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Stavolta non è rep.it ma il Corsera, che dileggia Giorgino Doppiavu Bush perché nel discorso preparatogli in occasione dell’assemblea dell’ONU erano indicate le pronunce figurate dei “nomi strani”, come “sar-KO-zee” (Sarkozy) oppure “moor-EH-tain-ee-a” (Mauritania).
Ci sono tante cose su cui sbeffeggiare Bush, e anch’io l’ho fatto spesso. Ma onestamente non riesco a capire dove fosse stavolta il problema. Nessuno nasce imparato, e occorrerà bene capire come pronunciare nomi stranieri. Le “indicazioni per la dizione”, con la pronuncia similamericana e le sillabe accentate in maiuscolo, sono il metodo standard usato nei paesi di lingua inglese: chi non ci credesse può vedere ad esempio il Merriam-Webster. Che ci fossero “nomi e numeri di cellulare degli speechwriter di Bush” significa semplicemente che c’era la possibilità che il presidente chiedesse loro lumi: il che oggettivamente mi pare una cosa positiva e non negativa, tranne per chi crede alle favole e immagina che i discorsi di un leader siano tutti scritti di proprio pugno dal leader stesso.
L’unica cosa che mi viene in mente è che si voglia far passare il concetto che “i nostri politici non fanno così”. Insomma, che pronuncino a caso i nomi stranieri e che non chiedano nulla a nessuno, non fosse mai che arrivino loro degli utili suggerimenti.
Aggiornamento: anche la Stampa si accoda. Stupisce ancora più l’assenza di Repubblica.
