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parole:algebra

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parole:algebra [2011/11/23 21:23] (current)
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 +=====algebra=====
  
 +La parola **algebra**, tanto per cambiare un poco rispetto alla solita solfa etimologica greco - latino - Dante - italiano, è di tutt'altra origine. Forse sapete il termine deriva dall'arabo al-gabr (permettemi la traslitterazione, non sono capace di scrivere in arabo...) e che fu Fibonacci nel suo //Liber Abbaci// a rendere implicitamente noto il nome, parlando del matematico persiano Muhammad ibn Musa al-Kwarizmi e della sua opera //Al-Kitab al-muktahar fi hisab al-gabr wa'l-Muqabava//, che significa più o meno "Compendio sul Calcolo per Completamento e Bilanciamento" e tratta la risoluzione delle equazioni di primo e secondo grado. Ma questo è solo l'inizio della storia.
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 +Innanzitutto, per la cronaca, la g in al-gabr è dolce: non per nulla diciamo "algebra" e non "alghebra". In altre traslitterazioni potreste dunque aver letto al-jabr: scegliete voi come scriverlo, insomma. La parola al-gabr significa in arabo "completamento", o se preferite "unione", "connessione", e quindi capite perché al-Khwarizmi l'abbia usata nel suo trattato, visto che riduceva le equazioni in una forma più facilmente trattabile e pertanto risolubile. Ma vuole anche dire "ridurre" nel senso di "aggiustare". E in effetti il termine nacque... in medicina. Nei trattati altomedievali, infatti, al-gabr significava riduzione al proprio posto delle ossa dislocate, Ora non credo che - come in Europa erano i barbieri a fare da chirurghi - nella Persia medievale i matematici dovessero anche occuparsi di rimettere a posto le ossa rotte; resta il fatto che perlomeno il nome è stato riciclato così.
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 +Nella matematica occidentale il termine iniziò poi ad acquistare un significato più ampio e a contrapporsi alla geometria e all'aritmetica - l'analisi in effetti aveva ancora da essere inventata. Man mano che si sviluppava una notazione apposita per trattare le equazioni, l'algebra diventava sempre più  importante e utile. Dante non ha fatto in tempo a usare la parola, che pertanto entrò nella lingua italiana per mezzo dell'altro grande neologista scientifico, Galileo. Nel 1606, secondo il DELI, la si trova nel suo semisconosciuto trattato //«Le operazioni del compasso geometrico et militare»//, col significato di "ramo della matematica che studia il calcolo letterale e le equazioni algebriche, introducendo l'uso dei numeri negativi e complessi".
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 +Tale definizione mi sembra leggermente anacronistica - è vero che il Viète aveva già una notazione letterale ma bisogna aspettare Cartesio per la terminologia attuale - ma indubbiamente valida, almeno per quanto si studia a scuola sotto quel cappello: chi va all'università scopre poi che l'algebra con il XIX secolo ha in un certo senso mutato ambito e ora si occupa delle strutture matematiche astratte di trasformazione, a partire da gruppi, anelli e campi. Trasformazione che ha avuto anche l'aggettivo associato alla parola: inizialmente si diceva "algebraico" e "algebratico", e solo nella seconda metà dell'Ottocento prese il sopravvento l'attuale forma "algebrico", più o meno insieme alla scuola italiana di geometria algebrica che per vari decenni fu la migliore del mondo.
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 +Siamo arrivati in fondo, e qualcuno di voi magari si ricorda che questa rubrica dovrebbe parlare di parole che hanno un senso diverso in matematica e nella vita comune. Dire che algebra sia l'aggiustamento delle ossa non vale; fortunatamente il Fanfani, nel suo dizionario del 1863, fu il primo a riportare il lemma con l'ulteriore significato di "cosa complicata, difficile da capire", meritandosi l'entusiastico plauso di decine di migliaia di studenti...
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parole/algebra.txt · Last modified: 2011/11/23 21:23 by xmau