{"id":7631,"date":"2010-01-11T16:15:03","date_gmt":"2010-01-11T16:15:03","guid":{"rendered":"http:\/\/xmau.com\/wp\/notiziole\/2010\/01\/11\/intonazione_e_t\/"},"modified":"2015-07-21T14:25:02","modified_gmt":"2015-07-21T12:25:02","slug":"intonazione_e_t","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/notiziole\/2010\/01\/11\/intonazione_e_t\/","title":{"rendered":"Intonazione e temperamento (I)"},"content":{"rendered":"<p>Magari non lo sapete, ma se una persona vissuta nel Medioevo o nel Rinascimento fosse portata ai nostri giorni e gli venisse fatta ascoltare una melodia contemporanea, si metterebbe le mani sulle orecchie e la definirebbe assolutamente stonata. No, non \u00e8 colpa della pessima qualit\u00e0 di quello che oggid\u00ec ci propinano come musica (quantunque&#8230;); se anche facessimo loro ascoltare un brano dei loro tempi suonato al pianoforte, il risultato sarebbe lo stesso. E non \u00e8 nemmeno colpa del pianoforte! Il problema \u00e8 un altro, e il colpevole &#8211; se proprio ne volete trovare uno &#8211; \u00e8 la matematica. Ma andiamo con ordine.<br \/>\nTutto inizia con Pitagora, il cui marchio di fabbrica &#8211; o almeno quello che i suoi seguaci hanno attribuito a lui &#8211; era &#8220;Tutto \u00e8 numero&#8221;. Pitagora scopr\u00ec che se prendevi due corde dello stesso spessore ma di lunghezza l&#8217;una il doppio dell&#8217;altra il suono emesso quando le si pizzicava era s\u00ec diverso ma non troppo; e se il rapporto tra le lunghezze era di uno a tre c&#8217;erano due suoni indubbiamente diversi ma che stavano bene insieme. Che si parli di rapporto e non di differenza, come qualcuno potrebbe pensare, non \u00e8 strano: il nostro orecchio \u00e8 tarato sui rapporti dei suoni. D&#8217;altra parte, per i greci che facevano matematica in modo geometrico la cosa non dava alcun problema.<br \/>\nIl nostro filosofo (o i suoi discepoli) fu ben felice della cosa, visto che era una conferma della sua legge, e si mise a preparare la scala musicale usando i rapporti di quinta (quello uno a tre) per salire e ottava (uno a due) per scendere, riuscendo cos\u00ec a completare le sette+una nota delle scale modali usate dai greci. Ecco i rapporti che si ottengono, fatto pari a 1 il do basso: anche se anacronistico, aggiungo anche gli intervalli relativi alla nota di base calcolati in milleduecentesimi logaritmici di ottava, i <i>cent<\/i> come oggi sono chiamati. (occhei, dei cent parler\u00f2 pi\u00f9 tardi, non preoccupatevi)<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align:center\"><b>Intonazione pitagorica<\/b><\/p>\n<table border=\"1\" width=\"400\" align=\"center\">\n<tr align=\"center\">\n<td width=\"50\">do<\/td>\n<td width=\"50\">re<\/td>\n<td width=\"50\">mi<\/td>\n<td width=\"50\">fa<\/td>\n<td width=\"50\">sol<\/td>\n<td width=\"50\">la<\/td>\n<td width=\"50\">si<\/td>\n<td width=\"50\">do<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>1<\/td>\n<td>9\/8<\/td>\n<td>81\/64<\/td>\n<td>4\/3<\/td>\n<td>3\/2<\/td>\n<td>27\/16<\/td>\n<td>243\/128<\/td>\n<td>2<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>0<\/td>\n<td>204<\/td>\n<td>408<\/td>\n<td>498<\/td>\n<td>702<\/td>\n<td>906<\/td>\n<td>1110<\/td>\n<td>1200<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<br \/>\nQuesta scala (detta <i>intonazione pitagorica<\/i>) \u00e8 bellissima da un punto di vista matematico. Il rapporto tra due toni vicini qualsiasi \u00e8 sempre 9\/8, e quello tra due semitoni \u00e8 sempre 256\/243: peccato per alcuni problemucci. Innanzitutto, per quanto riguarda Pitagora, c&#8217;\u00e8 che la frase completa che descrive la sua filosofia \u00e8 &#8220;tutto \u00e8 numero <b>piccolo<\/b>. Uno, due, tre, quattro formano la <i>tetraktys<\/i> e sono gli Unici Veri Numeri da usare. Passi se si devono usare 5 e 6, ma 243\/128 \u00e8 proprio bruttino a vedersi! Ma c&#8217;\u00e8 anche una fregatura ineliminabile, dello stesso tipo dei problemi irrisolubili dalla matematica classica come la trisezione dell&#8217;angolo e la duplicazione del cubo. Il giro delle quinte e delle ottave dovrebbe chiudersi: sali di dodici quinte, scendi di sette ottave, e in teoria ottieni tutti e dodici i semitoni in cui si divide l&#8217;ottava. Peccato che 2<sup>7<\/sup> faccia 128 mentre (3\/2)<sup>12<\/sup> \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 di 129.74; \u00e8 un po&#8217; come la barzelletta delle due squadre che iniziano a bucare una montagna dai lati opposti per fare un tunnel e non si incontrano perch\u00e9 hanno sbagliato la direzione di scavo. Non ci si pu\u00f2 fare molto: i rapporti sono quelli, e tra l&#8217;altro la divisione in 12 parti dell&#8217;ottava \u00e8 una delle migliori possibili, visto che per migliorarla si deve passare a 41 o 53 parti il che diventa pesantuccio: pensate a un pianoforte con tutti quei tasti!