{"id":20,"date":"2012-10-21T16:53:46","date_gmt":"2012-10-21T15:53:46","guid":{"rendered":"http:\/\/xmau.com\/wp\/voices\/2012\/10\/21\/si_puo_diventare_creativi\/"},"modified":"2014-10-23T11:03:04","modified_gmt":"2014-10-23T10:03:04","slug":"si_puo_diventare_creativi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/voices\/2012\/10\/si_puo_diventare_creativi\/","title":{"rendered":"Si pu\u00f2 diventare creativi?"},"content":{"rendered":"<p>Quest&#8217;estate <a href=\"http:\/\/voices.telecomitaliahub.it\/2012\/07\/cose-la-creativita\/\">ho parlato di creativit\u00e0<\/a>. Dalla redazione di Voices mi \u00e8 stato chiesto se io credessi che le tecniche per imparare a essere creativi funzionassero davvero: la mia risposta \u00e8 stata un netto e convinto &#8220;n\u00ec&#8221;.<br \/>\n<!--more-->Avete presenti quelle pubblicit\u00e0 di prodotti che vi promettono di dimagrire \/ essere in piena forma \/ azzerare il colesterolo e cos\u00ec via, tutto con un asterisco? Asterisco che porta a una scritta in piccolo che spiega che &#8220;s\u00ec, \u00e8 cos\u00ec se oltre ad assumere il prodotto si fa una corretta alimentazione \/ sufficiente moto \/ attenzione allo stile di vita&#8221;. Beh, probabilmente le tecniche per imparare a essere creativi hanno un asterisco simile, che dice &#8220;i risultati variano a seconda del vostro livello di creativit\u00e0&#8221;. Come accennavo anche la volta scorsa, sono convinto che la creativit\u00e0 sia una dote che ciascuno di noi ha a livelli diversi, e la variabilit\u00e0 sia enorme; per\u00f2 almeno un minimo ce l&#8217;abbiamo tutti, e se impariamo le tecniche di base e ci alleniamo nel modo giusto possiamo svilupparla un po&#8217;. Non diventeremo dei nuovi Einstein, ma potremo comunque fare la nostra bella figura e risolvere i piccoli problemi di ogni giorno.<br \/>\n<img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/xmau.com\/voices\/duncker.jpg\" alt=\"[il problema della candela - da Wikipedia, http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/File:Genimage.jpg]\" align=\"center\" \/><br \/>\nA proposito di piccoli problemi, eccovene uno proposto nel 1935 dallo psicologo <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Karl_Duncker\">Karl Duncker<\/a> e che pu\u00f2 aiutarvi a tirare fuori la vostra creativit\u00e0. Siete in uno chalet, e avete a disposizione su un tavolo una scatoletta di cartoncino con una ventina di puntine da disegno, una candela e una confezione di fiammiferi svedesi. Come si pu\u00f2 attaccare la candela al muro, senza bruciarlo (le pareti sono di legno)? La soluzione \u00e8 a pagina 46&#8230; ehm, qui in fondo al post, per gli impazienti. Ma leggendo il resto del post forse vi pu\u00f2 venire l&#8217;idea giusta.<br \/>\nL&#8217;ossimoro che almeno a partire dal secondo dopoguerra si \u00e8 man mano affermato per quanto riguarda le tecniche per &#8220;creare creativit\u00e0&#8221; \u00e8 <b>creativit\u00e0 sistematica<\/b>. Lo so, a leggerlo cos\u00ec fa ridere: ma fa un po&#8217; meno ridere &#8211; a qualcuno magari pu\u00f2 persino far piangere&#8230; &#8211; quando si viene a sapere che la maggior parte degli studi a riguardo sono nati in ambiente tecnico-lavorativo. Insomma, quello che si voleva trovare era una sorta di industrializzazione della creativit\u00e0, un po&#8217; come gli oggetti di design costruiti in serie.<br \/>\nStoricamente il primo sistema di creativit\u00e0 sistematica \u00e8 stato il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/TRIZ\">TRIZ<\/a>, nome che \u00e8 un acronimo dal russo Teoriya Resheniya Izobreatatelskikh Zadatch, per i pignoli &#1090;&#1077;&#1086;&#1088;&#1080;&#1103; &#1088;&#1077;&#1096;&#1077;&#1085;&#1080;&#1103; &#1080;&#1079;&#1086;&#1073;&#1088;&#1077;&#1090;&#1072;&#1090;&#1077;&#1083;&#1100;&#1089;&#1082;&#1080;&#1093; &#1079;&#1072;&#1076;&#1072;&#1095;: teoria della soluzione dei problemi inventivi. La storia degli inizi del metodo \u00e8, diciamo, interessante: il suo inventore, Genrich Saulovich Altshuller, inizi\u00f2 nel 1946 una ricerca sistematica sulle invenzioni. Il suo lavoro, all&#8217;interno della Marina sovietica, era quello di verificare le innovazioni per presentarle poi all&#8217;ufficio brevetti; Altshuller pens\u00f2 bene di cercare di capire quali fossero le similitudini nei progetti per ricavarne delle regole che rendessero pi\u00f9 semplice ottenerne di nuove. Il suo lavoro fu bruscamente interrotto nel 1950, quando venne imprigionato in un gulag: le voci dicono che avesse scritto varie lettere a Stalin, spiegandogli i problemi che aveva riscontrato e il suo approccio rivoluzionario, e che il Piccolo Padre non abbia apprezzato quelle premure, ritenendo che l&#8217;unica rivoluzione possibile fosse la sua. Per sua fortuna, dopo che nel 1953 Stalin mor\u00ec, Altshuller venne liberato, e continu\u00f2 a lavorare sulla metodologia TRIZ&#8230; oltre che iniziare una nuova carriera come scrittore di fantascienza.