Io e il TLD .it

Negli anni 1990, la gestione dei dominii Internet in Italia era peculiare. C’era il GARR che per ragiorni storiche gestiva la parte tecnica, e un insieme informale di Internet provider, avvocati, semplici appassionati (come dimenticare Giorgio Giunchi?) e ricercatori GARR che definivano le regole per l’assegnazione dei nomi a dominio sotto .it. Questo gruppo si chiamava Naming Authority, mentre la parte tecnica era la Registration Authority.

All’interno della Naming Authority io come al solito sono entrato di soppiatto, ma poi ho scalato posizioni: nel 1998 sono stato eletto membro del Comitato Esecutivo e nel 1999 ne sono stato Direttore esecutivo. Poi nel maggio 2002 sono diventato vicepresidente, fino alle mie dimissioni a ottobre 2003. Occhei, quest’ultimo era un incarico puramente rappresentativo, ma non stiamo a sindacare! La cosa più strana è stata che fui votato nonostante lavorassi nel gruppo Telecom Italia, odiato da tutta la categoria dei provider perché da monopolista faceva strapagare l’affitto delle linee dati. È vero che lo CSELT non contava molto, ma comunque è stato un bel risultato. Peccato che non ebbi la forza di oppormi alla liberalizzazione immediata dei nomi a dominio a fine 1999, che bloccò per mesi le registrazioni. È vero che la Registration Authority aveva spergiurato che non ci sarebbero stati problemi, ma io non ne ero così certo, e avrei almeno potuto fare scrivere nero su bianco la mia opposizione. È chiaro che io non posso fare il politico.

Nel tempo ho scritto qualche documento a riguardo, che è conservato qui nel sito. Parecchi di questi sono apparsi sulla defunta e-zine Beta.