 #### TELEM037 - Telematicus - Volume 04 - Numero 02 - Anno 1994 - 75 pag. ####

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                                Febbraio 1994

   Bollettino telematico mensile a cura della region 2:33 Fidonet e di RRE

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 Il  materiale  presente  in  Telematicus   e`  (C)  dei  singoli  autori.   E`
 espressamente consentita la distribuzione e il riutilizzo  del  bollettino  in
 tutto  o in parte, purche` non a fini di lucro e citando sempre autore e fonte
 di provenienza.

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 ***** Indice: pagina 2 - Who's Who: pagina 3 - Distribuzione: pagina  75 *****

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 ###   0  ###                                                       INDICE  ###
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 [ 1]  Editoriale  .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   (RRE)    pag.  4
 [ 2]  Lettere aperte  .   .   .   .   .   .   .   .   .   .  (AAVV)    pag.  6
 [ 3]  PmFerraris per OS/2 .   .   .   .   .    (Carlo Di Benedetto)    pag. 10
 [ 4]  Gaia (FIDO si evolve)   .   .   - parte II (Marino Marinelli)    pag. 14
 [ 5]  Bash (Linux).   .   .   .   .   - parte III .   .   . (.mau.)    pag. 29
 [ 6]  Un'applicazione REXX su OS/2.   - parte .  VIII.(John Cuccia)    pag. 39
 [ 7]  Curiosita`: Il gergo hacker .   - parte 31  .   .   .  (AAVV)    pag. 44
 [ 8]  L'arte della programmazione .   - parte VI  .(Artore Londona)    pag. 55
 [ 9]  Errata corrige (indice '93) .   .   .   .   .   (Cicci Serra)    pag. 66
 [10]  Notizie Fidonet region 33   .   .   .   .   .   .   .  (AAVV)    pag. 67








                  Questo Telematicus e' nato con l'aiuto di...

                                          | * I collaboratori dai network: *
 Editor  Inox       :  Maurizio Codogno   |
 Editor  Gaiosus    :  Marino Marinelli   | Roberto Orsini   (2:332/425)
 Editor  Rexxins    :  John Cuccia        | Stefano Maragnoni(2:332/502.13)
 Editor  PMFerrans  :  Carlo di Benedetto | Herve Miozzo     (2:333/511.20000)
 Editor  Oberatus&C :  Roberto Piola      | Denis Truffo     (2:334/101)
 Editor  Inviatus   :  Artore Londona     | Angelo Verdone   (2:334/21)
                                          |

 Editor mittens : Claudio Fabbro, Alberto Galanti
 Editor citatus : Andrea Mennini, Vertigo, Raffaello Valesio

 ... e del "saccheggiato"
 Eric S. Raymond <esr@snark.thyrsus.com>

 Renato Rolando (alias RRE) e' reperibile in Fidonet come 2:334/100.9
 oppure al proprio maniero in Rotta Naviglio 4 10070 Fiano (TO)
                           al 011-9235565


 ############                                                               ###
 ###   1  ###                                                   EDITORIALE  ###
 ############                                                   di RRE      ###

 Questo mese, il 20, c'e' stato il mio compleanno.  Aguri  -  grazie.   Poi  ho
 affrontato  un *mucchio* di problemi sul lavoro piu' grossi di me.  Non che io
 sia grosso, poi ancora i problemi...

 Comunque con solo un leggero ritardo  -  hem - sono riuscito a sfornare questo
 Telem.  Ok.  Poi ho perso alcuni file *FONDAMENTALI* che dovevano  andare  nel
 number... (ok, ok, sono un casinista).

 Poi  c'e'  stata  quest'invasione  di  cavallette (ma di cio' ne hanno parlato
 tutti i giornali e non  mi  dilungo).   Poi  lo strasico del Leoncavallo mi ha
 depresso.

 Poi questo correttore ortografico del Piola non digerisce file piu' lunghi  di
 64K...

 Insomma  gennaio  e'  il  mese dei saldi: non ci sono novita' e ci si lecca le
 ferite (o si contano  i  soldi)  dell'anno  precedente.   Ho fatto entrambe le
 cose: ne ho molte delle prime e poche delle seconde.

 Tra  l'altro  questo dovrebbe essere il number finale prima di ricominciare il
 nuovo  anno  direzionale  da  parte   mia.   Giudizi  positivi  (o  quantomeno
 costruttivi) per il number di febbraio saranno pubblicati...

 Basta. Oggi non ne ho voglia. Buona lettura.



                                                                            RRE












 ############                                               LETTERE APERTE  ###
 ###   2  ###                                               AAVV            ###
 ############                                                               ###

 Riassunto:
        Lo ammetto  subito,  senza  riserve:  che  il  suddetto messaggio fosse
       indirizzato al prode .mau.  invece che alla mia modesta  persona  mi  ha
       fatto capire quanto siano inavvicinabili certi *miti* contemporanei.

        Un'ardua  lezione.   A  nulla vale il mio sforzo eroico nel presentarmi
       puntuale ogni tanto con i miei  errori ortografici, a nulla valgono i...
       ma non voglio compiangermi.  Resistero' fiero ed impassibile come roccia
       a questo affronto !

       P.S.  chiaramente a questo punto gli arretrati te li spedira' .mau.  :)

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 * From : Claudio Fabbro, 2:332/107.10
 * To   : Maurizio Codogno, 2:24100/5.0

  Innanzitutti  complimenti  per  la  rivista.   Dopo  la  caduta   di   alcune
 inizialmente  ritenute  eterne  ed  incrollabili  certezze  (cuore, skegge, il
 vernacoliere et similia) ho trovato  conforto  e miglior luce nel tuo ignobile
 foglio dove tra tanta vana cultura raccolgo spiccioli e coriandoli di sapere.

  Ma vengo al punto dato che, lo so lo so, i complimenti non  trovano  alloggio
 nel tuo io cosi` futilmente riservato: al mio boss mancano i nr 19,24,25,28,30
 e  32.  Sarebbe mia ferma intenzione entrarne in possesso e, per questo, posso
 requestare a destra, a manca e magari anche a Craxi.

  Si pone tuttavia il graspolo (si, nocciolo ci starebbe meglio) di una mancata
 diffusione che potrebbe penalizzarti (in  via  del tutto accademica) di almeno
 0,0012% di lettori, fatto quanto mai dannoso, lo capisci anche da  te,  se  ti
 soffermi un attimo a pensarci.

  Escludendo   penitenze   tipo   farti   recitare   il  glossario  dell'hacker
 (un'infelice idea che forse sarebbe meglio  apprezzata se sfrondata un po' dei
 mille inutili quanto abbondanti orpelli cui invece  colpevolmente  indulgi  da
 piu`  numeri), come fare per ripareggiare la situazione?  Li resendi (dal noto
 verbo "to send") nuovamente in  rete  o  intoniamo il piu` andreottiano motivo
 del "chi ha avuto ha avuto" ?

  Completamente sfiduciato in un tuo improbabile  riscontro  ti  mando  i  miei
 saluti ed anche quelli di mio zio Odorico.

                                                                   -Claudio.
                                                                   2:332/107.10



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 From : Alberto Galanti                     2:333/201       27 Jan 94  07:47:20
 To   : Renato Rolando                      24100/9

 Ciao Renato,

  da  un  po'  di tempo ho iniziato a curiosare la vostra [NdE: "vostra" di voi
 lettori] rivista e trovo sia davvero interessante e ben fatta.

 La cosa mi  ha  preso  sempre  piu'  ed  ho  iniziato,  un  po'  alla volta, a
 downloddare i numeri.

 Una cosa che non  ho  trovato  in  giro  e' un indice aggiornato costantemente
 della rivista.

 Non c'e' propio, e se non c'e' che ne diresti  di  distribuirlo  costantemente
 aggiornato con la rivista stessa ???

 Ciao e complimenti ancora!!!  Alberto

 [NdE:  Gioia.  Potresti aiutarmi tu a compiere quest'immane lavoro!  Come idea
 e' molto carina.  Comunque ci sono i MEGA-INDICI annuali ~:) CIAO]












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 ###   3  ###                                        PmFerraris per OS/2    ###
 ############                                            Carlo Di Benedetto ###

 Riassunto:
        Come promesso lo  scorso  numero  eccovi  la  recensione - dall'autore
       ipso,  come  esige  la  nostra  tradizione  -  del programma di lettura
       dell'ora dal Galileo Ferraris di Torino.

            Alla faccia di coloro che sostengono non ci sia software sotto OS/2!

        Un grazie  a  Carlo  sia  da  parte  di  Tlematicus  che  da parte dei
       sostenitori dell'osso. (urla & applausi)

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                              PmFerraris per OS/2
                               =================

  PmFerraris  e'  un  programma  utile  alla  sincronizzazione  dell'orario del
 proprio Personal Computer con quello  dell'Istituto  Elettrotecnico  Nazionale
 'Galileo  Ferraris'  di  Torino  che stabilisce l'unita' di tempo campione per
 l'Italia.  Il programma nasce nel Marzo  1992 in una veste Command-Line per il
 sistema operativo OS/2 1.3; dopo due mesi si passa alla  versione  a  finestre
 character-mode per poi assumere la veste PM e MultiThread, sempre per OS/2 1.3
 (quindi a 16 Bit), nel Luglio 1992.

  La  versione  disegnata  per OS/2 2.x, quella a 32 Bit e MultiThread, e' nata
 nel Febbraio  1993  e  da  allora  ha  subito  alcune  modifiche  per giungere
 all'attuale versione 1.11 disponibile da Novembre.

  Dopo questa introduzione sull'evoluzione che ha subito il programma  in  meno
 di  due  anni  passiamo  all'analisi  del  programma  e  sul suo utilizzo.  Il
 programma va installato in  una  directory  propria perche' durante l'utilizzo
 genera alcuni  file  storici  e  di  configurazione;  e'  consigliato  inoltre
 utilizzare un oggetto 'Program' per l'esecuzione.

