Introduzione alla teoria dei giochi (libro)

copertinaDovrebbe ormai esservi noto che io amo leggere questi vecchissimi libretti che la Progresso Tecnico Editoriale traduceva dalla traduzione inglese degli originali russi. (Non che ci sia nulla da eccepire sul lavoro di Emanuele Vinassa de Regny, a parte un “il gioco è giusto”, anziché equo, al fondo di pagina 58.) Non è che debba impararci nulla, ma penso che sia interessante vedere un punto di vista diverso da quello a cui siamo abituati.

Il testo presenta la teoria dei giochi classica, per intenderci quella di von Neumann e Morgenstern; non c’è nemmeno cenno degli equilibri di Nash che pure erano noti da almeno dieci anni. Viene privilegiato l’approccio geometrico, anche per i giochi 3×n dove onestamente non è affatto facile disegnare le superfici minime, e per i giochi m×n si introduce un interessante algoritmo di approssimazione, che non mi pare di aver mai visto nelle opere occidentali. Ma le due cose che saltano agli occhi sono la mancanza di giochi come il dilemma del prigioniero oppure chicken – il che ha senso, se non si pensa di introdurre equilibri non classici – e il tipo di “esempi pratici” che nella miglior tradizione sovietica sono militari. È anche vero che anche negli USA la teoria dei giochi era nata proprio con quello scopo, ma poi gli autori avevano nascosto quelle tracce; Venttsel’, che tra l’altro ha anche scritto narrativa sotto pseudonimo, non si preoccupa di mostrarle.

Elena Sergeevna Venttsel’, Introduzione alla teoria dei giochi [An Introduction to the Theory of Games], Progresso tecnico editoriale 1964 [1963], pag. 79, traduzione Emanuele Vinassa de Regny
Voto: 3/5

Ultimo aggiornamento:: 2026-11-06

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