povera_matematica

come si creano i taxi dal nulla

Repubblica annuncia gioiosa come Uòlter Ueltròni sia riuscito ad avere ben 2500 taxi in più per l’Urbe, “oltre alle 450 licenze già previste in base ad accordi precedenti”. Da non crederci, vero? E infatti è solo un’acrobazia verbale.
Se continuiamo a leggere l’articolo, infatti, scopriamo che grazie a turnazioni diverse, familiari alla guida e via discorrendo, avremo
– mille taxi in più la mattina, dalle 8 alle 12 o dalle 9 alle 13
– mille in più il pomeriggio, dalle 16 alle 20 o alle 21
– cinquecento di notte.
Certo, mille più mille più cinquecento fa duemilacinquecento. Ma a questo punto potremmo mettere i microturni di un’ora e ottenere magicamente diecimila taxi in più; e non mi sono nemmeno messo a considerare il suggerimento testé arrivatomi da Zenone di Elea :-)
E tra l’altro, non vorrei che fossero anche riusciti a sommare mele con pere: le 450 licenze “nuove” non è che contribuiscano all’aumento del numero di taxi circolanti?

y2006_pipponi

la dittatura della minoranza

Oggi in Parlamento inizia la discussione sull’indulto. Come scrive Di Pietro, questa volta la legge sarà un po’ diversa da quelle nel passato: anche per i reati finanziari, di corruzione, e falso in bilancio contro la Pubblica Amministrazione verranno condonate le pene. Come mai questa novità? Come nota spietatamente Travaglio, il motivo è molto semplice: se non si fosse fatto così, afferma il capogruppo dell’Ulivo in Commissione Giustizia, Forza Italia non avrebbe mai votato a favore, e non si sarebbe raggiunta la maggioranza qualificata richiesta.
Sono commoventi gli sforzi profusi dagli italoforzuti a favore del loro sodale Cesare Previti – se le voci che si sentono in giro sono vere, i beneficiati di questo ampliamento dovrebbero essere meno di 100, se non è una legge ad personam poco ci manca – ma non credo che fare un inciucio di questo tipo sia una Bella Cosa.
D’altra parte la dittatura della minoranza non si vede solo qua. Si prenda il rifinanziamento della missione in Afghanistan. Sabato il Corsera scriveva: Uno dopo l’altro Franco Giordano, Alfonso Pecoraro Scanio e Oliviero Diliberto hanno detto a Prodi «caro Romano, se non metti la fiducia noi i nostri non li teniamo». Sarà, ma ero convinto che in queste elezioni fossero stati i segretari di partito a scegliere chi sarebbe stato eletto. Pensarci un po’ prima non sarebbe stato meglio?

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Mathematical Journeys (libro)

[copertina]
Nella serie dei libri di matematica che ultimamente mi sono preso, è stato il turno di questo (Peter D. Schumer, Mathematical Journeys, Intersciences, John Wiley & Sons 2004, pag. 199, €45.80 , ISBN 0-471-22066-3), che indubbiamente è ben più serio degli altri, e lo si vede anche dal prezzo. Purtroppo, nonostante un inizio interessante, il libro mi è parecchio scaduto. Molti pezzi sono infatti riciclati dalle storie ormai ben note, e a volte l’autore si lancia in dimostrazioni matematiche a manetta senza mettersi di buzzo buono a “farle vedere”. Detto ciò, bisogna però aggiungere che ci sono degli spunti molto interessanti, e i problemi alla fine dei vari capitoli potrebbero essere utili a un professore anche liceale che volesse far fare qualcosa di diverso ai suoi allievi.

admin

non sono nei top100

e probabilmente nemmeno nei top200. A qix.it hanno stilato la classifica dei cento blog italiani più seguiti (che poi non sono cento ma più di 200… ma quindici byte di celebrità non li si nega a nessuno).
Potrei sicuramente salire in classifica se mi venisse conteggiato il posizionamento su Alexa, ma il fatto che il mio blog sia parte di un dominio lo squalifica. Ma se è solo per questo, potrei probabilmente salire in classifica iniziando a mettere un po’ di link in giro. Ma ne vale davvero la pena? Il mio affezionato pubblico mi è più che sufficiente, e già così è una faticaccia bloccare lo spam che si intrufola nei commenti e nei trackback – che non a caso ho ormai bloccato, anche se con dispiacere perché l’idea di permettere ai lettori di vedere chi altro ha parlato di un certo argomento è molto interessante.