  Quando  si  lancia il programma per la prima volta i settaggi utilizzati sono
 quelli di default, quindi conviene adattarli al proprio sistema utilizzando la
 dialog-Setup richiamabile dalla voce 'SetUp...'  del menu' Ferraris; una volta
 settati tutti i parametri, si possomo salvare cliccando sul tasto  [OK]  della
 dialog.

  Il  primo  settaggio  da  stabilire e' la porta seriale (COM1...COM4), poi ci
 sono una Stringa Hayes di  inizializzazione  del  modem da inviare prima della
 chiamata e una stringa di PreDial utile a chi intende effettuare  la  chiamata
 tramite un centralino.

  Il  significato  dei  rimanenti  settaggi  e'  evidente  perche' si tratta di
 segnalare al programma se deve o meno comporre il prefisso per il distretto di
 Torino e se deve  far  comporre  al  modem  il  numero mediante impulsi oppure
 mediante toni.

  La chiamata vera e propria puo' avvenire in due modalita': la prima e' quella
 che utilizza la voce 'Chiama' dal menu' Azioni, mentre l'altra e'  quella  che
 permette  di  effettuare  la  sincronizzazione  in  automatico; per la seconda
 modalita' e' sufficiente utilizzare  come  parametro (CommandLine) 'Auto' e il
 programma effettuera' tutte le operazioni necessarie automaticamente sino alla
 terminazione dello stesso.

  PmFerraris  fornisce  sull'ultima  riga  informazioni  sullo  'stato'   della
 comunicazione  ed  una  volta  avvenuta  la  sincronizzazione  e  terminato il
 collegamento, visualizza i risultati della connessione.

  I dati  forniti  dalla  sincronizzazione  sono  :  l'entita' della correzione
 effettuata indicata come 'Scarto'; la data e l'orario della  sincronizzazione;
 il  tipo  e  l'orario  in vigore (CET o CEST) e sino a quando e' in vigore; il
 Tempo Universale Coordinato (UTC) e il  relativo  scarto con la Scala di Tempo
 Rotazionale (UT1); ed infine la Data Giuliana Modificata (DGM).  Tutti i  dati
 visualizzati  vengono,  inoltre,  salvati  nel file PMFERRAR.LST che conterra'
 sempre  il  risultato  dell'ultima  sincronizzazione;  oltre  a  questo  file,
 PmFerraris ne compila altri  due:  PMFERRAR.LOG  e PMFERRAR.RIS che contengono
 rispettivamente i risultati dei  tentativi  di  collegamento  e  quelli  delle
 sincronizzazioni effettuate.

  Le conclusioni sul programma penso che spettino a Voi perche' il mio giudizio
 puo' essere 'leggermente' di parte.

  Per  coloro  che  volessero  provare  PmFerraris  possono  prelevare  il file
 PMFER111.ZIP ai seguenti indirizzi Fidonet :

                           - 2:335/2 (0823/812099)
                           - 2:335/12 (06/2751446)
                           - tutti i nodi ISN.

                              Carlo Di Benedetto
               (2:335/2.2@fidonet.org - 81:439/1.2@os2net.ftn)

 ############                                                               ###
 ###   4  ###                                              GAIA - parte II  ###
 ############                                              Marino Marinelli ###

 Riassunto:
        Permettetemi di citarvi un pezzo che troverete nell'articolo:

    "...  GAIA nasce  come  soluzione  al  problema  delle paralisi causate dal
   crash di uno o piu' nodi.  La soluzione individuata consiste nel  dotare  la
   topologia  connettiva  di network della capacita' di mutare adeguandosi alle
   circostanze in corso."

        questo per qualche 'spiritosone' che  mi  ha detto di non aver compreso
        nel numero precedente cosa alla fine fosse GAIA.  Et voilas.

        E questo basti per farvi  capire  che  Telematicus,  da  buona  rivista
        autogestita  alternativa ad oltranza, e' attenta alle nuove tendenze ed
        ai virtuali  (anziche'  "possibili",  parola  ormai  obsoleta) sviluppi
        della rete.  *:)

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                         Cosa si intende per Risorse

  Intendiamo  per  Resource  un  qualsiasi  nodo  di  rete  capace di adeguarsi
 pienamente allo standard implementando:

                a) Protocollo di trasmissione bi-direzionale
                b) Certificazione di Identita' via PGP signature

  Esiste la possibilita' che  all'interno  della  nuova struttura si mantengano
 aree 'arcaiche', che possono seguitare a funzionare come set limitati, ma  non
 hanno accesso pieno al nuovo standard.

  Questo    sara'    particolarmente    agevole    all'inizio,   cioe'   quando
 l'object-wrapper avra' inglobato  il  software  attuale  in  un oggetto, senza
 peraltro mutarne le funzionalita'.

  In questa fase una Pub-Res puo' tranquillamente continuare a comportarsi come
 una BBS, fermo restando che gli user di una BBS non sono di  alcun  aiuto  nel
 diminuire le spese di gestione, al contrario delle An-Res.


                            La SuperClasse Resource

  Siamo  di  fronte  ad una situazione assai prossima a quella di coloro che si
 trovano ad  affrontare  transizioni  da  sistemi  COBOL-based  a tecnologie ad
 oggetti: la mole del software preesistente e' enorme.

  Esso consente svariate operazioni a cui non si vuole rinunciare, ne' si vuole
 correre il rischio di  una  sostituzione  globale  dello  standard.   Dal  mio
 personale  punto  di  vista cio' e' un primo passo, che si puo' utilizzare per
 raggiungere una certezza sulla funzionalita'  operativa di alcuni algoritmi di
 rerouting, ma che  non  sara'  mai  in  grado  di  darci  il  pieno  salto  di
 funzionalita' che il modello di GAIA potrebbe offrirci.

  Tuttavia  il  tempo  a  disposizione e' poco, le risorse umane limitate, e la
 necessita' di implementare velocemente il rerouting esiste.

  Di  fronte  a  questa   situazione   la   scelta   di  creare  un  cosiddetto
 object-wrapper, come da esperienze  nella  trasposizione  object-oriented  dei
 sistemi COBOL mi pare la via piu' praticabile.

  Un  object-wrapper si colloca "al di sopra" del software layer pre-esistente,
 al posto dei  batch  files  che  oggi  normalmente  connettono le sequenze tra
 mailers, editors ed environments.

  In questo modo la prima stesura del wrapper si limita ad integrare tutto cio'
 che esiste in un common-object senza alterarne le prestazioni,  ma  istituendo
 una  Public  Interface  che  permanga  attraverso  le modifiche successive del
 package.

  Da qui, in seguito,  si  partira'  ad  immettere modifiche strutturali sempre
 piu'  complesse,  sino  ad  ottenere  lo  standard  voluto.    Cio'   dovrebbe
 permetterci  di  "operare  a  cuore  aperto",  ovvero di lavorare sul soft che
 usiamo senza smettere di utilizzarlo.

  Veniamo ai dettagli di cio' che vogliamo ottenere.

  Possiamo pensare ad  una  superclasse  (una  sorta  di protocollo comune) che
 definisca cio' che qualsiasi nodo possiede  e  sa  effettuare  nello  standard
 tecnologico di GAIA.

  Dal  punto  di  vista pratico cio' ci consente di creare un common background
 tra tutti i tipi possibili di  comportamento  dei nodi in GAIA, inclusi quelli
 che future implementazioni dovessero rendere necessari.


 La struttura della classe Resource e' grossolanamente indicabile in:

 -----------------    -------------              ---------------
 | NetBase M.ger |<-- |  Resource | -----------> | Interfaccia |
 -----------------    -------------              ---------------
 -----------------     |||  | | | |              ---------------
 | FileBase M.ger|<----+||  | | | +------------> | PGP handler |
 -----------------      ||  | | |                ---------------
 -----------------      ||  | | |                ---------------
 | MailBase M.ger|<-----+|  | | +--------------> | Net Address |
 -----------------       |  | |                  ---------------
 -----------------       |  | |                  ----------------
 | Events M.ger  |<------+  | +----------------> | Address M.ger|
 -----------------          |                    ----------------
                            |                    ----------------
                            +------------------> |  Msg Editor  |
                                                 ----------------

 Ove le frecce indicano oggetti posseduti.  Le quattro strutture raggruppate  a
 sinistra  gestiscono  files di dati strutturati a records omogenei, per cui e'
 pensabile di raggrupparle a  loro  volta  in  una  SuperClasse che ne faciliti
 gestione e sviluppo.

  Sono i metodi  che  inizialmente  saranno  implementati  attraverso  semplici
 chiamate  ai  soft gia' esistenti, e che poi verranno mano a mano sostituiti e
 sofisticati.

 In dettaglio abbiamo:

    a) Interfaccia: classe di oggetti  capace  di identificare e configurare il
                    modem.  (Cfr msg da Nuke)

    b) PGP Handler: classe di  oggetti  capaci  di  pilotare  PGP  in  modo  da
                    facilitare  il rapporto con gli upgrades del pacchetto e da
                    renderne  totalmente  trasparente  l'utilizzo.   In pratica
                    implementa una libreria di comandi per PGP.  (cfr  msgs  da
                    Peter e Mainman)

    c)  Net  Address:  classe  di  oggetti depositari dell'indirizzo del nodo e
                    della sua identita' in genere.  L'indirizzamento utilizzato
                    e' il 5D, per compatibilita' verso gli standard Fido, anche
                    se in pratica l'ultimo campo  non viene utilizzato, data la
                    mancata  presenza  di  gerarchie  paragonabili   a   quella
                    BBS/Point.  (cfr Mainman)

    d)  Address  Manager:  classe  di  oggetti capace di attribuire indirizzi e
                    identita' univoche  ai  nuovi  nodi  che  entrano  in rete.
                    Normalmente  non  viene  utilizzato.   Contiene  un   campo
                    privato che specifica uno dei tre stati seguenti:

                      1) Active.    Ha  questo  stato  il  nodo che attualmente
                                  svolge  le  funzioni   di  Add-res  (vedi  in
                                  seguito)

                      2) Alert.  Stato attribuito al nodo pronto a rilevare  le
                                  funzioni di Add-Res se necessario.

