{"id":4734,"date":"2007-02-12T13:48:10","date_gmt":"2007-02-12T13:48:10","guid":{"rendered":"http:\/\/xmau.com\/wp\/notiziole\/2007\/02\/12\/numeri_multidimensionali\/"},"modified":"2007-02-12T13:48:10","modified_gmt":"2007-02-12T13:48:10","slug":"numeri_multidimensionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/notiziole\/2007\/02\/12\/numeri_multidimensionali\/","title":{"rendered":"Numeri multidimensionali"},"content":{"rendered":"<p>[Questo testo \u00e8 stato scopiazzat&#8230; ehm, ispirato dal post di Mark C.Chu-Carroll su <a href=\"http:\/\/scienceblogs.com\/goodmath\/2007\/02\/basics_multidimensional_number_1.php\" title=\"Good Math, Bad Math\"><em>Good Math, Bad Math<\/em><\/a>. Commenti pi\u00f9 che benvenuti!]<br \/>\nIl concetto della &#8220;retta dei numeri&#8221;, quella simpatica astrazione per cui tutti i numeri razionali e irrazionali se ne stanno belli belli l&#8217;uno a fianco dell&#8217;altro, \u00e8 abbastanza noto, almeno per chi ha fatto il liceo. Non tutti per\u00f2 sanno che i matematici non si sono accontentati di restarsene confinati in uno spazio monodimensionale, e si sono lanciati in dimensioni sempre maggiori. Stavolta non parlo dei vettori, che sono gruppetti di numeri separati tenuti insieme per un unico scopo, a differenza dei partiti in una coalizione di governo in Italia: in questo caso avremo sempre a che fare con numeri <em>singoli<\/em>.<br \/>\nIl primo tipo di numeri che incontriamo nel nostro giro sono quelli <b>complessi<\/b>. Prima di arrivarci, per\u00f2, facciamo un passo &#8220;laterale&#8221;, e <img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" title=\"piano di Argand\" alt=\"piano di Argand\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/xmau.com\/notiziole\/files\/num_complesso.PNG\" align=\"right\" vspace=\"4\"> torniamo per un momento ai numeri <em>immaginari<\/em>. Il nome \u00e8 tutto un programma: semplicemente, nel Rinascimento, Tartaglia e Cardano hanno scoperto che se facevano finta che le radici quadrate di numeri negativi, che spuntavano mentre cercavano di risolvere le equazioni di terzo grado, fossero dei &#8220;veri&#8221; numeri, alla fine esse sparivano e si ottenevano le soluzioni corrette. Al tempo i matematici non erano nemmeno certi esistessero i numeri <em>negativi<\/em>: ma essendo i due molto pragmatici, hanno detto &#8220;immaginiamo che quella robaccia sia un numero&#8221;, e da qui \u00e8 arrivato il nome di numeri immaginari. Che poi, quanto &#8220;reale&#8221; \u00e8 un numero reale? Un terzo di torta uno riesce a immaginarselo, ma 1\/pi di torta non credo proprio. Ma ormai il nome \u00e8 quello, cos\u00ec come i numeri ottenuti sommando un reale e un immaginario sono chiamati &#8220;complessi&#8221; ma non \u00e8 che siano cos\u00ec tanto complicati. Ci sono voluti pi\u00f9 di due secoli prima che qualcuno riuscisse a vedere i numeri complessi non come due pezzi appiccicati insieme a forza, ma un oggetto singolo. Nel 1787 ci aveva tentato il norvegese Caspar Wessel, che per\u00f2 se ne stava appunto in capo al mondo e inoltre di professione faceva l&#8217;agrimensore, cos\u00ec nessuno si \u00e8 accorto di lui; nel 1801 ci riprov\u00f2 Jean-Robert Argand, che non faceva il matematico neppure lui ma era un libraio svizzero esule a Parigi, cosa che gli ha permesso di pubblicarsi il libro a sue spese e litigare un po&#8217; con il gotha dei matematici, diventando subito noto.