firewall aziendale: nuova vittima

Da un paio di settimane un nuovo sito si è aggiunto alla lista dei proscritti dal nostro sistema informativo, e non è visibile dall’ufficio. Dopo 4Shared, la scorsa settimana è toccato al pericolosissimo Tumblr, dove utenti senza alcuno scrupolo postano pericolose foto di gattini.
Giusto per dare un’idea delle politiche usate, Facebook e YouTube sono tranquillamente raggiungibili. Ci deve essere una logica dietro tutto questo, ma io non ci arrivo.

7 commenti su “firewall aziendale: nuova vittima”

  1. Ho notato che negli ultimi tempi le blacklist sono diventate paranoiche anche secondo i miei standard. Le liste di Bluetack sono un buon esempio…

  2. Non ho idea se la blacklist venga gestita per uffici, per funzioni aziendali o a livello globale, ma la butto lì: può essere che Facebook e YouTube vengano permessi perché usati (o in procinto di essere usati) a fini di marketing, mentre Tumblr no?

  3. pruderie?
    (non lo so, ma mi pare che in nessuna piattaforma come tumblr il porno più o meno soft abbondi, mi aveva colpito un tumblero dedicato agli invisible swimsuits, dove uno – il cui sviluppo psico-emotivo si è certamente fermano agli anni del liceo, i primi due o tre – posta ogni giorno foto di donnine nude con le tan lines.)

  4. Secondo me sono aperti quei SN che l’azienda tanto pubblicizza essere raggiungibili dai loro clienti con smartphone. Forse perché qualcuno in azienda deve lavorarci e/o monitorarli su comunque.

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