Handover?

Scott Alexander, oltre a essere logorroico, è anche un grande sostenitore dell’IA in formato “bravi ragazzi”. Nel suo pippone della settimana scorsa ha spiegato in lungo e in largo perché decidere volontariamente che le IA reggano la nostra civiltà (“Handoverism”, potremmo dirlo trasferimentismo), e perché questo è diverso dal “successionism”, dove le IA prenderanno comunque il controllo ma perseguendo i propri interessi. Si affretta a dire che i suoi scenari sono tutti fantascientifici, ma facciamo finta anche noi che potrebbero essere messi in pratica, non dico tra quattro anni come in un suo esempio ma tra venti anni per non andare troppo lontano nel tempo.

Io mi sono letto tutto il pezzo, compresa la parte finale dove mette a confronto le IA con Dio, passa dalla citazione biblica di quando gli ebrei dicono di volere un re, Samuele cerca di spiegare che non sarebbe una buona idea ma Dio gli dice “Vogliono un re? Peggio per loro” e continua dicendo “Beh, Dio ha permesso agli ebrei di tornare nella Terra Promessa, ha lasciato che non si partorisse più con dolore per mezzo dell’epidurale, ha lasciato che il lavoro d’ufficio abolisse il dover faticare per ottenere ciò per cui vivere, magari cancellerà anche la sua maledizione dei regnanti”. Però tutto il suo racconto si basa su un assioma: che le IA possano essere allineate e quindi volere i nostri interessi. A parte che al momento non mi pare proprio sia così, direi che il suo argomento è circolare: se le IA sono buone è meglio che ci governino, ma ci governeranno proprio perché sono buone. Diciamo che io non ho fiducia né nell’umanità né nelle intelligenze artificiali, e a questo punto tanto vale rimanere come siamo…

Ultimo aggiornamento:: 2026-10-25

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