                      3) Waiting Stato di tutti gli altri nodi.

    e)  Msg  Editor  :  classe  di  oggetti  che implementa la compressione del
                    quoting e ammette  l'inserimento  di modalita' grafiche nei
                    messaggi.  Il formato e la risoluzione massima dei GIF sono
                    da stabilirsi.  Inizialmente la gestione della posta,  come
                    si e' detto, restera' invariata.

                             ---------------------


    f)  Data  M.ger  : superclasse delle successive, stabilisce le modalita' di
                     colloquio tipiche della  gestione  file.  Le funzioni sono
                     specificate piu' che  altro  per  forzare  un  vocabolario
                     comune,  costringendo le classi derivate all'overriding di
                     metodi astratti.   Cio'  puo'  costare  alcune difficolta'
                     iniziali,   nell'interfacciare   il   vecchio   soft,   ma
                     risultera' in una facilita' di implementazione  del  nuovo
                     standard verso cui siamo diretti.

    g)  NetBase  M.ger:  classe di oggetti che gestiscono il file contenente la
                     mappa topologica  di  rete,  con  le  specificazioni sullo
                     stato funzionale, la connettivita' e l'identita'  di  ogni
                     nodo  della  rete, nonche' il numero dell'ultimo messaggio
                     immesso per  ogni  area  postale  e  il  numero del ultimo
                     messaggio giunto on-line da quella  risorsa.   Questi  due
                     dati hanno fonti differenti:

                             1) LastWritten  :  viaggia sulla echo di sistema e
                                              viene   immesso   da   ogni  nodo
                                              all'atto  dello   scarico   della
                                              posta.

                             2) LastRead : viene aggiornato all'atto del carico
                                              fisico della posta.

                     La  divergenza  tra le due fonti consente di verificare il
                     grado  di  efficienza  dei   links  attivi,  innescando  i
                     meccanismi  di  rerouting  in  caso   di   risultati   non
                     soddisfacenti.

                     Questi  dati  sono allocati su una lista dinamica, data la
                     continua variabilita'  del  formato.   Conterra'  sempre n
                     record per lista, con n pari  alla  filesize  di  Mailbase
                     M.ger.

    h)  FileBase  M.ger: classe di oggetti che gestiscono il file contenente la
                     directory di  rete,  che  specifica  dove siano reperibili
                     quali files, e una breve descrizione del loro contenuto.

    i) MailBase M.ger: classe di oggetti  che  gestiscono  il  file  contenente
                     l'elenco  delle  aree  postali.   I  primi due record sono
                     fissati rigidamente (hard-coded) per le aree:

                            0) Traffico di sistema
                            1) Traffico Files

                     Ogni  area  postale  successiva  contiene  la  descrizione
                     dell'area e tutti i dati necessari alla sua gestione.

    k) Events M.ger : classe  di  oggetti  che gestiscono il file contenente la
                     lista degli eventi di sistema.  Gestire qui significa  sia
                     crearli,  che  valutarne  la  necessita', che mutarli, che
                     annullarli (vedi ReRouting)




        Le Classi derivate da Resource, ovvero stati funzionali del nodo

  In pratica nessun nodo e' soltanto un oggetto della classe Resource.  Un nodo
 e' *come minimo* questo, ma il suo comportamento locale puo' variare di molto,
 esattamente  come possiamo dare per scontato che qualsiasi animale respiri, ma
 poi bisogna controllare se gli servano branchie o polmoni per farlo.

  Le  classi  che  sembra  attualmente  necessario  derivare  da  Resource sono
 quattro:

                 1) Pub-Res
                 2) New-Pub-Res
                 3) An-Res
                 4) New-An-Res

 Se e' evidente che la classe due e la quattro esprimono stati temporanei di un
 nodo occorre specificare cosa si intenda con le classi uno e tre.

 Pub-Res: le Public Resources sono nodi che rendono pubblico il loro  indirizzo
          telefonico,  e  accettano di fungere da dispositivi di storage fisico
          per  la  rete.    Esse   rendono   inoltre   pubblico  un  orario  di
          accessibilita'.   In  cambio  di  queste  loro  prestazioni  l'intera
          filosofia di GAIA si occupa di minimizzare le loro spese di  gestione
          del traffico, ripartendolo tra gli utenti anonimi.

 An-Res:  le Anonymous Resources entrano in  rete  solo  come  handles,  e man-
          tengono la privacy piu' stretta.  Non vanno in answer alle chiamate e
          si  occupano  di  distribuire  sia  la  posta che la posta di sistema
          durante le loro  operazioni  di  carico/scarico  e-mail e files dalle
          pub-res.   La  loro  collocazione  geografica  ed  il   loro   numero
          telefonico restano ignoti.

 New-XX : sono stati temporanei che l'oggetto Nodo-GAIA assume al lancio  della
          procedura in attesa di ricevere un indirizzo definitivo dalla Add-Res
          attiva.   In  questo  stato  il  nodo  puo' solo chiamare l'add-res e
          fornire i propri dati  di  ingresso  ricevendo un indirizzo valido in
          cambio, alla cui ricezione si muove verso lo stato definitivo.


                           Topologia Autoorganizzante

  Come si e' detto GAIA nasce come soluzione al problema delle paralisi causate
 dal crash di uno o piu' nodi.  La soluzione individuata consiste nel dotare la
 topologia  connettiva  di  network  della capacita' di mutare adeguandosi alle
 circostanze in corso.

  Cio' richiede che la Network  abbia  dei  sensori  che la mettono in grado di
 processare  ricorsivamente  il  proprio  stato  di   efficienza.    Dopodiche'
 applichiamo  all'organizzazione  di  network  il concetto di rete neurale, con
 esplicito riferimento alle teorie di Hebb sul mutamento di connettivita' nelle
 strutture cerebrali, ovvero, cio' che  funziona meglio acquista sempre maggior
 peso come struttura associativa, mentre cio' che funziona male viene mano mano
 a cadere ed essere sostituito.

  In questo  modo  la  rete  non  raggiunge  mai  una  configurazione  stabile,
 trasformandosi  continuamente  per  mantenere aderenza sia alle necessita' che
 gli utenti esprimono nel  tempo  che  allo  stato  della  rete  SIP e a quello
 dell'efficienza hardware della Pub-Res.

  Le proposte di aree percettive per l'organismo digitale GAIA sono:

                 a) efficienza storica dell'evento
                    ad ogni evento viene associata una media pesata che ne
                    valuta:
                        1) costo unitario (Tempo/Bytes*Tariffa)
                        2)  convenienza  (Percentuale di traffico gestita dalle
                                           An-Res  sull'evento.   Questo  para-
                                           metro ha valore solo per le Pub-Res)
                        3) praticabilita' (Numero di retrys per il link)
                        4) affidabilita'  (Numero di crash storici del nodo)

                 b) attuabilita' immediata,  ovvero  esistenza in attivita' del
                    nodo.  Questo e' il parametro che rileva i nodi in crash.

  Cio' definisce quello che e' attualmente il campo percettivo di un nodo  GAIA
 su ciascuno dei propri eventi.  Poiche' la sequenza di eventi di tutta la rete
 e'  nota in ogni nodo della stessa esiste un'altra sequenza percettiva di GAIA
 che ci interessa: la collocazione della Add-Res.

  Chiameremo da qui in poi CICLO di  GAIA l'elenco completo degli eventi che la
 costituiscono.  E' limitativo pensare  che  abbia  cadenza  giornaliera,  come
 vedremo  in  seguito,  l'estensione  temporale  di  CICLO  puo'  estendersi  e
 restringersi liberamente.  Per la precisione CICLO si estende nel tempo quanto
 la cadenza dell'evento postale meno frequente.

  Dal  punto  di  vista  matematico  CICLO  e' una relazione in GAIA, ovvero un
 insieme di coppie ordinate in cui al primo coefficiente compare il chiamante e
 al secondo il ricevente la comunicazione telefonica.

  Quindi l'insieme dei chiamanti costituisce  il  Dominio di CICLO e quello dei
 riceventi il Codominio di CICLO.

  Poiche' la frequenza  temporale  degli  eventi  e'  diversa  (cosi'  come  la
 modulazione  di  frequenza  delle  cellule nervose) ogni nodo avra' un diverso
 coefficiente di carico connettivo.


  (CONTINUA...)


                                                                    Peter Paper
                                                                    45:1917/2















 ############                                                               ###
 ###   5  ###                                             Linux - parte III ###
 ############                                                         .mau. ###

 Riassunto:
        Il buon .mau.  spinto da  generosita' natalizia (aveva appena visto il
       film dei Muppets su Dickens) si era fatto scrupolo di  inviarmi  questo
       prezioso articolo - oltre al solito Jargon, naturalment.

        Purtroppo  il  cattivo  RRE  -  che  se  ne strasbatte di Dickens - ha
       ritardato l'articolao. E ritarda ieri, ritarda oggi... eccoci qui.

        Quindi non stupitevi se vi  augura  buon  Natale.  Non si e' bevuto il
       cervello, non ancora!

 ------------------------------------------------------------------------------

 E` Natale, e` Natale...

 Carissima lettrice,
           ebbene  si`.   Sto  cominciando  a  scrivere  questa  terza e ultima
 puntata su bash alle ore 11:02 del  25 dicembre 1993, simbolo di una dedizione
 a telematicus degna di miglior causa.  Non so fin dove  arrivero`  stamattina,
 ma  posso  assicurarti  i miei migliori auguri di un felice (e con Unix) 1994.
 Bando alle ciance: l'altra volta ti  avevo  promesso che ti avrei descritto la
 ridirezione dei comandi, il job control e i comandi predefiniti nella bash,  e
 per una volta intendo mantenere le mie promesse.

