{"id":6737,"date":"2009-01-22T08:00:00","date_gmt":"2009-01-22T08:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/xmau.com\/wp\/notiziole\/2009\/01\/22\/aritmetica_modu_1\/"},"modified":"2009-01-22T08:00:00","modified_gmt":"2009-01-22T08:00:00","slug":"aritmetica_modu_1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/notiziole\/2009\/01\/22\/aritmetica_modu_1\/","title":{"rendered":"Aritmetica modulare \/ 2"},"content":{"rendered":"<p>(la prima parte si trova <a href=\"http:\/\/xmau.com\/notiziole\/arch\/200901\/005222.html\">qua<\/a>)<br \/>\n<u>Moltiplicazione, ma soprattutto divisione!<\/u><br \/>\nUna tabellina per la somma \u00e8 una cosa strana, ma nessuno si scandalizza nel caso della moltiplicazione: in fin dei conti, la buona vecchia tavola pitagorica la conosciamo tutti. La tabella 2 mostra appunto la moltiplicazione, stavolta modulo 10 per semplicit\u00e0 pratica: \u00e8 come se guardassimo l&#8217;ultima cifra della tavola pitagorica standard. Alcune sue caratteristiche sono quelle a cui noi siamo abituati. La tabellina dello zero \u00e8 sempre monotona: zero per un qualsiasi numero fa zero. Anche la tabellina dell&#8217;uno non \u00e8 che sia poi cos\u00ec eccitante: uno per <i>n<\/i> fa <i>n<\/i> per ogni numero <i>n<\/i>. Negli altri casi, le cose cambiano eccome.<br \/>\n<img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/xmau.com\/mate\/light\/moduli-tab2.PNG\" alt=\"[prodotto modulo 10]\" \/><br \/>\n<b>Tabella 2:<\/b> prodotto modulo 10<br \/>\nA volte succede che due numeri diversi da zero, moltiplicati tra di loro, diano zero: lo vediamo nelle tabelline dei numeri pari e in quella del 5. Altre volte succede che nella tabellina tutti i numeri diversi sono presenti; lo vediamo, oltre che nella tabellina dell&#8217;uno, anche in quella di 3, 7 e 9. I due casi sono complementari: non \u00e8 difficile dimostrare che o capita uno o l&#8217;altro, per\u00f2 sono buono e non lo faccio, visto che non \u00e8 cos\u00ec importante nella nostra discussione. Qui ci basta vedere che 4*2 e 4*7 valgono entrambi 8, il che significa che nell&#8217;aritmetica modulare la divisione pu\u00f2 avere pi\u00f9 di un risultato, oppure non averne nessuno. Nel primo caso, 8\/4 vale 2 oppure 7; nel secondo caso, 9\/4 \u00e8 impossibile, e non ce la facciamo nemmeno a pensare di estendere i numeri modulo 10 per avere un risultato fuori dall&#8217;insieme di partenza. Non abbiamo insomma l&#8217;equivalente dei numeri frazionari modulari, almeno cos\u00ec ad occhio.<br \/>\n<img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/xmau.com\/mate\/light\/moduli-tab3.PNG\" alt=\"[prodotto modulo 11]\" \/><br \/>\n<b>Tabella 3:<\/b> prodotto modulo 11<br \/>\nLa situazione per\u00f2 cambia di colpo se stiamo usando l&#8217;aritmetica modulare con un modulo che \u00e8 un numero primo. La tabella 3 mostra la tavola pitagorica per l&#8217;aritmetica modulo 11. In questo caso, a parte per lo zero, l&#8217;insieme dei multipli di ciascun numero \u00e8 composto da tutti i numeri! Quindi ogni numero diverso da zero ha un suo inverso, che moltiplicato per il numero dato ci fa ottenere 1. Per i numeri modulo 11, l&#8217;inverso di 1 \u00e8 1, quello di 2 \u00e8 6, quello di 3 \u00e8 4, quello di 5 \u00e8 9, quello di 7 \u00e8 8, quello di 10 \u00e8 10. Come per la differenza, in questo caso possiamo permetterci il lusso di non imparare le divisioni; basta avere la tabellina per gli inversi, e cos\u00ec 5\/8 (modulo 11) \u00e8 uguale a 5*7 che vale 35 cio\u00e8 2.<br \/>\n<img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/xmau.com\/mate\/light\/moduli-lista2.PNG\" alt=\"[opposti modulo 11]\" \/><br \/>\n<b>Listato 2:<\/b> inversi modulo 11<br \/>\n<u>Potenze e logaritmi<\/u><br \/>\nAccenno solamente a quello che succede nel caso dell&#8217;elevazione a potenza e del logaritmo, limitandomi al caso in cui il modulo sia un numero primo dove le propriet\u00e0 sono pi\u00f9 interessanti: per fissare le idee, immaginiamo di usare i numeri modulo 11.