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trasporti

Incrocio pericoloso

Ieri Anna ed io siamo andati a Usseglio a trovare mia mamma, mio fratello con moglie e figli, e soprattutto un po’ di fresco – è persino piovuto nel pomeriggio!
La sera siamo rientrati verso Milano, e a mezzanotte e un quarto eravamo su via Lario, praticamente a casa. Peccato che a fare gli ultimi 300 metri ci abbiamo messo dieci minuti.
Da ieri, infatti, è chiuso l’incrocio tra viale Zara e viale Marche, perché devono rimettere a nuovo i binari del tram per prepararsi alla metrotranvia Milano-Cinisello che l’anno scorso si diceva essere pronta per quest’anno, e quest’anno per il 2007. Il comunicato ufficiale del Comune di Milano spiega che hanno rifatto il piano dei lavori, con doppi turni e quant’altro, per concentrare nel mese di agosto lavori che sarebbero dovuti durare quattro mesi. Non so: hanno messo a senso unico alcune vie qui intorno per sopportare i flussi delle autovetture, ma mi sa tanto che non abbiano fatto i conti giusti. Da viale Marche impediscono di arrivare fino a viale Zara e fanno girare a destra in via Lario insieme a chi arriva dritto: peccato che poi debbano tagliare la strada per girare nuovamente a sinistra. Ancora all’una, guardando dalla finestra, vedevo tutto l’incrocio bloccato; e naturalmente nessun vigile che fosse stato distaccato per sbrogliare la matassa. Non oso pensare a domani mattina, né tanto meno a domani pomeriggio, quando la zona è già bloccata per conto suo.

y2006_io

raggiungeremo quota 32?

In questo momento la temperatura nel soggiorno di casa nostra è 31.6 gradi, nonostante la camera e il bagno – dove arriva il sole – abbiano le tapparelle abbassate. Anna e io siamo sul terrazzo con il ventilatore acceso. Non ci voglio credere.

y2006_pipponi

Baricco e i Barbari

A me Baricco non piace (come scrittore, intendo: come persona, non l’ho mai incontrato). Quindi non sto leggendo “I barbari”, quello che dovrebbe essere il Grande Racconto a Puntate dell’estate di Repubblica; né pertanto so di che cosa parli esattamente.
Però oggi mi è capitato di leggere il capitolo 14 della saga. A parte scoprire che Baricco ha il vezzo di scrivere “obbiezione” con due b (la variante è corretta, ma sicuramente minoritaria) e notare come non riesca a distinguere i milioni dai miliardi, affermando che Page e Brin si sono fatti solo 20 milioni di dollari, la parte finale del capitolo mi ha fatto pensare. Parlando di come potere organizzare i tre milioni di risultati ottenuti da una ricerca su “lasagna”, spiega come nell’era Avanti Google quelli di Altavista (se siete giovani, non potete sapere che era il motore di ricerca più famoso prima dell’avvento di Google) pensarono di utilizzare degli editor che studiassero i risultati e li ordinassero per rilevanza. Prosegue scrivendo
«Anche un bambino avrebbe capito che non poteva funzionare. Però ci provarono, e per noi questo segna un’importante pietra miliare: è l’ultimo disperato tentativo di affidare all’intelligenza e alla cultura un giudizio sulla rilevanza dei luoghi del sapere. Da lì in poi, sarebbe stato tutto diverso. Da lì in poi, c’erano le terre dei barbari.»
Questo paragrafo è molto più profondo di quanto Baricco probabilmente pensi, perché rappresenta uno spartiacque di ancora un altro tipo. Dal mio punto di vista, come persona che ha anche una certa qual cultura scientifica, non c’è nessun problema a usare un sistema puramente statistico come quello di Google per avere un aiuto nella ricerca di quello che voglio. La cosa non è affatto diversa da quando ricavo le proprietà di un gas usando dei parametri, come la pressione, che sono puramente statistici; conosco i miei limiti, e mi accontento di qualcosa di approssimato, sapendo che il risultato è più che sufficiente per i miei scopi. Baricco, mi sa tanto, non riesce a comprendere questa possibilità: per lui è l’Uomo che deve essere a capo di tutto, quasi fosse un creazionista. E in questo furore, non si rende nemmeno conto che non sarebbe comunque possibile che tutti gli Uomini si accordassero su quale tra i tre milioni di pagine che contengono il termine “lasagna” sia la più importante.
Insomma, siamo alla solita diatriba: l’umanista si ritiene superiore ai barbari, e non gli viene nemmeno in mente, nonostante quanto faccia finta di affermare, che i “barbari” potrebbero avere qualcosa di utile. Io lo lascio tranquillamente in quella che lui crede essere una Fort Alamo ma non è altro che una turris eburnea. Si diverta pure così.

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