Il 16 settembre mi è arrivato un SMS che aveva come mittente MyCompass e testo «Gentile Cliente, ti inoltriamo l’informativa Privacy: https://www.compass.it/ share/pdfs/COM087FART135.pdf» (ho aggiunto uno spazio per evitare che qualcuno clicchi per sbaglio sul link). Ovviamente io non ho mai interagito con Compass. Avrei potuto semplicemente buttare via come al solito il tutto, ma il fatto che da SMS non possono mettere un link fasullo e quindi si finiva sul sito Compass e quel “pdfs” con la esse finale, oltre a un nome di file oscuro, mi hanno insospettito: non è che hanno bucato il sito? Chiedo al mio amico avvocato che posso fare e lui mi dice “scrivi al loro DPO” (il Data Protection Officer) e poi “Se proprio vuoi avere senso civico, anche ad ACN” (l’Agenzia per la Cibersicurezza Nazionale). Io guardo il sito ACN e trovo scritto “non rompeteci le palle con le segnalazioni”. Cerco il DPO di Compass, scopro che è a Mediobanca, e gli scrivo, dicendo che il sito potrebbe essere compromesso e che comunque non ho cliccato nulla quindi io personalmente non ho problemi. Il 18 (quindi non il giorno successivo ma quello dopo) mi scrive Compass con titolo “Reclamo Inserito” e testo “Gentile Cliente, abbiamo ricevuto il suo reclamo che verrà evaso entro 30 giorni. Inoltre, potrà prendere visione delle modalità di trattazione dei reclami sul sito della Società, nella sezione Dalla Parte dei consumatori. Compass Banca S.p.A. Ufficio Reclami”.
Ok, hanno ancora più di tre settimane per evadere il mio “reclamo”, che reclamo non è. Vi terrò informati se avrò un’ulteriore risposta. Quello che mi chiedo è se qualcuno ha effettivamente letto la mia mail, che tra l’altro è stata spedita a uno specifico indirizzo e non a un generico “contatti”; e soprattutto mi chiedo cosa devo fare la prossima volta con il mio senso civico. È possibile che mi sia sbagliato e il loro sito sia blindato, ma con una comunicazione di questo tipo continuo ad avere dei dubbi.
Ultimo aggiornamento:: 2026-09-23