Foibe: il film che non esiste

foibe Domenica scorsa Wu Ming ha pubblicato un post (nemmeno lungo per i loro standard 🙂 ) sul film Foibe, con un cast di eccezione e ha avuto un unico piccolo problema: non è mai esistito, nonostante per tre anni ci sia stata una voce su Wikipedia (qui la versione della voce salvata da archive.org, e che è fondamentalmente rimasta la stessa per tre anni).

Non ci crederete, ma la cosa non mi preoccupa nemmeno poi tanto. Perché? Beh, semplice. Il titolo del post di Wu Ming che vedete sulla miniatura è falso, e gli stessi Wu Ming lo dimostrano snocciolando tutte le citazioni dell’immaginario film che sono apparse sulla stampa ben prima che un utente anonimo creasse la voce. Per completezza, stamattina il titolo del post è «L’incredibile storia di #Foibe, uno dei più grandi kolossal mai girati (appunto, mai girati). Una bufala da #GiornodelRicordo»: non so se è stato modificato in corsa o cosa sia successo, e non mi importa nemmeno più di tanto. Come ho detto tante volte, Wikipedia punta alla verificabilità (che è oggettivamente misurabile) e non alla verità (ben più difficile da misurare). Se appare una voce che ha come collegamento esterno un articolo del Piccolo (non dell’Araldo di Roccacannuccia), il primo controllo di verificabilità è sicuramente passato. Certo, non è stato il massimo: ma non si può pretendere troppo dalla vita.

In realtà un controllo più approfondito avrebbe dovuto far sorgere qualche dubbio: l’articolo del Piccolo è del 2011, la voce è del 28 gennaio 2013 e inizia con «Foibe è un film che è stato presentato il 10 febbraio 2013, nel Giorno del ricordo dei massacri delle foibe.» Ci sono due cose strane. La prima – e dovreste esservene accorti tutti – è che la voce narra al passato di un evento futuro. La seconda dovrebbe invece essere lampante a ogni wikipediano: affermare che un film è stato (o sarà) presentato ufficialmente è la tipica notizia per cui serve una fonte, e per cui trovare una fonte – se la notizia è vera – non è poi così difficile. Se mi fosse capitata sotto gli occhi quella voce quando è stata creata, avrei messo al futuro la prima frase e avrei aggiunto una nota “CONTROLLARE” segnalando che io la presentazione non l’ho mica trovata in giro. Probabilmente sarebbe lo stesso rimasta così per tre anni, ma almeno si sarebbe instillato il dubbio in chi fosse passato a vedere quella voce (in media sette-otto visite al giorno, secondo le statistiche: i dati di gennaio sono falsati dalle ricerche dei Wu Ming).

Un’ultima curiosità: io una voce sul film la scriverei davvero, proprio per tutti gli articoli che apparvero al tempo sulla stampa 🙂

13 comments

  1. in realtà oltre MoviePlayer (di NetAddiction, più noto per i siti Multiplayer, Dissapore e LegaNerd), anche IMDb elencava il film (in una scheda non più accessibile) il cui contenuto è stato integralmente ripreso da IEDb (con tanto di data di uscita “10 Feb 2014”).

    fa però più gola far notare un errore su Wikipedia che su IMDb, nonostante quest’ultimo sia un sito commerciale in mano ad Amazon…

    • @valepert: avevo scelto apposta di non parlare dei siti cinefili. Tra l’altro se non ricordo male IMDB non è considerato una fonte troppo attendibile perché come Wikipedia è modificabile da tutti e quindi si preferisce non avere un circolo vizioso.

  2. Chiudi le parentesi che fa spiffero – e soprattutto si vede un link solo invece di due.

    • il link era da chiudere (grazie!) ma le parentesi per una volta erano tutte corrette 🙂

  3. Tutto quel che, se aperto, va chiuso, lo chiamo parentesi. Ora che ci penso, potrei provare a chiamare parentesi anche la luce in bagno.

        • Anche io me lo chiedo.
          Il circuito elettrico si chiude, l’interruttore anche, l’unica possibilità che vedo è quella di smontare la plafoniera ma mi pare scomodo anche pericoloso.
          Del resto anche tutto quello che è chiuso va aperto, altrimenti si potrebbe aprire tutto quello che è chiuso al più una volta.

          • Non uso né aprire, né chiusere, né parentesi: e (quindi?) trovo la luce sempre, sempre accesa.
            PS L’ipotesi che i miei figli non capiscano il verbo “spengere” (che a me piace molto, in analogia con piangere e dipingere) non regge, visto che glielo diciamo in tre lingue.

          • Chiudere, ovviamente, anche se chiusere sarebbe elegante.
            PS I miei piccoli italocrucchi (cruccobeceri?) hanno imparato prima a dire “auf” e “zu” che apri e chiudi. Bei ricordi…

          • Io dico solo spengere, e mi meraviglio che Crusca e Treccani dicano che sia un toscanismo: a Roma non sento mai dire “spegnere” e a quanto pare anche a Trieste tira…

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