  #### TELEM027 - Telematicus - Volume 03 - Numero 03 - Anno 1993 - 56 pag. ####

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                                 Marzo 1993

   Bollettino telematico mensile a cura della region 2:33 Fidonet e di RRE

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 Il  materiale  presente  in  Telematicus   e`  (C)  dei  singoli  autori.   E`
 espressamente  consentita  la  distribuzione e il riutilizzo del bollettino in
 tutto o in parte, purche` non a fini di lucro e citando sempre autore e  fonte
 di provenienza.

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 ***** Indice: pagina 2 - Who's Who: pagina 3 - Distribuzione: pagina 56 *****

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 [ 1]  Editoriale, di Renato Rolando   .   .   .   .   .   .   (RRE)    pag.  4
 [ 2]  PC e UNIX: mondi cosi' distanti ?   .   .   .   .   . (.mau.)    pag.  7
 [ 3]  Un emigrato modello: il REXX.   .   .   .   .   . (Old Raffa)    pag. 14
 [ 4]  La decima arte  .   .   .   .   .   .   .   .   .       (RRE)    pag. 19
 [ 5]  Siamo alle solite   .   .   .   .   .  (Alessandro Iacopetti)    pag. 26
 [ 6]  Curiosita`: Il gergo hacker - parte 23  .   .   .   .   .   .    pag. 30
 [ 7]  Il programmino: stardate.   .   .   .   .   .   .   . (.mau.)    pag. 42
 [ 8]  Il nuovo NC del 334 .   .   .   .   .   .   .(Landorno Terao)    pag. 50
 [ 9]  Notizie Fidonet region 33   .   .   .   .   .   .   .   .   .    pag. 55









                  Questo Telematicus e` nato con l'aiuto di...

 Editor dimissionatus:  Maurizio Codogno | * I collaboratori dai network: *
 Editor intrans      :  Renato Rolando   |
 Editor rexosux      :  Raffaello Valesio| Angelo Verdone (2:334.21)
 Editor amigacchiatus:  Alex Iacopetti   |
 Editor campester    :  Landorno Terao   |


      ... e dei "saccheggiati"

 Eric S. Raymond <esr@snark.thyrsus.com>





 Renato Rolando (alias RRE) e' reperibile in Fidonet come 2:334/100.9
 oppure al proprio maniero in Rotta Naviglio 4 10070 Fiano (TO)
                           al 011-9235565


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 ###   1  ###                                                   EDITORIALE  ###
 ############                                                   di RRE      ###

 In una delle  esclusive serate di  raduno di TAM  TAM, presente solo  la crema
 dell'associazione,  si  commentava  la  proposta  che  ancora  in Italia viene
 portata avanti dalla rivista DECODER e sui affiliati.

 Questi, rifacendosi al  primo movimento hacker,  si battono  per  "un'informa-
 zione alla  portata di  tutti." Cosa  invero encomiabile,  auspicabile in  una
 situazione  di  monopolio  o  regime,  scomoda  o  rovinosa  con  un   segreto
 industriale e ridicola per casi tipo VideoTel... :)

 Ma nella  storia dell'uomo  l'informazione non  e' mai  stata alla  portata di
 tutti:  pochi  tra gli stessi  alchimisti conoscevano il  passaggio dell'opera
 al nero, e questo basti di esempio.

 Comunque a cosa serve  l' "informazione"? Qualsiasi  informatico  pasticcione,
 io  per  primo,  sa  che  questa  e'  semplicemente  rumore  bianco:  cio' che
 veramente conta e' il dato.   Come nell'antichita' bisognava applicare  chiavi
 di  lettura  per  arrivare  al  vero  messaggio,  cosi'  oggi bisogna filtrare
 immense quantita' di roba (chi ha agganciato aree tipo l'AMIGA.ITA o le  MSDOS
 varie sa di cosa parlo) per trovare una o due cose veramente interessanti.

 Spesso sarebbe  gradito avere  punti di  riferimento, delle  guide che possano
 semplificare  la  ricerca  o  aiutare  la  faticosa  formazione  di una matura
 cultura telematico/informatica:   esistono riviste  che recensiscono  dischi e
 libri, non vedo perche' non dovrebbe esistere una rivista che recensisca  aree
 di messaggi o faccia il punto mensile della situazione.

 E' un argomento  che mi piacerebbe  sviluppare nella nuova  impostazione della
 rivista,  altri  li  troverete,  spero,  strada  facendo. Dico "spero" perche'
 tutto dipende dalla  vostra partecipazione. E  questo e' un  problema: per far
 partecipare attivamente la gente  bisogna fare campagne di  sensibilizzazione,
 per  sensibilizzare  ci  vuole  gente  disposta a partecipare attivamente, non
 solo a parole e promesse.

 Un editore da solo non serve a nulla: .mau. docet! O almeno si spera.

 Comuque,  ed  in  questo  numero  e'  gia'  stato  attuato su Peter Ugone, dal
 prossimo usero' il famoso metodo del  "bastun mit karoten":  verranno messi  a
 pubblico ludibrio  coloro che  contattati non  si sono  degnati di partecipare
 attivamente alla rivista o peggio che, incredibile a dirsi, non hanno  neppure
 inviato un matrix in risposta alle mie suppliche.

 Mentre chi scrive potra' fare il bagno con la mia ochetta di gomma  preferita.
 *:)

                                                                       RRE

















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 ###   2  ###                             PC e UNIX: mondi cosi' distanti ? ###
 ############                             di Maurizio Codogno               ###

 Riassunto:
       l'ottimo :]  .mau.   effettua una  panoramica a  volo   d'uccello  sulla
       storia di UNIX.  Poi parla di alcune versioni UNIX per PC, soffermandosi
       particolarmente su Linux.

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  Come  certamente  saprete  tutti,  il primo sistema operativo denominato Unix
 (si`, e` un marchio registrato dell'USL che non e` la mutua, lo  so)  e`  nato
 intorno  al  1970  su  un PDP-8, e per molti anni la macchina tipica su cui si
 lavorava sotto Unix era un PDP-11.  Voi giovincelli che in mancanza di  meglio
 state leggiucchiando queste righe siete troppo giovani per avere un'idea della
 potenza  di  una  simile  macchina,  ma  chi  come  me  l'ha  utilizzata  puo`
 comprendere  la gioia che si poteva provare alla vista di ben 512K di Ram e un
 centinaio di mega di disco, ancorche` rigidamente multiutente,  quando  se  si
 era  fortunati  si possedeva un Apple ][ con 64K di Ram e due floppini da 128K
 ciascuno.

 Orbene,  sono  passati  piu`  di  vent'anni; Unix e` diventato l'incontrastato
 padrone nel campo delle workstation, con puntate verso i supermini; l'AT&T  ha
 scoperto che ci si poteva fare soldi e ha creato appositamente gli Unix System
 Laboratories  (quelli  della  sigla  della  mutua,  si`)  per ricevere i lauti
 profitti delle royalties; se dico che il mio PC a casa e` un  386/33  con  400
 mega  di  disco,  mi  sento  rispondere  "tutto  qui?"...  E un pensiero viene
 spontaneo: com'e` che non si vedono PC far girare Unix?

