{"id":35552,"date":"2026-01-19T04:51:21","date_gmt":"2026-01-19T03:51:21","guid":{"rendered":"https:\/\/xmau.com\/wp\/notiziole\/?p=35552"},"modified":"2026-01-18T16:55:30","modified_gmt":"2026-01-18T15:55:30","slug":"una-ricetta-per-interagire-con-i-chatbot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/notiziole\/2026\/01\/19\/una-ricetta-per-interagire-con-i-chatbot\/","title":{"rendered":"Una ricetta per interagire con i chatbot"},"content":{"rendered":"<p>Sono passati tre anni da quando il primo ChatGPT &#8220;serio&#8221; \u00e8 stato reso pubblico, eppure sembra passato chiss\u00e0 quanto tempo. SOno usciti non so quanti libri che dicono che ci insegneranno a usarli in maniera perfetta: la mia sensazione \u00e8 che la maggior parte di essi siano stati scritti usando un LLM, a giudicare dal loro stile. Ho invece trovato molto utile <a href=\"https:\/\/www.thealgorithmicbridge.com\/p\/learn-to-use-ai-competently-in-1\">questo rapido tutorial<\/a> di Alberto Romero, che lui dice poter essere letto in dieci minuti e messo in pratica in una giornata. Quello che mi \u00e8 piaciuto \u00e8 il suo approccio pragmatico &#8211; quello che in inglese si dice no-nonsense &#8211; e soprattutto il fatto che mi ha aiutato a focalizzare qualcosa che facevo gi\u00e0 intuitivamente e mi ha dato qualche spunto in pi\u00f9. Provo quindi a raccontarvelo, aggiungendo le mie considerazioni personali. Il tutorial \u00e8 diviso in quattro parti: la seconda e la terza sono pi\u00f9 tecniche, anche se non dovete aspettarvi delle formule precotte ma sempre solo delle idee da mettere in pratica: la prima e la quarta sono pi\u00f9 speculativve e quindi le migliori almeno dal punto di vista di uno come me che \u00e8 pi\u00f9 interessato al perch\u00e9 che al come.<\/p>\n<p>Punto 1: <b>Tenere presente con cosa si ha a che fare.<\/b> Romero ci consiglia di vedere un LLM come uno strumento <i>alieno<\/i>, qualcosa di ben distinto sia da un motore di ricerca che da un essere umano. Un motore di ricerca trova (quando va bene, aggiungo io) qualcosa che c&#8217;\u00e8 gi\u00e0; nell&#8217;interazione con un essere umano diamo implicitamente per scontata una quantit\u00e0 di nozioni di mutua conoscenza, che ci aiuta a imparare nuove cose. Un LLM non \u00e8 nulla di tutto questo: il suo funzionamento \u00e8 statistico, il che significa che non trova nulla di nuovo (nel senso che siamo noi a dare un significato a quello che emette) e che non \u00e8 nemmeno capace di copiare quello che ha in pancia. Da qui il suo &#8220;essere alieno&#8221;, o meglio il fatto che non dobbiamo trattarlo secondo i nostri vecchi schemi. Il suo motto \u00e8 &#8220;tutto \u00e8 parzialmente chatgptabile&#8221;: l&#8217;enfasi \u00e8 sul &#8220;tutto&#8221;, ma anche e soprattutto sul &#8220;parzialmente&#8221;. Come riassunto, L&#8217;AI \u00e8 brava a:<\/p>\n<ul>\n<li>Scrivere in pochi minuti una bozza che ci richiederebbe delle ore;<\/li>\n<li>Completare dei nostri abbozzi di idea (presumendo che qualcun altro li abbia gi\u00e0 avuti);<\/li>\n<li>Riformattare, nel senso di cambiare la forma di un documento in un modo qualunque;<\/li>\n<li>Farci da assistente, ma solo se conosciamo gi\u00e0 l&#8217;argomento (non \u00e8 un controsenso: uno pu\u00f2 avere un&#8217;idea generale di un tema, ma non voler perdere tempo con i particolari, che il chatbot trover\u00e0 per noi);<\/li>\n<li>Scrivere codice per problemi ben definiti (valgono le stesse considerazioni scritte qui sopra).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Quello su cui invece l&#8217;AI non \u00e8 brava \u00e8:<\/p>\n<ul>\n<li>Tutto ci\u00f2 che richiede delle competenze che non possiamo verificare;<\/li>\n<li>Capire quando sta sbagliando (a parte che molti chatbot si ostinano a dire di aver ragione&#8230;);<\/li>\n<li>La conoscenza sottintesa, cio\u00e8 quello che non possiamo scrivere esplicitamente perch\u00e9 sarebbe troppo lungo da spiegare;<\/li>\n<li>Ragionamenti innovativi o scoperte genuine (di nuovo, magari noi possiamo sfruttare il suo output per fare un ragionamento innovativo, ma \u00e8 l&#8217;equivalente di prendere delle frasi a caso e vedere cosa ci viene in mente);<\/li>\n<li>Consistenza a lungo termine: dopo un po&#8217; si dimentica del contesto e parte per la tangente.