<br \/>\nIl TRIZ \u00e8 una metodologia molto pesante, anche perch\u00e9 ha come scopo quello di creare un modo algoritmico di arrivare alla creazione; tanto per dire, vi sono definiti 40 principi inventivi e 76 soluzioni standard. Penso sia chiaro a tutti che la sua applicazione non \u00e8 esattamente banale, e cos\u00ec ci sono stati molti tentativi di semplificarlo, riducendo in minima parte la potenza ma rendendolo maneggiabile a una persona normale. Nulla di nuovo sotto il sole: gli informatici di una certa et\u00e0 sanno perfettamente che XML, rispetto a SGML, funziona quasi esattamente nello stesso modo. La differenza di base \u00e8 che sono state eliminate molte caratteristiche poco usate per rendere pi\u00f9 semplice la struttura del linguaggio permettendogli comunque di fare quasi tutto quello che faceva prima. Il risultato di questa semplificazione del TRIZ ha vari nomi, a seconda di chi lo vende&#8230; ehm, di chi tiene corsi per spiegare come e perch\u00e9 il metodo funziona: per esempio quello con cui io ho avuto indirettamente a che fare \u00e8 l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.start2think.com\/\">ASIT<\/a>. Il capostipite dei metodi light \u00e8 per\u00f2 il <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Systematic_inventive_thinking\">SIT<\/a>: l&#8217;acronimo sta per Systematic Inventive Thinking, insomma pensare in modo inventivo ma sistematico.<br \/>\nCi sono due punti fondamentali alla base del SIT. Il primo \u00e8 che non si vuole inventare nulla da zero, ma lo scopo \u00e8 di <b>migliorare<\/b> qualcosa che c&#8217;\u00e8 gi\u00e0. Su questo direi che non c&#8217;\u00e8 nulla di particolarmente strano, a meno che qualcuno creda davvero che la maggior parte delle innovazioni spuntino dal nulla: a giudicare da tutti i processi per violazione di brevetto, direi che questo non \u00e8 proprio il caso. Il secondo punto, invece, \u00e8 probabilmente meno intuitivo. SIT infatti parte dal <b>modello del mondo chiuso<\/b>. Detto in altre parole, quando si pensa come migliorare un oggetto non bisogna &#8220;pensare fuori dalla scatola&#8221; (think out of the box) come in genere si sente dire, ma occorre pensare <i>all&#8217;interno<\/i> della scatola. Si suddivide l&#8217;oggetto in un certo numero, n\u00e9 troppo piccolo perch\u00e9 si ha troppo poco a disposizione n\u00e9 troppo grande perch\u00e9 ci perderebbe, di parti logiche e si lavora su queste singole parti. La cosa ha una sua logica, ma ve la spiego dopo. Dopo che i punti fondamentali sono stati chiariti, si passa a definire alcuni strumenti che si possono applicare alle varie parti e che possono o non possono portare a una soluzione creativa. Ribadisco che la creativit\u00e0 non si inventa: tutti questi approcci aiutano a fare emergere la vostra creativit\u00e0 ma non sono garanzia automatica di successo.<br \/>\nLa <b>sottrazione<\/b> prevede di togliere una componente (che si immaginava essenziale&#8230;) dall&#8217;oggetto, e vedere se si riesce a farne a meno, aggiungendo magari ulteriori funzioni a quello che c&#8217;\u00e8 gi\u00e0. Per esempio, un modo per evitare che un tavolino balli perch\u00e9 il pavimento non \u00e8 perfettamente piano \u00e8 togliergli una gamba: visto che tre punti definiscono un piano il tavolino rimarr\u00e0 fermo, anche se non necessariamente orizzontale. La <b>moltiplicazione<\/b> prevede di aggiungere una componente simile a una gi\u00e0 presente: la piccola differenza rispetto all&#8217;originale \u00e8 la parte creativa. Immaginiamo un contenitore di sottaceti in salamoia: per poterli prendere senza bagnarsi troppo si pu\u00f2 pensare a un contenitore che si apra sui due lati (quindi l&#8217;ho moltiplicato&#8230;) e abbia un filtro in mezzo che lasci passare la salamoia ma non i sottaceti. In frigorifero si lascia il contenitore con i sottaceti in basso; quando lo si porta in tavola lo si rovescia, cos\u00ec il liquido filtra verso il basso e si possono prendere i sottaceti. La <b>divisione<\/b> prevede di suddividere quella che inizialmente pare una funzionalit\u00e0 univoca, per semplificare la costruzione. Se ad esempio si volesse avere un grande orologio (analogico) da parete, pu\u00f2 essere pi\u00f9 semplice dividere la funzione delle lancette da quella dei numeri; questi possono essere direttamente disegnati sulla parete, e ci si pu\u00f2 cos\u00ec limitare a costruire il meccanismo delle lancette.