    Cominciamo  dall'inizio.   Un qualunque programma Unix parte sempre con tre
 "file" aperti.  Questi sono lo standard input,  cioe` il posto in cui stanno i
 comandi da eseguire, lo standard output, dove viene scritto tutto  quello  che
 il  programma da` come risultato, e lo standard error, che conterra` tutti gli
 errori incontrati nell'esecuzione del programma (si`,  lo so che tu errori non
 ne fai mai, ma metti che un raggio cosmico abbia colpito  la  tua  RAM  mentre
 eseguivi  il programma...) [NdE: chissa' il C da dove ha preso l'uso di questi
 3 "file"...] Ti ho scritto "file"  tra  virgolette perche`, se non te ne fossi
 ancora accorta, il termine sotto  Unix  ha  un  significato  piuttosto  ampio:
 esempio classico e` il /dev/null, che si mangia tranquillamente tutto l'output
 e  ritorna  dei  bellissimi input vuoti di nulla [NdE: non ti correggo perche'
 poi mi obblighi ad un'errata corrige].   In  ogni caso, all'inizio non ci sono
 mai problemi; tutti e tre i file sono associati al tuo  terminale,  e  l'unico
 modo  di distinguerli e` dato dal loro descrittore, che vale 0 per lo stdin, 1
 per lo stdout  e  2  per  lo  stderr  (visto  che  non  mi  ero dimenticato di
 abbreviare tutto in puro stile Unix?  solo che a Natale  sono  piu`  buono,  e
 cosi` ho lasciato una schermata di riposo).

    Dopo  tutti questi spiegoni, probabilmente non ti aspetterai che, seio vuoi
 che il programma prog usi pippo come  input file e pluto come standard output,
 basta scrivere

           prog < pippo > pluto

 Ma e` come il DOS!  Beh, effettivamente quando il DOS  3.0  ha  introdotto  la
 ridirezione,  ha allegramente scopiazzato da Unix.  In effetti esiste anche il
 carattere di pipe | , che immagino conoscerai benissimo e di cui non ti parlo.
 Ma ovviamente abbiamo di  piu`.   Ad  esempio, vogliamo ridirigere lo standard
 error sul file paperino?  Immediato, basta modificare il comando in

           prog < pippo > pluto 2> paperino

 Visto a cosa serve sapere qual e` il descrittore del file?  Questo vale  anche
 per  l'input,  anche  se e` difficile immaginare a cosa possa servire scrivere
 prog 5< mydata.txt , a  meno  che  tu  non  abbia  un programma in Fortran 66.
 Nota: se la variabile noclobber e` settata, bash si arrabbia nel caso  che  tu
 cerchi  di  ridirigere  l'output  su un file che esiste gia`.  In questo caso,
 puoi utilizzare la forma >| che  ti permette di scriverci sopra senza problemi
 esistenziali.

    Altri casi utili sono quello dell'append, se si vuole  aggiungere  il  novo
 testo al file gia` presente, e ottenuto con >> ; e la ridirezione congiunta di
 stdout e stderr, utile quando si lancia il programma in batch e si vuole avere
 un  controllo  a  posteriori  di  tutto quanto e` successo.  In questo caso si
 hanno due forme equivalenti, >& e &> .

    Una cosa molto utile e` il concetto di here-document.  Se uno sta scrivendo
 uno script file, puo` essere utile  infilare l'input di un comando all'interno
 dello script stesso.  Ma come fa la shell a capire dove finisce l'input e dove
 ricomincia lo script?  Semplice.  Si scrive a un certo punto

           prog << fine_input

 (qualunque parola puo` andare bene al posto di fine_input).  Da  questo  punto
 in  poi,  tutte  le linee di testo sono considerate input per prog, fino a che
 non se ne trova una che  sia  esattamente fine_input.  A questo punto la shell
 ritorna al suo comportamento normale.  Due finezze possibili: se la parola  di
 delimitazione e` scritta in maniera quotata, allora l'espansione dei parametri
 si  blocca:  quindi  per  esempio  $1  rimane  $1 e non viene espanso al primo
 parametro della linea di comando.  Se  poi,  invece  di  << , usi <<- , allora
 tutti i tab iniziali vengono tolti.  In  questo  modo  tu  puoi  indentarti  a
 piacere  il  tuo testo e ottenere un bell'aspetto grafico per il tuo script (e
 non  ridere,  e`  piu`  utile  di  quanto  sembri).   [NdE:  l'indentazione e'
 *FONDAMENTALE*]

    Le ultime possibilita` di ridirezione sono l'operatore <> , che  serve  per
 ridirigere sia input che output: il formato canonico e`

          [n]<>filename

 dove  se  n  e`  omesso  equivale  a  standard  input e standard output, e gli
 operatori <& e >& che servono a  duplicare  (o  a chiudere) file di input e di
 output.  Piu` precisamente,

          [n]<&fd

 duplica il file descriptor di numero fd su quello numero n (oppure sullo 0, se
 n e` omesso).  Se invece fd e` un trattino - , allora il file n viene  chiuso.
 Similmente per >& , con la differenza che il default vale 1.

    Ricordati  anche  che  le  ridirezioni  vengono lette da sinistra a destra.
 Percio` le due forme

          ls > dirlist 2>&1
          ls 2>&1 > dirlist

 fanno due cose  diverse.   La  prima  manda  sia  stderr  che  stdout sul file
 dirlist, mentre la seconda manda solo lo stdout su dirlist, perche` lo  stderr
 e` stato gia` ridiretto da un'altra parte.

    In confronto  a  tutto  questo, il job control e` di una facilita` assurda.
 Innanzitutto spero che tu ti ricorda che Linux e` un sistema multitask, quindi
 anche  dal  tuo  terminale  e`  possibile  avere  piu`  programmi  che  girano
 contemporaneamente.  Ma  naturalmente  tu  hai  bisogno  di  stabilire a quale
 programma vanno il tuo input e output; e qui nasce il concetto di job control.
 In ogni istante tu hai un processo in foreground (cioe` che interagisce  colla
 [NdE:  che  si  attacca?]  tastiera) e zero o piu` processi in background (che
 girano per conto loro).  Ci sono tre sistemi per mettere un job in background:
 lanciarlo da linea di  comando,  oppure  digitare  ctl-Z o ctl-Y mentre questo
 gira.  La differenza tra questi ultimi due modi  e`  che  nel  primo  caso  il
 processo si blocca immediatamente, mentre nel secondo continua a girare fino a
 che non richiede dell'input.  In ogni caso apparira` prima o poi una linea del
 tipo

          [1] 4576

 dove  il  numero  tra parentesi quadre e` quello del job, mentre l'altro e` il
 numero del processo.  A questo punto, si puo` scrivere bg per mandare il job a
 girare in background, oppure fg per mandarlo in foreground.  Nel caso ci siano
 piu` jobs, il comando jobs li mostra tutti.  L'ultimo che e` stato stoppato ha
 vicino il carattere + ed e` quello di default; il penultimo ha il carattere -;
 in ogni caso si possono richiamare  tutti precedendo al loro nome il carattere
 % .  Quindi, kill %1 cancella il job numero  1  della  lista  (attenta  a  non
 digitare kill 1, che da root butta giu` la macchina!)


 Vediamo infine alcuni dei comandi che bash ha al suo interno.

 : non fa nulla, se non espandere i suoi parametri. Lo puoi vedere come
   secondo carattere di commento, assieme a #.

 . filename (o source filename) legge i comandi del file filename.

 alias
        da solo elenca  la  lista  degli  alias  presenti;  seguito da un nome,
        indica l'eventuale alias associato  a  quel  nome;  nella  forma  alias
        nome=valore,  fa  si`  che  tutte  le  volte  che  si scrive nome viene
        sostituito valore.

 break [n]
        esce da un loop for, while  o  until.  Se n e` specificato (deve essere
        >=1), si esce per n livelli di innestamento.  Similmente, continue  [n]
        riprende dall'iterazione successiva.

 declare e typeset
        servono  a  dichiarare  una  variabile.   Ma perche`, visto che come in
        BASIC  basterebbe  scrivere  var=valore  ?   Perche`  si  puo` scrivere
        declare -r per fare si` che la variabile  sia  readonly  (non  si  puo`
        ridefinirla), e declare -x perche` venga esportata automaticamente.

 pushd, popd e dirs
        servono  per  lo stack di directory: la corrente directory viene spinta
        giu` per lo stack nel primo caso e viene tolta nel secondo, infine dirs
        fa la lista dello stack corrente  (puoi anche pacioccare di piu` con lo
        stack, ma non ho voglia di spiegartelo).

 echo
        manda in output i suoi argomenti (comodo per programmi interattivi); se
        con l'opzione -n , non  viene  messo  il  linefeed  finale,  e  se  con
        l'opzione  -e  alcuni  caratteri speciali preceduti da backslash \ sono
        riconosciuti, piu` o meno come nella printf() del C.

 enable -n name
        disabilita il comando name  interno  a  bash.   Utile  se ad esempio si
        vuole usare /bin/test invece che il test di bash.

 exec command
        termina bash e fa partire command; exit o bye terminano la shell  senza
        remore (o quasi...)

 export
        serve  ad  esportare nell'environment le variabili indicate nella linea
        di comando, in modo che le sottoshell le conoscano pure loro.

 history
        legge la storia dei comandi passati, in modo che se ne possa richiamare
        uno per mezzo del suo numero, ad esempio.

 test expr , oppure [ expr ]
        testa l'espressione condizionale e ritorna 0  se  vero e 1 se falso, in
        modo che si possa scrivere qualcosa del tipo

           if [ -d /usr/local/telem ]
              grep ".mau." /usr/local/telem/telem???.txt

 Alcuni operatori utili:

 -d file
        e` vero se file e` una directory; -f file se file e` un file regolare

 -b e -c
        vogliono un device a blocchi o caratteri

 -e
        si accontenta che il file esista.

