Il taglio dei tassi è una fregatura

Si sente parlare di un nuovo taglio dei tassi, come Misura Per Far Ripartire L’Economia. Mi concedete di essere dubbioso?
Il Tasso ufficiale di sconto (TUS) è l’interesse che le banche centrali chiedono alle altre banche per prestare loro i soldi, ed è quello su cui sono generalmente basati i tassi di interesse passivi (quelli che il Conto Arancio vi dà se lasciate i soldi da loro, tanto per spiegarsi). Quindi si taglia il tasso di sconto e anche i tassi vengono tagliati. Il tasso variabile di un mutuo, però, è generalmente basato sull’Euribor, vale a dire su quanto si chiedono in media le banche per scambiarsi i soldi tra di loro.
In questi mesi le banche non si fidano per nulla tra di loro (mi pare lo dicesse mfisk, ma non ho trovato il riferimento puntuale), quindi l’Euribor non cala affatto in maniera corrispondente al tasso di sconto, e così la gente è fregata come prima. È possibile – non sono certo esperto di economia – che le aziende possano ottenere tassi più legati al TUS che all’Euribor, e sicuramente l’affermazione “abbassiamo i tassi” ha un effetto placebo sul mercato; ma mi sa che l’aumentare la possibilità che le banche chiedano prestiti alla banca centrale sarebbe più utile. Non fatevi problemi a commentare in contrario (tanto lo fate sempre :-P )
P.S.: il tasso di sconto in Islanda è appena passato dal 12% al 18%.

9 commenti su “Il taglio dei tassi è una fregatura”

  1. E’ vero che tecnicamente TUS ed Euribor non sono correlati, almeno nel senso matematico che si dà alla parola. In parole molto povere, è vero che nessuno può prevedere (a breve termine) quanto l’Euribor possa variare in generale, anche astraendo dal TUS.
    Tuttavia far pagare meno i soldi al sistema serve eccome. Noi, io, te, tutti i lavoratori dipendenti siamo l’ultimo ed il primo anello di una catena del valore. Ultimo, perché il nostro guadagno dipende da quanto l’economia generale è in grado di darci, primo perché siamo *noi* in ultima istanza a generare la liquidità di tutto il sistema.
    Tu la vedi dalla parte dei mutui a tasso variabile. Purtroppo i danni sono molto al di là di questa soglia! Le ditte non riescono più ad avere fidi: questo significa meno investimenti e quindi meno business. E meno lavoratori ;). Diminuire il TUS è una toppa a questo buco. Pensa quanti altri mutui possono saltare se le ditte si mettono a contrarre la forza lavoro…
    Le mucche dalla stalla sono scappate da un pezzo. Il problema ora sta scalando alle realtà industriali, e questo ne è il risultato.

  2. @mestesso: il punto è che in questo momento TUS ed Euribor sono scollegati. Perché i fidi alle aziende abbiano un tasso più basso, occorre appunto che le banche possano prendere più facilmente soldi dalla banca centrale (e quindi poter lavorare su tassi connessi al TUS). Abbassare solo il TUS oggi non porta da nessuna parte.

  3. Per quanto ne so Euribor è un tasso per prestiti a breve termine (da una settimana ad un anno) tra banche (per altro nemmeno tutti, quelli notturni sono indicizzati con EONIA).
    Il Tasso ufficiale di sconto invece copre tutti i prestiti dalle banche centrali verso gli istituti di credito primari. La cosa interessante da notare è che dovrebbe essere più facile ricorrere a prestiti tra banche (appunto Euribor) che verso la banca centrale. Tuttavia se il costo del denaro applicato tra le banche fosse troppo alto, soprattutto per i prestiti a medio termine sarebbe più conveniente rivolgersi alle banche centrali.
    Questo significa che un taglio del tasso ufficiale di sconto dovrebbe far calare almeno un poco Euribor. Tuttavia in un momento di crisi come quello attuale farsi prestare denaro dalle banche centrali può essere visto come sintomo di crisi diminuendo quindi l’happealing di questo tipo di prestito. In definitiva in questo momento i due tassi non sono collegati.
    Ciao

  4. In effetti in tempi di mercati normali esiste una correlazione abbastanza stretta tra il tasso MRO (Main refinancing operations, il “tasso BCE”, insomma) e l’EURIBOR. Questa correlazione ha iniziato a rompersi, se mi consenti il formalismo matematico, a metà del 2007; ma gli strumenti di politica monetaria quelli sono, e quindi la BCE non può far altro che operare sui tassi da lei controllati (l’MRO su tutti) mentre il mercato deve fare il resto.
    Proprio stamane stigmatizzavo qui il comportamento da apprendisti stregoni dei tecnocrati di Francoforte, che adesso che la frittata è fatta vogliono porvi rimedio con le armi spuntate di cui dispongono.
    Per quanto riguarda la correlazione tra MRO ed Euribor ricordo perfettamente di aver visto recentemente un grafico illuminante, che tuttavia non ritrovo in rete: posso suggerire questo link, sia pur non recentissimo (è aggiornato ad aprile, ben prima della crisi vera), e (con riferimento al mercato americano) questo altro che si riferisce al TED spread, vale a dire la differenza tra il LIBOR sull’eurodollaro e il tasso dei buoni del tesoro americani.

