{"id":37,"date":"2014-01-07T10:41:01","date_gmt":"2014-01-07T09:41:01","guid":{"rendered":"http:\/\/xmau.com\/wp\/voices\/2014\/01\/07\/comicita_e_creativita\/"},"modified":"2014-10-23T10:56:31","modified_gmt":"2014-10-23T09:56:31","slug":"comicita_e_creativita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/voices\/2014\/01\/comicita_e_creativita\/","title":{"rendered":"comicit\u00e0 e creativit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Ricordate <i>Il nome della rosa<\/i>? Il venerabile monaco Jorge aveva avvelenato l&#8217;unica copia esistente del secondo libro della <i>Poetica<\/i> di Aristotele, quello che trattava della commedia, perch\u00e9 riteneva che far ridere la gente fosse Il Male: ecco perch\u00e9 noi possediamo solo il primo libro. Ma cos&#8217;era per Aristotele la comicit\u00e0? Citando dalla <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/comico_res-68c9f113-8bad-11dc-8e9d-0016357eee51_%28Enciclopedia-Italiana%29\/\">Treccani<\/a>, per \u00abla comicit\u00e0 di un personaggio \u00e8 determinata dal presentarsi di un suo difetto o errore, in quanto per\u00f2 esso non appare odioso e non suscita repulsione. L&#8217;origine del comico \u00e8 comunque veduta sempre nell&#8217;avvertimento di una sorta di contrasto, di dislivello, si manifesti esso tra la cosa e lo spettatore, o tra la cosa reale e l&#8217;idea che altrimenti se ne possa avere.\u00bb Insomma, \u00abci\u00f2 che \u00e8 fuori tempo e fuori luogo, senza pericolo\u00bb: se infatti ci fosse pericolo passeremmo al tragico. Beh, vorrei lasciarvi qualche spunto di discussione su una diversa lettura della comicit\u00e0: la tricotomia (che non c&#8217;entra col taglio dei capelli) che vi propongo non \u00e8 probabilmente completa, ma ha il vantaggio di puntare verso una visione diversa.<br \/>\n<!--more-->Iniziamo con la prima forma di comicit\u00e0, quella che potrei chiamare <b>cazzoculofigatette<\/b> (e speriamo che i motori di ricerca me la mantengano). In realt\u00e0 in questo tipo di comicit\u00e0 davvero di base entrano anche i difetti fisici, e quindi ci avviciniamo alla definizione aristotelica. Una quindicina di anni fa il Bagaglino era l&#8217;epitome di questa comicit\u00e0, poi siamo passati ai cinepanettoni, adesso non so esattamente, anche se ho il sospetto che per i loro autori le battute tipo quelle su Pierluigi Bersani in questi giorni rientrino nella categoria. Ad ogni modo questo tipo di comicit\u00e0, ad essere molto indulgenti, pu\u00f2 essere definita &#8220;di pancia&#8221;: non ci vuole molto a farla, e meno ancora a capirla.<br \/>\n<img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"monroe.JPG\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/xmau.com\/voices\/files\/monroe.JPG?resize=249%2C250\" width=\"249\" height=\"250\" class=\"mt-image-left\" style=\"float: left;margin: 0 20px 20px 0\" \/>Si passa poi al <b>tormentone<\/b>, la cosiddetta comicit\u00e0 seriale. In questo caso la battuta comica non \u00e8 esattamente &#8220;fuori tempo o fuori luogo&#8221;, o meglio l&#8217;ascoltatore se l&#8217;aspetta: quindi il comico deve costruire la sua scena per arrivare a quel punto e suscitare la risata. Notate come la battuta di per s\u00e9 non \u00e8 affatto comica: lo \u00e8 perch\u00e9 in qualche modo rimane fuori dal percorso logico della scena. Bene: finalmente qui entra in gioco una forma di creativit\u00e0. Come, vi chiederete, il tormentone non \u00e8 la ripetizione ad nauseam della stessa frase? No, non \u00e8 cos\u00ec semplice. Come Andy Warhol, quando dipinge le multiple copie di Marylin Monroe, non le lascia tutte identiche ma gioca coi colori, cos\u00ec il vero tormentone deve sempre avere qualche peculiarit\u00e0 nelle sue varie incarnazioni: non troppo poche perch\u00e9 senn\u00f2 annoia, non troppe perch\u00e9 senn\u00f2 non \u00e8 riconosciuto. Ricordo ancora gli sketch di <i>Emilio<\/i> con Teo Teocoli &#8211; Macho Camicio e Gaspare che commentavano i risultati calcistici della giornata e Zuzzurro che a un certo punto si metteva a giocare con un mappamondo, suscitando l&#8217;ira di Teocoli che glielo toglieva e commentava &#8220;porqu\u00e9 cuesta \u00e8 violensa&#8221;. A un certo punto il mappamondo divent\u00f2 un altro solido platonico, ma lo zenit arriv\u00f2 la volta in cui non c&#8217;era nessun mappamondo in giro: Teocoli si concesse un sorriso e a quel punto Zuzzurro si tir\u00f2 su la gamba dei pantaloni per mostrare i calzettoni&#8230; con disegnata la mappa del mappamondo.