Io ho vissuto per anni nella convinzione che la Crimea fosse stata spostata dalla repubblica russa a quella ucraina con Breznev, che era ucraino; diciamo qualcosa di simile a quello che Tito (croato) fece a danno della Serbia. Mi sbagliavo di grosso: la cessione è precedente ed era stata fatta da Kruscëv. Ma soprattutto ho scoperto che la storia è molto più complicata di quanto pensassi.
Tutto è partito da questo tweet di Marco Setaccioli. Ok, chiamarlo tweet è riduttivo, con la spunta blu puoi scrivere quanto vuoi e lui ha buttato giù l’equivalente di tre o quattro miei post. Ad ogni modo Setaccioli fa tutta la storia postbellica della Crimea e di cosa è successo, affermando che la Crimea era stata spostata sotto l’Ucraina perché dipendente dall’acqua del Dnipro che veniva portta . Solo che io sono sempre scettico, e visto che lui si dichiara esplicitamente attivista pro-Ucraina ho voluto vedere se era tutto fontato. La risposta è fondamentalmente affermativa.
Tutto parte dal trasferimento forzato dei tatari via dalla Crimea, voluto da Stalin con l’accusa di essere stati filonazisti. Pare che in realtà i tatari arruolati nell’Armata rossa fossero più del doppio di quelli nella Wermacht, e che la ragione principale fosse la volontà di rimuovere le minoranze turcofone dai confini dell’URSS. Il risultato fu la russificazione della Crimea (e questo è un fatto indubbio) ma anche una crisi agricola, perché i tatari erano in grado di coltivare la terra con la poca acqua nativa della penisola, mentre i russi non ci riuscivano. Si pensò allora di costruire il Canale Nord-Crimeano che portasse l’acqua dal Dnipro, ma i governi delle repubbliche russa e ucraina non si mettevano d’accordo; a questo punto Kruscëv, con la scusa dei trecento anni del Trattato di Perejaslav, spostò d’imperio la penisola e sbloccò il tutto. Gli storici ritengono che la ragione principale è stata economica, anche se dal punto di vista di Kruscëv l’assegnazione era puramente formale perché tanto l’URSS sarebbe durata per sempre, e comunque la cosa lo favoriva nella lotta interna di potere contro Malenkov e rafforzava la presa russa sull’Ucraina.
Ovviamente sia le occupazioni del 2014 che quelle del 2022 servivano pertanto per avere un corridoio di sicurezza verso la Crimea anche dal punto di vista logistico e non solo di comunicazione. Resta da chiedersi è perché mai i russi per bloccare la controffensiva ucraina del 2023 abbiano fatto crollare la diga di Kakhovka, tagliandosi i rifornimenti idrici…

“chiamarlo tweet è riduttivo, con la spunta blu puoi scrivere quanto vuoi”
Ormai distinguere un messaggio di X da uno di FB è diventato arduo. Che posto bizzarro X nell’era Muschio: messaggi chilometrici come su FB e la possibilità di caricare ogni sorta di video, compresi video porno (credo sia l’unica piattaforma sociale che lo consenta)…
“Tutto parte dal trasferimento forzato dei tatari via dalla Crimea, voluto da Stalin con l’accusa di essere stati filonazisti”
Non erano stati molti di più i filonazisti in terra ora ucraìna? Oltre alla tua specificazione successiva andrebbe aggiunta anche questa come motivazione sovietica farlocca per giustificare altri fini.
“Resta da chiedersi è perché mai i russi per bloccare la controffensiva ucraina del 2023 abbiano fatto crollare la diga di Kakhovka, tagliandosi i rifornimenti idrici…”
Nessuno che l’abbia chiesto a Setaccioli?
No, ci sono sicuramente nazisti in Ucraina e molti nazionalisti erano e magari sono filonazisti, ma si parla comunque di una minoranza abbastanza esigua. Il problema maggiore è la corruzione, ma non è che in Russia siano messi meglio da quel punto di vista.
Sulla distruzione della diga, immagino che Setaccioli pensi che i russi speravano comunque di vincere presto la guerra: se non in una settimana per fine 2023/inizio 2024. A quel punto potevano rimettere a posto le cose.