{"id":6,"date":"2011-09-12T15:04:20","date_gmt":"2011-09-12T14:04:20","guid":{"rendered":"http:\/\/xmau.com\/wp\/voices\/2011\/09\/12\/i_formati_per_gli_ebook\/"},"modified":"2014-10-23T11:06:51","modified_gmt":"2014-10-23T10:06:51","slug":"i_formati_per_gli_ebook","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/voices\/2011\/09\/i_formati_per_gli_ebook\/","title":{"rendered":"I formati per gli ebook"},"content":{"rendered":"<p>Tutti parlano degli ebook, molti ne hanno persino letto qualcuno; non sono in tanti per\u00f2 a rendersi conto che la differenza di formato all&#8217;interno della galassia ebook \u00e8 molto maggiore di quella tra i libri cartacei, dove possiamo avere il tascabile e il grande libro d&#8217;arte, la brossura e il rilegato, e poco pi\u00f9. Eccovi una guida per non perdervi tra i vari formati, e che magari vi potr\u00e0 anche aiutare a scegliere quale dispositivo pu\u00f2 fare pi\u00f9 al caso vostro.<br \/>\nIl primo formato possibile per un ebook \u00e8&#8230; il <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Text_file\"><b>txt<\/b><\/a>. Il caro vecchio file testuale, insomma, che fa tanto effetto macchina da scrivere e fa gridare al miracolo se appaiono delle lettere realmente accentate e non <tt>cose cosi`<\/tt>. Per essere precisi, \u00e8 vero che nel formato txt i caratteri sono monospaziati e che \u00e8 improbabile trovare anche solo effetti banali come grassetto e corsivo; ma un dispositivo moderno dovrebbe comunque essere in grado di mostrare lettere dell&#8217;alfabeto greco o cirillico, per esempio; quindi la situazione non \u00e8 cos\u00ec critica come potrebbe sembrare di primo acchito. Inoltre, se il testo \u00e8 formattato in maniera corretta, l&#8217;andare a capo non \u00e8 prefissato ma viene deciso a seconda della dimensione del font e della riga logica. In gergo si dice che il testo \u00e8 <em>liquido<\/em>; la cosa \u00e8 estremamente importante, soprattutto se il vostro dispositivo \u00e8 piccolo (6 pollici, se non addirittura 5) e voi iniziate ad avere una certa et\u00e0 e quindi preferite ingrandire i caratteri al costo di dover cambiare &#8220;pagina&#8221; pi\u00f9 spesso. In pratica, per\u00f2, \u00e8 difficile trovare ebook in formato txt; pi\u00f9 facile che ci capiti di dovere aprire una nota scritta velocemente e quindi non formattata, anche se temo che la maggior parte della gente la prepari comunque in Word.<br \/>\nUna variante, almeno dal punto di vista logico, del formato testo \u00e8 l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.w3.org\/TR\/html401\/\"><b>html<\/b><\/a>. Tra la fine degli anni &#8217;90 e l&#8217;inizio degli anni 2000 sembrava che tutti &ndash; o almeno quei pochi che erano allora in rete &ndash; scrivessero paginate e paginate in html. In fin dei conti anche html \u00e8 un formato liquido; a differenza del txt permette anche una formattazione della pagina e tutti i browser lo visualizzano, quindi sembrerebbe un&#8217;ottima scelta, no? No. Il suo punto debole \u00e8 proprio legato al suo successo nello scorso millennio: il linguaggio \u00e8 stato tirato per la giacchetta per fargli fare cose per cui non era adatto, e chi scrisse il codice dei browser pi\u00f9 noti fu costretto ad aggiungere mille eccezioni per visualizzare pagine malscritte. Aggiungiamo poi la banale osservazione che il testo \u00e8 facilmente modificabile ed \u00e8 impossibile proteggerlo, e capiamo subito che non avrebbe mai potuto diventare uno standard commerciale per un prodotto da distribuire come un ebook. Mettiamola cos\u00ec: i lettori di ebook permettono di aprire pagine html come legacy, ma non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nessuno che scrive in html testi che non siano la semplice paginetta. Men che meno potete <em>comprare<\/em> libri in html, almeno per quel che so io.