 Beh, fino a qualche anno fa la risposta era semplice:  costava  troppo  e  non
 aveva  mercato.  Dopo Xenix, che proprio unix non era ma aveva la possibilita`
 di girare su un semplice 286, la SCO aveva  tirato  fuori  il  suo  SCO  Unix,
 contrastata  dallo  Unix  Interactive  dell'omonima  societa`.  I due prodotti
 condividevano il costo esorbitante e il target, che era quello delle  societa`
 che  avevano  bisogno  di piu` terminali utilizzati semplicemente per inserire
 dati ed eruttare tonnellate  di  carta  (la  famigerata  contabilita`)  e  non
 potevano  permettersi  il  costo  ancora  piu` esorbitante di un mini o di una
 workstation.  Cominciavano  a  trovarsi  sul  mercato  americano  degli  altri
 prodotti, come ad esempio ESIX, ma il mercato era ancora convinto che  "grande
 e` bello".

 Poi ad un tratto arrivo` la Mark Williams col suo Coherent, e ricordo` a tutti
 che  Unix era nato piccolo. La versione 3.0 (nessuno conosce il triste destino
 toccato alle prime  due  release:  leggende  metropolitane  affermano  che  in
 realta` sono state prodotte in 10 copie numerate e firmate a mano dall'autore,
 e  sono  depositate nelle cassaforti dei piu` grandi collezionisti di software
 come Don Knuth) si installava in 10 mega,  girava  anche  sui  286  (purtroppo
 questa  scelta  obbligava  gli  eseguibili  ad  essere  minori  di 64K; ottimo
 esericzio per imparare la filosofia  Unix  "divide  et  impera"!  recitava  la
 pubblicita`),  richiedeva  semplicemente un manuale di istruzioni. E poi c'era
 il prezzo: cento dollari!  Questo  perche`  il  sistema  operativo  era  stato
 scritto  da  zero e non occorreva versare royalties alla USL. Per sicurezza si
 era persino scelto di non terminare il nome in X: non si sa  mai...   Coherent
 e` arrivato adesso alla versione 4.0: gira sui 386 e superiori, non ha piu` il
 limite  dei  64K, e continua a costare 100 dollari. E` sicuramente la migliore
 scelta per chi vuole imparare ad utilizzare Unix senza averlo mai visto prima.
 E afferma che i suoi binari sono standard, qualunque cosa voglia dire cio`.

 Frattanto, nel mondo accademico c'e` un professore di sistemi operativi, A. S.
 Tanenbaum, che insegna sia in Olanda che negli States  -  prodigi  degli  anni
 accademici.   Tanenbaum  e`  un  esperto  di sistemi distributi, il cui lavoro
 (serio) piu` noto e` amoeba, sistema distribuito su rete. Beh, a  questo  tipo
 era  venuto in mente che fare costruire un sistema operativo agli studenti non
 sarebbe stata una cattiva cosa. Nacque  cosi`  minix,  che  permetteva  a  chi
 comprava  il  libro  ad esso dedicato di avere una base per la costruzione del
 sistema operativo, e il supporto tecnico per correggere  tutti  gli  errori  -
 ammesso  che  si  avesse  una  connessione  con  USENET,  come  chiunque fosse
 interessato allo studio del nucleo di un sistema operativo (quello che con una
 parola tedesca si chiama kernel) avrebbe sicuramente avuto. Minix e` diventato
 oramai quasi una religione,  a  causa  dell'attaccamento  che  i  suoi  adepti
 mostrano nei confronti del Maestro e dell'Opera.

 Di  colpo  arriva  il  1991  e  non  uno,  non due, ma addirittura tre sistemi
 "aggratis" arrivano nel mercato PC. Dei primi due non e` che so poi molto,  se
 non che hanno scelto dei nomi senza un'eccessiva fantasia (BSD/386 e 386BSD) e
 che  BSD/386 (o e` 386BSD?) e` stato citato a giudizio dall'USL per violazione
 di copyright, accusando che alcuni dei creatori del  sistema  operativo  hanno
 avuto  accesso  al  codice sorgente AT&T. Questo potrebbe essere un pericoloso
 precedente,  se  la  causa  fosse  vinta  dall'USL,  contro  la  liberta`   di
 programmazione, ma e` un altro discorso.

 Quello  di cui voglio parlare in queste poche righe che mi rimangono e` Linux.
 No, non c'entrano i Peanuts: molto semplicemente, il  kernel  del  sistema  e`
 stato  scritto  da  Linus  Torvalds,  che,  visto che ha deciso di lasciare il
 proprio lavoro come copyright ma liberamente distribuibile,  ha  pensato  bene
 che  perlomeno  il  nome del sistema ricordasse il suo. Linus ha affermato che
 all'inizio il sistema si doveva chiamare freax  (ovviamente  free  +  freak  +
 l'onnipresente  -x),  anche  se  buggix  era  un contendente; ma il sistema fu
 presto chiamato linux  (pronunciato  proprio  linux...  per  una  volta  siamo
 fortunati).

 La  versione  0.10  del sistema usci` a novembre 1991 e la 0.11 a dicembre. Un
 punto su cui Linus e` sempre stato ostinato e` il non rilasciare  la  versione
 1.0  fino a che il sistema non si dimostrava completamente affidabile. Le cose
 sembravano andare a buon punto con la versione  0.13,  che  infatti  e`  stata
 chiamata  0.95;  ma  si  sa  che  gli  ultimi  bachi  sono i piu` difficili ad
 eliminarsi. Al momento siamo arrivati alla versione 0.99 patchlevel 6,  e  con
 la  presentazione  di  questa  Linus  ha  affermato  di non avere problemi; se
 finisce le cifre attacchera` a usare le lettere, e poi ci sono tanti caratteri
 ASCII cosi` carini... In ogni caso il kernel e` gia` molto stabile, tranne  in
 casi particolari.

 Su cosa gira Linux? Il kernel e` stato scritto su un clone 386, con dischi IDE
 e uno schermo VGA. L'hard disk deve essere standard AT (MFM, RLL, ESDI o IDE),
 il  sistema  ISA  (ma  alcuni  EISA  funzionano),  e occorre un floppy ad alta
 densita`. Si riescono anche ad utilizzare i dischi SCSI. CPU? Un 386/SX da  16
 MHz  basta,  se non avete fretta. Memoria? Beh, 2MB (piu` altrettanti di swap)
 sono teoricamente sufficienti, ma 4MB e` il minimo pratico,  e  piu`  ce  n'e`
 meglio  e`,  soprattutto se si vuole usare X. Si`, c'e` anche Xfree 1.2, anche
 se non l'ho ancora provato. Scheda video?  Una  Hercules  o  una  CGA  possono
 bastare.