  E per tutto il resto?  Beh, puoi sempre  chiedere  aiuto  in  giro  o  meglio
 ancora leggerti la man page (no, sono 32 pagine) su bash (ghigno)

  Ancora auguri
                                                                          .mau.

 ############                                                               ###
 ###   6  ###                     Un'applicazione REXX su OS/2 - parte VIII ###
 ############                                                               ###

 Riassunto:
        Ed ecco  un  *entusiasmante*  programmillo  REXX  per  gli  entusiasti
        dell'osso: come cancellare i files pigliandoli per... la lro data?

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  From : Andrea Mennini              2:332/407.1             29 Oct 93  14:51:00
  To   : Tutti
  Subj : Delete by age
 =============================================================================
 * Forwarded by Andrea Mennini (2:332/407.1) using GoldED 2.41.B0108+
 * Area : OS2BBS (Area internazionale OS2BBS)
 * From : John Cuccia, 1:3803/1 (Lunedi` 11 Ottobre 1993 22:19)
 * To   : Joe Patterson
 * Subj : Delete by age
 =============================================================================
 Here's how I delete by age, Joe.


 _ _ _ O / _ _ C_U_T_ H_E_R_E_ _ _ _
       O \

 /****************************************************************/
 /* SDel.Cmd                                                     */
 /*                                                              */
 /* Delete any files older than specified age                    */
 /*                                                              */
 /*   Usage:                                                     */
 /*      Sdel filespec age                                       */
 /*                                                              */
 /*   where 'filespec' is fully qualified filename and           */
 /*         'age' is file age in days                            */
 /*                                                              */
 /****************************************************************/

 parse arg path dage

 if path="" | dage="" then signal parmerror

 if rxfuncquery(sysloadfuncs) \= 0 then
   do
     call rxfuncadd 'sysloadfuncs','rexxutil','sysloadfuncs'
     call sysloadfuncs
   end

 signal on failure name CLEANUP
 signal on halt name CLEANUP
 signal on syntax name CLEANUP

 parse value date(E) with d'/'m'/'y
 today=367*y-7*(y+5001+(m-9)/7)/4+275*m/9+d+1729777

 rc = sysfiletree(path,'file','FST')
 if rc <> 0 then signal cleanup

 do i=1 to file.0
   parse var file.i a1 a2 a3 a4
   y=substr(file.i,1,2)
   m= substr(file.i,4,2)
   d=substr(file.i,7,2)
   age=367*y-7*(y+5001+(m-9)/7)/4+275*m/9+d+1729777
   diff=today-age
   if diff >= dage then
   do
     killfile=strip(a4,'L')
     say killfile
     rc=sysfiledelete(killfile)
   end
 end

 exit

 cleanup:
   say Error
   exit

 parmerror:
 say ''
 say 'Command line parameter error'
 say ''
 say 'Usage:'
 say '     SDel path age'


 _ _ _ O / _ _ C_U_T_ H_E_R_E_ _ _ _
       O \

 Hope it helps.
 oAo Msgedsq/2 2.2e
  * 0rigin: Cajunet * HST/V32b * Lafayette LA (1:3803/1)

 =============================================================================

 ... The *1st* OS/2 point in Bologna


 --- GoldED/2 12IT3 / Squish/2 1.01
  * Origin: Double your drive space! Delete Windows! (2:332/407.1)








 ############                                                               ###
 ###   7  ###                                   IL GERGO HACKER - PARTE 31  ###
 ############                                   Eric S. Raymond & .mau.     ###

 Riassunto:
        .mau.   mi  ha  detto  che  ormai  siamo  in  discesa.  Ovvero abbiamo
       superato la meta'.  Speriamo  che  l'intrepido  non ceda ai consigli di
       sfrondare nella traduzione, ma che preservi intatta  tutta  l'originale
       completezza della costruzione di questo assurdo. (Sono bravo, vero? :))

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                                   {= P =}

    <page in> [MIT: dai sistemi  operativi]  v.  Diventare  nuovamente  conscio
 dell'ambiente  intorno  a  se`,  dopo  un  <page out>.  Di solito confinato al
 commento sarcastico "Tizio e` di nuovo in p.i.: <film at 11>).

    <page out>  [MIT]  v.  Diventare  temporaneramente  inconscio dell'ambiente
 intorno a se', a causa di preoccupazioni o sogni ad occhi  aperti.   "Potresti
 ripeterlo?   Sono  andato  in  p.o.   per un minuto".  Vedi <page in>.  Confr.
 <glitch>, <thinko>.

    <panic> [UNIX: lasciarsi prendere dal panico] v. Un'azione intrapresa da un
 processo o dall'intero sistema operativo quando un errore irricuperabile viene
 scoperto.  L'azione di solito consiste nel: (1) mostrare dell'informazione sul
 terminale che controlla il processo o sulla console, (2) salvare, o prepararsi
 per salvare, un'immagine di memoria del processo o del kernel, e (3) terminare
 il processo o fare ripartire il sistema.

    <param> /p@-ram'/ s.  Abbreviazione  solo  parlata per "parameter".  Confr.
 <arg>, <var>.  Il plurale `params' e` spesso ancora compresso in `parms'.

    <parity  errors>  [errori  di  parita`]  s.pl.   Quei  piccoli  attimi   di
 disattenzione  o  (nei  casi  piu`  severi) di perdita di coscienza, di solito
 dovuti all'avere passato tutta la notte  e buona parte del giorno successivo a
 fare hacking.  "Devo andare a casa e <crash>are;  sto  avendo  un  mucchio  di
 errori  di  parita`".   Deriva da un errore transiente relativamente comune ma
 quasi sempre correggibile della RAM.

    <parse> [parserare.  Dalla terminologia  linguistica  via la ricerca AI] v.
 1. Determinare  la  struttura  sintattica  di  una  frase  o  di  qualcosa  di
 pronunciato  (simile al significato inglese standard).  Esempio: "That was the
 one I saw you".  "Non riesco a parserarti".  [Ndt: ci credo!  - .mau.] 2. Piu`
 generalmente, capire o comprendere.  "E`  molto  semplice: basta che kretchi i
 glims e poi sfinzi gli zotz".  "Non riesco a parserarti".  3. Di pesci, dovere
 togliere le lische da soli (di solito in un  ristorante  cinese).   "Non  sono
 d'accordo  a  parserare un pesce" significa "Non voglio avere un pesce intero,
 ma se e` deliscato mi  va  bene".   Un  "parsed  fish" e` stato deliscato.  E`
 controverso il significato di "unparsed": con le lische o deliscato?

    <patch> 1. s. [taccone] Un'addizione temporanea a  del  codice,  di  solito
 come  rimedio  veloce  e brutale a un baco o misfeature esistente.  Un p. puo`
 funzionare o no, e puo` o  no essere alla fine incorporato permanentemente nel
 programma.  2. v. [patchare] Inserire un p. in un pezzo di  codice.   3.  [nel
 mondo  UNIX:  patch]  s.  Un  insieme di differenze tra due versioni sorgente,
 generata da `diff(1)' e  che  si  suppone  da applicarsi meccanicamente usando
 `patch(1)'; spesso usato come modo di distribuire upgrade del codice  sorgente
 e bug fixes su <USENET>.

    <pathological>  [patologico: dalla matematica] agg.  Preparato di proposito
 come caso pessimo.  Un algoritmo  che  puo`  fallire per input patologici puo`
 nonostante  tutto  essere  utile  se  tali  input  non   dovrebbero   capitare
 praticamente  mai  in pratica.  L'implicazione e` che qualcuno si deve mettere
 d'impegno per craccare l'algoritmo,  per  riuscire  a  tirare fuori un esempio
 cosi` pazzo.

    <PBD> [abbr.  di `Programmer  Brain  Damage',  cervello  del  programmatore
 danneggiato]  s.  Applicato ai bug report che rivelano posti dove il programma
 ovviamente non funziona a  causa  di  un  programmatore  incompetente o da non
 encomiare.  Opp.  <UBD>; vedi anche <brain-damaged>.

    <PC-ism> s. Un pezzo di codice o di tecnica di programmazione  che  sfrutta
 l'ambiente  non  protetto  e  single-task  dei  PC  IBM e simili.  Ad esempio,
 rimanere in busy waiting su  un  registro hardware, operare direttamente sulla
 memoria video, o usare loop temporali contando i cicli di operazione.   Confr.
 <ill-behaved>, <vaxism>, <unixism>.

    <pc-ware> s. Un programma pieno di <PC-ism>i su una macchina con un sistema
 operativo capace a fare qualcosa di piu`.  Peggiorativo.

    <PD> /pee-dee/ agg.  Abbreviazione comune per "public domain" (nel pubblico
 dominio),  applicato  a  software  distribuito  su  <USENET>  e  dagli archivi
 Internet.  Molto di questo  software  non  e`  in  realta` "public domain" nel
 senso legale, ma viaggia sotto vari tipi  di  copyright  che  garantiscono  la
 riproduzione  e  l'uso  per  chiunque  riesca  a recuperarsi (v.  <snarf>) una
 copia.  Vedi <copyleft>.

    <PDL> /pid'l/ o /pud'l/ 1.  s.  Program  Design Language [linguaggio per la
 progettazione  di  programmi].   Uno   qualunque   di   un'ampia   classe   di
 pseudolinguaggi  formali  e profondamente inutili in cui il <management> forza
 la gente  a  progettare  programmi,  e  spesso  aspetta  che  sia mantenuto in
 parallelo al codice.  Usato scherzosamente come in "Hai finito il pdl?" 2.  s.
 Page  Description  Language.  Si riferisce a un qualunque linguaggio usato per
 controllare un device grafico, di  solito una stampante laser.  L'esempio piu`
 comune e`, naturalmente, il linguaggio <PostScript> della Adobe, ma ce ne sono
 vari, come l'InterPress della Xerox, ecc.

