Ieri sera, tornato dalle prove del coro, Anna mi dice che Cecilia ha ricevuto su WhatsApp reel di Instagram e messaggi che dicevano che l’indomani ci sarebbe stato casino alle scuole. Cerco di capire cosa è successo, e mi faccio l’idea che è tutta una strategia per impaurire la gente. Diciamo che al limite mi preoccuperei per cosa succederà venerdì e nel weekend, ma in settimana no.
Stamattina quando suona la sveglia Anna mi dice “Allora accompagni a scuola Cecilia?”. Che dovevo rispondere? Vabbè, era chiaro che il mio fattivo contributo nel caso ci fossero davvero stati disordini sarebbe stato fare immediatamente dietrofront, ma tant’è.
Arrivati davanti alla scuola, come del resto preannunciato dalle compagne di Cecilia e in seguito anche segnalato sul giornale, ci siamo trovati un picchetto. Tanti studenti fuori dai cancelli chiusi, una ragazza con un megafono che diceva qualcosa di incomprensibile: una volta i megafoni li facevano meglio. Zero polizia, anche nelle vie vicine. Sono poi arrivate due compagne di Cecilia, che mi ha fatto amabilmente capire che potevo togliermi dai piedi, cosa che appunto ho fatto. Alle 9 ha poi scritto che sono entrati in classe, ma erano in quattro: insomma tutto secondo copione.
L’unica cosa che mi chiedo è da dove sono partiti tutti i messaggi, considerando che da quanto ho capito non erano limitati alla scuola di Cecilia.