<br \/>\nVediamo la cosa da un altro punto di vista: abbiamo un punto di arrivo (il tormentone), un punto di partenza casuale (l&#8217;inizio dello sketch, che ovviamente cambia tutte le volte), e dobbiamo trovare un percorso che porti dal secondo al primo nella maniera pi\u00f9 lineare possibile. Abbiamo dunque dei <i>vincoli<\/i>, e i vincoli sono un indice della presenza di creativit\u00e0, come avevo raccontato <a href=\"http:\/\/xmau.com\/voices\/2012\/11\/creativita-e-letteratura.html\">a suo tempo<\/a>. Poi \u00e8 chiaro che il risultato dipende pesantemente dalla volont\u00e0 del comico di metterci del suo, ma questo non \u00e8 cos\u00ec diverso da quello che capita sempre.<br \/>\nInfine c&#8217;\u00e8 la comicit\u00e0 per <b>slittamento<\/b>, come la definisco io, che ricorda molto quelle che in enigmistica si chiamano &#8220;crittografie mnemoniche&#8221; (da qualche anno ridenominate &#8220;frasi bisenso&#8221;, anche l&#8217;enigmistica si evolve). Uno degli esempi pi\u00f9 noti di crittografia mnemonica \u00e8 quella il cui esposto &#8211; il testo che appare al solutore &#8211; \u00e8 CUCCHIAINO, e la frase risultante \u00e8 di quattro parole, rispettivamente di 5, 6, 2, 13 lettere. La soluzione \u00e8 &#8220;mezzo minuto di raccoglimento&#8221;, che letteralmente \u00e8 una definizione di &#8220;cucchiaino&#8221; ma in pratica \u00e8 una frase fatta. Prendo come esempio una battuta di benze, pubblicata su spinoza.it: \u00abLeone d\u0092oro a un documentario sul raccordo anulare di Roma. Lo stanno ancora girando.\u00bb In questo caso il lavoro del battutista, e in parallelo quello di chi la battuta la legge e cerca di capirla, \u00e8 diverso dal caso precedente. Qui abbiamo un punto di partenza (il Leone d&#8217;oro), e dobbiamo sia trovare un punto d&#8217;arrivo <i>molto diverso<\/i> (senn\u00f2 non c&#8217;\u00e8 comicit\u00e0 ma semplice logica) che un percorso apparentemente logico che porti dall&#8217;uno all&#8217;altro. Si sa bene che non bisognerebbe mai spiegare una battuta, ma in questo caso mi serve analizzarla. Il punto pivotale \u00e8 la parola &#8220;girare&#8221;, che si pu\u00f2 applicare a un film oppure a un percorso chiuso, come appunto il GRA; inoltre il Raccordo Anulare \u00e8 noto per i suoi ingorghi, e quindi &#8220;Lo stanno ancora girando&#8221; assume ancora un altro doppio senso. La sensazione di piacere di chi ascolta &#8211; e capisce &#8211; la battuta deriva dall&#8217;essere riuscito a scoprire i vari passaggi (il)logici e quindi apprezzare il virtuosismo.<br \/>\nPer completare il circolo, faccio ancora un esempio relativo alla parodia. Parodiare in stile Bagaglino \u00e8 facile. Fare una parodia &#8220;per slittamento&#8221; molto meno. Quando mi squilla il telefono, chi sente per la prima volta il mio telefonino pensa che la mia suoneria sia una canzone dei Beatles: invece no, \u00e8 <i>Love Life<\/i> dei Rutles. Neil Innes ed Eric Idle girarono un &#8220;mockumentary&#8221; (un documentario-parodia, per l&#8217;appunto) dove raccontavano l&#8217;ascesa e il declino di una band britannica, il tutto evidentemente modellato sui Beatles e con una colonna sonora di canzoni modellate sui successi dei Fab Four. <i>Love Life<\/i>, come potete vedere <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=aZGKLmyTEoQ\">dal video<\/a>, \u00e8 la parodia di <i>All You Need Is Love<\/i>, suonata per la prima volta nella prima trasmissione in mondovisione, con un&#8217;orchestra che inizia a suonare un brano (John Brown invece che la Marsigliese), la voce di &#8220;John&#8221; che inizia su un solo canale finch\u00e9 non ritorna anche l&#8217;orchestra sull&#8217;altro, l&#8217;ostinato finale con &#8220;Ringo&#8221; che tra i vari altri brani canticchia il loro brano precedente &#8220;Hold My Hand&#8221; perch\u00e9 nell&#8217;originale Ringo canticchia &#8220;She Loves You&#8221;. Ma se uno non sapesse tutte queste cose troverebbe comunque la canzone simpatica, ed \u00e8 proprio questo il bello&#8230; e il difficile. Di nuovo, umorismo attraverso creativit\u00e0 attraverso vincoli stretti.<br \/>\nProvate a fare caso, quando vi viene da sorridere a una battuta, a quale delle tre categorie appartiene&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>un modo non troppo convenzionale di vedere la comicit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center 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