povera_matematica

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13 litri

Massimo Manca mi segnala questa rassegna fotografica di Repubblica, dove un granchio gigante da tre metri e mezzo di apertura “zampale” è stato messo in un acquario speciale, pieno di quasi… 13 litri d’acqua (fredda, per non cuocerlo).
Non ci vuole una grande scienza a calcolare che se il granchio è 3,5 metri per diciamo mezzo metro, l’altezza dell’acqua per arrivare a 13 litri è circa… un centimetro, il tutto senza nemmeno lasciare lo spazio per muoversi. Non ci vuole nemmeno molto – basta fare una ricerchina in rete – per capire che Repubblica, assieme a tanti altri siti, ha semplicemente copiato il comunicato Ansa: un po’ di lavoro in più e si scopre anche che la notizia originaria parla di «A special aquarium with 12,750 liters of cold water». Posso capire che qualcuno si confonda e non si accorga che la virgola nei paesi anglosassoni serve per dividere le migliaia; non posso però capire come uno non si accorga che tredici litri sono nemmeno nove bottiglie d’acqua da un litro e mezzo.

Ultimo aggiornamento: 2013-07-03 21:21

italica_stampa, povera_matematica

quanti gradi!

[una virata a 360 gradi] Pietro mi segnala questo articolo della Gazzetta del Sud che inizia con uno dei classici topoi del giornalismo che ha paura dei numeri: una “virata a 360 gradi”.
Basta pensarci un attimo e il concetto di virata a 360 gradi fa subito venire in mente quello di “inversione a O”: però bisogna appunto pensarci su, e non far partire immediatamente il neurone che si è attivato al pensiero di frasi tipo “le indagini sono condotte a 360 gradi” – frase questa che ha indubbiamente un senso, almeno se si vogliono escludere interventi divini o infernali e quindi ci si limita a indagini sul piano.
Kudos a Pietro per essersi immediatamente accorto della frase!

Ultimo aggiornamento: 2013-05-22 10:02

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niente probabilità bayesiana, siamo inglesi

Per una volta non punto il dito contro gli italiani; la storia che vi racconto, presa da qui, riguarda un tribunale inglese. In un processo d’appello, gli avvocati dell’imputato, tra le altre cose, rigettarono le conclusioni del giudice di primo grado, che stabilì che un incendio era divampato a causa di un mozzicone di sigaretta: per il giudice la causa era sì improbabile, ma molto meno improbabile delle altre cause possibili. L’appello è stato rigettato per altri motivi, ma il giudice di secondo grado non ha ritenuto ammissibile quanto indicato dal suo collega: cito in particolare una frase incriminata.

«A volte il “bilancio di probabilità” standard è espresso matematicamente come “50% e più di probabilità”, ma questo può portare con sé il pericolo di pseudo-matematica, come l’argomento ha dimostrato in questo caso. Nel giudicare se le ragioni per credere a una derivazione particolare di un evento sono più probabili che le ragioni per non crederlo, il processo non è scientifico (anche se può ovviamente comprendere una valutazione di prove scientifiche); esprimere in termini percentuali la probabilità che un evento sia successo è illusorio.»

David Spiegelhalter, che ha scritto quel post, ha spiegato il concetto che sta dietro a quell’affermazione in poche parole: «Io insegno l’approccio bayesiano agli studenti postdoc che frequentano il mio corso a Cambridge ‘Statistica bayesiana applicata’, e così ora dovrò dire loro che tutta la filosofia dietro il mio corso è stata dichiarata illegale da una Corte d’Appello. Spero che non gli dispiaccia.»
L’approccio bayesiano non è in effetti semplicissimo da capire, soprattutto se uno si trova davanti la formulaccia relativa; prima o poi mi dovrò decidere a spiegarlo in maniera magari non formalmente corretta ma più comprensiile. In due parole, però, il tutto si riduce a partire da una stima e applicare l’evidenza dei fatti per togliere i casi che con la nuova conoscenza si dimostra essere impossibili; esattamente quanto è stato definito “illusorio” dal giudice in questione. Io mi diletto a parlare di temi legali, ma poi accetto le spiegazioni di chi di quei temi è esperto; perché un giudice non può fare lo stesso?

Ultimo aggiornamento: 2013-03-11 07:00

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horror vacui

Ieri e oggi la pagina milanese delle lettere al Corriere ospita due interventi di persone che si sentono disturbate dal fatto che ATM non ha affatto pensato a rinominare la linea M5, che finalmente verrà inaugurata il prossimo 9 febbraio, in M4: prima di vedere circolare un treno sulla M4 aspetteremo se va molto bene altri due anni, e in questo lasso di tempo “tutti ci rideranno dietro”.
È chiaro che i numeri hanno poteri magici, e questo salto di numerazione potrebbe avere delle serie ripercussioni sulla sanità mentale di molti. Mi chiedo però come facciano questi molti a non sentirsi altrettanto sbalestrati notando che le linee tranviarie milanesi sono attualmente numerate 1, 2, 3, 4, 5, 7, 9, 12, 14, 15, 16, 19, 23, 24, 27, 31, 33. Peggio ancora, la 31 è relativamente recente: eppure ATM non ha pensato a denominarla 6 per ovviare almeno in minima parte alla parcellizzazione dei numeri di linea… Ma forse mi sono perso le accorate lettere di protesta che sicuramente vennero spedite anche allora.
(per i diversamente umoristi: i numeri di linea sono delle semplici etichette, e non hanno alcuna necessità di essere consecutivi)