    <PDP-10> [Programmable Data Processor model 10] s. La macchina che ha  reso
 il  timesharing  reale.   Appare enorme nel folklore hacker, a causa della sua
 adozione intorno alla meta` degli  anni  '70  da molti centri di calcolo delle
 universita` e laboratori di ricerca, compresi gli AI Lab dell'MIT, di Stanford
 e della CMU.  Alcuni aspetti del set di istruzioni (soprattutto le  istruzioni
 a  campi  di  bit)  sono  considerati  ancora  adesso  i  migliori.   Edizioni
 successive  sono state chiamate `DECsystem-10', per differenziarle dal PDP-11.
 Il '10 e` stato alla fine eclissato da PDP-11 e VAX, ed eliminato dai prodotti
 DEC all'inizio degli anni '80; oggi l'essersi  fatto le ossa su uno di essi e`
 considerato  un  simbolo  di  onorevole  anzianita`  tra  gli  hacker.    Vedi
 <TOPS-10>, <ITS>, Appendice A.

    <peek/poke>  [lett.  sbirciare/ficcare] s.,v.  I comandi nel BASIC di molti
 microcomputer  per  accedere   direttamente   agli  indirizzi  assoluti  delle
 locazioni di memoria; spesso esteso a indicare i costrutti  corrispondenti  in
 un  qualunque <HLL>.  Molto dell'hacking su micro piccoli e senza MMU consiste
 nello "sbirciare" qua e la` per la memoria, piu` o meno a caso, per trovare le
 locazioni dove il sistema tiene  delle  cose  "interessanti".  Lunghe e piu` o
 meno accurate liste  di  tali  indirizzi  circolano  per  vari  computer.   Il
 risultato  di  un  poke a questi indirizzi puo` essere assai utile, abbastanza
 divertente, inutile ma  carino,  o  (piu`  probabilmente)  un <lossage> totale
 (vedi <killer poke>).

    <percent-s> /per-sent' ess/ [Da "%s",  la  sequenza  di  formattazione  nel
 `printf(3)'  del C che indica una stringa arbitraria] s. Una persona o oggetto
 non    specificato.     "Stavo    giusto    parlando    con    un   percento-s
 dell'amministrazione".  Confr.  <random>.

    <PERL>  [Practical  Extraction  and  Report  Language,  aka  Pathologically
 Eclectic Rubbish Lister: linguaggio  per  estrazione  pratica  e  rapporti,  o
 elencatore   di   spazzatura   patologicamente  eclettica]  s.  Un  linguaggio
 interpretato  sviluppato  da   Larry   Wall   (lwall@jpl.nasa.gov,  autore  di
 `patch(1)' e `rn(1)')  e  distribuito  su  USENET.   Ricorda  superficialmente
 `awk(1)' (v.  <AWK>), ma e` molto piu` arcano.  Sempre piu` spesso considerato
 un   <language   of   choice>   dai  sysadmin  UNIX,  che  sono  quasi  sempre
 incorreggibili hacker.  Perl e` stato descritto,  in una parodia di una famosa
 osservazione su `lex(1)', come  la  "motosega  dell'esercito  svizzero"  della
 programmazione UNIX.

    <pessimal> /pes'i-ml/ [pessimale: antonimo di origine latina per "optimal"]
 agg.   Male  in  maniera  massima.   "Questa  e`  una  situazione  p.".  Anche
 <pessimize>  v.,  rendere  il  peggiore  possibile.   Queste  parole  sono gli
 antonimi naturali per "optimal" e "optimize", ma per una qualche ragiuone  non
 appaiono  nella  maggior  parte dei dizionari inglesi, anche se "pessimize" e`
 listato nell'Oxford English Dictionary.

    <pessimizing    compiler>    /pes'i-miez-ing    kuhm-pie'lr/   [compilatore
 pessimizzante: antonimo  di  `optimizing  compiler']  s.  Un  compilatore  che
 produce codice oggetto che e` peggiore della traduzione piu` semplice o ovvia.
 L'implicazione e` che il compilatore sta cercando di ottimizzare il programma,
 ma  per  stupidita` sta facendo in realta` l'opposto.  Alcuni c.p.  sono pero`
 stati scritti di proposito, come burla.

    <phase> [fase] 1. s. La fase  del ciclo veglia-sonno di qualcuno rispetto a
 quello standard di 24 ore.  Questo e` un concetto utile tra gente  che  spesso
 lavora di notte senza un orario fisso.  Non e` raro cambiare fase fino anche a
 sei  ore  al giorno su una base regolare.  "Che fase hai?" "Ultimamente mi sto
 svegliando intorno  alle  8  di  sera,  ma  conto  di  fare  un  <wrap around>
 all'orario di giorno per venerdi`.  Una persona che e` circa fuori fase di  12
 ore  si dice a volte essere in "modo notturno" ("night mode".  Il termine "day
 mode" e` anche usato, ma meno frequentemente, per indicare che si lavora dalle
 9 alle 17 (o piu` facilmente dalle 10 alle 18).) L'atto di alterare il proprio
 ciclo e`  detto  "cambiare  fase";  si  e`  anche  sentito  parlare  di "phase
 shifting".  2. <change phase the hard way> [cambiare fase nel modo difficile]:
 restare svegli per moltissimo tempo in modo di passare a una fase  differente.
 3.  <change  phase  the  easy way> [cambiare fase nel modo facile]: Rimanere a
 dormire per moltissimo tempo,  ecc.   Pero`  alcuni  affermano che sia stare a
 lungo svegli che dormire a lungo e` facile, e che e` l'*accorciare* il proprio
 ciclo circadiano che e` difficile.  Il fenomeno del "jet lag" che  affligge  i
 viaggiatori  che  attraversano  molti  fusi orari puo` essere attribuito a due
 cause distinte: la tensione del  viaggio  per  se,  e la tensione del cambiare
 fase.   Gli  hacker  che  scoprono  a  un  tratto  che  devono  cambiare  fase
 drasticamente in un breve lasso di tempo, particolarmente nel modo  difficile,
 sperimentano qualcosa molto simile al jet lag senza viaggiare.

    <phase  of  the  moon>  [fase  delle luna] s. Usato umoristicamente come un
 parametro casuale  da  cui  qualcosa  e`  detto  dipendere.   A  volte implica
 inaffidabilita` di qualunque cosa  dipenda  da  esso,  o  che  l'affidabilita`
 sembra  essere  dipendente  da  condizioni  che  nessuno  e` stato in grado di
 determinare.  "Questa caratteristica  dipende  dall'avere  il canale aperto in
 mumble mode, avere lo switch pippo settato, e dalla f.d.l.".

 Storia vera: c'era una volta un programma scritto da Gerry Sussman (professore
 di Ingegneria Elettrica all'MIT) e Guy Steele che aveva un baco che  dipendeva
 realmente  dalla  fase  della  luna!  C'e` una piccola subroutine che e` stata
 tradizionalmente   usata   in    vari    programmi   all'MIT   per   calcolare
 un'approssimazione alla vera fase della luna;  la  fase  veniva  poi  stampata
 assieme  a  data e ora, giusto per divertimento, in cima ai programmi.  Steele
 incorporo` questa routine in un  programma  LISP che, quando scriveva un file,
 gli inseriva una riga di "timestamp" lunga quasi 80 caratteri.   Qualche  rara
 volta  la  prima  riga  del messaggio era troppo lunga, e si sovrapponeva alla
 seconda;  quando  il  programma  veniva   riletto  in  seguito,  il  programma
 <barf>ava.  La lunghezza della prima linea dipendeva dall'ora esatta in cui il
 timestamp veniva stampato, e quindi il baco dipendeva letteralmente dalla fase
 della luna!

 La prima edizione  cartacea  del  Jargon  File  (Steele-1983)  comprendeva  un
 esempio  di questo baco, ma il compositore lo "corresse".  Questo e` stato fin
 da allora descritto come il baco del baco-della-fase-della-luna.

    <pig, run like a> [correre come  un maialino] agg.  Girare molto lentamente
 su un dato hardware, detto di software.  Distinto da <hog>.

    <ping> /ping/ [dalla terminologia TCP/IP] s.,v.  1. Termine gergale per  un
 piccolo  messaggio  di rete (ICMP ECHO) spedito da un computer per controllare
 la presenza e funzionalita` di  un  altro.  Usato occasionalmente per salutare
 al telefono.  Vedi <ACK>, <ENQ>.  2. Verificare la presenza di.   3.  Ottenere
 l'attenzione  di.   Dal  comando  Unix  omonimo  (acronimo di "Packet INternet
 Groper") che spedisce un pacchetto  ICMP  ECHO  a un altro host, probabilmente
 costruito in modo da essere uguale al "ping" degli impulsi dei sottomarini.

    <Pink-Shirt  Book>  [Libro  dalla  camicia   rosa]:   `The   Peter   Norton
 Programmer's  Guide  to  the  IBM  PC'.   La  copertina  originale raffigurava
 un'imaagine di Peter Norton  con  un  sorrisetto  sciocco  e una camicia rosa.
 Forse per il riconoscimento di questo uso, l'edizione attuale ha  una  diversa
 foto di Norton con una camicia rosa.

    <pipeline> [conduttura: UNIX, orig.  da Doug McIlroy; ora anche usato sotto
 MS-DOS  e  altrove]  s.  Una  catena  di filtri (v.  <filter>) connessi "testa
 contro coda", in modo che l'output di uno diventa l'input del seguente.  Sotto
 UNIX, molte utilita` possono essere  implementate o almeno prototipate con una
 collezione adatta di p. e file temporanei per macinare dati incapsulati in uno
 shell script; questo costa molto meno sforzo dello  scrivere  in  C  tutte  le
 volte,  e  la  possibilita`  e` considerata una delle maggiori caratteristiche
 vincenti dello UNIX.

    <pizza, ANSI standard> /pee'tz@, an'see  stan'd@rd/ [CMU] Pizza ai funghi e
 salamino piccante.  Si dice coniato  perche`  la  maggior  parte  delle  pizze
 ordinate  dagli  hacker della CMU fino a meta` del 1990 erano di questo gusto.
 Vedi anche <rotary debugger>.



