{"id":2545,"date":"2012-11-09T11:02:59","date_gmt":"2012-11-09T10:02:59","guid":{"rendered":"https:\/\/xmau.com\/wp\/ilpost\/?p=2545"},"modified":"2022-10-11T11:11:27","modified_gmt":"2022-10-11T09:11:27","slug":"quanti-tipi-di-probabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/wp\/ilpost\/2012\/11\/09\/quanti-tipi-di-probabilita\/","title":{"rendered":"Quanti tipi di probabilit\u00e0!"},"content":{"rendered":"<p>La <a href=\"http:\/\/xkcd.com\/1132\/\" title=\"xkcd: frequentisti e bayesiani\">vignetta odierna di xkcd<\/a>  mostra, con il solito umorismo di Randall Munroe, come si possono avere due idee completamente diverse di probabilit\u00e0. <\/p>\n<div id=\"attachment_2279\" style=\"width: 478px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/bloggers\/2012\/11\/xkcd1132.png?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2279\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/bloggers\/2012\/11\/xkcd1132.png?resize=468%2C709&#038;ssl=1\" alt=\"frequentisti e bayesiani\" width=\"468\" height=\"709\" class=\"size-full wp-image-2279\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2279\" class=\"wp-caption-text\">frequentisti e bayesiani, da http:\/\/xkcd.com\/1132\/<\/p><\/div>\n<p>Per chi non \u00e8 troppo a suo agio con l&#8217;inglese, ecco una traduzione alla bell&#8217;e meglio.<br \/>\n<strong>Titolo<\/strong>: &#8220;\u00c8 appena esploso il sole? (\u00e8 notte, non possiamo esserne certi)&#8221;<br \/>\n<strong>F<\/strong>: Questo rivelatore di neutrini misura se il sole \u00e8 diventato una nova.<br \/>\n<strong>B<\/strong>: Poi lancia due dadi: se escono due sei, dar\u00e0 una risposta errata, altrimenti dar\u00e0 quella corretta.<br \/>\n<strong>F<\/strong>: Proviamoci. &#8220;Rivelatore! Il sole \u00e8 diventato una nova?&#8221;<br \/>\n<strong>R<\/strong>: (lancio di dadi) <tt>s\u00ec<\/tt><br \/>\nLo statistico frequentista <strong>F<\/strong>: La probabilit\u00e0 che questo risultato sia dovuto al lancio dei dadi e`1\/36, cio\u00e8 il 2,7% circa. Visto che \u00e8 minore di <i>p<\/i>=5%, concludo che il sole \u00e8 esploso.<br \/>\nLo statistico bayesiano <strong>B<\/strong>: Scommetto cinquanta dollari che non \u00e8 esploso.<\/p>\n<p>Detto cos\u00ec si capisce poco o nulla, mi sa, a meno che non sappiate qualcosa in pi\u00f9 su come funziona il concetto di probabilit\u00e0, o meglio di come le persone lo considerino. Solo che gi\u00e0 \u00e8 difficile che si parli di probabilit\u00e0 a scuola, figuriamoci della filosofia della probabilit\u00e0&#8230; ma niente paura, ghe pensi mi!<\/p>\n<p><!--more-->Forse sapete che la teoria della probabilit\u00e0 si fa convenzionalmente nascere nel 1654, con uno scambio di lettere tra Blaise Pascal e Pierre de Fermat in cui il filosofo e l&#8217;avvocato discutevano il cosiddetto &#8220;problema dei punteggi&#8221;: se si \u00e8 fatta una scommessa su chi tra due giocatori raggiunge prima i sette punti, e la partita \u00e8 stata interrotta sul 3 a 1, come devono essere divisi i soldi della scommessa? \u00c8 vero: si giocava a dadi almeno dai tempi degli antichi greci, Giulio Cesare ha persino gettato il dado passando il Rubicone, e quel problema era gi\u00e0 stato trattato da gente del calibro di Pacioli e Tartaglia: ma la prima trattazione veramente matematica \u00e8 appunto questa. Probabilmente l&#8217;azzardo, oltre che essere inerentemente anticristiano (quantunque proprio Pascal fece una certa scommessa&#8230;) veniva considerato troppo accidentale per essere associato alla purezza della matematica.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 n\u00e9 Pascal n\u00e9 Fermat avevano ancora ben chiaro il concetto di probabilit\u00e0: quello che avevano calcolato era pi\u00f9 o meno quanto oggi definiamo il valore atteso. Il primo matematico che diede una vera definizione di probabilit\u00e0 fu cos\u00ec Pierre-Simon de Laplace, che nel suo libro <i>Essai philosophique sur les probabilit\u00e9s<\/i> scrisse<\/p>\n<blockquote><p>La teoria della probabilit\u00e0 consiste nel ridurre tutti gli eventi dello stesso tipo a un certo numero di casi ugualmente probabili, vale a dire, per cui siamo ugualmente indecisi per quanto riguarda la loro esistenza; e nel determinare il numero di casi favorevoli all&#8217;evento la cui probabilit\u00e0 \u00e8 cercata. Il rapporto tra questo numero e quello di tutti i casi possibili \u00e8 la misura di questa probabilit\u00e0, che \u00e8 cos\u00ec semplicemente una frazione il cui numeratore \u00e8 il numero di casi favorevoli e il cui denominatore \u00e8 il numero di tutti i casi possibili.