<br \/>\n<img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/xmau.com\/mate\/light\/moduli-tab4.PNG\" alt=\"[potenze modulo 11]\" \/><br \/>\n<b>Tabella 4:<\/b> potenze modulo 11<br \/>\nScrivere <i>a<\/i><sup><i>b<\/i><\/sup> significa moltiplicare <i>a<\/i>*<i>a<\/i>*<i>a<\/i>&#8230; per <i>b<\/i> volte, sempre eliminando tutti i multipli di 11 nelle operazioni. Come nel caso dei numeri interi, definiamo <i>a<\/i><sup>0<\/sup> = 1 e <i>a<\/i><sup>1<\/sup> = <i>a<\/i>. La tabella 4 \u00e8 una &#8220;tavola potenziagorica&#8221;: visto che l&#8217;elevazione a potenza non \u00e8 commutativa e cio\u00e8 <i>a<\/i><sup><i>b<\/i><\/sup> non \u00e8 necessariamente uguale a <i>b<\/i><sup><i>a<\/i><\/sup>, preciso che la base si legge nella colonna a sinistra e l&#8217;esponente nella riga in alto. Notate nulla di strano? Dovrebbero esserci almeno due cose che saltano all&#8217;occhio. La prima \u00e8 che la colonna della potenza 10 \u00e8 composta da tutti 1; la seconda (in po&#8217; pi\u00f9 difficile) \u00e8 che alcune colonne (in lilla) e alcune righe (in azzurro) contengono tutti i numeri da 1 a 10. La prima di queste propriet\u00e0 vale per l&#8217;aritmetica modulare quando il modulo \u00e8 un numero primo <i>p<\/i>, ed \u00e8 nota come <em>Piccolo teorema di Fermat<\/em> (no, non c&#8217;entra nulla con l&#8217;Ultimo teorema di Fermat se non che sono stati enunciati entrambi dal matematico e giudice francese). La seconda invece \u00e8 vera per le colonne quando stiamo lavorando con l&#8217;aritmetica modulo <i>p<\/i> (primo) e prendiamo una potenza <i>n<\/i> tale che <i>n<\/i> e <i>p-1<\/i> non abbiano fattori primi in comune; tecnicamente si dice che &#8220;<i>n<\/i> \u00e8 primo con <i>p-1<\/i>&#8220;. Per le righe, invece, i valori per cui vale la propriet\u00e0 si chiamano <b>generatori<\/b> nella base <i>p<\/i>.<br \/>\nPer quanto riguarda le colonne lilla, possiamo dire che in quei casi \u00e8 sempre possibile fare la radice n-sima di un numero, che ha sempre un solo valore (a meno di multipli del modulo). Non ditemi che \u00e8 lo stesso con le radici cubiche &#8220;normali&#8221;: anche lasciando perdere i valori complessi, ditemi voi qual \u00e8 la radice cubica di 9! Per quanto ne so, comunque, questa propriet\u00e0 non \u00e8 poi cos\u00ec importante in pratica, a differenza di quella sui generatori. Se si sceglie una base che \u00e8 un numero primo e un valore che \u00e8 un generatore per questa base, infatti, \u00e8 sempre possibile calcolarne il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Logaritmo_discreto\">logaritmo discreto<\/a>, che poi non \u00e8 altro che il logaritmo in versione modulare. Se 2<sup>6<\/sup> \u00e8 congruo a 9 (modulo 11) questo significa che il logaritmo discreto di 9 in base 2 e modulo 11 vale 6. (Vale anche 16, 26, 36 e cos\u00ec via&#8230; ma anche in questo caso si prende convenzionalmente il pi\u00f9 piccolo valore). La cosa interessante del logaritmo discreto \u00e8 che non ci sono modi &#8220;facili&#8221; per calcolarlo, se non andando avanti a elevare a potenza la base finch\u00e9 non si trova il valore di cui ci serve il logaritmo. L&#8217;unico problema \u00e8 che fare tutti questi conti costa, e il costo cresce esponenzialmente con la dimensione del modulo <i>p<\/i>. Questo significa che per un modulo abbastanza grande (il generatore pu\u00f2 anche essere piccolo) abbiamo una &#8220;funzione trappola&#8221;, che \u00e8 facile da calcolare in un verso ma difficile da craccare nell&#8217;altro verso: situazione ideale per gli algoritmi a chiave pubblica, e infatti <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Scambio_di_chiavi_Diffie-Hellman\">il protocollo Diffie-Hellman<\/a> sfrutta i logaritmi discreti come base di un algoritmo di crittografia&#8230; algoritmo che non vi spiego in questa sede perch\u00e9 questa \u00e8 matematica light.<br \/>\nQuesto \u00e8 tutto: come sempre domande e suggerimenti sono i benvenuti!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finisce la breve rassegna sull&#8217;aritmetica modulare<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center 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