Credo che questo sia il primo libro in assoluto di Codice che non mi sia piaciuto. (Ok, magari posso aggiungere la prima edizione di Tutto, e di più di DF Wallace; ma lì era un problema di traduzione che poi è stata rivista). Già ho dei dubbi sul non aver tradotto il titolo letteralmente “la simplessità”, richiedendo salti mortali nel capitolo dove si parla dei simplessi in geometria; inoltre la traduzione di Federica Niola mi è parsa piuttosto pesante. Ma i dubbi sono soprattutto sull’assunto di base di Berthoz, o meglio sulla sua implementazione. La semplessità sarebbe il fatto che l’evoluzione ha spesso portato gli esseri viventi a scegliere soluzioni apparentemente complesse, ma che semplificano molto il processamento successivo dei dati sensoriali: semplicità attraverso la complessità, insomma. L’ipotesi ha assolutamente senso, però a me è parso che Berthoz si sia spinto troppo in là, ed etichetti come soluzioni semplesse tutto quello che ha trovato; in questo modo indebolisce la sua tesi.
Alain Berthoz, La semplessità [La simplexité], Codice 2019² [2009], pag. 207, € 25, ISBN 9788875788346, trad. Federica Niola – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 2/5