                                           tradotto da .mau.
                                           Fidonet:  2:334/100.5
                                                     2:332/407.909
                                           Internet: mau@beatles.cselt.stet.it







 ############                                                               ###
 ###   8  ###                        L'arte della programmazione - parte VI ###
 ############                        Artore Londona                         ###

 Riassunto:
        Sono un  pasticcione.   Purtroppo  al  posto  di  codesto  articolo vi
       sarebbe dovuto essere la  risposta  di  Mario  Ricca  a  L.  Zavatruska
       (apparsa nel numero 35).

        Purtroppo  e'  andato  - momentaneamente - perso.  Vabbuo' succhiatevi
       questo.

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 Dedicato a:
         Calvino     ("L'uomo di Neanderthal")
         Roy Lewis   ("Il piu' grande uomo scimmia del Pleistocene")
         Ron Hubbard ("Scientology: la storia dell'uomo")


               La decima arte. Intervista all'uomo preistorico.


  Mi molla un cazzotto in pieno stomaco  e  si scaglia con impeto contro di me.
 Mi riprendo velocemente, lo afferro al volo per il collo e lo butto al tappeto
 facendo perno con la gamba sx.  Non resta giu' e mi spara un altro cazzotto in
 petto con una forza tale da farmi scricchiolare tutte le ossa.  Gli sgancio un
 calcio sulla schiena degno di Bruce Lee.

  Ci studiamo un attimo: e' tarchiato, peloso, le arcate prominenti e le labbra
 molto pronunciate.  Veramente scimmiesco, non c'e' che dire!

 - OK, basta - ansima finalmente - sei  un  buon  combattente,  meriti  il  mio
 rispetto.  Io sono Ugh.

 - Anche tu sei un buon combattente.  La mia mazza sara' al tuo fianco contro i
 tuoi nemici.  Io sono artore Londona.

 - Siete in 2 li' dentro?

 - No.  Il nome di mimo padre era Artore.  Io sono Londona.

 - Te lo sei mangiato?

 - Si.  - Con un ominide subumano e' meglio non entrare troppo nei dettagli.

 -  Allora  io  sono  Ugh  di Aargh - il subumano si dondola tutto soddisfatto.
 Signore e signori  siamo  in  presenza  del  primo  ominide  capo orda che sia
 riuscito a rintracciare durante la mia lunga  peregrinazione  nel  pleistocene
 inferiore.   Ugh  di  Aargh  e' attualmente il piu' importante capo e sciamano
 della piu' grossa e puzzolente  orda  che scorazzi per le lussureggianti valli
 di cio' che nel futuro sara' l'Africa.  A lui mi rivolgero' ora per avvere  la
 definizione  del concetto di arte scevra di millenari elucubrazioni condotte a
 riguardo.

 - Ugh, la tua ospitalita' ti  fa  onore.   La fama della tua forza, saggezza e
 conoscenza raggiungono i confini di tutta la valle.  Sono venuto da te per  un
 consiglio  e  per  ripagarti  ho portato questa coscia di apatosauro.  Intendo
 inoltre farti dono di un oggettto che ti rendera' ancora piu' saggio e famoso.

 - Ugh ascolta.

 - Io so, o peloso  Ugh,  che  tra  voi  vivono subumani in grado di riprodurre
 oggetti del mondo che li circonda: visi, animali, etc.

 - Le tue conoscenze sono esatte, straniero: abbiamo persone capaci di liberare
 dalla pietra, dal fango o dalle ossa  di  avorio  mirabili  visi  ed  animali,
 nonche'  pietre  ornamentali  od  utensili.   E  questo  con  grande maestria.
 (cifrare il numero del National Geographics).

 - Ecco, o bruna pelosita', ci terrei  a  sapere in che conto tenete queste non
 comuni abilita'.

 - Glabro straniero, non avresti potuto rivolgermi domanda piu' semplice.  Essi
 altro non hanno se non il dono di una  vista  particolare,  capace  di  vedere
 l'essenza  di  un  oggetto,  la sua vera forma.  Grazie ad un'abilita' manuale
 sviluppata nelle lunghe notti  invernali,  mentre tutti riuniti mastichiamo la
 coriacea carne cruda ascoltando  tesi  i  rumori  della  notte  (o  attenti  i
 racconti  di un occasionale nomade), mentre siamo li' riuniti, insomma, questi
 grattano e scavano la pietra liberando la forma racchiusa in essa.

 - Saggio, il mio cervello e' ancora quello di un gorilla.  Spiegati meglio.

 - Come ben saprai noi  viviamo  in  cio'  che  potremo definire la Natura.  La
 Natura e' a sua volta la parte del Mondo che ricade sotto i nostri sensi, cio'
 che percepiamo.

 - Ora lo so.

 - Bene!  Il Mondo che ci circonda ha in  se'  tutte  le  possibili  forme  che
 troverai  in natura.  Ed e' in base alle influenze degli oggetti gia' presenti
 in essa che il Mondo manifesta un altro oggetto.

 - Il tuo ragionare e' piu' contorto delle spire di un serpente.

 - Ti portero' degli esempi: quando Glo  l'ominide prende in mano un osso, vede
 sempre dentro  di  esso  allo  stato  potenziale  qualcosa.   Puo'  essere  un
 bellissimo  cavallo,  un  pezzo  ornamentale  di  una  collana  o un gioco per
 fanciulli...  Col suo scalpello di  selce  non  fa altro che liberare la forma
 imprigionata in esso.  A seconda della sua abilita' nel seguire gli invisibili
 contorni della Forma riuscira' ad avvicinare l'aspetto dell'oggetto alla Forma
 originale,  quella  iperuranica  presente  nel  Mondo.   Ti  faccio  un  altro
 esempio...  - il possente gorillodie si accovaccia e mi fa segno  di  mettermi
 comodo.  Mi indica un gruppo di donne preistoriche attorniate da uno stuolo di
 bambini, intente a squartare non so cosa.

 -  Tu  sai  che  la forma nel Mondo dell'uomo e' quella di un essere forte, in
 salute e bello peloso,  con  la  vista  acuta,  le  orecchie mobili ed i denti
 forti.  Eppure  ogni  donna,  ricevendo  l'influenza  degli  elementi  che  la
 circondano  in  Natura,  partorisce un bimbo sempre diverso.  Ma quelli che si
 avvicinano di piu' alla Forma risultano comunque essere i migliori.

 - Vuoi dirmi comunque,  o  sommo  vegliardo,  che  se non vi fossero influenze
 naturali esse partorirebbero bambini sempre uguali?

 - Certamente.  Ma cio', essendo la donna  stessa  un  elemento  della  Natura,
 risulta alquanto impossibile.  Non credi?

 -  Comincio  a  capire.  Ma dimmi, maestro dal grigio pelo, quest'abilita' del
 "liberare la Forma" come viene da voi considerata?

 - E' una capacita' magica che  non  tutti possiedono, e quei pochi che l'hanno
 devono coltivarla ed affinarla, anche a costo di rubare tempo alla caccia.  E'
 il dono di riuscire a vedere le forme del Mondo nascoste in Natura.

 - E dimmi dunque: come riesci a capire che la forma e' stata liberata?

 - Dall'esempio del parto puoi gia' intuire come essa non  sia  mai  liberabile
 nella  sia  interezza,  poiche'  la Natura stessa di chi la libera la modifica
 irreparabilmente; sappi pero' che l'oggetto  che si avvicina alla forma finale
 acquista un certo magnetismo.

 - Si, venerando, poco fa parlavi di magia...

 - Un oggeto che incarna una Forma, libera (per la sua  purezza)  un'attrazione
 irresistibile  da parte delle altre forme nascoste in Natura.  Tieni conto che
 tutti i nostri ideali (una caverna secca,  esposta al sole, una bella e docile
 compagna, molti figli sani, attrezzi robusti) tutti i desideri di ogni  essere
 vivente,  animali  inclusi,  altro non sono se non tentativi di raggiungere la
 corrispondente perfetta Forma del Mondo.   Questo anche per i desideri malvagi
 (l'odio puro, l'avidita', l'ingordigia, la rabbia...).

  Il saggio si sporge per afferrare un ciuffo d'erba.  Mi  offre  un  filo,  un
 altro  se  lo  caccia  nella larga bocca.  - Ecco che alcuni lavori, seppur di
 ottima fattura, non attirano piu' di tanto la nostra attenzione.  Altri, forse
 pure apparentemente piu' rozzi, riescono  a  colpirci per la forza della forma
 rappresentata.  Ecco perche'  una  buona  rappresentazione  dell'uccisione  in
 caccia  di  un  bufolosauro  puo'  essere  capace  di  portare a noi la bestia
 migliore di un branco.

 - Ecco maestro, ora non vorrei dire ma...  mi sembra un po' superstizione...

 Lo scimmione arriccia le  labbra  in  un  gesto  che  interpreto di stizza.  -
 Perche'?  nel Mondo i simili si attraggono.

 - Maestro, la scienza insegnera' che sono gli opposti ad attrarsi.

 - La tua scienza si sbaglia.  Gli opposti sono uno parte dell'altro: il giorno
 non avrebbe significato  senza  notte,  ne'  il  freddo  avrebbe  una  propria
 esistenza  senza  aver  provato  il caldo...  Ma questa e' un'altra storia, mi
 sembra.  - Agita la mano, come per scacciare una mosca fastidiosa.

 - Quindi la creativita' dell'individuo non esiste.

 - Creativita' dell'individuo?   Ma  certo  che  si.   E' lui che dall'argilla,
 dalla polvere, riesce ad ottenere la forma.  E' lui che scava  le  ossa  e  le
 pietre...

 - Si certo, perdonatemi maestro, ma l'invenzione?  l'idea?  il nuovo concetto?
 - Si avvicinano due femmine che si accoccolano al nostro fianco e cominciano a
 spulciarci, lo scimminide non vi fa caso.  Decido di imitarlo.