<\/p><\/blockquote>\n<p>Quella definita qui sopra \u00e8 la cosiddetta <strong>definizione classica di probabilit\u00e0<\/strong>, ed \u00e8 quella che probabilmente tutti noi abbiamo iniziato a usare quando ci hanno insegnato a calcolare la probabilit\u00e0. Per dire: se vogliamo calcolare la probabilit\u00e0 che lanciando un dado da 20 esca un numero primo, facciamo innanzitutto l&#8217;assunto (implicito, perch\u00e9 siamo persone fiduciose) che il dado non sia truccato e quindi non abbiamo nessuna ragione a priori per poter dire che esca un numero piuttosto che un altro; contiamo poi il numero di casi che ci vanno bene (coi numeri 2, 3, 5, 7, 11, 13, 17 e 19, vale a dire in otto casi) e ricaviamo la nostra probabilit\u00e0 come 8\/20, cio\u00e8 2\/5. Laplace, che in fin dei conti \u00e8 uno che non aveva molti peli sulla lingua e replic\u00f2 a Napoleone &ndash; che gli aveva chiesto come mai nella sua <i>Meccanica celeste<\/i> non si parlasse di Dio &ndash; \u00abNon ho avuto bisogno di questa ipotesi\u00bb, esager\u00f2 un po&#8217; quando cerc\u00f2 di stimare la probabilit\u00e0 che il sole sorgesse all&#8217;indomani contando come casi favorevoli tutti i giorni passati; ma il principio rimane.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 nulla di male nella definizione classica di probabilit\u00e0&#8230; quando la si pu\u00f2 applicare. Con un dado va bene: per\u00f2 c&#8217;era una storiella di Martin Gardner che raccontava di un dialogo sulla probabilit\u00e0 di vita su Marte: il povero interlocutore concordava sul fatto che, non avendo nessun dato a favore o contro, la probabilit\u00e0 che ci fossero dei cani era il 50%; lo stesso per gatti, mucche, topi, conigli e cos\u00ec via, ed essendo tutte queste probabilit\u00e0 indipendenti il tapino era costretto ad ammettere che la probabilit\u00e0 che ci fosse almeno un tipo di animale era praticamente il 100%. Come fare ad ampliare l&#8217;applicazione della probabilit\u00e0 ai casi in cui non si riesce ad avere un modello di casi equiprobabili e ugualmente possibili, quello che viene chiamato <i>principio di indifferenza<\/i>? La risposta che \u00e8 stata data, e che a quanto mi consta \u00e8 quella attualmente preferita, \u00e8 la <strong>definizione frequentistica di probabilit\u00e0<\/strong>. In poche parole, con questa definizione la probabilit\u00e0 di un evento \u00e8 il limite del rapporto tra i casi favorevoli e quelli totali al tendere all&#8217;infinito del numero di ripetizioni di quell&#8217;evento. Riprendendo il nostro dado da 20, non ipotizzo pi\u00f9 che le varie facce appaiano con la stessa probabilit\u00e0; lancio invece il dado un milione di volte, scopro che il valore \u00e8 stato un numero primo 199.742 volte, e inferisco che la probabilit\u00e0 \u00e8 circa il 20%. Un classico esempio frequentista \u00e8 quello dell&#8217;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ago_di_Buffon\">ago di Buffon<\/a> (no, non il portiere!) per calcolare il valore di pi greco: &pi;, o meglio una sua funzione, \u00e8 il limite tra il numero di lanci di un ago su un pavimento a righe e quelli in cui l&#8217;ago tocca una riga.