La cosa che mi ha fatto più specie facendo una passeggiata nella mia zona – che oltre che essere multietnica in genere ha un’ampia comunità cinese, pur senza arrivare ai livelli di via Paolo Sarpi – è la quantità di negozi cinesi chiusi: soprattutto bar, ma anche parrucchieri. Alcuni hanno lasciato un cartello scrivendo che stavano disinfestando i locali o semplicemente chiudevano per solidarietà; altri avevano semplicemente le saracinesche giù. Non so se lo fanno perché non entrava più nessuno a consumare oppure perché hanno paura che qualche esagitato entri e spacchi tutto.
Eppure se ci si pensa un attimo gli infetti sono tutti italiani. Certo, ci saranno sempre i complottisti che diranno “ovvio: proprio come i cinesi non muoiono mai stanno nascondendo i loro malati”. Ma non credo siano in così tanti a crederlo davvero: più semplicemente si va avanti bovinamente con l’idea “colpa dei cinesi” (che poi è quello che il resto del mondo sta facendo con “colpa degli italiani”, ma di questo non ci si accorge mica). Ad ogni modo politica e stampa hanno soffiato sul fuoco, ora si sono accorti che hanno esagerato e stanno cercando di smorzare i toni, ma naturalmente non ce la fanno. Come capita spesso, un bel risultato.
Ultimo aggiornamento:: 2020-02-26
Mi sa che chi dice che in Manzoni c’è già tutto lo ha letto ma non capito. Le autorità che fanno una sequenza impressionante di errori e cretinate, il popolaccio manzoniano che non capisce mai nulla e premia sempre chi lo frega, il buono&santo che fa inconsciamente una strage, ecc. ecc.
Ma così andavano le cose nel XVII secolo… oggi c’è la psicosi, il PIL e le processioni per avere fondi e deroghe per miracolare una moribonda economia.
Tieni presente che i cinesi in Cina sono abituati ad una dura disciplina (ti ricordi il “colpisci uno per educarne cento”?) e la loro dittatura cambia molto rapidamente il concetto di “giusto” e “sbagliato” con dure punizioni per chi piscia fuori dal vaso. (ricordo a tutti che un cinese qualunque che posta nei social domande e richieste di auto per l’epidemia viene immediatamente visitato dalla polizia).
La prima cosa che un cinese pensa è “sto fuori dai guai”, che nello specifico significa quello che tu hai descritto, ma non mi sento di dire che è tutta colpa nostra ;-).
non so da quanti decenni i cinesi nella mia zona sono arrivati in Italia. (Se fossimo in Paolo Sarpi, ti direi da tre o quattro generazioni). Avrei dei dubbi sulla tua ipotesi.
Ai tempi di Mao *era peggio*. Se non ti ammazzano andavi a finire in campi di lavoro aggratis, e si ti lamentavi non mangiavi. Sull’educazione coercitiva i cinesi sono formidabili. Prima di Mao c’ero lo schiavismo retribuito all’egiziana, ma il fatto di essere in tanti ha da sempre instillato il concetto “o fai così o fai così” per eliminare l’anarchia. Fai tu.
Chinatown milanese c’è da prima della seconda guerra mondiale. Lo schiavismo retribuito è cosa diversa dal controllo totale.