Wikipedia fa crollare il PIL

La settimana scorsa, in una delle mailing list a cui ogni tanto do un’occhiata, un wikipediano olandese – no, diciamola tutta: quello che ha ideato Wiki Loves Monuments, non uno qualsiasi – ha scritto un post con questo testo:

An interesting column in Financieel Dagblad (Dutch equivalent of the Financial Times, including pink paper) it is suggested that Wikipedia has, like free news websites, a negative contribution to the economy… http://fd.nl/beurs/1141246/wikipedia-remt-de-groei

Purtroppo l’articolo in questione è dietro un paywall e quindi non posso nemmeno tentare di darlo in pasto a Google Translate, oppure lanciarmi con la mia famosissima conoscenza dell’olandese (faccio finta che sia un tedesco malscritto: non che io capisca così bene il tedesco, ma qualche parola qua e là la riconosco). Però, almeno dal punto di vista di un economista, la cosa ha perfettamente senso. Quando io lavoro gratuitamente migliorando l’enciclopedia non sto generando ricchezza misurabile: allo stesso modo, chi usa il contenuto di Wikipedia anziché comprare un’enciclopedia non sta generando ricchezza misurabile e persino chi usa Wikipedia per generare contenuto che poi vende non genera tutta la ricchezza possibile, perché c’è solo una transazione economica e non due.
E quindi? Quindi dobbiamo sperare che prima o poi si riesca a trovare una migliore misura della ricchezza del mondo, non tanto per considerare Wikipedia ma anche tutte le cose che ci migliorano ma non richiedono scambio di denaro 🙂

9 comments

  1. Un commento facile e uno difficile.
    Quello facile. Non fa crollare il PIL. Semmai non lo fa crescere.
    Quello difficile. Che cosa misura il PIL? Non certo la ricchezza del mondo, né tutto quello che riteniamo desiderabile, ma il “sovrappiù” che si crea negli scambi monetari quando c’è un vantaggio reciproco…

    • @Boris: “far crollare l’economia” è naturamente un’iperbole, però è vero che se a collaborare a Wikipedia invece che creare ricchezza con i metodi convenzionali fossero davvero in tanti ci sarebbe una differenza notevole sul Pil. (No, con i dati attuali non ce ne accorgiamo grande).
      Per il resto, per l’appunto il Pil misura il sovrappiù negli scambi monetari. Ci vorrebbe una misura dei vantaggi reciproci non legata solo al denaro.

  2. Sono tante le attività “autarchiche” e sociali che migliorano la qualità di vita, ma non vengono registrate dagli indicatori correnti: se presto il trapano al vicino; se lui mi ringrazia coi pomodori del suo orto; il car sharing per andare al lavoro; …

    • @un cattolico: la mia ipotesi è che io ho cercato subito di guardare l’articolo, e non era disponibile perché appunto appena uscito. Solo che la settimana scorsa avevo altro da scrivere e non ne ho parlato, e quando ieri sera ho preparato il post per stamattina non ho controllato. Bene, chi parla neerlandese può appalesarsi e raccontarci 🙂

      • No, no, ti confermo che copincollando l’URL che anche tu hai fornito l’articolo è tuttora non immediatamente visibile. Se però si clicca sul link da quel messaggio di Facebook, ecco che lo stesso link diventa visibile.

          • Probabilmente nella pagina dell’articolo c’è un controllo sul sito di provenienza, se arrivi da Facebook te lo fa vedere, se lo raggiungi direttamente no.

            FF

  3. Il problema è “che cosa “ha senso” per un “economista”.

    Sono troppo cattivo? 3:)