Dopo Boldini, Anna e io abbiamo pensato fosse doveroso vedere un’altra faccia della pittura italiana “emigrata” della seconda metà dell’800, e siamo così andati a vedere la mostra che la fondazione Mazzotta ha dedicato a Giusepe De Nittis. Anche in questo caso avete ancora poco tempo a disposizione, visto che termina il 19 giugno. Per prima cosa, una nota tecnica. Ci sono biglietti scontati praticamente per tutti, se avessimo portato il nostro abbonamento al Piccolo avremmo potuto pagare 5 euro e mezzo invece che 8; ma la cosa più assurda è che, visto che Lottomatica è uno degli sponsor, se uno aveva una schedina giocata anche solo da due euro poteva risparmiare due euro e mezzo sul biglietto. Mah.
La mostra ha un gran numero di opere, e ha preferito evitare le audioguide mettendo piuttosto una serie di pannelli esplicativi in italiano e inglese che danno ampie spiegazioni sui dipinti e sul background culturale. Alcuni quadri sono molto belli, ma in generale lo stile di De Nittis non è che mi ispiri molto, forse perché è un “falso impressionista” né carne né pesce. Vale comunque la pena di visitare la mostra, se ci si vuole acculturare. Curiosità: l’artista barlettano spesso preferiva non firmare i suoi quadri, chissà perché.
sentenza politica
Dare cinque ergastoli (in primo grado) ai brigatisti che hanno assassinato Marco Biagi è una sentenza politica, anche se tutti i giornali fanno finta di niente. Non è infatti un caso che la richiesta del pubblico ministero sia stata disattesa. Paolo Giovagnoli aveva chiesto l’ergastolo per gli altri quattro imputati: per un omicidio premeditato la condanna è giustamente quella. Ma aveva differenziato la posizione di Simone Boccaccini chiedendo per lui una pena di 24 anni, visto che non aveva partecipato all’agguato e quindi – almeno in teoria – poteva avere avuto dei dubbi.
Invece no: tutti uguali, quasi come se in questo modo Biagi potesse rivivere oppure lo Stato dimostrare che le cose le sa fare bene.
Chissà però perché chi è sempre a piangere per le “sentenze a priori” stavolta non ha detto nulla…
offerta di lavoro
Questa settimana la locandina di Sabato News era dedicata a chi vuole arrotondare lo stipendio. Cito come al solito testualmente:
“Società cerca giovani (min 16 anni) per contare passeggeri che salgono e scendono dall’autobus”.
Sette euro netti l’ora, dicono: purtroppo non specificano se si stazionerà al capolinea del 15 oppure ti fanno arrivare anche fino a Fizzonasco.
traffico
Per andare a Sacile ho recuperato in stazione mia madre e mia zia e siamo andati in auto. Ieri mattina uscire da Milano era una cosa da delirio, con lo sciopero dei mezzi; e i quindici chilometri della Pontebbana sono sempre qualcosa da fare armati di santa pazienza. In compenso l’autostrada era stranamente scorrevole. Non dico vuota: io non sono abituato a farla durante la settimana, ma la teoria di camion sulla corsia di destra e spesso su quella centrale è davvero impressionante. Ma quello che mi ha lasciato interdetto è stato il transito alle barriere di Mestre. Passi ieri pomeriggio alle 14, ma stamattina alle otto non c’era nessuno davanti a me al casello. Anche la tangenziale mestrina era scorrevole, ti facevi i tuoi 80 all’ora abbondanti senza patemi… Robe da non credere.
mia zia Alda e mia nonna
ieri pomeriggio ero a Sacile, anzi sant’Odorico, al funerale di mia zia Alda.
Per la precisione era la sorella di mio nonno, quindi non certamente una fanciullina: aveva compiuto novantun anni a febbraio. Però non potevo mancare all’ultimo saluto: era una delle persone più buone che abbia mai conosciuto, nonostante la sua vita non è certo stata delle più facili. Basti pensare che uno dei suoi figli ha avuto la meningite a tre mesi, e quindi è restato con l’intelligenza di un bimbo (in un corpo di uomo robusto), e lei se l’è sempre portato in giro.
Ho anche visto mia nonna, che purtroppo sta sempre più scivolando nella demenza senile, o come dice mio zio “si sta bruciando gli ultimi neuroni”. Ieri al funerale continuava a chiedere a mio zio “semo al funeral di chi?”, lui gli rispondeva “della zia Alda”, e allora lei “Gesummaria, ma è più giovane di me!” salvo poi chiedere di nuovo tutto dopo due minuti. È qualcosa di devastante.
chi sono i miei vicini di casa?
Dopo GeoURL, abbiamo un altro sistema che permette di scoprire chi ha un sito vicino a te (concettualmente, intendo: non importa dove il server è situato fisicamente). Anche feedmap funziona allo stesso modo, leggendo le informazioni di latitudine e longitudine dal sito; la differenza è che questo sito mostra anche una cartina dove i tuoi “vicini” sono indicati fisicamente.
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<em>Boldini</em>
Il nome di Giovanni Boldini non dice magari molto, o almeno non lo diceva a me. Per dare un’idea di chi fosse, è quello che ha fatto il ritratto di Giuseppe Verdi. Insomma, non esattamente l’ultimo arrivato…
Bisogna dire che la mostra a lui dedicata, che si tiene a palazzo Zabarella a Padova (è stata prolungata fino al 12 giugno, avete ancora qualche giorno per andare a vederla) fa vedere molte opere del longevo – morto a 89 anni, e si è sposato che ne aveva 87… artista, ferrarese di nascita, ma parigino di adozione. A giudicare dalle spiegazioni dell’ottima guida in cui ci siamo imbattuti per caso e che è stato molto bravo nel mischiare informazioni e pettegolezzi, Boldini doveva essere una lenza mica male. Piccolo e brutto, ma instancabile amante; prime esperienze pittoriche coi macchiaioli, ma pronto poi a rinnegare tutte le proprie idee stilistiche pur di compiacere l’acquirente dei suoi dipinti, spesso un ricco americano che veniva convinto che il ritratto da lui commissionato era un pezzo unico. Ci credo, non esponeva praticamente mai se non nelle più importanti occasioni, come l’Esposizione Universale parigina del 1889.
Detto questo, bisogna riconoscere che era davvero bravo. Sarà anche stato un manierista, ma certi particolari dei suoi dipinti e il modo in cui uscivano gli sguardi delle persone ritratte sono davvero favolosi.