 Altre  informazioni  che  possono  o non possono interessare a prima vista: E`
 fondamentalmente basato su System V, ma ha  molto  BSD-ismi;  e`  multitasking
 (ovviamente!), multiuser, con paginazione (NON solo swapping come e` ancora il
 Coherent). Purtroppo non ci sono ancora troppe applicazioni commerciali, anche
 se  c'e`  un emulatore DOS che viene spesso testato proprio su queste; d'altra
 parte tutto o quasi il software GNU e` stato portato, quindi strumenti pratici
 ce  ne  sono.  Esempi  a  caso:  elvis,  emacs,  TeX  e   LaTeX,   ghostscript
 (l'interprete  PostScript),  programmi di comunicazione e di mail usenet (c'e`
 un progetto per scrivere un BBS sotto Linux:  stay  tuned!);  C,  C++,  Common
 Lisp,  Smalltalk;  p2c  e  f2c (i frontend da pascal e FORTRAN verso C); Perl,
 awk, bash; anche BASIC, se volete.

 Il guaio e` che al momento la situazione non e` tutta bella pulitina  come  ad
 esempio  per  Coherent:  se  non  siete  gia`  abituati  a utilizzare Unix, vi
 trovereste certo male...  Ma  se  non  temete  di  copiarvi  una  trentina  di
 dischetti  ad alta densita` (sono anche disponibili al 2;332/407 e 417) con il
 sistema abbastanza completo, e non avete troppi problemi a fare domande  (e  a
 ottenere le risposte da qualcuno!) vi assicuro che e` un gran divertimento!




                                                                 ciaociao .mau.


                        mau@beatles.cselt.stet.it
                              2:334/100.5
                             2:332/407.909







  Bibliografia:
       a  parte   la  sterminata   molde  di   libri  su   UNIX,  dal    numero
       123 (NOV  '92) di  MCmicrocomputer e'  cominciata una  serie di articoli
       sulla storia di UNIX.


 ############                                                               ###
 ###   3  ###                                Un emigrato modello : il REXX. ###
 ############                                di Raffaello Valesio           ###

 Riassunto:
       il buon   VECCHIO Raffa   si e'   prestato per   una serie   di articoli
       sul REXX, suo pane   quotidiano, e nella  sua  implementazione, l'AREXX,
       per il SO dell'Amiga. Il tutto col suo tipico stile. :)

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 Ebbene  ,  eccoci  qua su queste pagine telematiche , dopo piu' di un anno dal
 nostro  debutto  in  Fidonet  e  su  un  ormai  mitico  ,  lontano  numero  di
 Telematicus. Alcuni di voi ricorderanno le fattezze del Vero Programmatore  di
 Sistema  [...  mettere  il  numero], che d'ora in poi comparira' con una certa
 frequenza su questo fogliazzo immondo, onde tormentare con  incubi  ricorrenti
 le vostre nottate.

 Non mi e' parso vero di poter assestare un ultimo , definitivo colpo alla gia'
 traballante  reputazione del mio eterno nemico RRE ; la mia presenza su queste
 pagine non potra' che nuocere alla popolarita'  del  giornale  ,  portando  il
 suddetto  alla  rovina  e costringendolo a ritirarsi in un monastero ZEN , ove
 meditare sulle sue malefatte. [NdE: sono commosso!]

 L'ultima  delle  quali  malefatte  e'  consistita  nell'invitarmi  a  scrivere
 qualcosa per voi; il tapino non sa quali forze negative e' andato a stuzzicare
 , e ben presto se ne rendera'  conto.  Finora  la  mia  nota  modestia  mi  ha
 trattenuto  dallo  scrivere  qui, ma avendo RRE fatto leva sui miei piu' bassi
 istinti , con lusinghe e minacce , non posso rimanere insensibile al suo grido
 di dolore , e cospargero' di sale grosso e peperoncino le sue ferite. [NdE: ti
 ricordo che curo solo la pubblicazione  degli  articoli,  chi  li  scrive  sei
 tu...]

 Vi  parlero'  del  REXX,  per ora , anche perche' non mi viene in mente nessun
 altro argomento , e sono un noto luminare in materia.....   Cerchero'  di  far
 entrare  nelle  vostre  crape  di silicio monocristallino qualche vaga nozione
 sull'argomento  ,  e  se  alla  fine  della  fiera  riuscirete  a  far  girare
 l'immortale "Hallo , world ! " , vorra' dire che le mie  fatiche  non  saranno
 state inutili.

 Cosa diavolo e' il REXX ? L'acronimo dice poco:

                  Restructured
                  EXtended
                  eXecution language

 Che  palle, un altro linguaggio! diranno molti. E' quello che ho detto anch'io
 quando l'ho incontrato. Passata l'orchite , mi son dovuto ricredere.

 Il REXX e' ben piu' che un semplice linguaggio;  e'  cio'  che  io  chiamo  un
 METAlinguaggio  ,  e  cioe' una specie di pilota , un qualcosa che fornisce le
 strutture di controllo (loops , IF , DO-END , Select...) per guidare verbi  di
 altri ambienti.

 Per esempio , comandi del sistema operativo.

 Tutti  voi  conoscono le .BAT in ambiente IBMPC , le procedure dell' AMIGA , e
 alcuni conosceranno anche i comandi CP e CMS dell'ambiente  IBM  mainframe  su
 cui lavoro io , oppure i comandi dell' MVS.

 Bene, ve l'immaginate  poter  mettere insieme comandi di S.O. come fareste con
 un programma QBASIC o PASCAL , o C ?

 Questo e' cio' che vi permette di fare il REXX. Estende le semplici  strutture
 fornite  dai  S.O.  nativi  alla potenza e flessibilita' di un macrolinguaggio
 strutturato. Ecco il perche' del termine EXecution Language. E non  solo;  non
 solo sistema operativo , ma per esempio comandi di editor. Vi potete costruire
 dei  macrocomandi per un editor , dove una parola magica scatena 427 comandi e
 85 loop nidificati.... per me e' pane quotidiano , e ho  rimpolpato  lo  Xedit
 del mainframe con qualcosa come 200 comandi nuovi....

 Restructured  e eXtended ; perche' ? Perche' prima , nell'ambito VM , esisteva
 una cosa simile , chiamata EXEC2 , ma poco pratica e soprattutto farraginosa e
 scomoda. REXX no; chiunque abbia un minimo di dimestichezza con i Basic estesi
 o il Pascal , o il C, vi trovera'  subito  un'aria  'di  casa'.E  vedrete  che
 libidine le possibilita' di traccia step-by-step dell'esecuzione.

 Il  REXX  fa  il suo debutto in ambito IBM con il rilascio della release 3 del
 sistema operativo VM/sp (circa 1985 ?); lavora in modalita' interpretata  ,  e
 da poco esiste anche un compilatore. Ne esiste una versione IBM PC , di cui io
 possedevo  un  antico  reperto  per  Dos  2.11  (pleistocene  o  giu' di li').
 Sicuramente sara' stata  estesa  ai  successivi  e  a  Windows;  ma  qui  puo'
 pronunciarsi  qualcun  altro.  E  ovviamente  , non poteva mancare la versione
 AMIGA.