<br \/>\nPassiamo ora al primo formato effettivamente usato negli ebook che si possono acquistare, oltre che in quelli autoprodotti: il <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Portable_Document_Format\"><b>pdf<\/b><\/a>. Anche qua stiamo parlando di una tecnologia non certo recentissima: la prima versione del formato fu definita da Adobe nel 1993. Oggi le specifiche del pdf non sono pi\u00f9 proprietarie ma sono divenute uno standard ISO, il 32000:1. Non che questo significhi moltissimo &ndash; si sa che gli standard sono tutto meno che standardizzati &ndash;- ma perlomeno permette di avere un minimo di concorrenza nello scegliere il programma che li crea e li visualizza, che non deve essere pi\u00f9 necessariamente Acrobat.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 una differenza concettuale stratosferica tra il pdf e i formati citati in precedenza: il pdf infatti non \u00e8 un formato liquido ma a descrizione di pagina. Detto in altro modo, ogni elemento che forma la pagina &ndash; una lettera, la riga di una figura vettoriale o il pixel di un&#8217;immagine &ndash; \u00e8 associato a una posizione specifica all&#8217;interno della pagina: se si ingrandisce o rimpicciolisce la pagina si allontaner\u00e0 o avviciner\u00e0 ai suoi estremi. ma sempre nella stessa posizione relativa.<br \/>\nQuesta sua propriet\u00e0 lo rende quasi insostituibile nel preparare e-book scientifici, di quelli pieni di formule: bisogna ammettere che i formati fluidi non lo sono mai abbastanza quando apici, pedici e simboli vari sono sparsi a piene mani per la pagina. D&#8217;altra parte un conto \u00e8 leggere un e-book in pdf su un pc, o anche solo su un iPad che comunque ha uno schermo da dieci pollici di diagonale; ma leggerlo su uno schermo di sei pollici o anche meno, per quanto alta sia la risoluzione del display, \u00e8 un&#8217;impresa lasciata solo a chi ha dai dodici decimi di vista in su. E mentre si pu\u00f2 ingrandire un formato fluido e avere sempre una pagina virtuale intera, ingrandendo un pdf si \u00e8 costretti a spostarlo a destra e sinistra per leggere una riga&#8230; non certo la migliore &#8220;reading experience&#8221;!<br \/>\nSono per\u00f2 ragionevolmente certo che chiunque abbia acquistato un Kindle non abbia affatto idea di tutti questi formati, e si limiti al &#8220;formato Kindle&#8221;; l&#8217;<strong>azw<\/strong>. La storia di questo formato \u00e8 anch&#8217;essa piuttosto lunga &ndash; non ve l&#8217;avevo detto che gli ebook saranno l&#8217;ultimo grido della moda ma hanno un notevole passato alle loro spalle? &ndash; e inizia nel 2000, quando in Francia nasce un&#8217;azienda, <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Mobipocket\">Mobipocket<\/a>, che produce un software per la lettura degli ebook sui dispositivi di allora seguendo uno standard da lei denominato PRC. Mobipocket venne comprata nel 2005 da Amazon; il formato PRC venne leggermente modificato sintatticamente e gli venne aggiunta la possibilit\u00e0 di inserire la protezione elettronica dei contenuti, il famigerato DRM (Digital Rights Management, gestione dei diritti digitali). I Kindle, bont\u00e0 loro, permettono per\u00f2 anche di leggere i documenti senza il lucchetto DRM, che generalmente hanno estensione non .prc ma <strong>.mobi<\/strong>.<br \/>\nNaturalmente, essendo nato per la visione su lettori di piccole dimensioni, mobi e azw sono formati liquidi; e un po&#8217; come capita per i prodotti Apple, l&#8217;avere un controllo abbastanza ferreo sull&#8217;hardware fa s\u00ec che il formato di output sia piacevole.<br \/>\nTutti i possessori di lettori ebook diversi dal Kindle, per\u00f2, non leggono il formato azw, e prediligono la cosa pi\u00f9 vicina a uno standard che abbiamo al momento: il formato <a href=\"http:\/\/www.daisy.org\/epub\/\"><strong>ePub<\/strong><\/a>. Questo formato \u00e8 stato definito dall&#8217;IDPF, International Digital Publishing Forum, ed \u00e8 basato su XML; questo significa che, a differenza dell&#8217;HTML, c&#8217;\u00e8 la sicurezza di avere un testo sintatticamente corretto e quindi i lettori epub possono concentrarsi sulla resa visiva, semplificandosi la vita. Anche in questo caso il formato non \u00e8 nuovissimo: la versione 2 che si usa adesso \u00e8 stata rilasciata nel 2007 (e la 2.0.1 attuale nel 2010) ma il tutto \u00e8 figlio di un altro formato ancora, Open eBook Publication Structure (OEB), sviluppato gi\u00e0 nel 1999.