Lunedì Carlo Felice Dalla Pasqua ha postato su Facebook un articolo di Technology Review, che mostra uno dei tanti usi dei Big Data che si possono fare: trovare persone che hanno i nostri stessi interessi ma la pensano all’opposto di noi su alcuni temi, e farci sapere chi sono.
La logica di per sé non è affatto stupida. Tutti noi abbiamo un filtro più o meno voluto che ci fa cercare le cose più simili al nostro pensiero; d’altra parte non ha nemmeno senso cercare a caso qualcuno con idee diverse, perché probabilmente non avremo nulla in comune e non riusciremo a capire l’altro. Supponendo di essere persone razionali, leggere qualcuno che la pensa in altro modo potrebbe essere utile non tanto per cambiare idea quanto ad esempio per riuscire a chiarirci meglio le nostre idee. Il tutto però mi pare piuttosto improbabile, soprattutto perché il mezzo usato per valutare le “nuvole di parole” è twitter che spinge l’autore verso le massime icastiche e non verso la discussione. Detto in altri termini, è molto semplice trollare su Twitter, proprio perché non c’è una vera conversazione. (Occhei, un bravo troll la conversazione la sfrutta finché possibile: ma allo stesso tempo è più facile sgamarlo se sai cosa guardare).
Insomma, mi pare che l’idea di base sia interessante ma la sua realizzazione pratica necessiti ancora di qualche aggiustamento. Voi che ne pensate?
2 commenti su “Vuoi sapere chi la pensa all’opposto di te?”
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direi che, come molto spesso accade, non si cercano i dati utili ad ottenere una risposta, ma si sfruttano i dati che già ci sono, quelli più facili ed economici; e poi ci si accontenta di risposte di dubbia qualità
Io lo o benissimo chi (e come) non la pensa come me. Il problema è che non riesco ad arginarlo.