 Tentero' di parlarvi di REXX in  modo  indipendente  dai  S.O.  ,  finche'  ci
 riuciro';  poi  la mia faziosita' prendera' di certo il sopravvento , e faremo
 riferimento all' AMIGA. Ma le nozioni 'strutturali' , siatene certi ,  saranno
 valide in tutti gli ambienti.

 Perche' , come vedrete , il REXX fornisce solo le 'strutture di controllo'. Il
 resto lo fa il S.O. ospitante.

 Il seguito alla prossima puntata della Telem-novela.
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 Bibliografia:
       M.  Cowlishaw:   The    REXX  language:   A    practical  approach    to
       Programming; Prentice   Hall   1985.   E'   in   pratica   il  K&R [NdE:
       Kernigham & Ritchie, la bibbia del C] del REXX.
       More info next review.


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 ###   4  ###                                             La decima arte.   ###
 ############                                             di RRE            ###

 Riassunto:
       Si  riporta  l'intervista  ad  un  noto  filosofo  contemporaneo, Elesto
       Tria. Un  momento importante  per l'evoluzione  artistica dell'umanita',
       poiche' vengono  poste per  la prima  volta le  basi per  la definizione
       della decima arte.

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 La barba incolta, lo sguardo allucinato e pentrante, avvolto in un accappatoio
 di  raso  blu  con cache-col [1] di seta bianca, il maestro Elesto Tria riposa
 rilassato sul dehors della sua lussuosa villa a Montecarlo.

 Osservando la prestigiosa citta' con in mano un succo di arancio al rhum -  le
 sportive  auto  cavalcate  da  favolose  fanciulle  bioniche,  i  gabbiani  da
 passeggio con annesse incartapecorite miliardarie corteggiate da avidi gigolo'
 - comincio con alcune domande di rito per distendere l'atmosfera.

 -  Come  ha  fatto, Maestro, ad avere una simile villa? Solitamente i filosofi
 vivono in botti.

 - Giovine, gia' dalla sua prima domanda si  denota  che  ella,  come  tutti  i
 giornalisti di grido d'altronde, non si e' minimamante preparato all'argomento
 che dovra' affrontare, filosofico appunto.

 Alcuni  antichi filosofi, o meglio asceti, assumevano simili stili di vita, ma
 non piu' oggi; scrivo su riviste specializzate (non la sua), redigo i discorsi
 dei politici e spesso mi presto come coscienza... il  vero  filosofo,  non  la
 schiera  dei  pasticcioni  degli  utimi  cinque o sei millenni, e' un profondo
 conoscitore del mondo, e lo deve dimostrare  ai  comuni  mortali  col  proprio
 successo materiale.

 -  Giusto  a  questo volevo arrivare. Mi aveva accennato per telefono qualcosa
 riguardo alle attivita' dell'uomo.

 - Gia'... - il Maestro distribuisce meglio l'atletico fisico sulla poltrona ed
 attacca un'aragosta - Ha mai  notato  come  ogni  attivita'  umana,  nata  per
 esigenze  strettamente  materiali,  abbia  via  via  assunto orpelli del tutto
 inutili per le proprie funzionalita', fino a  sfociare  nel  campo  dell'arte?
 "Come  non  e'  possibile coltivare un campo senza avere erbacce, cosi' non si
 puo' trovare un'attivita' umana priva del seme  dell'arte."  Cito  da  un  mio
 libro, tra l'altro copiato ad Eudosso, ma questo non lo dica; mi segue?

 - Ecco... io... - mi agito confuso sulla sedia.
 - ZUCCONE!   eppure  non   ho  usato   termini  difficili  quali  "empirismo",
 "dicotomia", "idiocriptonica" e "sindropatica".

 - Scusi Maestro, cerchero' di stare piu' attento.
 - Sara' meglio. Le faccio un esempio...  segua  bene  o  mi  riprendo  la  sua
 aragosta.   Dunque  tutti  gli  utensili  sono  nati con uno scopo pratico, la
 vanga, l'arco, il pettine, etc. eppure pian  piano  alcuni  fabbricanti  hanno
 cominciato ad inserirci abbellimenti del tutto gratuiti ma piacevoli che hanno
 trasformato  l'oggetto  da utile elemento a pregevole pezzo d'artigianato sino
 al capolavoro artistico, l'opera d'arte.  Sembra sia un elemento insito  nella
 natura dell'uomo il tendere alle opere d'arte.

 -  Credo  di  aver capito. Lo stesso vale per l'architettura, la scrittura, la
 pittura, la fotografia... Sappiamo che questa ha dovuto faticare non poco  per
 essere riconosciuta opera artistica e non prodotto artigianale.

 -  Bravo!  prenda  questo  gamberetto...  op! Ora sostengo che anche la vostra
 cosa... come si chiama...
 - informatica
 - non interrompa. Sostengo che la vostra informatica seguira' questo  percorso
 nell'attivita'  della  programmazione: presto appariranno prodotti considerati
 di ottima fattura, la fase artigianale,  e poi saranno prodotte le prime opere
 d'arte.

 - Ma, Maestro, opere d'arte prodotte con i mezzi informatici sono gia' esposte
 nei musei...

 - ZUCCONE! il prodotto dell'informatica ora e' considerato uno strumento,  non
 e'  di  per  se'  un'opera d'arte. E' come se prendessi la foto di un nudo, ci
 dipingessi sopra e considerassi il dipinto l'opera d'arte, non la foto.

 - Vuole dire, Maestro, che il programma in se' deve essere  visto  come  opera
 d'arte?

 -  Precisamente!  e' un ragazzo sveglio. Ha mai preso in considerazione l'idea
 di diventare mio discepolo? Il programma e' uno  strumento  empirico,  e  come
 tale ha tutti i crismi per diventare arte.

 -  Scusi,  ma  il  pennello  dell'artista  non  e'  mai  stato  considerato un
 capolavoro.

 - I violini di Stradivari si. Comunque un programma richiede ben piu'  di  una
 conoscenza  tecnica  di  base,  non  e'  riconducibile  ad una mera operazione
 meccanica, richiede delle scelte da parte del creatore. E' innegabile che gia'
 oggi alcuni programmi mostrino in  modo  lampante  l'impronta  di  chi  li  ha
 ideati, al pari di un quadro, un brano musicale od un testo.

 -  Scusi  ma mi fa un po' effetto la cosa, anche perche' tutti i programmatori
 che conosco sono pane e computer.

 - Si, ci sono due anelli  fondamentali  per  pervenire  all'opera  d'arte:  la
 capacita'  dell'artista  di  concepirla  (di  Raffaello ce n'e' uno solo) e la
 disponibilita' del fruitore (il committente)  a  riconoscerla  come  tale.  E'
 probabile  che  il programma-capolavoro da inserire a pieno titolo in un museo
 non sia ancora nato, anche perche' ancora manca nella cultura informatica  una
 simile idea di fondo, ma si arrivera' immancabilmente a cio' presto o tardi.

