{"id":30,"date":"2013-05-06T17:03:00","date_gmt":"2013-05-06T16:03:00","guid":{"rendered":"http:\/\/xmau.com\/wp\/voices\/2013\/05\/06\/diffamazione_minacce_oblio_web_come_trovare_una_quadra\/"},"modified":"2014-10-23T10:59:03","modified_gmt":"2014-10-23T09:59:03","slug":"diffamazione_minacce_oblio_web_come_trovare_una_quadra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/voices\/2013\/05\/diffamazione_minacce_oblio_web_come_trovare_una_quadra\/","title":{"rendered":"Minacce, diffamazione, oblio, web. Come trovare una quadra"},"content":{"rendered":"<p>La scorsa settimana, dopo le minacce arrivate per email al Presidente della Camera Laura Boldrini e <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2013\/05\/03\/news\/boldrini_intervista-57946683\/\">all&#8217;intervista a Repubblica<\/a> che \u00e8 seguita, sembrava che stesse per arrivare una legge speciale per i reati che avvengono via web. Qualche giorno dopo Boldrini ha affermato di essere stata fraintesa &#8211; tra l&#8217;altro, quand&#8217;\u00e8 che si riprender\u00e0 la buona abitudine di dire &#8220;non sono stato capace a spiegarmi bene&#8221;? perch\u00e9 la colpa dev&#8217;essere sempre di chi ascolta? &#8211; ma intanto la discussione c&#8217;\u00e8 stata eccome, e io che ho imparato dal buonanima di Giulio Andreotti che a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca spesso non vorrei che tutto questo fosse un ballon d&#8217;essai per fare davvero accettare all&#8217;opinione pubblica l&#8217;idea che la Rete debba essere <b>strettamente<\/b> regolamentata: il perch\u00e9 dell&#8217;avverbio lo spiego dopo. Potete leggere <a href=\"http:\/\/ilnichilista.com\/2013\/05\/04\/cinque-cattivi-argomenti-sul-caso-boldrini\/\">un&#8217;analisi molto articolata di Fabio Chiusi<\/a> sui pericoli insiti in questa deriva; io preferisco cambiare punto di vista.<br \/>\n<!--more--> Innanzitutto, spiego il motivo dello &#8220;strettamente&#8221;: chiunque sa un minimo di cose della rete sa anche che non \u00e8 affatto vero che ci sia l&#8217;anarchia. Come capita sempre per il diritto italiano e non solo, le leggi si applicano esattamente allo stesso modo, per analogia. Diffamare in rete equivale a diffamare nella vita reale, ammesso che quella che si fa per strada sia pi\u00f9 reale di quella che avviene davanti a una tastiera. Certo, si possono fare leggi ad hoc: in fin dei conti la diffamazione a mezzo stampa \u00e8 pi\u00f9 grave di una &#8220;diffamazione semplice&#8221;. Ma forse prima di fare queste leggi speciali \u00e8 meglio provare ad applicare le leggi che ci sono: e ricordiamoci che gi\u00e0 ora \u00e8 molto pi\u00f9 difficile restare davvero anonimi in rete che fuori. Tornando alle minacce di morte, non mi pare sia ancora fattibile ferire o uccidere qualcuno sul web, tanto per mettere le cose nella giusta prospettiva. Detto questo, sono il primo ad affermare che l&#8217;analogia \u00e8 appunto solo un&#8217;analogia, e non pu\u00f2 essere applicata in maniera becera: questo per tutta una serie di ragioni che provo a illustrare con un esempio fittizio, confidando nella bont\u00e0 degli esperti legali che sorvoleranno sui miei strafalcioni.<br \/>\nNel 2003 nelle pagine locali della <i>Stampa<\/i> apparve un articoletto in cui si segnalava che un impiegato alla ex-Snia, tale Porfirio Villarosa, era stato incriminato per minacce a sfondo sessuale. Ai tempi il mio blog era relativamente giovane e languiva; inoltre Porfirio mi aveva anche rubato una ragazza qualche anno prima. Cos\u00ec pensai bene di scrivere un post di fuoco, senza prendere una posizione diretta ma raccontando di come secondo il GIP una persona che sotto l&#8217;apparenza tranquilla compiva poi azioni cos\u00ec riprovevoli; terminavo il post con la solita frase fatta &#8220;ma sicuramente la