mai fidarsi dei sondaggi, insomma

Dopo il caso di settembre, è stato trovato un nuovo esempio di “società di sondaggi” (USA) che i sondaggi se li creava a tavolino. A quanto pare, Wedgewood Polls, che era anche entrata a far parte dell’archivio del New York Times che raccoglie i risultati di tutti i sondaggi, non ne aveva mai svolto nessuno; anche sull’unico che ha poi affermato essere vero, in Nebraska, ci sono dubbi. Quando il sito FiftyPlusOne ha chiesto a Wedgewood i dati grezzi per l’ultimo sondaggio fatto da loro in Mississippi, cioè le risposte effettive prima di tarare i dati considerando la differenza tra la composizione del campione e quella della popolazione, i dati erano troppo “puliti”. FiftyPlusOne ha allora provato a rifare il sondaggio usando la stessa piattaforma di reclutamento – a quanto pare negli USA ci si può iscrivere ai siti “sì, sondaggiatemi tutti!” – e ha visto che i metadati non tornavano. Chiedendo a Wedgewood una spiegazione, l’unica risposta è stata questo tweet dove dicono in pratica “è tutto farlocco, e abbiamo fatto questo esperimento per mostrare come nessun aggregatore di sondaggi verifica le proprie fonti”. Diciamo che il timing di questo coming out è piuttosto sospetto.

In Italia siamo abituati a vedere risultati dei sondaggi che più con la realtà hanno aderenza alle speranze del committente, almno a partire dalla discesa in campo di Berlusconi. Ma le società demoscopiche sono relativamente poche, e se qualcuno ha voglia e tempo riesce abbastanza in fretta a capire come modificare le intenzioni di voto presentate per ottenere una distribuzione di voti presumibilmente più vicina a quella effettiva. Il mercato statunitense è troppo liberalizzato: è vero che magari ai sondaggi sconosciuti può venire assegnato un peso basso, ma alla fine il danno viene comunque fatto, e chi guarda semplicemente il valore singolo senza accorgersi che è parecchio fuori dalla tendenza delle altre stime viene gabbato e può effettivamente cambiare idea se andare o no a votare. E non sto nemmeno parlando di un attacco combinato, con vari sondaggi formalmente indipendenti ma taroccati allo stesso modo; o di un taroccamento più fine, con il sondaggio effettuato (e pagato) davvero ma le singole risposte modificate per dare il risultato voluto. Se io volessi influenzare le elezioni e avessi un po’ di soldi a disposizione ci penserei su: potrebbe costare molto meno degli spot milionari.

In definitiva, è meglio porre ancora meno fiducia del solito nei sondaggi.

Ultimo aggiornamento:: 2026-10-21

1 commento su “mai fidarsi dei sondaggi, insomma”

  1. procellaria

    Non ho capito perché questi taroccatori hanno fornito dati grezzi inventati male invece di rifiutarsi, visto che il dato grezzo è il bene più prezioso per il sondaggista e infatti di solito non viene pubblicato. Se si va a chiedere questi dati a un qualunque sondaggista, dati grezzi autentici, questo ti spernacchia. Già il solo fatto di acconsentire alla richiesta significa che quei dati per loro avevano valore nullo. Dovevano lasciare il dubbio e fingersi seri non fornendo i dati.

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