AI 2040

Già nel 2005 (!) Raymond Kurzweil scrisse il saggio La singolarità è vicina, dove affermava che entro il 2050 le macchine “ci taglieranno fuori dal ciclo”, nel senso che saranno così più intelligenti e veloci di noi che non conteremo nulla. Dieci anni dopo il filosofo Nick Bostrom scrisse Superintelligenza, dove ha provato a indicare tutti i modi possibili – e sono tanti – in cui le cose potrebbero andare male se si arriverà ad avere una intelligenza artificiale troppo intelligente. Ora sono in tanti a parlare di AGI, “Artificial General Intelligence”, e ASI, “Artificial SuperIntelligence”, come qualcosa che è dietro l’angolo. E quindi?

Un gruppo di persone ha scritto AI 2040, un sito che mostra un insieme di scenari possibili più o meno letali: Scott Alexander nel suo blog parla del suo preferito, Plan A: A come Accordo (Agreement), come Aristotelico (Aristotelian, più che altro “in medio stat virtus”), come Abbondanza (Abundance), come Allineamento (Alignnent, nel senso che si riuscirà a mantenere “brave e buone” le IA), come Assieme (All of us), ma soprattutto A come America, il che dovrebbe darvi già un’idea del punto di vista degli autori. Ecco qui sotto comunque lo schema, tratto dal sito, dei possibili piani d’azione; come vedete, secondo loro il tempo stringe davvero. (Ma ho il sospetto che “2029” sia stato scelto per non considerare la variabile impazzita Trump)

tabella con gli scenari di AI 2040

Riassumo in poche parole come in AI 2040 si pensa che gli scenari si evolveranno Il piano D (cercare di ottenere l’ASI il prima possibile) probabilmente porterebbe a una guerra mondiale, tutti contro gli USA prima che riescano a ottenerla. Il piano C (il presidente USA blocca lo sviluppo delle IA) risulterebbe troppo rischioso, perché i cinesi non si fiderebbero e quindi proseguirebbero per conto loro, e non si sa cosa farebbe il resto del mondo; il rischio di guerra è sempre troppo alto. Il piano B, attaccare la Cina in modo da poter poi essere più tranquilli, “funzionerebbe” più o meno come quello del dottor Stranamore. Il piano S (fermare tutto, d’accordo con la Cina) sarebbe probabilmente il migliore in assoluto, se tutto andasse bene; ma chi assicurerebbe che qualcun altro non riparta alla caccia all’AGI, con le poche GPU che non è stato possibile requisire?

Resta appunto il piano A: USA e Cina si accordano per uno sviluppo lento e controllato, gestito da poche aziende nelle due nazioni e permettendo controlli incrociati perché nessuno bari, e fermando definitivamente lo sviluppo IA a “Top expert”, sotto la soglia di superintelligenza. Vi lascio il piacere di leggere lo scenario utopico che ne uscirebbe, con un PIL mondiale che crescerebbe annualmente a due cifre, se non addirittura a tre (cioè raddoppierebbe da un anno all’altro), e la ricchezza delle singole persone che crescerebbe ancora di più, altro che reddito di cittadinanza. È qui che vedo il famoso sogno americano messo nero su bianco: non riesco a capire come sia possibile che persone sicuramente molto intelligenti non riescano a preparare un elenco di casi in cui qualcosa andrà male, come aveva fatto Bostrom, e seguano la famosa massima “l’ottimismo è il sale della vita”. Sarà che invecchiando sono diventato troppo cinico.

Ultimo aggiornamento:: 2026-07-12

1 commento su “AI 2040”

  1. Mannò, non rattristarti! E’ evidente che queste previsioni nefaste sono tutte sbagliate! Capisco che negli USA la terra è piatta e il resto del mondo non si vede, passi anche capire poco della Cina contemporanea, ma non citare l’Europa come faro illuminante delle tecnologie AI attuali e future è semplicemente ridicolo!

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