 - Questa dunque sarebbe la decima arte? l'arte della programmazione.
 - Non si dice gia' cosi' anche adesso?
 - Ed e' probabile che fra una decina d'anni ritroveremo nei musei degli editor
 per testi o dei programmi gestionali...
 - E' probabile.
 -  Ma  che  aspetto  dovrebbero  avere?  ci  dica  qualcosa  in  esclusiva per
 Telematicus!

 Il filosofo si fa serio, posa la sua aragosta e meditabondo mormora: - Non  ne
 ho  la  piu'  pallida  idea,  sono  solo  un  filosofo.  Conosco  i meccanismi
 dell'animo umano, ma il suo spirito mi sfugge. Poi stiamo entrando nell'infido
 campo delle definizioni, bisognerebbe definire cosa sia l'opera d'arte.

 Mi raccolgo in un attimo di meditazione...
 - Maestro! a riguardo c'e' ancora un elemento che non ha trattato e che permea
 il capolavoro, il senso del magico.

 - Bravo ragazzo! quasi me ne dimenticavo, il fosforo del  pesce  evidentemente
 ti giova. Prendi il sistema operativo della Apple ed una persona assolutamente
 digiuna  di  informatica.  Questa in meno di un quarto d'ora sara' in grado di
 scrivere e stampare testi in modo professionale. Riuscirebbe, tanto verrebbero
 belli, a convincere addirittura  un  branco  di  dirigenti  del  marketing  su
 qualsiasi  cosa, purche' l'idea sia semplice. E questo, credimi, e' molto piu'
 magico del riuscire a decimare  un  branco  di  mamuth  con  arco  e  freccia.
 Oltretutto per la caccia bisogna avere il fisico, l'occhio e l'addestramento.
 Poi,  per  favore,  non  mi  faccia  confusione tra il mezzo tecnico, anche il
 processo di sviluppo fotografico non  ha  nulla  di  magico,  ed  il  prodotto
 finito.

 - Com'e' bravo Maestro!
 - Grazie!
 Confuso,  stordito,  abbacchiato prendo congedo dal sommo Elesto Tria. Per ora
 e' tutto, ma forse alla prossima occasione avro' da raccontarvi  di  un  altro
 stimolante incontro.

 Il vostro inviato speciale:

                                                                 Renato Rolando
                                                                 2:334/100.9



 [1] cache-col:
       fazzoletto da annodare al collo sulla camicia aperta.


 Bibliografia:
       Non pervenuta.


 ############                                                               ###
 ###   5  ###                                       Siamo alle solite...    ###
 ############                                       di Alessandro Iacopetti ###

 Riassunto:
       questa  dovrebbe  essere  la  (gloriosa?)  rubrica  VIVAMIGA.    Avrebbe
       dovuto  scriverci  quel  GAGGIO  TRONICO  di  un  looser  (vabbe' luser)
       di  Peter  Ugone  ma  si  e'  vergonato.  Pubblico quindi una letterina,
       inviatami da  Alessandro Iacopetti,  per farvi  fare il  solito esame di
       coscienza  (alla  Paolo  Nuti,  i  cui  editoriali  si  perdono   sempre
       piu'  nel  mare  della  pubblicita',  invidia  invidia).  Alessandro NON
       pubblichera'  articoli  su  TELEMATICUS,  attualmente  ha ancora l'Amiga
       perche'  fa  conversioni  di  programmi  WC-DOS  per una software-house,
       contrariamente   al   sottoscritto   che   ha   detto   BASTA   e   l'ha
       regalato.   Ovvero:   se  gli  utenti  non  appoggiano  il PD questo non
       cresce. :(

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 Innanzitutto  mi  presento:  mi  chiamo  Alessandro  Iacopetti,  ho  21 anni e
 frequento il 2 anno FC di scienze dell'informazione nella  citta'  dove  vivo,
 cioe' Alessandria.

 Ti scrivo perche' mi e'  passato per le mani il  tuo Gali 2.2 [NdE:   l'ultima
 versione  che  ho  rilasciato  e'  la  2.3], e scusa la franchezza, nonostante
 trovi il programma abbastanza inutile  (non ho neanche visto se  funziona), ho
 apprezzato in maniera smisurata la presenza del sorgente del GP.  [NdE:   sono
 commosso dalla tua franchezza :]

 Qui  nella  mia  provincia  non  esiste  neanche  una BBS, non dico per Amiga,
 maneanche  per  qualunque  altro  tipo  di  computer,  per  cui  sono  un  po'
 tagliatofuori dallo  scambio  via  modem  di  sorgenti  e  cosucce  varie,  in
 particolare  le  novita' riguardanti il 2.0. Per esempio: la leggenda dice che
 girino sudisco gli autodocs del kick 2.0. E' vero??? [NdE: e'  vero,  esistono
 gia' quelli per il 2.4]

 Anche  io  ho fatto alcune cosette per il PD in passato, ed anche io ho potuto
 constatare le stesse cose che dici tu nel doc  di  Gali,  ovvero  un  completo
 disinteresse del cosiddetto "utente", a parte un paio di casi sporadici.

 Ora  non  voglio  fare  crociate, ma penso che cio' sia il risultatodi anni di
 educazione informatica piratesca,  ovvero  dire  "ho  qui  una  piladi  dischi
 copiati"  e  nessuno  pensa  mai  a  chi  ha lavorato dietro a quei programmi,
 pensando che sia una delle cose inevitabili della vita che i programmi vengano
 "fatti" da qualcuno. Chi sia in fondo non importa anessuno, tanto "i programmi
 fatti ci sono sempre stati  e  ci  saranno  sempre,perche'  l'universo  si  e'
 autocreato" o qualcosa di simile.

 Nella cultura italiana, il soft non e' mai stato un valore, e' un qualcosa che
 c'e' e basta, che arriva dall'amico dell'amico, dell'amico....Credo che questo
 sia uno dei motivi del fatto che in Italia il soft PD praticamente non esista.

 Nessuno  si sogna mai di usare, per ipotesi, un WP di PD, certamente limitato,
 ma che molto probabilmente ha  tutte  le  opzioni  necessarie  asoddisfare  le
 esigenze  della  persona  media  che ogni tanto scrive qualche lettera, quando
 allo stesso prezzo del WP di PD (ovvero a costo zero) puoi avere  il  ProWrite
 con  tutte quelle opzioni che "non so a cosa servono basta schiacciare i tasti
 e scrivere". Certo se il ProWrite si trovasse solo al suo vero  prezzo,  molta
 gente userebbe il WP di PD, qualcuno lotroverebbe scomodo e magari scriverebbe
 la  sua  versione,  cosi'  avremmo  2 WP di PD ed una persona che ha acquisito
 esperienza nello scriverlo.  Credo che il giro  vizioso  attuale  delle  cose,
 freni  molto  la  creativita' della "scena italiana". [NdE: idea interessante,
 bisognerebbe proporla ad Elesto Tria]

 Dentro questo disco troverai alcuni miei programmi, mi piacerebbe avere il tuo
 parere in proposito,  nonche'  scambiare  idee  ed  esperienze  e  docs...  La
 versione  1.0  di  TucaNenta  e' apparsa nella rubrica PD di MC 115 (mi pare),
 mentre El Maso su Amiga Byte 33.

