{"id":19,"date":"2012-10-05T07:00:00","date_gmt":"2012-10-05T07:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/xmau.com\/wp\/voices\/2012\/10\/05\/amami_su\/"},"modified":"2014-10-23T11:03:50","modified_gmt":"2014-10-23T10:03:50","slug":"amami_su","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/voices\/2012\/10\/amami_su\/","title":{"rendered":"Amami, su!"},"content":{"rendered":"<p>Il 5 ottobre 1962 la Parlophone pubblic\u00f2 nel Regno Unito un disco a 45 giri etichettato R4949. Il brano inciso sul lato B si intitolava <i>P.S. I Love You<\/i>, mentre il lato A conteneva un brano lungo due minuti e ventidue secondi: <i><a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Love_Me_Do\">Love Me Do<\/a><\/i>. Nasceva cos\u00ec ufficialmente la leggenda dei Beatles.<br \/>\nBeh, non \u00e8 che possiamo dire che la nascita sia stata proprio col botto: il singolo sal\u00ec solo al diciassettesimo posto nelle classifiche di vendita britanniche, e anche questo probabilmente solo perch\u00e9 Brian Epstein compr\u00f2 un numero non quantificato di copie che restarono per un po&#8217; nei magazzini della NEMS. (Paradossalmente, quando venne ripubblicato nel 1982 ebbe un risultato molto migliore, raggiungendo la quarta posizione: negli USA arriv\u00f2 al top di Billboard, ma solo perch\u00e9 venne ripubblicato dalla Capitol nel 1964). Insomma, per parlare di Beatlemania bisogner\u00e0 aspettare il singolo successivo, <i>Please Please Me<\/i>.<\/p>\n<p><!--more-->Chi mi conosce da lungo tempo sa bene che io sono un beatlesiano puro e duro, e quindi forse si aspettava questo omaggio. Se mi conosce davvero bene, apprezzer\u00e0 anche il mio ammettere che non \u00e8 che <i>Love Me Do<\/i> sia chiss\u00e0 quale canzone: paradossalmente ritengo che <i>P.S. I Love You<\/i> sia migliore, e sarebbe stata la mia scelta come lato A. Il gossip dice che la scelta fu dettata da un accidente storico: qualche anno prima era gi\u00e0 stata pubblicata un&#8217;altra canzone con lo stesso titolo, e a quanto pare era considerato cattiva pratica riutilizzarlo. Non che io ci creda: la storia dei Beatles \u00e8 un perpetuo monito a non credere affatto alle testimonianze dirette delle persone (c&#8217;\u00e8 un&#8217;intervista a George Martin che d\u00e0 proprio questa spiegazione&#8230;), perch\u00e9 negli anni la gente tende a farsi la propria storia, nonostante in molti casi esistono testimonianze oggettive che mostrano il contrario.<br \/>\nIl brano musicalmente non \u00e8 n\u00e9 carne n\u00e9 pesce. \u00c8 una specie di skiffle, stile musicale che era stato in voga in Gran Bretagna alla fine degli anni &#8217;50 e ormai era sentito come roba vecchia. Peggio ancora, non assomigliava neppure a quanto i Beatles suonavano dal vivo in quegli anni, cio\u00e8 un misto tra rock&#8217;n&#8217;roll, cover di brani scritti originariamente per gruppi vocali femminili, pezzi da crooner come <i><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=GUUUJLaSNOs\">Till There Was You<\/a><\/i> e qualche novelty song (avete mai sentito <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=W2-dDCM6Am8\"><em>Mr Moonlight<\/em><\/a>? \u00c8 un&#8217;esperienza mistica). Mancano i coretti beatlesiani pi\u00f9 o meno improbabili (per dire, in <i>Please Please Me<\/i> i due partono all&#8217;unisono, poi John fa una scala discendente mentre Paul mantiene la stessa nota. Cacofonia armonica, visto che a un certo punto c&#8217;\u00e8 un intervallo di seconda minore, ma effetto pratico di una potenza incredibile), e il brano \u00e8 stato preparato in maniera un po&#8217; garibaldina. John lasci\u00f2 infatti la parte vocale principale a Paul perch\u00e9 avrebbe dovuto cantare ancora una nota del ritornello mentre gi\u00e0 stava attaccando l&#8217;armonica. Pete Best era stato appena fatto fuori dal resto del gruppo con la scusa che George Martin l&#8217;aveva sentito a giugno nel primo provino e non l&#8217;aveva apprezzato &ndash; a ragione: ascoltando <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=i1mgIZrlLSE\">quella