Stefano Tonietto è noto – o almeno io lo conosco – per le sue parodie letterarie. Anche in questo caso, a parte la cornice dove un sedicente editore Stelvio La Faina cerca di pubblicare testi evidentemente falsi, troviamo una serie di parodie; ma forse il fatto stesso che il volume sia per buona parte una raccolta di quanto pubblicato in precedenza, e quindi manchi di un’unità reale, lo rende molto debole. Per dire, ho saltato quasi tutto il Canzoniere di Laula, ho letto giusto le ultime tre poesie quando è arrivata la madre; Una nuova isola per Pantagruele è probabilmente troppo lungo, così come le ristesure del Pinocchio. Non mancano però brani interessanti: tra i falsi leopardiani, il dialogo tra Messalina, Agrippina e Ottavia non è male, così come quello tra il cacciatore di unicorni e la donzella, soprattutto per il twist finale inaspettato come anche in La pizzeria di Babele. Anche Si fa ma non si dice e Che avrebbe scritto Dante da vecchio sono ben fatti e divertenti. In definitiva un libro per i fan di Tonietto.
Stefano Tonietto, Le truffe editoriali di Stelvio La Faina, Exórma 2024, pag. 208, € 16, ISBN 9788831461603 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 3/5
