segnalazioni matematiche

Direttamente o indirettamente via God Plays Dice, due segnalazioni matematiche.
La prima è un poema (in inglese, anche se il nome S|{e,s,t,i,n,a}| sembrerebbe italiano). In effetti la sestina lirica è una forma di poesia con una struttura molto precisa, e il poema è autoreferenziale perché spiega quali sono i vincoli per scriverlo.
La seconda è il repository degli articoli di matematica scritti da Paul Erdös. Per far capire a chi matematico non è la prolificità di Erdös, il file di indice (con autori, titolo e link al pdf) è di 460KB.

7 commenti su “segnalazioni matematiche”

  1. Vogliamo dire due parole anche sul fatto che Erdős, a differenza della maggior parte dei matematici, non si limitava a farsi di caffè? Oltre a non aver mai avuto un lavoro nella sua lunga vita, beninteso.
    @.mau.: entrambi conosciamo un matematico che si sta avvicinando alla boa delle mille pubblicazioni (al momento mathscinet mi dà 930), e lui un lavoro ce l’ha pure.

  2. @ barbara: allora vorrà dire che collabora con dei fisici sperimentali? :)
    @ .mau.: ma tu alla telecom hai accesso al mathscinet? vi trattano bene.
    anche terence tao non è messo male, visto che ha pubblicato quasi 170 articoli nel corso di 10 anni (e col passare del tempo la sua prolificità sembra aumentare).

  3. C’è un piccolo particolare, la S|{e,s,t,i,n,a}| in questione non è una sestina lirica, manca una cosa essenziale, il fatto che i versi dovrebero essere tutti endecasillabi, insomma dato che il problema è di metrica si può dire che per essere una sestina gli manca solo un metro.

  4. @delio: ma figurati. Manco sapevo esistesse mathscinet.
    @Pietro: d’altra parte gli anglofoni il metro proprio non vogliono usarlo.

  5. @delio: no, non collabora coi fisici. Se sei curioso ti mando una mail col nome.
    @.mau. e tutti gli altri nonmatematicidiprofessione: mathscinet è la versione online del Mathematical Reviews, quindi una lista (assai completa) di tutti i lavori di matematica pubblicati nel mondo. Almeno, ma non solo, quelli in inglese.

  6. @delio: se ti capita di aver vogli di collaborare con dei fisici sperimentali fammi un fischio ;-)

  7. @ barbara: sì, per curiosità. se vuoi puoi spedirmela a pdm[chiocciola]montag[punto]it
    @ j_b: in passato ho fatto un brevissimo tentativo di discutere con un fisico sperimentale (curiosamente con le tue stesse iniziali – o sei proprio tu?), ma mi sono reso conto velocemente che i linguaggi sono davvero troppo diversi e la mia ignoranza in fisica e statistica troppo abissale. un tentativo serio dovrebbe prevedere mesi, forse anni spesi a imparare cose sconosciute – un tempo che, ahimé, il sistema universitario anglosassone (e suoi cloni, come quello tedesco attuale) non concede ai giovani ricercatori, costretti a produrre ogni anno una certa mole di articoli se vogliono un’estensione del loro contratto. quindi, a naso direi: ahimé, collaborare con fisici sperimentali mi piacerebbe, ma potrò farlo solo tra 10 o 20 anni.

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