{"id":8,"date":"2012-01-26T16:51:21","date_gmt":"2012-01-26T15:51:21","guid":{"rendered":"http:\/\/xmau.com\/wp\/voices\/2012\/01\/26\/gestire_gli_ebook_sul_proprio_pc\/"},"modified":"2014-10-23T11:06:29","modified_gmt":"2014-10-23T10:06:29","slug":"gestire_gli_ebook_sul_proprio_pc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/voices\/2012\/01\/gestire_gli_ebook_sul_proprio_pc\/","title":{"rendered":"Gestire gli ebook sul proprio PC"},"content":{"rendered":"<p>Ora che ne sapete abbastanza sui <a href=\"http:\/\/voices.telecomitaliahub.it\/2011\/12\/i-formati-per-gli-ebook\/\">formati degli ebook<\/a>, probabilmente avrete anche intuito che la loro gestione non \u00e8 proprio banale: magari vi tocca convertire il formato perch\u00e9 il vostro lettore e-book non supporta quello che avete scaricato, o molto pi\u00f9 banalmente non avete voglia di rischiare una connessione 3G per avere il bramato testo direttamente sul vostro dispositivo. Insomma, \u00e8 sempre opportuno appaltare al vostro PC la gestione della vostra biblioteca elettronica. Se poi siete bravi, potete persino modificare i vostri libri, o magari prepararne uno da distribuire ai vostri amici e nemici&#8230; Ma andiamo con ordine. Questa volta vi presento tre software &#8211; tutti gratuiti &#8211; che non dovrebbero mancare nel vostro computer se volete essere dei seri lettori elettronici.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\n<img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/xmau.com\/voices\/ADE.png\" alt=\"[schermata di Adobe Digital Editions]\"   \/><br \/>\nIl primo programma che probabilmente vi occorrera avere \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.adobe.com\/it\/products\/digitaleditions\/\"><b>Adobe Digital Editions<\/b><\/a> (ADE in breve). La ragione \u00e8 molto semplice: molti ebook che acquistate hanno una protezione digitale anticopia. A volte la protezione \u00e8 semplicemente una filigrana, il cosiddetto <b>Social DRM<\/b>: il libro \u00e8 semplicemente stato creato apposta per l&#8217;utente &#8211; il bello della produzione digitale&#8230; &#8211; e contiene il suo nome all&#8217;interno. In questo caso non ci sono problemi nel copiarlo da un dispositivo all&#8217;altro; con i sistemi di DRM veri e propri, invece, la copia del libro \u00e8 legata ai dispositivi &ndash; fino a cinque &ndash; personalizzati con l&#8217;indirizzo email dell&#8217;acquirente. Una volta aperto il software, la schermata \u00e8 molto semplice: sulla sinistra trovate una colonna con i capitoli del libro che state leggendo, e al suo fianco il testo vero e proprio. Nella riga in alto potete scegliere se passare alla vostra libreria virtuale oppure leggere un libro; sapete anche a che pagina vi trovate e potete ingrandire o rimpicciolire il font.<br \/>\nMentre ci sono versioni di ADE per Windows e Mac, purtroppo non ne esiste una per Linux: <a href=\"http:\/\/appdb.winehq.org\/objectManager.php?sClass=application&amp;iId=6326\">qui<\/a> si dice per\u00f2 che pu\u00f2 essere usato l&#8217;emulatore Wine e il tutto pi\u00f9 o meno funziona.<br \/>\n<img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/xmau.com\/voices\/calibre.png\" alt=\"[schermata di Calibre]\"   \/><br \/>\nIl secondo software che non dovrebbe mancare nel computer di un vero amante degli ebook \u00e8 <b><a href=\"http:\/\/calibre-ebook.com\/\">calibre<\/a><\/b> (prego notare la minuscola, come da richiesta del suo creatore. Lo spelling \u00e8 sempre molto importante nell&#8217;informatica, dal CamelCase con le gobbe ai nomi tutti minuscoli). Calibre (purtroppo a inizio frase la maiuscola la devo pur mettere!) fa principalmente due cose: gestisce la biblioteca elettronica personale e fa da convertitore di formati.<br \/>\nUna volta scaricato e installato il software &ndash; c&#8217;\u00e8 una versione per Windows, Linux e Mac, quindi non si fa molta fatica &ndash; viene scelta la directory dove verranno salvati i file: anche se li avete gi\u00e0 sul disco, quindi, ne verr\u00e0 fatta una copia. Nella schermata principale di calibre a ciascun file corrisponder\u00e0 una riga nell&#8217;elenco: nella parte centrale si possono vedere (e modificare&#8230;) i <b>metadati<\/b>, vale a dire la parte del libro che non \u00e8 il libro vero e proprio ma le informazioni su di esso. Le informazioni sono presenti anche nei libri cartacei, in una delle prime pagine pari del testo (il <i>colophon<\/i>), ma nel caso dei libri elettronici sono ancora pi\u00f9 importanti perch\u00e9 sono il modo pi\u00f9 semplice per metterli in ordine.<br \/>\nSulla colonna di destra si possono vedere i vari formati in cui il file \u00e8 presente sul computer: da uno dei tab in alto \u00e8 possibile fare le varie conversioni. Vi dico subito che non tutte le conversioni vengono col buco&#8230; no, intendevo perfette. In genere quelle pi\u00f9 importanti per l&#8217;utente di un ebook, cio\u00e8 tra epub e mobi, sono ottime. Pi\u00f9 difficile la conversione da pdf a epub\/mobi, anche perch\u00e9 nel migliore dei casi le parole che vanno a capo restano divise e nel peggiore il pdf \u00e8 stato costruito in modo da non essere scompattabile come testo. Lo stesso per la conversione da doc: in questo caso il mio consiglio, se avete gi\u00e0 installato LibreOffice, \u00e8 di cercare l&#8217;estensione che permette di salvare direttamente in epub. In genere il risultato \u00e8 molto migliore di quello di calibre.