giustizia stabilir\u00e0 come si sono svolti i fatti&#8221;. Nel 2006, coi soliti tempi della giustizia italiana, Villarosa venne poi prosciolto in primo grado per non aver commesso il fatto: si scopr\u00ec infatti che l&#8217;accusatrice si era inventata tutto. La situazione era cos\u00ec chiara che il pubblico ministero non ricorse neppure in appello e la disavventura giudiziaria del Villarosa termin\u00f2 l\u00ec. Un altro articoletto apparve sulla <i>Stampa<\/i>: io lo lessi e immediatamente scrissi un post al riguardo sul mio blog, perch\u00e9 per quanto Porfirio mi stesse sulle palle era giusto comunicare ai miei ventun lettori la sua assoluzione dopo che avevo parlato della sua incriminazione. Arriviamo al 2012: Villarosa si candida alle elezioni comunali per la lista &#8220;Alleanza a 360&deg;&#8221;, e i sondaggi lo danno incredibilmente vincente. L&#8217;opposizione corse ai ripari, cercando qualche modo per azzopparlo virtualmente: trovarono il mio post e iniziarono a fare una campagna citandolo per ogni dove. Per come funziona Google, quel post acquist\u00f2 importanza, tanto che quando qualcuno faceva una ricerca su Porfirio Villarosa si trovava in prima posizione. And\u00f2 a finire che Villarosa perse le elezioni, e mi cit\u00f2 a giudizio per danni materiali: non per diffamazione, perch\u00e9 tecnicamente non avevo scritto nulla di diffamante, ma per aver diffuso notizie non corrette.<br \/>\nA prima vista, la situazione mia e della <i>Stampa<\/i> sembrerebbero identiche: entrambi abbiamo scritto una notizia vera (l&#8217;incriminazione di Villarosa) e poi dato la smentita (l&#8217;assoluzione) con lo stesso risalto. Per\u00f2 una differenza c&#8217;\u00e8 eccome. Gli articoli del quotidiano sono ricercabili in rete ma non automaticamente: uno deve esplicitamente andare sull&#8217;archivio storico e fare la ricerca. Inoltre i miei due post non hanno in effetti la stessa visibilit\u00e0, perch\u00e9 a causa dell&#8217;algoritmo di Google quello molto linkato \u00e8 considerato pi\u00f9 importante. Ci sono in pratica quattro caratteristiche da tenere presente per valutare l&#8217;importanza di una notizia, e questo vale sia per il web che per il mondo esterno anche se la loro prima definizione \u00e8 stata fatta per la rete (vedi <a href=\"http:\/\/www.danah.org\/papers\/TakenOutOfContext.html\">questa tesi<\/a>). Abbiamo la <b>persistenza<\/b>, cio\u00e8 quanto tempo la notizia rimane visibile: per un quotidiano cartaceo una giornata, per un blog di per s\u00e9 per sempre. Poi c&#8217;\u00e8 la <b>replicabilit\u00e0<\/b>, cio\u00e8 la facilit\u00e0 di ricopiare il testo: un articolo di giornale pu\u00f2 essere fotocopiato, ma sicuramente il copincolla \u00e8 molto pi\u00f9 semplice. Abbiamo ancora la <b>scalabilit\u00e0<\/b>, cio\u00e8 la diffusione della notizia originale: in questo caso \u00e8 il quotidiano ad averne di pi\u00f9, perch\u00e9 un povero piccolo blog, anche se in linea teorica \u00e8 visibile a tutto il mondo, in pratica viene letto da poche decine di persone. Infine la <b>ricercabilit\u00e0<\/b>, come \u00e8 facile trovare il testo con una ricerca in rete; come abbiamo visto in questo caso il quotidiano ha ricercabilit\u00e0 nulla per questo tipo di notizie, mentre quella del blog parte da un valore basso ma pu\u00f2 crescere.