  5. Come dice ALG, i prestiti alle aziende non sono necessariamente agganciati all’Euribor. Anzi, più è grande l’azienda ed il fido associato, meno è legato all’Euribor e più al TUS. E’ per questo motivo che Confindustria (la gran parte delle aziende in Italia sono piccole) ha chiesto che lo stato eroghi prestiti di favore alle banche se e solo se queste “fidano” le PMI.
    Gli overnight (quelli che ALG chiama notturni, alias quei prestiti fra banche che vengono erogati dalla chiusura dei mercati alla riapertura la mattina successiva) non sono legati all’Euribor, e vengono quotati a parte.

  6. @mestesso: ti assicuro che il TUS (che poi non esiste più) non viene utilizzato sul mercato, neppure per i grandi clienti. E tieni conto che lavoro in una banche che eroga mutui solo da 5 milioni in su.

  7. C’è anche da dire, che da quando è scoppiata la bolla, l’Euribor è calato seppur leggermente. Ad ottobre ha toccato quasi il 5,5% mentre adesso è tornato ad essere sotto al 5%. E’ vero che l’euribor è un indice di quanto le banche si fidano tra di loro. Ma è anche vero che al taglio del TUS, solitamente corrisponde un calo dell’euribor.
    La misura è un palliativo perché quello che manca per un rilancio del mercato è la fiducia in tutto il sistema (soprattutto nelle banche) e il taglio del TUS non aumenta la fiducia. L’unica cosa che la rilancerebbe sarebbe l’individuare e distinguere le società sane da quelle problematiche.

  8. I tassi che la BCE influenza o decide sono tre: deposito marginale (quello che BC paga alle banche per le riserve non obbligatorie nei suoi forzieri), finanziamento marginale (quello che BC chiede alle banche per prestar loro soldi in momenti di deficit di liquidità), rifinanziamento marginale (quello che si suppone essere influenzato dalle operazioni di mercato aperto). Il primo è il limite inferiore, il secondo è il limite superiore e il terzo è quello che sta in mezzo ai primi due e che sostanzialmente coincide con l’EONIA/Euribor. Qui ho un grafichino che dimostra che almeno l’EONIA va di pari passo con il tasso di rifinanziamento principale. Storicamente l’Euribor è leggermente superiore all’Eonia, ma da un annetto a questa parte lo spread fra i due tassi è aumentato (oggi l’Eonia è al 3,5%, mentre l’Euribor è fra 4% e 5% – dipende dalla scadenza, più si va lontano più aumenta).
    Ricapitolando: deposito marginale è al 3,25%, finanziamento marginale è al 4,25% e giusto in mezzo c’è rifinanziamento principale, al 3,75%.
    Perché l’Eonia è un po’ più basso del rifinanziamento principale? Perché il mercato aveva delle sue aspettative sui tassi e quindi ha anticipato le mosse annunciate della BCE.
    E infine, che fine ha fatto il povero Euribor? Qui c’è il bello: negli ultimi giorni l’Euribor a una settimana e a brevissimo termine si erano messi a salire, mentre gli altri scendevano. Dopo l’annuncio, anche i primi sono ritornati a scendere. (In totale c’è più di una decina di tassi Euribor, e quando qualcuno ne parla dovrebbe dirci a quale si riferisce). L’annuncio della BCE ha quindi avuto effetto sull’Euribor (per effetto delle aspettative, quando la BCE effettuerà materialmente il taglio dei tassi, sarà inutile nella pratica, ma sarà comunque necessario).
    In altre parole, i tassi Euribor a brevissimo termine, una settimana fa, si erano messi a salire, ma tutti gli altri, che già scendevano, continuano a scendere. Adesso scendono di nuovo tutti insieme appassionatamente.
    Ma alla fine perché ci preoccupiamo dell’Euribor? Perché ha toccato i massimi del 2001. La BCE, insomma, con questa manovra, ha voluto far abbassare la cresta a un tasso che rischiava di spingere al rialzo anche gli altri, di far sfondare i massimi e peggiorare la caduta del credito.
    Ho scritto un po’ di getto, spero di non aver commesso delle sviste. :-)

  9. Fortunatamente non c’è nessuna formula matematica che leghi indissolubilmente la calata dei tassi alla ripartenza dell’economia. Dico fortunatamente perché vedendo come sta gentaglia usa qualsiasi cosa che sembri una formuletta se ci fosse non avremmo più da mangiare neache una crosta di pane.
    Però è vero che, in questo momento, la manovra sui tassi poteva servire. Ora però l’effetto è già finito perché il mercato sconta subito le aspettative. Le banche continuano a non fidarsi tra di loro, i mercati capital-intensive sono inchiodati, gli investimenti sono nulli, ecc. ecc.
    Il problema è che la BCE ha scelto di tenere alti i tassi per contenere l’inflazione (cfr. bignami di economia per l’asilo e gli MBA) mentre gli USA abbassano i tassi per favorire lo sviluppo (cfr. op. cit.) Solo che in una situazione come quella attuale ambo le ricettine non stanno funzionando, la BCE non ha altre idee, i governi non hanno altri strumenti, le famiglie e le imprese non hanno altri soldi.
    E’ il momento buono per le lotterie, i medicinali (la povertà e l’ansia generano malattie) e tutte le attività criminali e di repressione del crimine.
    Insomma c’è sempre il lato buono di una pessima gestione dell’economia.

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