Che ci hai 99 centesimi da buttar via?

[cover] Bene, ormai dovreste saperlo tutti: i 99 centesimi li puoi buttar via per acquistare il mio ebook Matematica e infinito, che potete trovare per esempio su BookRepublic oppure su Amazon (ma immagino anche altrove). Eccovi un’autorecensione nel caso voleste avere un’idea di cosa ho scritto e perché l’ho scritto…
Io credo che noi ci siamo abituati all’idea che l’infinito non sia altro che un numero molto, molto grande; così grande che in realtà non lo raggiungiamo, ma che potremmo in teoria farlo se solo ci esercitassimo abbastanza e ne avessimo voglia. Ma non è sempre stato così! Nell’ebook racconto appunto cosa è successo nei millenni. Per Euclide la retta non è affatto infinita – e già che ci sono mostro come si possa andare avanti all’infinito senza dover avere uno spazio illimitato a disposizione. Nell’era moderna si è usato l’infinito per creare gli infinitesimi, con la scusa “tanto funziona tutto”; quando ci si è accorti che non era proprio così, i grandi matematici del XIX secolo si sono messi con santa pazienza a rifare le fondamenta della matematica eliminando di nuovo l’infinito… e non appena finirono il loro lavoro Cantor spuntò fuori con il suo elenco di infiniti (e una delle dimostrazioni più belle della matematica), giusto in tempo per far creare una nuova serie di paradossi che sostituiscono il vetusto “Achille e la tartaruga” di Zenone.
Insomma, di matematica ce n’è un po’ ma non molta; quello che c’è davvero è storia della matematica e filosofia della matematica, quello cioè che a scuola non si insegna perché non c’è tempo, e probabilmente anche perché da adolescenti si pensa ad altro. Il tutto in poche pagine, e con uno stile spero piacevole.

7 comments

  1. …da capire poi se lo capisco 😛
    (achille:tartaruga=Mosco:pensione)

  2. Ed è già un best seller!
    Nei Top 1, e n.1 in Libri > Scienze, tecnologia e medicina > Matematica

  3. Mi devi 15 minuti della mia vita per averlo sprotetto, convertito in pdf e tagliato i bordi con pdfscissor per potermelo leggere come e dove dico io. No, non l’ho fatto per condividerlo su qualche improbabile cyberlocker o via emule, ma perché non mi fido di Amazon e dei drm in genere. Non mi fido di una tecnologia che dà agli altri il potere di decidere cosa posso fare con quello che pago coi miei soldi… 🙂
    E’ già successo (proprio con Amazon, fra l’altro) che decidessero di cancellare un libro scaricato E PAGATO dai loro clienti.
    Perdonami, ma visto che per un libro cartaceo non possono venire a casa mia a riprenderselo dopo che l’ho comprato, non vedo perché dovrei permetterglielo per quelli digitali.
    Ritengo giusto pagare il lavoro degli altri, ma a casa mia i “recinti digitali” non sono ben accetti e hanno vita breve! 🙂

  4. Bistecca, la colpa è tua che hai un Kindle. La prossima volta che prendi un libro di 40K, prenditelo direttamente da Bookrepublic in formato ePub (quindi ti scarichi il file sul tuo PC, non sul device…) e poi convertitelo in mobi (non devi sproteggerlo, il social DRM lascia i dati di acquisto ma non protegge un tubo). È di gran lunga il sistema più semplice, e non rischi il libro ti venga cancellato.
    Poi possiamo discutere perché un ebook debba avere comunque una filigrana (il social DRM appunto), ma è un problema diverso…