<br \/>\nMa naturalmente calibre pu\u00f2 essere anche usato semplicemente per leggere gli ebook, nel caso non abbiate a disposizione un lettore dedicato. Per tutti i libri non protetti con il DRM, insomma, usare calibre \u00e8 un&#8217;opzione da non disprezzare. Se volete saperne di pi\u00f9, vi consiglio <a href=\"http:\/\/www.makeuseof.com\/tag\/download-open-book-managing-ebooks-calibre\/\">questo tutorial di makeuseof.com<\/a>.<br \/>\n<img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/xmau.com\/voices\/Sigil.png\" alt=\"[schermata di Sigil]\"   \/><br \/>\nInfine un consiglio agli smanettoni: procuratevi <a href=\"http:\/\/code.google.com\/p\/sigil\/\"><b>Sigil<\/b><\/a>. Anche questo software \u00e8 open source, e disponibile per i tre principali sistemi operativi casalinghi, quindi non \u00e8 difficile usarlo. Sigil ha una modalit\u00e0 di visualizzazione file &ndash; in formato epub, \u00e8 monosistema &ndash; ma il suo scopo principale \u00e8 quello di <b>editor<\/b> di file epub. A differenza di calibre, insomma, non ci si limita pi\u00f9 a correggere i metadati, ma si pu\u00f2 operare sul testo stesso del libro! Si possono quindi correggere gli errori di una conversione di calibre, come le parole tagliate a met\u00e0 dei file pdf convertiti in epub; oppure si pu\u00f2 suddividere un testo molto lungo in capitoli, in modo che i lettori di ebook meno potenti possano visualizzarlo senza bloccarsi &ndash; e garantisco che la cosa pu\u00f2 capitare.<br \/>\n\u00c8 possibile scegliere la visualizzazione WYSIWYG, quella con il codice xhtml, oppure la modalit\u00e0 mista, che permette di vedere quasi subito (occorre comunque salvare il file) come un lettore rispettoso degli standard processa il testo. L&#8217;editor \u00e8 multitab, il che spesso \u00e8 una maledizione se uno sta lavorando su un file diviso in molti capitoli perch\u00e9 si finisce con l&#8217;aprirli tutti e non riuscire pi\u00f9 a trovare quello che ci serve.<br \/>\nNaturalmente Sigil permette di editare anche i metadati, e di inserirne molti di pi\u00f9 di quanti siano presenti in calibre. Di per s\u00e9 \u00e8 anche possibile editare tutti i file ausiliari che compongono il formato epub, anche se quando si prova a farlo compare un messaggio di avviso che ricorda che se non si sa davvero cosa si sta facendo forse \u00e8 meglio lasciare perdere. La parte pi\u00f9 interessante \u00e8 sicuramente quella del foglio di stile, che permette di fare di tutto, dal cambiare il font a creare gli effetti pi\u00f9 strani per il nostro testo. Oppure si pu\u00f2 aggiungere una copertina al libro, il che non guasta mai quando si vede il libro nel proprio scaffale virtuale anche se \u00e8 abbastanza inutile per la lettura.<br \/>\nPer la cronaca, le schermate esemplificative di questo post mostrano un ebook creato da me a partire da quanto ho scritto nel mio <a href=\"http:\/\/www.ilpost.it\/mauriziocodogno\/\">blog di matematica sul Post<\/a>, creato con OpenOffice e rifinito con Sigil. [Piccolo spazio pubblicit\u00e0: \u00e8 liberamente scaricabile a partire da <a href=\"http:\/\/xmau.com\/notiziole\/arch\/201009\/006849.html\">qui<\/a>] Adobe Digital Editions l&#8217;ho usato solo per verificare com&#8217;era il risultato finale, e ho scoperto sulla mia pelle che \u00e8 il programma meno rispettoso dello standard CSS. Il mio testo \u00e8 pieno di apici e pedici, e non sono riuscito a spiegare ad ADE che non \u00e8 che dovesse necessariamente mettere dello spazio in pi\u00f9 tra le righe. D&#8217;altronde \u00e8 sempre cos\u00ec: pi\u00f9 un&#8217;azienda \u00e8 importante, meno \u00e8 interessata a seguire gli standard&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tablet ed ebook reader sono molto comodi per portare sempre con s\u00e9 i libri che si vuole leggere e consultare: ma spesso \u00e8 utile poter gestire tutta la propria libreria elettronica da PC. Ecco i tre programmi di base che non dovrebbero mancare sulla propria macchina.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"activitypub_content_warning":"","activitypub_content_visibility":"","activitypub_max_image_attachments":4,"activitypub_interaction_policy_quote":"anyone","activitypub_status":"","footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-8","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-varie"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/phh2za-8","jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":165,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8\/revisions\/165"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}