<br \/>\nL&#8217;idea di Argand, come l&#8217;uovo di Colombo, \u00e8 semplicissima da comprendere dopo che la si \u00e8 vista; invece che una retta si prende un piano, ci si disegnano due assi cartesiani, e si associa a ogni numero complesso un punto del piano. Siamo finalmente usciti dalla dimensione 1 e arrivati a quella 2, il che \u00e8 bellissimo: non tanto per tutto lo spazio in pi\u00f9 a nostra disposizione, quanto perch\u00e9 possiamo finalmente muoverci a piacere con tutte le operazioni matematiche &#8211; salvo dividere per zero, si intende &#8211; senza mai uscire dal nostro &#8220;giardinetto complesso&#8221;. Una situazione davvero favolosa, che per\u00f2 ha un rovescio della medaglia. Mentre sulla retta sapevamo sempre dire se un numero era maggiore o minore di un altro, ora abbiamo dei dubbi. Quale dovrebbe essere il numero maggiore tra 0+1i e 1+0i? E perch\u00e9? Ma si sa, le comodit\u00e0 hanno spesso un prezzo.<br \/>\nI numeri complessi sono davvero comodi per i matematici e non solo: la teoria della relativit\u00e0 e la meccanica quantistica li usano regolarmente. <img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" title=\"rotazioni nello spazio\" alt=\"rotazioni nello spazio\" align=\"left\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/xmau.com\/notiziole\/files\/rotazioni.PNG\" vspace=\"4\">Ma gi\u00e0 con Argand ci si accorse che la moltiplicazione tra due numeri corrispondeva a una rotazione nel piano. Ad esempio, moltiplicare per <em>i<\/em> significa ruotare di 90\u00b0 in senso antiorario; dunque <em>i*i<\/em> \u00e8 un giro di 180\u00b0, che \u00e8 la stessa cosa che moltiplicare per -1. A questo punto l&#8217;irlandese William Rowan Hamilton ha detto &#8220;Che bello! Allora se aggiungo anche una <em>j<\/em> posso anche indicare le rotazioni 3d!&#8221; Solo che i conti continuavano a non tornargli&#8230; fino a che un giorno del 1843, mentre passeggiava con la moglie e stava passando su un ponte, ebbe l&#8217;idea risolutiva: ci voleva anche una  <em>terza<\/em> variabile. Dimostrando scarso senso civico, si mise a incidere sul ponte l&#8217;equazione risolutiva: <em>i<\/em><sup>2<\/sup> = <em>j<\/em><sup>2<\/sup> = <em>k<\/em><sup>2<\/sup> = <em>ijk<\/em> = -1. Nascono cos\u00ec i <b>quaternioni<\/b>, numeri della forma a + bi + cj + dk. Qualcuno si potr\u00e0 chiedere perch\u00e9 per indicare le rotazioni nello spazio 3d si usi un numero con <em>quattro<\/em> componenti, e qualcuno un po&#8217; pi\u00f9 avventuroso dir\u00e0 &#8220;ma a che serve <em>k<\/em>? basta scrivere <em>ij<\/em>!&#8221; Peccato che ampliando cos\u00ec la dimensione dei nostri numeri ci siamo di nuovo persi qualcosa. \u00c8 vero che <em>ij<\/em> = <em>k<\/em>, ma <em>ji<\/em>= &#8211;<em>k<\/em>. Per i quaternioni non vale cio\u00e8 la <em>propriet\u00e0 commutativa<\/em> della moltiplicazione. Sulle prime ci si pu\u00f2 restare male: che senso ha pensare che cinque file da tre sono diverse da tre file da cinque? Ma ricordiamoci che i quaternioni rappresentano le rotazioni nello spazio. E guarda caso, se facciamo prima una rotazione antioraria di 90\u00b0 e poi una riflessione allo specchio (cio\u00e8 una rotazione di 180\u00b0 nella terza dimensione), oppure facciamo prima la riflessione e poi la rotazione, otteniamo un risultato diverso. Insomma, la cosa ha un suo bel senso.