Lo scherzetto di Springer

Lunedì scorso Marco d’Itri mi ha segnalato che la Springer aveva (silenziosamente) reso liberamente disponibili i PDF dei libri della sua serie “Graduate texts in mathematics” più vecchi di dieci anni (cosa che per un testo tecnico di matematica è solitamente irrilevante). I link effettivamente c’erano, ma la cosa mi lasciò parecchio perplesso: e in effetti, come si può leggere al link originale, “Springer have pulled the free plug”:

Inutile dire che tutto questo è derivato da un errore compiuto da qualcuno alla Springer, e ancora più inutile rimarcare che l’editore ha tutti i diritti di copyright su quei testi – che, come dicevo sopra, sono ancora utili per imparare cose: chiaro che non sono testi adatti a tutti, e probabilmente io farei fatica a leggerne la maggior parte. Quello che forse è meno inutile è ricordare che il prezzo che viene richiesto per acquistare legalmente una versione elettronica è assurdo, e che questo scherzetto porterà con buona probabilità meno soldi a Springer. Un PDF legale a dieci dollari verrebbe probabilmente comprato; se costa 30-40 dollari è più facile che si vada a cercare uno dei torrent che sono già stati creati da chi si è lanciato a scaricare tutto immaginando che la pacchia sarebbe durata poco. (Il torrent è illegale, ma chi ha scaricato l’ha fatto legalmente).

13 comments

  1. Immaginami sorridente che guardo i miei pdf nuovi, legalmente ottenuti.

      • come dimostrarlo è un problema di Springer.
        (Poi la maggior parte di quei libri circolava comunque già se si sapeva dove cercare)

        • Non direi, in caso di un irrealistico controllo della Finanza, sei tu a dover dimostrare di averlo scaricato gratuitamente lecitamente (per una svista di un tecnico di Springer).

          • no, io dico di averlo scaricato dal sito Springer nei giorni tra il 28 dicembre e il 2 gennaio e che non ho la ricevuta (come non ce l’ho di tutti i libri che ho comprato di cui ho preso una licenza d’uso, del resto). Chiedano loro a Springer.

          • Se la Springer negasse (sempre irrealisticamente) l’errore del tecnico, in che modo si potrebbe dimostrare che mente? (Non escludo che si possa, ovviamente).

          • No, non funziona così. Già adesso c’è fior di istituzioni (io so per certo che questo è il caso dell’accademia delle scienze polacca, quindi immagino molti altri casi anche piú blasonati) che hanno un abbonamento con Springer per poter scaricare liberamente i pdf di ogni possibile libro edito da loro; e questi pdf possono poi essere girati liberamente ai sensi del fair use (per esempio, mettendoli in comune con un coautore). A farla breve, sarebbe impossibile per Springer decidere quali siano i pdf legali e quali no.

            Detto questo, dubito che sia stato un errore, piú probabilmente si è trattato di un test. Elsevier fa lo stesso da anni, ma coi pdf degli articoli pubblicati su riviste (a prezzi ancora piú insensati: non di rado $30 ad articolo!

        • Nel mio sito di fiducia già da diverso tempo circolavano file pdf di roba springer con filename generati nello stesso modo del sito ufficiale (quindi immagino presi da lì). Io ho saputo della cosa tre giorni fa: evidentemente era noto ad alcuni da ben prima…oppure qualcuno ha un account premium e scarica con condivisione.

  2. Non credo davvero che Springer ci guadagnerebbe di piú col modello da te ipotizzato. Già adesso praticamente nessun privato compra un libro Springer, a parte casi davvero rarissimi di assoluti bestseller (nel mio ambito, l’analisi, mi vengono in mente al massimo due o tre casi). Springer vive di vendite alle biblioteche universitarie, che i libri li comprano comunque, spesso in abbonamento collana per collana; qualche pdf sparso al massimo procura loro pubblicità, secondo me.

    Poi, aggiungo a voce bassa un mio episodio di vita vissuta: quando ho pubblicato un libro con Springer, il pdf è comparso sui siti russi che tutti conosciamo una settimana prima della pubblicazione ufficiale. Il pdf non l’ho uploadato io, era di qualità perfetta e con persino i crosslink, quindi non era una scansione (neanche una scansione perfetta), ma proprio il sorgente. Non aggiungo altro – e peraltro io me ne sono sinceramente compiaciuto, anche se magari così ho perso qualche centesimo di diritti d’autore; ma piú probabilmente no, come dicevo prima.

    • OT: nel caso tu sia ancora lì… Ma come fanno a non vergognarsi gli abitanti di Ulm dello Ulmer Spatz e della storiella connessa?! Quando ci andai era persino nelle guide della cattedrale…

      • Ne sono addirittura molto fieri. È uno dei motivi per cui mi sono allontanato con gioia dalla città 🙂