciarlo in ufficio: sono sempre soldi pubblici e sono sempre gli stessi soldi. Quindi l’operazione sembrerebbe portare un aggravio di spesa pari ai soldi dell’assunzione della nuova persona. Se però, come Nicolais lascia trasparire nemmeno troppo tra le righe, i tre da far fuori si limitano a scaldare le sedie o quasi – diciamo che sono al minimo indispensabile per non potere essere licenziati, il che è davvero poco – allora la cosa cambia. Infatti c’è tutta una serie di costi impliciti, come quello del mantenimento di strutture informatiche ma anche di palazzi per ospitare molti più dipendenti di quanto servirebbero davvero – che verrebbero eliminati: se poi si assumessero i consulenti che già adesso stanno facendo il lavoro, e che dovrebbero appunto essere tagliati nel piano complessivo della proposta, si vede subito come in effetti ci potrebbe essere un risparmio.
Ciò detto, io non credo affatto a tutto questo, e sono ragionevolmente certo che Nicolais abbia semplicemente applicato il famoso sistema “spostare la polvere sotto il tappeto”: nel bilancio dello Stato gli stipendi della funzione pubblica sono sotto il nome suo, le pensioni no :-)