versione<\/a>. Ringo Starr era appena arrivato ma non era comunque piaciuto a Martin nella seconda prova del 4 settembre, cos\u00ec la settimana dopo venne relegato al tamburello nell&#8217;incisione che poi fin\u00ec nel primo LP &ndash; e qua mi tocca dissentire. Secondo me, Ringo \u00e8 stato l&#8217;elemento che mancava per completare l&#8217;alchimia dei Beatles: non solo dal punto di vista umano, ch\u00e9 sicuramente con tutte quelle primedonne ci voleva qualcuno pi\u00f9 terra terra, ma anche musicalmente. Ringo era un metronomo umano: nessun volo pindarico, ma la base dove gli altri potevano amabilmente svettare.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/thebeatles.com\/#\/songs\/Love_Me_Do4\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/xmau.com\/voices\/LoveMeDo.jpg\" alt=\"[il testo di Love Me Do, dal sito ufficiale dei Beatles]\" border=\"1\" \/><\/a><br \/>\nMa stiamo comunque parlando di Beatles: cos\u00ec anche in un brano minore come questo si possono scoprire tracce in nuce del genio dei quattro. Un musicista serio come Alan Pollack <a href=\"http:\/\/www.icce.rug.nl\/~soundscapes\/DATABASES\/AWP\/lmd.shtml\">riesce a trovare<\/a> cose incredibili persino qua: non tanto le note blues, che come dice il nome stesso sono abituali nel rhythm&and;blues, quanto per esempio echi modali. La stragrande maggioranza della musica &#8220;leggera&#8221; composta negli ultimi tre secoli, diciamo da Bach in poi, \u00e8 tonale: i brani di musica classica sono &#8220;in la bemolle <b>maggiore<\/b>&#8221; o &#8220;in re <b>minore<\/b>&#8220;. In precedenza, per\u00f2, le cose non erano cos\u00ec ben definite, e c&#8217;erano scale musicali di tipo diverso, che alle nostre orecchie ormai abituate a una dieta armonica ristretta suonano un po&#8217; strane&#8230; a meno che non siano contenute in brani dei Beatles. Chiaramente c&#8217;\u00e8 una spiegazione molto semplice per tutto questo: Lennon, McCartney e Harrison non hanno mai avuto una formazione musicale scolastica, e inventavano pertanto successioni di accordi &#8220;strane&#8221; per vedere l&#8217;effetto che faceva, proprio come facevano i rinascimentali che stavano per l&#8217;appunto costruendo quello che oggi \u00e8 il monolitico sistema armonico. George Martin, che di musica se ne intendeva, ebbe il buon senso di lasciarli andare per la tangente, limitandosi al pi\u00f9 a smussare &ndash; no, si dice &#8220;arrangiare&#8221; &ndash; gli accostamenti che proprio non stavano n\u00e9 in cielo n\u00e9 in terra. Un altro elemento che compone la loro magia.<br \/>\nAlla fine di tutto, \u00e8 vero che <i>Love Me Do<\/i> non \u00e8 una gran cosa. Ma resta comunque la voglia di canticchiarla di quando in quando, con lo stesso sorriso che facciamo rivedendo i nostri primi testi pubblicati in giro. Col senno di poi ci accorgiamo che erano timidi, piatti, financo bruttini; ma sono pur sempre stati il primo passo per una sfolgorante carriera&#8230; Meglio cos\u00ec che un successo seguito dal vuoto, no?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi \u00e8 il cinquantenario della pubblicazione del primo disco dei Beatles, Love Me Do. Il brano non \u00e8 certo indimenticabile, e poco avrebbe fatto presagire della sfolgorante carriera dei Fab Four; per\u00f2 un qualche interesse ce l&#8217;ha comunque, anche tralasciando il punto di vista storico.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"activitypub_content_warning":"","activitypub_content_visibility":"","activitypub_max_image_attachments":4,"activitypub_interaction_policy_quote":"anyone","activitypub_status":"","footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-19","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-varie"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/shh2za-amami_su","jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19\/revisions\/88"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/voices\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}