<br \/>\nCapite insomma che non si pu\u00f2 in effetti trasporre direttamente le regole per la stampa ai blog, anche partendo dal presupposto falso che un blog sia equiparabile alla stampa. Tecnicamente la rettifica \u00e8 stata data con lo stesso risalto; in pratica il risalto non c&#8217;\u00e8. Che fare allora? Bisognerebbe studiare seriamente la cosa, e mettere insieme esperti del campo legale e di quello informatico per capire cosa pu\u00f2 essere l&#8217;equivalente logico della rettifica cartacea. Una possibilit\u00e0 pu\u00f2 essere richiedere che il primo dei due post sia emendato con un aggiornamento che indichi che la notizia si \u00e8 poi rivelata falsa: o magari pu\u00f2 essere sufficiente avere un trackback, cio\u00e8 un collegamento automatico al secondo post che appare quando si visualizza il primo. Altra cosa che non si pu\u00f2 probabilmente pretendere \u00e8 il termine tassativo delle 48 ore a partire dalla richiesta di rettifica: in fin dei conti nessuno \u00e8 costretto a essere sempre sul pezzo. Come per\u00f2 dicevo, tutte queste sono solo possibilit\u00e0 che dovrebbero essere discusse in maniera un po&#8217; diversa che mediante articoli sui quotidiani!<br \/>\nAltro punto dolente \u00e8 quello sul <b>diritto all&#8217;oblio<\/b>, che cio\u00e8 dopo un certo periodo di tempo notizie non certo positive nei confronti di qualcuno debbano venire eliminate. Si sente spesso parlare di diritto all&#8217;oblio nel caso di politici e faccendieri che vogliono rifarsi una verginit\u00e0, ma il problema \u00e8 molto pi\u00f9 ampio. Nella mia dodicennale carriera di blogger mi sono capitate tre richieste di questo tipo; tutte molto educate &#8211; buon per loro, perch\u00e9 altrimenti li avrei tranquillamente mandati a stendere &#8211; da persone che solo dopo alcuni anni si sono accorti che anche se non faccio SEO per mestiere sono comunque in grado di far salire abbastanza un certo tipo di post, e di arrecare danno all&#8217;immagine di una piccola azienda&#8230; azienda che mi aveva fatto incazzare. La mia risposta in questi casi \u00e8 stata molto personale: ho modificato i post in modo che non fossero pi\u00f9 ricercabili da Google con le parole chiave incriminate e che i vecchi collegamenti non funzionassero pi\u00f9, ma non li ho affatto cancellati. La mia \u00e8 una scelta precisa: posso essere buono e impedire la ricercabilit\u00e0 e in parte la persistenza, ma il mio blog serve principalmente a me per ricordare cosa \u00e8 successo in questi anni, e non ho nessuna intenzione di togliere informazioni. A parte il costo non banale di questa operazione &#8211; ma si sa che le cose io le faccio per principio &#8211; \u00e8 questo il modo migliore per operare? Non lo so. So solo che anche in questo caso un diritto all&#8217;oblio che nasca da una sollevazione popolare si trasformerebbe immediatamente in una censura, e non vedo perch\u00e9 gli storici del ventiduesimo secolo non possano avere a disposizione del materiale. Ma capisco anche che se uno a vent&#8217;anni \u00e8 cos\u00ec imbecille da postare su Facebook foto compromettenti e poi a trent&#8217;anni scopre che chi avrebbe potuto dargli un lavoro non lo fa per aver visto quelle foto potrebbe anche arrabbiarsi un po&#8217;, soprattutto se ha messo la testa a posto. Ancora una volta, le leggi si dovrebbero fare per rendere equivalenti i due mondi: ma sar\u00e0 possibile? Purtroppo ne dubito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 facile fare gli articoloni sulla diffamazione in rete, con annessi e connessi. \u00c8 anche facile dire che le leggi attuali si possono applicare pari pari in rete. Ma sono in pochi a pensare davvero cosa significa tutto ci\u00f2.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"activitypub_content_warning":"","activitypub_content_visibility":"","activitypub_max_image_attachments":4,"activitypub_interaction_policy_quote":"anyone","activitypub_status":"","footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-30","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-internet"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/phh2za-u","jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":77,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30\/revisions\/77"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}