Ultimo aggiornamento: 2013-02-01 11:25

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trent’anni? non proprio

Repubblica lo scrive nel titolo: «Stipendi, crescita ai minimi dal 1983». Il Corsera pure: «Salari, aumento ai minimi dal 1983». La Stampa addirittura titola «Gli stipendi ai minimi da trent’anni». Libero? non parliamone. «Stipendi fermi e prezzi al rialzo»
Ora, non è che le cose siano rose e fiori: il risultato del 2012 è il peggiore dal 1995. Ma non per la ragione indicata da tutti i giornali! L’aumento nominale degli stipendi non ha alcun senso, se non lo si mette in rapporto con l’inflazione. È la differenza che conta, non il valore assoluto. Però volete mettere la cifra tonda della differenza di anni?

Ultimo aggiornamento: 2013-01-28 19:55

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Gomitolo elettorale

Sono ragionevolmente certo che il testo della proposta di legge elettorale Calderoli-N (ma com’è? gli hanno appaltato il lavoro perché agli altri veniva da ridere?) non è quello che ho letto adesso su Repubblica, e che ho salvato come immagine qua per sicurezza. Banalmente, non ha senso che il premio di maggioranza cresca in valore assoluto quando la percentuale di voti presi dal primo partito cresce, visto che poi c’è comunque un taglio a un valore massimo.
Ma comunque sto ancora cercando di capire se l’introduzione di regole sempre più barocche sia la conseguenza di un preciso intento di rendere impossibile a chiunque intuire cosa succederà esattamente, oppure deriva dalla completa ignoranza dei più elementari concetti non dico matematici ma addirittura aritmetici. Secondo me ci rideranno dietro ancor più che adesso.

Ultimo aggiornamento: 2012-11-21 19:30

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CGIA Mestre: stipendi percepiti o percepiti?

Sapete cos’è la CGIA di Mestre? L’equivalente del Codacons, e ormai direi anche de ilMeteo.it. Una persona che non si sa ben come – io voto per fluttuazioni statistiche e teoria delle valanghe – è riuscita a fare in modo che l’associazione da lui a volte fondata ma certamente da lui diretta sia sempre intervistata da tutti i media tradizionali cartacei e televisivi, senza nessuno che questioni le affermazioni. Lo ammetto, sono invidioso: non sono mai riuscito ad assurgere a un simile ruolo.
Ad ogni modo, oggi ho sentito al GR di Radio Popolare che secondo la CGIA le nostre tredicesime sarebbero state più leggere di una ventina di euro almeno. Poi mi è capitato di rileggere la stessa cosa su Repubblica online: «Cgia, tredicesime più leggere – Quest’anno fino a -46 euro» . A questo punto ho deciso di andare direttamente alla fonte per capire cosa abbia detto la CGIA di Mestre, o per essere più precisi «il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi». Titolo della notizia: Quest’anno tredicesime piu’ leggere.
Il testo spiegherebbe così chi è che ci toglierebbe i soldi:

“Purtroppo quest’anno l’inflazione è cresciuta più del doppio rispetto agli aumenti retributivi medi maturati con i rinnovi contrattuali. Se nei primi 9 mesi di quest’anno il costo della vita è cresciuto del 3,1%, l’indice di rivalutazione contrattuale Istat è salito solo dell’ 1,4%. Pertanto, nei primi 9 mesi di quest’anno, rispetto allo stesso periodo del 2011, il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti è diminuito”.

Siete riusciti a scoprire la logica del segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi? Nel caso non l’abbiate capita, andatevi a leggere il paragrafo successivo, dove spiega che hanno preso uno stipendio, l’hanno aumentato dell’1,4%, poi l’hanno abbassato del 3,4% e hanno guardato la differenza. Se la cosa non vi è ancora chiara, andate a vedere il PDF preparato dalla CGIA, dove si vedono eseguiti in pratica questi conticini della serva.
Ricapitolo: alla CGIA qualcuno ha preso un po’ di numeri a caso, ha ricavato che il valore assoluto della tredicesima mensilità sarebbe stato un po’ più alto di quello dell’anno scorso, ha considerato però che il potere d’acquisto sarebbe stato un po’ più basso di quello dell’anno scorso, e ha terminato dicendo che “le tredicesime saranno più leggere”. Inutile dire che con questo medesimo ragionamento il mio stipendio di ottobre è stato più “leggero” di quello di ottobre 2011, tanto per dire. Inutile ribadire che il termine “leggero” è sempre stato usato con il significato di “con una quantità minore di soldi”, non con quello di “che può comprare meno roba”.
In una qualunque nazione con un minimo di cultura, ammesso e non concesso che qualcuno desse generalmente retta a “studi” così pregni di informazione, il testo giornalistico avrebbe preso il testo del comunicato e l’avrebbe rivoltato per scrivere un articolo in maniera corretta: in Italia ovviamente no. Ma forse questo capita per la stessa ragione per cui Codacons, CGIA di Mestre, ilMeteo.it sono tanto considerati…

Ultimo aggiornamento: 2012-11-03 19:38

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