                                                           Alessandro Iacopetti
                                                           Via Micca 1815100
                                                           Alessandria








 NdE:  En passant vi faccio  notare come sia il  tipico italiano, buono solo  a
       lamentarsi,  ma  quando  si  tratta  di  fare  un po' di informazione su
       Telematicus per sensibilizzare le folle...  per carita', ha un sacco  di
       cose  da  fare   ~:)  E'  mia   premura  chiarire  che   non  ho   avuto
       l'autorizzazione a  pubblicare questa  lettera (per  togliere subito dei
       dubbi a qualcuno), ne' d'altronde l'ho chiesta.


 ############                                                               ###
 ###   6  ###                                   IL GERGO HACKER - PARTE 23  ###
 ############                                   Eric S. Raymond             ###

 Riassunto:
       incredibile  ma  vero!    Siamo  giunti  alla   "H".   Un  grazie   alla
       perfetta traduzione dell'ottimo :] .mau.

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                                {= H =}

 <h  infix> [h infisso: dal mondo SF] Un metodo per "marcare" parole comuni nel
 senso linguistico, cioe` facendo fare attenzione al fatto che si stanno usando
 in un modo nonstandard, ironico o umoristico. Orig. nella frase "Bheer is  the
 One  True  Ghod"  [La  Bhirra  e`  l'Unico  Vero  Dhio]  di decenni orsono. La
 scrittura  con  l'h  infisso  di  "Ghod"  e  altre  parole  si  diffuse  nella
 controcultura degli anni sessanta per mezzo dei fumetti underground, e  tra  i
 primi hacker sia per mezzo della controcultura che dal mondo SF (a quei tempi,
 c'era  una  forte  sovrapposizione  tra  tutti  e tre). Piu` recentemente, l'h
 infisso e` diventato una caratteristica prevedibile nei  nomi  dei  benchmark,
 come  Whetstone,  Dhrystone,  Rhealstone; prob. cio` deriva dal nome originale
 Whetstone, influenzato dell'uso dell'h infisso.

 <ha ha only serious> [ha ha, ma serio: dal mondo SF, orig. come  mutazione  di
 HHOK,  "Ha  Ha  Only  Kidding"]  Una  frase che cattura bene il gusto di molti
 discorsi hacker; spesso vista abbreviata in HHOS. Applicata specialmente  alle
 parodie,  assurdita`  e  scherzi ironici che sono sia intesi che compresi come
 comprendenti una quantita` possibilmente inquietante di verita`, o verita` che
 sono costruite come scherzi e autoparodie.  Il  gergo  hacker  contiene  molti
 esempi  di  HHOS sia in forma che contenuto. Di fatto, l'intera cultura hacker
 e` spesso sentita come HHOS dagli hacker stessi; prenderla troppo alla leggera
 o troppo seriamente marca una persona come un esterno o uno in stadio  larvale
 (v. <larval stage>). Per maggiore illuminazione su questo soggetto, consultate
 un maestro Zen. Vedi anche <HUMOR, HACKER>.

 <hack>   [si   potrebbe   rendere   come  "smanettamento"]  s.,vt.,vi.  1.  s.
 Originariamente un lavoretto veloce che produceva  quanto  richiesto,  ma  non
 bene.   2.  Un lavoro incredibilmente buono, e magari anche lungo, che produce
 esattamente quanto richiesto.  3. Il risultato di un hack (def.  1  e  2).  4.
 <neat  hack>  [hack  pulito]:  una  tecnica  intelligente. Anche, un brillante
 scherzo pratico, dove la  pulizia  e`  correlata  all'intelligenza,  alla  non
 pericolosita`,  e  alla  sorpresa. Es.: lo scambio di cartoncini di display al
 Caltech Rose Bowl intorno al 1961.  5. <real hack>: un  rottame  (a  volte  in
 modo  affezionato).   6.  vt. Con "together", mettere qualcosa insieme in modo
 che funzioni.  7. Sopportare fisicamente o emotivamente. "Non posso h.  questo
 calore!".   8.  Lavorare  su  qualcosa  (tipicamente  un  programma). In senso
 specifico: "Che stai facendo?" "I'm hacking TECO" [inteso nell'immediato].  In
 senso  generale:  "Che  stai  facendo?"  "I hack TECO" [inteso come esteso nel
 tempo]. Piu` generalmente, la frase "I hack X" significa piu` o meno "X e`  il
 mio maggiore interesse (o progetto). "Io h. la fisica dello stato solido".  9.
 Fare  uno  scherzo.  Vedi da definizione n. 3 e <hacker> (def. n. 6).  10. vi.
 Perdere tempo (opp. a <tool>). "Che fai?" "Oh, solo dell'hacking".  11.  <hack
 up>, <hack on>: fare h., ma generalmente implica che il risultato ricade sotto
 le  definizioni 1 e 2. 12. [UNIX] Un gioco simile a <rogue> ma piu` elaborato,
 distribuito su <USENET> come sorgente C e molto popolare sotto UNIX  e  tra  i
 PC.  Le  versioni  recenti  sono chiamate `nethack'.  13. Abbrev. per <hacker>
 (v.).

 Le costruzioni su questo termine abbondano. Esse includono:  <happy  hacking>:
 un  addio.  <how's hacking?> Un saluto amichevole tra hackers. <hack hack>: un
 commento magari inutile ma amichevole, spesso usato come addio temporaneo. Per
 maggiori informazioni sul significato di <hack> vedi l'Appendice A.

 <hack attack> [attacco hack: poss. per analogia con "Big Mac Attack"] s. Quasi
 sinonimo di <hacking run>, anche se quest'ultimo implica piu`  fortemente  una
 nottata.

 <hack value> [valore hack] s. Spesso addotto come la ragione o motivazione per
 spendere  degli  sforzi su uno scopo a prima vista inutile, fatto perche` cio`
 che si ottiene e` un hack. Ad esempio, il MacLISP ha delle feature per leggere
 e scrivere dei numerali romani, che sono state aggiunte puramente per  h.v.  .
 Come  una volta un musicista disse del jazz, se non si capisce l'h.v. non c'e`
 nessun modo per spiegarlo.