<\/p>\n<p>L&#8217;esempio del dado pu\u00f2 sembrare contorto: anche un frequentista non si metterebbe a fare tutti quegli esperimenti. Certo per\u00f2 che se li faccio e trovo un valore inaspettato, tipo 271.828 casi favorevoli su un milione, comincio a chiedermi se in effetti il dado non sia truccato&#8230; Come avrete intuito, un frequentista, pi\u00f9 che un probabilista puro, tende comunque a essere uno statistico; tornando alla vignetta di xkcd, il nostro amico F considera che la probabilit\u00e0 del doppio sei \u00e8 statisticamente irrilevante, con un intervallo di confidenza del 5%, e quindi rifiuta quell&#8217;ipotesi ed \u00e8 costretto ad ammettere che sia l&#8217;altra possibilit\u00e0, cio\u00e8 che il sole sia esploso, a essere vera. Naturalmente non succederebbe mai davvero cos\u00ec, la battuta nasce proprio come battuta; ma il principio di base \u00e8 appunto quello, scegliere un&#8217;ipotesi e verificare se la realt\u00e0 \u00e8 sufficientemente coerente con l&#8217;ipotesi. Detto cos\u00ec fa ridere, ma sotto sotto \u00e8 proprio questo che si fa. (Ah: secondo <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Frequentism\">Wikipedia<\/a> la parola &#8220;frequentista&#8221; \u00e8 piuttosto recente: la prima occorrenza \u00e8 del 1949. Fortunato il mondo che pu\u00f2 usare un concetto senza avere a disposizione una parola per definirlo!)<\/p>\n<p>Per usare la definizione frequentista, per\u00f2, occorre avere la possibilit\u00e0 di ripetere l&#8217;esperimento un gran numero di volte, cosa che non sempre \u00e8 fattibile. Prendiamo le previsioni del tempo: non possiamo certo rimettere un milione di volte nella stessa identica posizione tutte le farfalle che sbattono le ali, per vedere quante volte arriva un tornado! L&#8217;approccio che si usa in casi come questo \u00e8 la <strong>definizione bayesiana della probabilit\u00e0<\/strong>. Il nome &#8220;bayesiano&#8221; deriva dal teorema che prende il nome dal reverendo anglicano <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Thomas_Bayes\">Thomas Bayes<\/a>, anche se poi, come capita spesso in matematica, in realt\u00e0 non sia stato affatto lui a divulgarlo per primo. Tolgo subito un dubbio: il teorema di Bayes, che ricava la probabilit\u00e0 a posteriori di un evento E dato un altro evento A dalle probabilit\u00e0 a priori di A ed E insieme alla probabilit\u00e0 di A dato l&#8217;evento E, \u00e8 accettato da tutti. Quello che cambia tra frequentisti e bayesiani \u00e8 l&#8217;<i>interpretazione<\/i> del teorema: pi\u00f9 precisamente i frequentisti non lo interpretano, al pi\u00f9 lo applicano, mentre i bayesiani dicono che ogni nuovo evento ci serve per riaggiornare le probabilit\u00e0 che avevamo stimato in precedenza. Se ho stimato di fare canestro una volta su cinque e poi inizio a inanellare una serie di centri, \u00e8 chiaro che la mia stima di probabilit\u00e0 salir\u00e0: nel caso delle previsioni del tempo, le percentuali di pioggia che vengono date riflettono per l&#8217;appunto le serie storiche con un certo tipo di condizioni meteorologiche, e tali percentuali verranno man mano affinate col crescere dei dati. Notate che un bayesiano non ha &ndash; meglio, non vuole avere &ndash; nessuna idea su quale sia la probabilit\u00e0 effettiva, e si accontenta di avere il miglior risultato possibile. Nella vignetta, a dire il vero, il bayesiano fa il furbo, non avendo dati precedenti a disposizione: d&#8217;altra parte se il sole \u00e8 effettivamente diventato una nova non credo proprio che si dovr\u00e0 preoccupare di pagare la scommessa! <\/p>\n<p>Mi limito ad accennare ad altre due definizioni della probabilit\u00e0, che magari possono piacere a qualcuno dei lettori. La prima, dovuta principalmente a <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Andrej_Nikolaevi%C4%8D_Kolmogorov\">Kolmogorov<\/a>, \u00e8 la <strong>definizione assiomatica della probabilit\u00e0<\/strong>. Da buon hilbertiano, Kolmogorov <i>non<\/i> definisce &#8220;cos&#8217;\u00e8&#8221; la probabilit\u00e0, ma definisce &#8220;come si comporta&#8221;: <\/p>\n<blockquote><p>&nbsp;1. A ciascun evento casuale A corrisponde un certo numero P(A) (la probabilit\u00e0 di A)<br \/>\n&nbsp; 2. Vale sempre 0 &le; P(a) &le; 1.<br \/>\n&nbsp; 3. La probabilit\u00e0 dell&#8217;evento certo \u00e8 1.<br \/>\n&nbsp; 4. La probabilit\u00e0 dell&#8217;unione di un numero finito o numerabile di eventi mutuamente esclusivi \u00e8 la somma delle probabilit\u00e0 dei singoli eventi.