Torino è una città cartesiana, Milano è una città polare.
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12 commenti su “la differenza tra Torino e Milano”
.mau.
Per i non matematici c’è probabilmente bisogno di una spiegazione per il primo significato della frase (il secondo è più facile).
A Torino, come si sa, le vie sono generalmente ortogonali, quindi il modo migliore di pensare a come si va da un punto all’altro è contare quante vie si passano in orizzontale e quante in verticale: l’equivalente delle coordinate cartesiane, quelle che probabilmente avete visto a scuola e usato con la carta quadrettata.
Milano invece ha una pianta fondamentalmente circolare, con vie a raggiera e circonvallazioni. Il modo più semplice per indicare un punto è farlo con le coordinate polari, dando la distanza dal centro e la direzione da prendere.
Caricamento...
maurizio
E quali sono le tue coordinate (cartesiane o polari non importa)? Pardon, visto che scrivi da Milano penso che siano più opportune quelle polari.
Caricamento...
.mau.
sono abbastanza fuori per avere bisogno di una terza coordinata.
Anni e anni fa un milanese DOC, non so quanto attendibile, mi rivelò che – per la precisione – Milano ha pianta ottagonale. La storia, da prendersi con ampio beneficio di inventario, sarebbe la seguente: dopo l’ennesima rasatura al suolo (non so quale delle tante) si tentò di ricostruire il castrum dell’epoca romana ruotato di 45 gradi, per evitare che i gelidi venti del nord si infilassero, come capitava prima, per la via pretoria o principale che fosse.
Non si era piú ai bei tempi delle pianificazioni imperiali e il risultato fu che i cittadini – probabilmente divisi tra una fazione progressista e una conservatrice – ricostruirono un po’ seguendo la nuova, un po’ seguendo la vecchia pianta, con i risultati che sperimentiamo tutt’ora.
Caricamento...
.mau.
@fB: mi sembra tanto una leggenda metropolitana. Per dovere di cronaca, però, devo ricordare che la Milano medievale aveva in realtà due centri: santa Tecla e san Babila. E devo anche ricordare che è una palla che la Torino medievale fosse tutta squadrata: sono stati i Savoia a ricominciare a fare le vie dritte, rimettendo a posto anche molte di quelle vecchie (vedi via Milano con lo Juvarra, ad esempio)
Dopo una breve ricerca online sono giunto alla stessa conclusione: leggenda.
La Milano delle prima epoca imperiale romana era sí squadrata, ma già ruotata di 45 gradi rispetto all’asse nord-sud, poco dopo, divenuta per qualche tempo sede imperiale, avrebbe acquisito edifici monumentali e perso la quadratura.
Il centro – o i centri – di Milano si sono spostati spesso, pare.
Comunque, non ho mai avuto intossicazioni.
Non mi sto disintossicando: mi sono semplicemente rotto le ciuffole di cercare di discutere con una banda di presuntuosi massoni e di incorreggibili teste di legno talebane. Che continuino pure da soli, io ho di meglio da fare.
Ciao, Fabio.
Per i non matematici c’è probabilmente bisogno di una spiegazione per il primo significato della frase (il secondo è più facile).
A Torino, come si sa, le vie sono generalmente ortogonali, quindi il modo migliore di pensare a come si va da un punto all’altro è contare quante vie si passano in orizzontale e quante in verticale: l’equivalente delle coordinate cartesiane, quelle che probabilmente avete visto a scuola e usato con la carta quadrettata.
Milano invece ha una pianta fondamentalmente circolare, con vie a raggiera e circonvallazioni. Il modo più semplice per indicare un punto è farlo con le coordinate polari, dando la distanza dal centro e la direzione da prendere.
E quali sono le tue coordinate (cartesiane o polari non importa)? Pardon, visto che scrivi da Milano penso che siano più opportune quelle polari.
sono abbastanza fuori per avere bisogno di una terza coordinata.
Anni e anni fa un milanese DOC, non so quanto attendibile, mi rivelò che – per la precisione – Milano ha pianta ottagonale. La storia, da prendersi con ampio beneficio di inventario, sarebbe la seguente: dopo l’ennesima rasatura al suolo (non so quale delle tante) si tentò di ricostruire il castrum dell’epoca romana ruotato di 45 gradi, per evitare che i gelidi venti del nord si infilassero, come capitava prima, per la via pretoria o principale che fosse.
Non si era piú ai bei tempi delle pianificazioni imperiali e il risultato fu che i cittadini – probabilmente divisi tra una fazione progressista e una conservatrice – ricostruirono un po’ seguendo la nuova, un po’ seguendo la vecchia pianta, con i risultati che sperimentiamo tutt’ora.
@fB: mi sembra tanto una leggenda metropolitana. Per dovere di cronaca, però, devo ricordare che la Milano medievale aveva in realtà due centri: santa Tecla e san Babila. E devo anche ricordare che è una palla che la Torino medievale fosse tutta squadrata: sono stati i Savoia a ricominciare a fare le vie dritte, rimettendo a posto anche molte di quelle vecchie (vedi via Milano con lo Juvarra, ad esempio)
Stupenda, la frase :D
Decisamente una perla.
Dopo una breve ricerca online sono giunto alla stessa conclusione: leggenda.
La Milano delle prima epoca imperiale romana era sí squadrata, ma già ruotata di 45 gradi rispetto all’asse nord-sud, poco dopo, divenuta per qualche tempo sede imperiale, avrebbe acquisito edifici monumentali e perso la quadratura.
Il centro – o i centri – di Milano si sono spostati spesso, pare.
Si’, e’ vero, a Milano fa un pochino piu’ freddo e lo aveva notato anche Cartesio.
Ciao, Fabio.
CiaoFabio! Ma non avevi detto che ti eri disintossicato dai blog? vuoi riprendere il vizio? :-)
Mau, il tuo non e’ un blogh. Non e’ manco in classifica…. Ciao, Fabio.
Comunque, non ho mai avuto intossicazioni.
Non mi sto disintossicando: mi sono semplicemente rotto le ciuffole di cercare di discutere con una banda di presuntuosi massoni e di incorreggibili teste di legno talebane. Che continuino pure da soli, io ho di meglio da fare.
Ciao, Fabio.
Questa è davvero strepitosa :) standing ovation!