<br \/>\nUno, due, quattro&#8230; si potrebbe immaginare che il prossimo passo sia avere un numero con otto dimensioni, e che questo tipo di numero ci far\u00e0 perdere ancora qualche propriet\u00e0 matematica, e in effetti \u00e8 cos\u00ec. Nel 1845 Arthur Cayley present\u00f2 al mondo gli <b>ottetti<\/b> (detti anche  <em>ottonioni<\/em> per avere il nome simile a quello dei quaternioni). Qua, a parte l&#8217;unit\u00e0 standard, ci sono altre sette &#8220;unit\u00e0&#8221; il cui quadrato \u00e8 -1; per evitare di usare troppe lettere, in genere queste unit\u00e0 vengono chiamate e<sub>1<\/sub>, e<sub>2<\/sub> e cos\u00ec via fino a e<sub>7<\/sub>. La nuova propriet\u00e0 che si \u00e8 persa \u00e8 quella <em>associativa<\/em>; in pratica, (a*b)*c non \u00e8 pi\u00f9 necessariamente uguale ad a*(b*c). Un altro choc di quelli incredibili, ma sono ragionevolmente certo che ci siano delle ricette di cucina in cui tu hai tre ingredienti, e a seconda dell&#8217;ordine in cui li mischi ottieni qualcosa di diverso. Ad ogni modo non preoccupatevi: mentre i quaternioni hanno comunque un certo uso in computer graphic, gli ottetti praticamente non vengono usati&#8230; anche se hanno una stranissima associazione col piano di Fano, di cui magari parler\u00f2 un&#8217;altra volta.<br \/>\nFine della storia. Non si riesce pi\u00f9 ad avere altri numeri multidimensionali&#8230; con un&#8217;eccezione. Esisterebbero infatti anche i <b>sedenioni<\/b>, che come dovrebbe dire il nome hanno ben sedici &#8220;unit\u00e0&#8221;; con questa estensione per\u00f2 si perde la pi\u00f9 importante propriet\u00e0 algebrica dei numeri. In pratica, \u00e8 possibile trovare due sedenioni entrambi diversi da zero il cui prodotto \u00e8 zero: un obbrobrio che fa rabbrividire! (E non venitemi a dire che in un orologio analogico se reitero quattro volte un intervallo di tre ore ottengo che le lancette ritornano sullo zero; quella \u00e8 un&#8217;altra storia&#8230;)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come avete fatto a vivere fino ad oggi senza quaternioni e affini?<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"activitypub_content_warning":"","activitypub_content_visibility":"","activitypub_max_image_attachments":3,"activitypub_interaction_policy_quote":"anyone","activitypub_status":"","footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[214],"tags":[244],"class_list":["post-4734","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-matematica_light","tag-quaternioni-numeri-complessi"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/phh2yV-1em","jetpack-related-posts":[{"id":8295,"url":"https:\/\/xmau.com\/notiziole\/2011\/03\/20\/gioco_della_dom_100\/","url_meta":{"origin":4734,"position":0},"title":"gioco della domenica: Maze &#8216;n Math","author":".mau.","date":"2011-03-20","format":false,"excerpt":"come ve la cavate con somme e sottrazioni?","rel":"","context":"In &quot;giochi&quot;","block_context":{"text":"giochi","link":"https:\/\/xmau.com\/notiziole\/category\/giochi\/"},"img":{"alt_text":"","src":"","width":0,"height":0},"classes":[]},{"id":29302,"url":"https:\/\/xmau.com\/notiziole\/2024\/07\/16\/matematica-lezione-23-i-numeri-complessi\/","url_meta":{"origin":4734,"position":1},"title":"MATEMATICA &#8211; 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