Con tutti gli anni alle mie spalle, è solo normale che mi si trovi citato in rete. Qui raccolgo qualcuno dei link che mi capita di vedere.
Wikipedia

- Elizabeth Schumacher, Italian Wikipedia shuts down in protest of EU law, Deutsche Welle, 7 marzo 2018, https://www.dw.com/en/italian-wikipedia-shuts-down-in-protest-of-proposed-eu-copyright-law/a-44512184 . Hanno recuperato il lancio Ansa con le mie dichiarazioni: così anche gli anglofoni possono sapere che esisto…
Libri

- Robert Kiesling, Linux, the complete reference, https://archive.org/details/linux00john . Il libro è © 1997, e mi ero completamente dimenticato che avevo tradotto due dei miei articoli sui “comandi Unix buffi”. Ma la rete non dimentica. Quello che conta è che ho la prova provata che io e Linux siamo andati d’accordo da una vita!

- Internet Yellow Pages 2010.. Potrà sembrare incredibile ai giovani, ma ai tempi pubblicavano libri cartacei con raccolte di siti. Ed è ancora più incredibile che sia stato inserito xmau.com (con un pallino su 5 per la grafica, ma questo sicuramente ci sta) https://books.google.it/books?id=lcy0hc5cXBgC&pg=PA477&dq=%22maurizio+codogno%22
Articoli

- Alessandro Perissinotto, nel numero del 15 settembre 2016 “Il vecchietto dei Muppet” della sua rubrica su TorinoSette, scrive “Alla spiegazione di questo fenomeno alcuni matematici sono arrivati a dare delle dimostrazioni convincenti (vedi il bel libro di Maurizio Codogno, intitolato «Matematica in pausa caffè» ed edito dalla torinese Codice edizioni)”. E se lo dice lui…
Interviste

- Fabio Metitieri, Spiacenti, la conoscenza enciclopedica si è trasferita online. Wikipedia e le altre: un fenomeno in rapida espansione destinato a determinare cambiamenti di portata epocale, Biblioteche oggi Gennaio-Febbraio 2009, pp. 15-22, https://web.archive.org/web/20140719220218/http://www.bibliotecheoggi.it/content/20090101501.pdf 477&dq=%22maurizio+codogno%22 . Metitieri, dal punto di vista di un bibliotecario, mi intervistò su Wikipedia. “Ciao, Fabio” era un troll fatto e finito, ma in realtà faceva domande molto serie: semplicemente non sopportava chi scriveva a vanvera.

- Massimo Sideri, Maurizio, dal primo sito web nel ’94 all’impegno giornaliero in Wikipedia, Corriere della Sera, 25 marzo 2011, https://www.corriere.it/economia/trovolavoro/11_marzo_25/sideri-maurizio-primo-sito-web_87bc32d4-56c7-11e0-847d-b307f7e234b2.shtml. Ormai lo possiamo considerare amarcord: è comunque uno dei pochissimi posti in cui racconto il mio passato.