 <hacker> [smanettone? orig., uno che costruiva mobili con un'ascia] s. 1.  Una
 persona  che  si  diverte  a  imparare i dettagli dei sistemi operativi e come
 spingere  al  massimo  delle  loro  capacita`,  opposto  a  molti  utenti  che
 preferiscono  solo  imparare  il  minimo  necessario.  2.  Uno  che  programma
 entusiasticamente (anche ossessivamente), o  che  si  diverte  a  programmare,
 invece che teorizzare semplicemente sul programmare.  3. Una persona capace di
 apprezzare  l'<hack value>.  4. Una persona brava a programmare in fretta. Non
 tutto quello che un h. produce e` un hack.  5. Un esperto  di  un  particolare
 programma,  oppure  uno che frequentemente lavora usandolo o con esso: es. "Un
 hacker UNIX". (Le def. da 1 a 5 sono correlate e le persone che le  soddisfano
 si aggregano).  6. Un esperto di un qualunque tipo. Uno puo` essere ad esempio
 un  h.  di astronomia.  7. (deprecato) Un ficcanaso malizioso o indiscreto che
 tenta di scoprire informazioni infilandosi da qualche parte. Quindi  "password
 hacker", "network hacker". Vedi <cracker>.

 <hack  mode>  [modo hack] s. 1. Cosa si fa durante l'hacking, naturalmente. 2.
 Piu` specif., uno stato simil-Zen di focalizzazione totale sul Problema che si
 puo`  raggiungere  durante  l'hacking.   L'abilita`   di   entrare   in   tale
 concentrazione  a  piacere  si  correla fortemente con l'essere wizard; e` una
 delle abilita` piu` importanti imparate durante il  <larval  stage>.  A  volte
 amplificato  come  "deep hack mode" [modo hack profondo]. Essere buttato fuori
 dall'h.m. (vedi <priority interrupt>) puo` venire sperimentato quasi come  uno
 shock   fisico,   e  la  sensazione  di  esserci  da`  piu`  che  una  leggera
 assuefazione. L'intensita` di questa esperienza e`  probabilmente  sufficiente
 da  sola  per l'esperienza degli hacker, e spiega perche` molti resistano alle
 promozioni che fanno loro lasciare posizioni nelle quali possono fare codice.

 <hacking run> [ciclo hacking: per analogia  con  "bombing  run",  missione  di
 bombardamento,  o  "speed  run"]  s.  Una  sessione hack estesa molto oltre le
 usuali ore di lavoro, spec. una piu` lunga di 12 ore. Puo` causare il  "cambio
 di fase nel modo difficile" (v. <phase>).

 <hackish>  /hak'ish/  [hackeroso]  agg.  (anche  <hackishness> s.) 1. Che e` o
 implica un hack.  2. Di o applicabile ad hacker o  alla  sottocultura  hacker.
 Vedi  anche <true-hacker>.  E` meglio essere descritto dagli altri come h. che
 descriversi da soli in tal modo. Gli  hacker  si  considerano  una  specie  di
 elite,  anche  se  una  in  cui  nuovi  membri sono caldamente accolti. E` una
 meritocrazia basata sull'abilita`.  C'e`  una  certa  soddisfazione  personale
 nell'identificarsi  come un hacker (ma se affermate di esserlo e non lo siete,
 sarete rapidamente etichettati <bogus>).

 <hackishness, hackitude> [hackerosita`] s. La qualita` di essere  o  implicare
 un  hack.  (La parola <hackitude> e` considerata buffa; il termine standard e`
 <hackishness>.)

 <hair> [lett. pelo: si puo` rendere con "tostaggine"] s. Le complicazioni  che
 rendono  qualcosa  tosto (v. <hairy>). "Decodificare i comandi <TECO> richiede
 una certa  quantita`  di  h.".   Visto  spesso  nella  frase  <infinite  hair>
 [tostaggine   infinita],   che   connota   complessita`   estrema.   Anche  in
 <hairiferous> (che tende a favorire la  crescita  del  pelo):  "Il  GNU  elisp
 incoraggia  i luser a scrivere modi di editing complessi". "Si`, e` davvero un
 bel po' hairiferous". (o semplicemente: "Hair squared!")

 <hairy> [lett.  peloso;  nei  sign.  1  e  2,  tosto]  agg.  1.  Terribilmente
 complicato.  "Il <DWIM> e` incredibilmente h." 2.  Incomprensibile. "Il <DWIM>
 e` incredibilmente h." 3. Di persone,  di  grande  potere,  autorevoli,  rare,
 esperte,  e/o  incomprensibili.  Difficile  da  spiegare  se non dal contesto:
 "Conosce questo avvocato h. che dice che non c'e` niente da preoccuparsi".

 <HAKMEM> /hak'mem/ s. Il Memo MIT AI # 239  (Febbraio  1972).  Una  collezione
 leggendaria  di  hack  puliti  di matematica e programmazione forniti da molta
 gente all'MIT e altrove. (Il titolo del memo in realta` e`  "HAKMEM",  che  e`
 una specie di acronimo per "hacks memo".) Alcuni di questi sono tecniche molto
 utili  o  potenti  teoremi,  ma  la maggior parte cadono nella categoria delle
 banalita` matematiche e  computeristiche.  Un  esempio  delle  voci  (con  gli
 autori), leggermente parafrasate:

 Item  41  (Gene  Salamin)  Ci sono esattamente 23,000 numeri primi minori di 2
 alla 18ma potenza.

 Item 46 (Rich Schroeppel) La distribuzione di semi piu` *probabile* nelle mani
 di bridge e` 4-4-3-2, in confronto a 4-3-3-3, che e` quella  distribuita  piu`
 *equamente*.  uesto  perche`  il  mondo  ama  avere numeri diversi: un effetto
 termodinamico che afferma che le cose non rimarranno  nello  stato  di  minore
 energia, ma nello stato di minore energia disordinata.

 Problema  81  (Rich  Schroeppel) Contare i quadrati magici di ordine 5 (cioe`,
 tutte le disposizioni in un quadrato 5 per 5 dei numeri da 1 a 25 tali che  la
 somma  di  ciascuna  riga, colonna e diagonale sia costante). Ce ne sono circa
 320 milioni, non  contando  quelle  che  differiscono  solo  per  rotazione  e
 riflessione.

 Item  174 (Bill Gosper e Stuart Nelson) 21963283741 e` l'unico numero tale che
 se lo si rappresenta sul <PDP-10> come intero o numero  a  virgola  mobile,  i
 pattern dei bit delle due rappresentazioni sono identici.

 HAKMEM contiene anche alcuni elementi piu` complicati matematici e tecnici, ma
 questi esempi mostrano parte del suo gusto per il divertimento.

 <hakspek>  /hak'speek/ s. Termine generalmente usato per descrivere un modo di
 compitazione trovato su molti  BBS  accademici  inglesi  e  sistemi  di  chat.
 Sillabe  e  parole  intere in una frase sono rimpiazzate da semplici caratteri
 ASCII foneticamente simili o equivalenti, e le  doppie  usualmente  eliminate.
 Cosi`  `for'  diventa `4', `two',`too' e `to' diventano `2', `ck' diventa `k'.
 "Before I see you tomorrow" [Prima che ti veda  domani]  diventa  "b4  i  c  u
 2moro". Apparso inizialmente a Londra intorno al 1986, e probabilmente causato
 dalla  bassa  velocita`  dei  sistemi  di  chat  disponibili, che operavano su
 macchine arcaiche con sistemi operativi datati, e  senza  metodi  standard  di
 comunicazione.  Vedi  anche  <talk mode>. [NdT: ricordo perfettamente che gia`
 nella tarda primavera del 1985, quando ho scoperto i primi sistemi di chat  (a
 quell'epoca  si  chiamavano  RELAY)  con  gli  Stati Uniti, e per l'appunto mi
 collegavo al mainframe del CNUCE con un modem a  300  baud,  che  veniva  gia`
 usata  una  specie  di  hakspek.  A parte i classici "c u l8r" e "r u there?",
 c'era il nickname di un tipo che era "4nik8"...]