<\/p><\/blockquote>\n<p>Per la cronaca, il &#8220;numerabile&#8221; serve da un lato per gestire un numero infinito di elementi, dall&#8217;altro per salvarsi dai paradossi tipo &#8220;quant&#8217;\u00e8 la probabilit\u00e0 di scegliere un numero a caso nell&#8217;intervallo [0,1]?&#8221; Non pu\u00f2 essere diversa da zero, perch\u00e9 altrimenti la somma su tutti i numeri sarebbe infinita; ma se \u00e8 zero e la probabilit\u00e0 dell&#8217;unione di un qualunque numero di eventi esclusivi fosse la somma delle probabilit\u00e0 degli eventi, allora la somma sarebbe ancora zero. Cos\u00ec invece la somma non \u00e8 definita e possiamo far tornare i conti come ci piace.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima definizione della probabilit\u00e0 \u00e8 quella di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bruno_De_Finetti\">Bruno de Finetti<\/a>: la <strong>definizione soggettivista della probabilit\u00e0<\/strong>. Scrive de Finetti: <\/p>\n<blockquote><p>\u00abnon ha senso parlare della probabilit\u00e0 di un evento se non in relazione all&#8217;insieme di conoscenze di cui una persona dispone. [&#8230;] La probabilit\u00e0 soggettiva \u00e8 quindi un aiuto per dare un&#8217;attendibile misura di ci\u00f2 che non si pu\u00f2 misurare oggettivamente\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>In pratica, la probabilit\u00e0 soggettiva si ha quando non \u00e8 possibile ripetere l&#8217;evento, e una persona prende tutte le informazioni che ha a disposizione per dare una stima: di nuovo, le previsioni del tempo sono un esempio classico, coi meteorologi pi\u00f9 o meno bravi che stimano la probabilit\u00e0 di pioggia date le perturbazioni che si stanno muovendo a centinaia o migliaia di chilometri di distanza. Naturalmente un simile approccio \u00e8 inerentemente difficile da quantificare: per\u00f2 pu\u00f2 essere statisticamente utile per ricavare previsioni a partire da un gran numero di dati, e sicuramente non soffre di pregiudizi: sono tutti gi\u00e0 impliciti nella previsione!<\/p>\n<p>[almeno finch\u00e9 i commenti sul Post non funzionano, potete provare a usare Friendfeed: http:\/\/ff.im\/17NryS ]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vignetta di oggi di xkcd racconta solo una piccola parte delle interpretazioni della probabilit\u00e0 che si sono succedute nei secoli. <a href=\"https:\/\/xmau.com\/wp\/ilpost\/2012\/11\/09\/quanti-tipi-di-probabilita\/\">Continue reading <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"activitypub_content_warning":"","activitypub_content_visibility":"","activitypub_max_image_attachments":4,"activitypub_interaction_policy_quote":"anyone","activitypub_status":"","footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-2545","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"modified_by":".mau.","jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6hpX6-F3","jetpack-related-posts":[{"id":2561,"url":"https:\/\/xmau.com\/wp\/ilpost\/2013\/01\/16\/quando-fare-troppi-conti-e-fuorviante\/","url_meta":{"origin":2545,"position":0},"title":"Quando fare troppi conti \u00e8 fuorviante","author":".mau.","date":"16\/01\/2013","format":false,"excerpt":"La vignetta di oggi di xkcd prende in giro certe percentuali altisonanti","rel":"","context":"Similar post","block_context":{"text":"Similar post","link":""},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/imgs.xkcd.com\/comics\/hand_sanitizer.png?resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/imgs.xkcd.com\/comics\/hand_sanitizer.png?resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/imgs.xkcd.com\/comics\/hand_sanitizer.png?resize=525%2C300 1.5x"},"classes":[]},{"id":2340,"url":"https:\/\/xmau.com\/wp\/ilpost\/2010\/10\/12\/taglia-e-raddoppia\/","url_meta":{"origin":2545,"position":1},"title":"Taglia e raddoppia","author":".mau.","date":"12\/10\/2010","format":false,"excerpt":"L'assioma della scelta \u00e8 un'affermazione che cos\u00ec a prima vista sembra assolutamente ovvia; peccato che usandolo si arrivi a dimostrare che \u00e8 possibile partire da una sfera, tagliuzzarla in modo opportuno, spostare i pezzi ottenuti e ricavare due sfere identiche a quella originale. 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