<br \/>\nI greci non erano poi cos\u00ec stupidi come si potrebbe pensare, e avevano studiato almeno in teoria altri modi in cui suddividere l&#8217;ottava. Peccato che fosse difficile riuscire ad accordare gli strumenti, mentre con l&#8217;intonazione pitagorica non c&#8217;erano problemi visto che si poteva fare tutto a orecchio. Cos\u00ec si \u00e8 dovuto aspettare il Rinascimento perch\u00e9 questi metodi diversi venissero messi in pratica&#8230; anche perch\u00e9 con le nuove sensibilit\u00e0 musicali se ne sentiva la necessit\u00e0. Il problema non era l&#8217;aggiungere gli altri semitoni, cosa che \u00e8 stata fatta nel medioevo continuando a lavorare per quinte e ottave; s\u00ec, il &#8220;semitono in su&#8221; e il &#8220;semitono in gi\u00f9&#8221; sono diversi, ma per il tipo di musica che si suonava non si poteva mai fare confusione. Il guaio era che nella polifonia si usavano terze e seste per dare un po&#8217; di spessore in pi\u00f9 al suono &ndash; lo si fa anche adesso, che credete? &ndash; e con l&#8217;intonazione pitagorica terze e seste cantate insieme suonavano da cani. Fu cos\u00ec che Gioseffo Zarlino nel suo testo del 1558 <i>Le istitutioni harmoniche<\/i> present\u00f2 un &#8220;nuovo&#8221; metodo per l&#8217;accordatura; nuovo si fa per dire, perch\u00e9 era stato inizialmente teorizzato da Archita nel IV secolo a.C. e ripreso da Didimo nel I secolo a.C. e Claudio Tolomeo nel I secolo d.C.<br \/>\nIl metodo di Zarlino ritornava alle origini, cio\u00e8 agli armonici. Data una nota di partenza (il do<sub>1<\/sub>, ad esempio), il secondo armonico \u00e8 all&#8217;ottava superiore (do<sub>2<\/sub>); il terzo sale ancora di una quinta (sol<sub>2<\/sub>), il quarto di una quarta (do<sub>3<\/sub>) e il quinto&#8230; di una terza, arrivando al mi<sub>3<\/sub>. Se abbassiamo questa nota di due ottave otteniamo per la terza maggiore un rapporto di 5\/4 con la nota fondamentale. A questo punto si pu\u00f2 scegliere se definire direttamente la terza <i>minore<\/i> con il rapporto 6\/5, che ha la simpatica propriet\u00e0 di essere un numero della forma <i>n+1<\/i>\/<i>n<\/i> esattamente come la terza maggiore, la quarta e la quinta; oppure si pu\u00f2 procedere di nuovo per quinte e ottave. Il risultato \u00e8 comunque lo stesso, ed \u00e8 mostrato qua.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align:center\"><b>Intonazione naturale<\/b><\/p>\n<table border=\"1\" width=\"400\" align=\"center\">\n<tr align=\"center\">\n<td width=\"50\">do<\/td>\n<td width=\"50\">re<\/td>\n<td width=\"50\">mi<\/td>\n<td width=\"50\">fa<\/td>\n<td width=\"50\">sol<\/td>\n<td width=\"50\">la<\/td>\n<td width=\"50\">si<\/td>\n<td width=\"50\">do<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>1<\/td>\n<td>9\/8<\/td>\n<td>5\/4<\/td>\n<td>4\/3<\/td>\n<td>3\/2<\/td>\n<td>5\/3<\/td>\n<td>15\/8<\/td>\n<td>2<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>0<\/td>\n<td>204<\/td>\n<td>386<\/td>\n<td>498<\/td>\n<td>702<\/td>\n<td>884<\/td>\n<td>1088<\/td>\n<td>1200<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<br \/>\nNell&#8217;<i>intonazione naturale<\/i> i numeri dei rapporti sono molto migliorati; gli unici ancora grandi sono quelli degli intervalli di seconda e di settima, che tanto sono dissonanti di loro quindi possono stare cos\u00ec. Le quinte continuano ad essere a posto, le ottave lo sono per definizione come in tutti i tipi di intonazione e temperamento che presenter\u00f2, terze e seste suonano che \u00e8 un piacere, tanto che l&#8217;intonazione naturale \u00e8 usata ancora oggi per suonare strumenti tipo archi (dove si pu\u00f2 fare la nota che si vuole) e fiati (dove ci sono problemi tecnici per intonarli diversamente). Per\u00f2&#8230;.<br \/>\nBeh, il &#8220;per\u00f2&#8221; ve lo racconto <a href=\"http:\/\/xmau.com\/notiziole\/2010\/01\/13\/intonazione_e_t_1\/\">un&#8217;altra volta<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima parte di una carrellata su come le frequenze relative delle note musicali si sono stabilizzate nei secoli.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"activitypub_content_warning":"","activitypub_content_visibility":"","activitypub_max_image_attachments":3,"activitypub_interaction_policy_quote":"anyone","activitypub_status":"","footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[214],"tags":[],"class_list":["post-7631","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-matematica_light"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/phh2yV-1Z5","jetpack-related-posts":[{"id":2267,"url":"https:\/\/xmau.com\/notiziole\/2003\/04\/08\/trasporto_pianoforti\/","url_meta":{"origin":7631,"position":0},"title":"Trasporto pianoforti","author":".mau.","date":"2003-04-08","format":false,"excerpt":"Sar\u00e0 divertente portare qui a Milano il mio pianoforte. 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