il Muro d’Israele

Io non ho nulla in principio contro l’idea di fare un muro alto alto fino al soffitto che separi Israele dalla Palestina. Trovo la cosa triste, ma a volte si ha da fare. L’unico piccolo problema è che questo muro dovrebbe essere fatto sul confine, non incunearsi in territorio palestinese. Pensate se gli svizzeri decidessero di fare un muro per evitare l’ingresso degli italiani, e questo muro andasse a incunearsi fino a prendere chessò Monza come enclave!
Le colonie ebraiche all’interno della Palestina? semplice, si smantellano. Oppure, se proprio a Israele piace fare i muri, glielo si fa tutt’intorno. Esatto, come in un assedio. Nessuno aveva loro detto di andare là, giusto?
ps: prima della guerra dei Sei Giorni, Gaza era parte dell’Egitto, e la Cisgiordania della Giordania.
pps: a differenza di quanto scrive Debenedetti sulla Stampa di oggi (niente link, perché tanto non è statico), sono felice che la scorsa settimana tutti e venticinque le nazioni UE abbiano votato allo stesso modo sulla mozione ONU.

2 commenti su “il Muro d’Israele”

  1. Carlo Fusco

    Dice Noam Chomsky (*):
    > If the goal were security, Israel would have
    > built the fence a few km inside its borders. It
    > could then be a mile high, patrolled on both
    > sides by the IDF, mined with nuclear weapons,
    > utterly impenetrable. Perfect security.
    Mi pare evidente che qui la sicurezza non c’entra proprio nulla. Si vuole rubare solo terra con la speranza che li si lasci fare, full stop.
    (*) http://blog.zmag.org/ttt/archives/000827.html

  2. Assolutamente d’accordo con te. Ne avevo parlato provocatoriamente in un post dal titolo “Tutti Antisemiti”, citando peraltro il blog di Noam Chomsky, che sostiene le stesse questioni.

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