<br \/>\nEpub \u00e8 in realt\u00e0 la somma di tre standard: Open Publication Structure (OPS), per gli elementi di markup; Open Packaging Format (OPF), per la struttura esterna del documento; Open Container Format (OCF), che \u00e8 pi\u00f9 generale e permette di mantenere all&#8217;interno dello stesso documento pi\u00f9 versioni alternative. La gestione dei DRM \u00e8 inserita nello standard ma facoltativa: questo significa che un file .epub pu\u00f2 essere o no liberamente utilizzabile. \u00c8 in fase di completamento la versione 3.0 della specifica, che sar\u00e0 bellissima e favolosa&#8230; sempre che anche i produttori di hardware decidano di implementarla nei loro dispositivi, cosa che non \u00e8 affatto detta. In effetti il formato epub soffre a causa del suo successo: non \u00e8 affatto detto che i dispositivi sul mercato, o se per questo gli emulatori per PC, applichino tutte le caratteristiche dello standard. In pratica un file che si legge molto bene su un dispositivo pu\u00f2 avere una formattazione pessima su un altro, nonostante il testo sia comunque liquido; nelle prove che ho fatto io ho scoperto che il file CSS, che \u00e8 quello che regola l&#8217;associazione tra markup sintattico e visualizzazione semantica ed \u00e8 nascosto all&#8217;interno di un documento epub, viene letto in maniera molto creativa. Finch\u00e9 si tratta di un romanzo le differenze sono poco visibili, ma un testo appena un po&#8217; pi\u00f9 arzigogolato pu\u00f2 far un brutto effetto all&#8217;ignaro lettore.<br \/>\nTermino la carrellata con un formato probabilmente sconosciuto ai pi\u00f9 ma molto interessante, soprattutto per i documenti con molte immagini, \u00e8 il <a href=\"http:\/\/djvu.org\/\"><strong>DjVu<\/strong><\/a> (si pronuncia alla francese, d\u00e9j\u00e0 vu). Questo formato nacque agli AT&amp;T Labs nel 1996; nel 1999 ci fu la prima versione dello standard ancora supportata (la 21) e nel 2006 l&#8217;ultima rilasciata (la 27). Il bello di DjVu \u00e8 che il formato \u00e8 stato appositamente studiato non solo per inviare documenti grafici ma anche pensando alla fruizione in rete. Le immagini sono infatti divise in varie parti (testo e sfondo, per esempio), ciascuna delle quali codificata nella maniera ottimale (il testo pu\u00f2 essere trattato via OCR per ridurne il peso) e in maniera progressiva, in modo che si possa iniziare a vedere qualcosa prima che tutta la pagina sia caricata. Inoltre il formato prevede vari layer, e quindi \u00e8 possibile avere logicamente insieme le scansioni di un libro e il suo testo, che potrebbe essere letto da un software apposito.<br \/>\nPurtroppo i file djvu non sono letti da molti dispositivi, anche se per i terminali Android c&#8217;\u00e8 un software apposito: inoltre, come per il pdf, il formato non \u00e8 liquido ma legato alla pagina, e quindi leggerli risulta scomodo per un terminale piccolo. A mio parere vale per\u00f2 la pena di tenerlo presente, nonostante tutto.<br \/>\nOh, intendiamoci: di formati ce ne sono ancora tanti altri, come il lettore curioso pu\u00f2 andare a verificare su <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Comparison_of_e-book_formats\">Wikipedia in lingua inglese<\/a>. Ma la vita \u00e8 troppo breve, e che senso ha studiare ogni singola minuzia se tanto non la si trover\u00e0 mai all&#8217;atto pratico?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I lettori di libri elettronici, gli e-reader per dirla all&#8217;inglese, non sono certo una novit\u00e0. Per\u00f2 forse non tutti sanno che non esiste uno standard unico per il formato di un ebook: ecco una carrellata dei principali, con i loro vantaggi e svantaggi.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"activitypub_content_warning":"","activitypub_content_visibility":"","activitypub_max_image_attachments":4,"activitypub_interaction_policy_quote":"anyone","activitypub_status":"","footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-6","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-standard"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/phh2za-6","jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":101,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6\/revisions\/101"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}