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Punto 2: <b>Non affannatevi a cercare il prompt perfetto.<\/b> I prompt continueranno a essere necessari per interagire con le IA, ma pi\u00f9 che studiare il prompt perfetto &#8211; che tanto non esiste &#8211; limitatevi a scrivere qualcosa di specifico per il compito da da fare. Il prompt non deve essere generico: anzi deve dare tutto il contesto necessario, dato che come detto sopra non possiamo assumere una conoscenza sottintesa. Specificate tutto quello che date per scontato, insomma: non \u00e8 detto che lo sia &#8211; nel senso che statisticamente lo abbia trovato normalmente nel suo materiale di addestramento &#8211; per un LLM.<\/p>\n<p>Punto 3: <b>Esercitatevi sugli usi che vi servono di pi\u00f9.<\/b> Qui il punto \u00e8 che dovete imparare a riconoscere quali sono i punti deboli dell&#8217;IA rispetto alle vostre necessit\u00e0, perch\u00e9 sono quelli su cui poi lavorerete dopo che avete ottenuto il primo risultato. Ecco alcuni degli esempi di Romero. (a) L&#8217;acceleratore di ricerca: dare in pasto un testo e fare domande specifiche, non &#8220;riassumimelo&#8221; ma &#8220;quali sono i tre punti principali del testo e come sono supportati dall&#8217;evidenza&#8221;, aggiungendo magari &#8220;io sono esperto in X e Y&#8221;. (b) Il generatore di bozze: questo \u00e8 specialmente utile se avete la sindrome del foglio bianco, e permette poi di sfruttare una fissa dei chatbot: gli elenchi puntati, che si possono poi riordinare a piacere. (c) L&#8217;amico immaginario, a cui descrivere un problema che ci blocca, chiedendogli di essere onesto e non accondiscendente (funziona meglio con Gemini e Claude, rispetto a ChatGPT); in questo caso conviene chiedere di dare pi\u00f9 opzioni, per evitare di avere la solita risposta con sicumera. (d) Chiedere una spiegazione a livelli diversi: evitare il &#8220;spiegamelo come se fossi un bambino di cinque anni&#8221; o &#8220;spiegami questo argomento&#8221;, ma come sempre specificare cosa sappiamo. (e) Trasformare formati, tipo da elenco puntato a prosa, da note prese in riunione ad action point, da un testo lungo a uno pi\u00f9 breve; funziona meglio con testi scritti da noi, come sempre, perch\u00e9 possiamo verificarli meglio.<\/p>\n<p>Punto 4: <b>Imparare cosa <i>non si pu\u00f2 fare<\/i> con gli strumenti IA.<\/b> Abbiamo gi\u00e0 visto alcune cose per cui l&#8217;IA non funziona. Non fidatevi delle sue affermazioni senza verificarle; un chatbot \u00e8 felicissimo di darvi citazioni di libri e articoli che non esistono, o dicono tutt&#8217;altro (mi \u00e8 capitato con Perplexity). Non usatelo per nulla di critico che non siete in grado di valutare: l&#8217;IA serve per accelerare un lavoro che sapreste fare, non per farne uno che non conoscete. Non dategli nulla di privato: io personalmente non mi fiderei neppure dei sistemi che dicono che non usano i vostri input per l&#8217;addestramento. Non ostinatevi a cambiare prompt se non vi arriva una risposta utile: o dovete aggiungere contesto, oppure \u00e8 un compito per cui l&#8217;IA non funziona. Infine, va vene trattare il chatbot come un interlocutore, ma non esagerate col pensarlo un essere umano come noi.<\/p>\n<p>Se avete saltato tutto il testo e siete arrivati a quest&#8217;ultimo capoverso, ecco un megariassunto in due punti: non antropomorfizzate i chatbot, e usateli per cose che siete in grado poi di verificare. Se vi attenete a questi due punti, andr\u00e0 tutto bene.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alberto Romero ha scritto un tutorial pragmatico per usare bene i chatbot<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center 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