Sicuramente sapete cosa sono i numeri irrazionali: sono quelli che non possono essere espressi come rapporto (in latino ratio) di due numeri interi. Probabilmente sapete anche che la radice quadrata di 2 è un numero irrazionale, e magari avete visto anche la dimostrazione relativa, che viene venduta come scoperta di Pitagora. E in effetti c’entra il teorema di Pitagora, applicato a un triangolo rettangolo e isoscele: se i cateti di questo triangolo sono lunghi 1, allora il quadrato dell’ipotenusa è 2, e pertanto l’ipotenusa stessa è √2. La dimostrazione procede per assurdo: se fosse esprimibile come un rapporto a/b, possiamo supporre che a e b non siano entrambi pari – altrimenti basterebbe dividerli entrambi per il loro massimo comun divisore e ottenere una coppia con quella proprietà. Ma per definizione (a/b)² = 2, cioè a² = 2b²; quindi a è pari e b dispari. Peccato che a² allora dovrebbe essere multiplo di 4, mentre 2b² non lo è.
Si è poi scoperto con Cantor che “quasi tutti” i numeri sono irrazionali, anzi trascendenti: non sono cioè radici di un polinomio a coefficienti interi. √2 non è trascendente, per esempio, perché è una radice di x²−2=0. Tra i numeri più famosi, ci sono π ed e, che in effetti sono entrambi trascendenti: ma c’è voluto un bel po’ di tempo per scoprirlo. Charles Hermite dimostrò la trascendenza di e nel 1873, e tra l’altro fu il primo caso di un numero trascendente che non era stato costruito apposta: detto in altri termini, i numeri trascendenti avevano senso e non erano solo dei giochetti a cui i matematici amavano indulgere. Si sapeva però che era un numero irrazionale: la dimostrazione di questo fatto da parte di quel grande giocoliere che era Eulero è abbastanza semplice da poter essere raccontata qui.
Sappiamo che e è uguale alla somma infinita 1/0! + 1/1! + 1/2! + 1/3! + …, e quindi è maggiore di 2,5 (prendete i primi tre termini della somma) e minore di 3 (la somma è minore di 1 + 1/1 + 1/2 + 1/4 + 1/8 + …). Quindi se è esprimibile come una frazione m/n sappiamo che n è maggiore o uguale a 3. Ammesso per assurdo che esista una simile frazione, scriviamo e = P+Q, dove
P = 1/0! + 1/1! + 1/2! + 1/3! + … + 1/n!
Q = 1/(n+1)! + 1/(n+2)! + 1/(n+3)! + …
Se ora moltiplichiamo entrambi i membri dell’equazione per n!, a sinistra abbiamo n!e = (n−1)!m che è un numero intero; a destra n!P + n!Q, e visto che il primo addendo è anch’esso intero pure il secondo lo deve essere. Ma n!Q vale
1/(n+1) + 1/(n+1)(n+2) + 1/(n+1)(n+2)(n+3) + …
che è minore di
1/3 + 1/(3·3) + 1/(3·3·3) + … = 1/2, il che è impossibile. Pertanto e non può essere razionale.
Che dire della dimostrazione? Che sfrutta biecamente il fatto che lo sviluppo in serie infinita di e converge davvero in fretta. Eulero non si è mai preoccupato troppo di studiare bene i criteri di convergenza di una serie infinita, ma in questo caso – con tutti gli addendi positivi – non c’erano comunque problemi. Certo che non bisogna avere problemi con l’infinito…
C’è un ottimo video di Numberphile che segue la stessa logica per la dimostrazione, con qualche dettaglio in più: https://www.youtube.com/watch?v=xOXsDfMMTjs
Ciao,
C
è notorio che io e i dettagli non andiamo d’accordo :-)