<br \/>\nContinuando con gli strumenti sviluppati in SIT, abbiamo l&#8217;<b>unificazione<\/b> che consiste nell&#8217;aggiungere una nuova funzionalit\u00e0 a un oggetto che avete gi\u00e0: se prendete in mano il vostro &#8220;furbofono&#8221; (smartphone per gli anglofili), capirete subito di che si sta parlando. La <b>dipendenza tra attributi<\/b> consiste nel fare una lista degli attributi dell&#8217;oggetto, dividendoli tra quelli interni &#8211; e quindi direttamente gestibili da noi &#8211; e quelli esterni e non gestibili. A questo punto ci si mette ad accoppiare questi attributi e vedere se esce fuori qualcosa di interessante: rimanendo con il nostro furbofono, potremmo immaginare di aggiungergli un sensore che ascolti un segnale esterno, per esempio inviato a teatro o al cinema prima dell&#8217;inizio dello spettacolo, e che lo faccia automaticamente mettere in modalit\u00e0 silenziosa. Infine abbiamo la <b>rottura della simmetria<\/b>, usata in ASIT al posto della differenza di attributi; si prende una delle parti dell&#8217;oggetto e si vede se rendendola asimmetrica, e cio\u00e8 non tutta uguale, si pu\u00f2 migliorare l&#8217;oggetto stesso. Nelle biciclette del diciannovesimo secolo, prima di inventare la trasmissione con la catena, la rottura della simmetria tra le ruote permise di aumentare la velocit\u00e0 raggiunta a parit\u00e0 di pedalate fatte, semplicemente aumentando la dimensione della ruota anteriore cui erano attaccati i pedali.<br \/>\nSono sicuro che leggendo questi esempi avete notato che il &#8220;pensare nella scatola&#8221; non significa affatto che gli unici usi ammessi per gli strumenti siano quelli della scatola stessa. In pratica SIT disaccoppia la complessit\u00e0 del mondo dalle conoscenze personali esterne all&#8217;oggetto vero e proprio, che sono quelle che portano alle soluzioni creative e non possono affatto venire automatizzate. Un altro principio che viene citato ma \u00e8 difficile da spiegare a parole \u00e8 quello del percorso a massima resistenza: visto che siamo abituati a fare le cose seguendo il percorso pi\u00f9 semplice, provare invece esplicitamente a immaginare di fare le cose in maniera pi\u00f9 complicata pu\u00f2 suggerire nuove vie, che sperabilmente alla fine porteranno a una soluzione pi\u00f9 semplice di quella iniziale, oltre che migliore.<br \/>\nUn approccio molto simile al SIT lo trovate anche su <a href=\"http:\/\/www.creativedistraction.com\/downloads\/systematic-creativity-four-templates-for-new-product-ideation-innovation-and-invention\/\">Creative Distraction<\/a>: l\u00ec si pu\u00f2 anche scaricare un cheatsheet (un compendio? come lo potremmo chiamare in italiano?) per ricordarsi delle tecniche possibili. A questo punto siete pronti per diventare il <a href=\"it.wikipedia.org\/wiki\/MacGyver\">MacGyver<\/a> del vostro condominio, o se preferite il bricoleur, come il buonanima di Franco Lucentini come <a href=\"http:\/\/salvatoreloleggio.blogspot.it\/2010\/12\/il-suicidio-di-lucentini-un-bricoleur.html\">era stato ricordato<\/a> dal suo sodale Carlo Fruttero&#8230; ma di creativit\u00e0 e letteratura ne parliamo magari un&#8217;altra volta.<br \/>\nAh, stavate aspettando la soluzione al problema? Beh, \u00e8 semplice. Prendete le puntine, attaccate con esse la scatola al muro, e metteteci dentro la candela. La chiave per la risposta \u00e8 stata considerare la scatola non per la sua funzione di base, contenere le puntine, ma con un&#8217;altra funzione. Banale, no?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esistono tecniche che affermano di fare in modo che chiunque possa diventare un creativo. Sono delle grandi esagerazioni, per\u00f2 qualcosina di vero c&#8217;\u00e8&#8230; basta mettersi d&#8217;accordo su quali risultati si vuole raggiungere!<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"activitypub_content_warning":"","activitypub_content_visibility":"","activitypub_max_image_attachments":4,"activitypub_interaction_policy_quote":"anyone","activitypub_status":"","footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-20","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-creativita"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/phh2za-k","jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20\/revisions\/87"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}