 - Non ti seguo.  Perche' dici cio'?  Queste persone hanno il dono di vedere le
 forme del mondo e l'abilita' manuale di riuscire in parte a mostrarcele.  Sono
 molto  utili all'orda per gli oggetti magici che riescono a produrre e vengono
 trattati con rispetto.   Ma  questo  ha  poco  a  che  vedere  con scoperte ed
 invenzioni preziose quali la concia delle pelli, l'impiego della ruota o l'uso
 delle lance nella caccia.

 - Capisco.  Quindi nulla di nuovo sotto il sole fino alla fine dei tempi.

 - Per noi ora si.  Ma forse in futuro qualcuno vedra' una forma nuova  e  piu'
 potente  imprigionata  nell'oggeto da lavorare.  La ricerca del nuovo e' nella
 nostra natura: anche gli animali,  e  fra  questi  pure i piu' stupidi come il
 mucchidis bicorno, perdono presto interesse di fronte agli elementi nuovi  che
 attraversano  la  loro quieta esistenza.  Non vedo perche' l'uomo (tra l'altro
 estremamente piu' vivace del  bicorno)  non  possa  avere  a  noia una forma e
 cercarne altre.

 - Maestro, ma la capacita' artistica?  il concetto di arte...

 - Ora sono io a non seguirti piu'.  Parlami di queste parole.

 - Sono...  sarebbero...  saranno...  Addio saggio dra gli Aargh.  Il mio tempo
 e' scaduto.

 - Addio straniero.  Che tu possa vedere la fine della tua strada.

 - In un modo o nell'altro...

  Mi allontano sconsolato dalle caverne.   In  effetti  quando  l'artista  crea
 attinge  da...   da  influenze  sociali,  conoscenze sue certo.  Ma il nucleo,
 l'idea...  non e' forse colui che  per  primo  riesce vedere cio' che dopo una
 generazione sara' considerato ovvio?  non e' forse colui che libera una  Forma
 del Mondo nascosta e la porta in Natura, sotto gli occhi di tutti?

 Ma allora per la programmazione l'unico vero artista e' stato...

 - Straniero!

 - Si?  - Ugh mi viene in contro di corsa.

 - Ed il regalo promesso?

 - Ah gia'!  - Gli porgo il mio pacchetto di sigarette e l'accendino.

 - Queste si fumano.

 - Si fumano?

 - Si.  E' una vecchia storia.  Ora ti faccio vedere...






                                                                Artore Londona














 ############                                                               ###
 ###   9  ###                                                ERRATA CORRIGE ###
 ############                                                La direzione   ###

  Il buon .mau.  (che e' un vero pistino) mi ha fatto notare  come  nell'indice
 mi  fossi  dimenticato  d'inserire  la  biografia  del Raffa.  Ecco che faccio
 ammenda.

  Dunque nel vostro indice '93 dovete inserire al posto di:

                                       | Biblio di Costa(II)         # 35 p. 56
                                       |
 le segg rige:

                                       | Biblio di Costa(II)         # 35 p. 56
                                       | Biblio di Raffa             # 28 p. 16

 Il fattacio perche' la  biografia  era  allegata  alla  puntata sul REXX e non
 messa a parte. Ecco perche' mi scappo'.

                                                                   La direzione

 ############                                                               ###
 ###  10  ###                                    NOTIZIE FIDONET REGION 33  ###
 ############                                    NEWS                       ###


                                *** NET 331 ***

 Mi  ha  appena  risposto  Vertigo, deve avere qualche problemuccio!  Il nostro
 piu' sincero augurio nel riuscire a risolverlo al piu' presto nel migliore dei
 modi.

 From : Vertigo                             2:331/301      02 Feb 94   19:06:48

 RR> ... una richiesta ... di news

 Sono nella shit fino al neck.  La notizia piu' tragica e' che mi si e' tritato
 un disco,  con  perdita  di  600  mega  di  files.   Ora  vedo di raffazzonare
 qualcosa.

                                                                          Ciao,
                                                                          --V--
                                                                      2:331/301

                                *** NET 332 ***

 OsseCui Renato!

 Ecco una cosa che l'altra volta ho dimenticato di scriverti:
 [NdE: cio' e' riprovevole]

 Mario Battacchi (332/403) e Paolo Sinigaglia (332/407) sono i due nuovi BB  di
 net ed hanno preso rispettivamente gli address 332/1 e 332/2.

 Una cosa: potresti rinnovare la lista dei nodi ISN che alleghi a Telematicus?
 In quella che usi ora c'e' ancora il nostro vecchio (di oltre un anno) numero
 telefonico.

 Grazie!

 [NdE:  Vedro'  se  la  mia  pigrizia  ed  il  mio  *cesso*  di  Supra  me  lo
 permetteranno]

                                                  |'!Chao!_
                                                  |__ OrsO/
                                                         /

 ::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

 From : Stefano Marangoni                   2:332/502.13    13 Jan 94  22:11:52

RR> qualche novita'? qualche articolao caldo, caldo?

Ummm... periodo di crisi... :-(

Il  mio  CoSysOppo sta mettendo a punto un programmillo che si prospetta molto
interessante...  ti dico  solo  che  servira'  per  migliorare  la  vita (e la
bolletta) ai points.

Comunque, siccome non voglio propinarti del VaporWare, quando  la  cosa  sara'
pronta  e operativa, stai sicuro che Telematicus avra' il suo bell'articoletto
il anteprima.

 RR> ciao& buon anno! :)

Anche a te.

Ciao.
        Mgo

                                *** NET 333 ***

 Hello Renato!

 Tuesday January 25 1994 07:32, Renato Rolando wrote to Herve Miozzo:

 RR> p.s.
 RR>         ci sono novita' nella ex isola felice??

 Se  parliamo  di  novita'  relative al NET, direi che l'isola felice viaggia a
 gonfie vele senza intoppi ....

 Ci sono invece novita' nell'ambito  della  nostra zona, pero' e' ancora presto
 per parlarne, al momento giusto riceverai notizie.

 Aloha !!
                                                                Herve Miozzo
                                                                2:333/511.20000

                                *** NET 334 ***

  From : Denis Truffo                        2:334/101       24 Jan 94  21:04:00
  Subj : Nuova BBs

 Ciao a Tutti.
  il mio nome e' Denis Truffo e....

 Sta nascendo una nuova BBS a Torino

                         SICAP BBS +39 11 3835254

 Le Aree di interesse saranno prevalentemente:
                                    NOVELL
                                    COMPAQ
                                    PC in Genere.

 Il SysOp (Denis Truffo) ed alcuni suoi collaboratori sono inoltre fanatici  di
 altre cose, estranee al mondo PC&C.

 Ovvero: Volo a Vela (Aliante !!!) Modellismo Aereo (Veleggiatori RC da pendio,
         Traino Aereo etc)

 Avrei  piacere  di  avere  la  collaborazione  di  qualcuno  di  voi,  assidui
 assordatori  di  poveri  vecchietti  sonnecchianti(Quando  sbagliate numero di
 telefono di notte ed uccidete qualche  vecchietta con i Vs.  fischi telefonici
 !!!), per  impostare  aree  di  comune  interesse.   Sono  aperto  a  tutti  i
 suggerimenti !!!

 La configurazione dalla BBS attuale e' la seguente:
         PC 80386 33 Mhz. (Presto sara' sostituito da un 486 COMPAQ)
         HD 150 Mb.(Presto affiancato da altri 650, gia' pronti, ma per
                    il momento non c'e nulla per riempirli)
         CD ROM. (E che ci mettiamo dentro ???)
         Modem MULTITECH MT1432 (14.400)

         Se il traffico lo richiedera', sono gia pronte altre 2 linee.

 Se  qualcuno  di  voi  e'  interessato a collaborare attivamente (o meno) puo'
 lasciare un messaggio su:

         SICAP BBS (+39 11 38.35.254) Denis Truffo (Alias SysOP)
         Lord DRake                   Denis Truffo


 Grazie in aticipo per la  collaborazione  o  anche  solo per aver letto questo
 mex.  !!!!  SALUTONI

                                                         DENIS SysOp SICAP BBS
  OLX 2.1  Try it   ۳ݳݳ
                      ^^^^^^^^^^^[NdE: questo forse non tutti lo  vedranno,  ma
                                       e' troppo originale!]

                                *** NET 335 ***

 Ciao Renato!

  RR>         tutto bello e giosioso? SI?

 A parte la crisi economica... direi di si ;)

  RR>         e' anche il mio caso. :)

 Ne sono felicissimo.

  RR> ci sono novita' da inserire su Telematicus?

 Be', direi che si sta affermando un fenomeno  di  costume  interessante  sulle
 BBS.  Il sysop sta diventando un disk-jockey!

 E  gia', perche' con l'avvento dei CdRom la fantasia, gia' di per se sfrenata,
 dei sysops ha ormai superato se  stessa;  si  compra  (e si mette in linea) di
 tutto!  Donne nude, uomini nudi, cani nudi :) ed ogni sorta di  cosa,  purche'
 contenuta nei Cd.

 E  cosi'  il  sysop  passa  il  suo tempo a "mixare" i dischetti argentati nel
 lettore ottico, mentre gli utenti  freneticamente chiedono sempre di piu'.  Le
 migliori BBS gia' offrono 6, 7 CdRom in linea...  dove andremo  a  finire  ???
 :)

 Un salutone!
                                                                  Enrico
                                                                  Franceschetti
                                                                  2:335/212



 ******************************************************************************

 Telematicus puo` essere  downloadato  dai  nodi  che ricevono la distribuzione
 ISN.  Assieme alla rivista ho inserito  ISN-NODE.265, la lista di tutte le BBS
 appartenenti ad ISN.  Non  e'  molto  aggiornato,  come mi hanno fatto notare.
 Vedro' di aggiornarlo al piu' presto.















 ####				 End of TELEM036			   ####