 <hand-hacking> [hacking a mano] s. 1. La pratica di tradurre <hot spot> da  un
 <HLL>  in  assembler  customizzato  ottimizzato  a mano, opposto al tentare di
 costringere il compilatore a generare codice migliore. Sia il termine  che  la
 pratica  stanno  diventando  rari.  Vedi  <tune>:  sin.  di  <cruft>.  2. Piu`
 genericamente, costruzione manuale o patch di insiemi di  dati  che  sarebbero
 normalmente  macinati  da  un utilitt di traduzione e interpretati da un altro
 programma, e non sono in realta` progettati  per  essere  letti  o  modificati
 dagli umani.

 <handwave>  [piu` o meno, gesticolare, ma solo con le mani] 1. v. Sorvolare su
 un punto  complesso;  distrarre  un  ascoltatore;  supportare  un'affermazione
 (magari  anche  veritiera)  con della logica flagrantemente falsa. Se qualcuno
 inizia una frase con "Chiaramente..."  oppure  "Ovviamente..."  o  "E`  banale
 vedere  che...",  si  puo` essere certi che costui sta per h. La teoria dietro
 questo  termine  afferma  che  se  si  muovono  le  mani  al  momento  giusto,
 l'ascoltatore puo` essere sufficientemente distratto da non notare che  quello
 che  avete  detto  e`  <bogus>.  Alternativamente,  se un ascoltatore fa delle
 obiezioni, potete tentare di eliminarle facedo un gesto con  le  mani.  2.  s.
 L'atto  di  muovere  le  mani. "Ehi, che h.!" L'uso di questa parola e` spesso
 accompagnato dal gesticolio: entrambe le  mani  all'insu`,  palme  in  avanti,
 facendo  ruotare  le mani in un piano verticale con perno sui gomiti e/o sulle
 spalle (dipendente dalla grandezza  dell'h.);  alternativamente,  tenendo  gli
 avambracci  fermi  mentre  si  ruotano  le  mani  imperniandosi  sul poleo per
 agitarle. Nel contesto, il gesticolio da solo puo` bastare come  commento;  se
 uno   speaker  fa  un'assunzione  oltraggiosamente  senza  supporto,  si  puo`
 semplicemente fare ondeggiare le mani in questo  modo,  come  un'accusa  molto
 piu`  eloquente  di  falsita`  nella  sua  logica  di quanto le parole possano
 esprimere.

 <hang> [essere bloccato: lett., essere sospeso] v. 1.  Aspettare  l'occorrenza
 di  qualche evento; rimanere sospeso fino a che qualcosa accada. "Il programma
 mostra un menu` e poi si blocca finche` non si digita un carattere."  2.  Piu`
 comunemente,  aspettare  per un evento che non accadra` mai. "Il sistema si e`
 bloccato perche` non puo` leggere dal disco che  e`  andato  in  crash."  Vedi
 <wedged>, <hung>.

 <Hanlon's  Razor>  s.  Un  "murphysmo" parallelo al Rasoio di Occam; esso dice
 "Mai attribuire alla malizia cio` che puo` essere adeguatamente spiegato dalla
 stupidita`". La derivazione del titolo comune Rasoio di Hanlon e` sconosciuta;
 un simile epigramma e` stato attribuito a William James.  Citato  qui  perche`
 sembra  essere  uno  dei favoriti dagli hacker, che si puo` spesso trovare nei
 files  di  <fortune  cookie>  e  nelle  schermate  iniziali  di  BBS  e   reti
 commerciali. Cio` probabilmente riflette l'esperienza giornaliera degli hacker
 di ambienti creati da gente bene intenzionata ma dalla vista corta.

 <hardwired>  [infilato a forza] agg.  1. L'inserimento di dati direttamente in
 un programma, dove non possono essere modificati, in opposizione al  prevedere
 che  uno  <user>  o  un hacker possano modificarli facilmente. 2. Nel C, spec.
 applicato  all'usare  un  valore  specifico  invece   che   un   #define   del
 preprocessore  (vedi  anche <magic number>). 3. Per estensione, tutto cio` che
 non e` modificabile, spec. nel senso di customizzabile  ai  propri  bisogni  o
 gusti particolari.

 <has  the  x nature> [ha la natura X: sembra derivare dai koan Zen della forma
 "Ha un X la natura Budda?"] agg. Comune costruzione  hacker  per  "e'  un  X",
 usato  per  enfasi  umoristica. "Chi non sappia nemmeno usare un programma che
 contiene un help on-screen ha davvero la natura di <loser>!"

 <hash collision> [collisione  hash:  dall'uso  tecnico]  s.  Quando  usato  di
 persone,    significa    una    confusione   nella   memoria   associativa   o
 nell'immaginazione, specialmente se persistente (v.  <thinko>).  Storia  vera:
 uno di noi [ESR] era una volta al telefono con un amico che stava per andare a
 Berkeley.  Quando  gli  fu  chiesto  come  pensava che fosse Berkeley, l'amico
 rispose "Beh, ho questa immagine mentale di donne nudo che lanciano  bottiglie
 Molotov,  ma  penso  che  siano semplicemente una collisione nelle mie tabelle
 hash." E` anche riportata la variante "hash clash".




                                        Eric S. Raymond <esr@snark.thyrsus.com>


                                        tradotto da .mau.
                                                  mau@beatles.cselt.stet.it
                                                  2:334/100.5
                                                  2:332/407.909







 ############                                                IL PROGRAMMINO ###
 ###   7  ###                                                Stardate       ###
 ############                                                di Jay Windley ###

 Riassunto:
       oscure  fonti  d'informazione  mi  hanno consigliato questo programmino.
       Essendo l'editor  mi sono  preso la  premura di  compilarlo. Accetta  un
       parametro "-d" seguito dalla  precisione, credo, con cui  deve calcolare
       la  data.  Sembra  abbia  a  che  fare  con  la  data  astrale...   boh!
       Un ottimo programma, insomma,  che non deve mancare  nella programmoteca
       di nessuno. :)

 ------------------------------------------------------------------------------

 = Original Message ===========================================================
 * Area : Parcheggio posta
 * From : Marcello Missiroli, 2:332/504.0
 * To   : ALL, 2:24100/5.0
 * Subj : Stardate.c
 * Forwarded by Maurizio Codogno on 2:334/100.5
 ==============================================================================

 /*************************************************************
  * File:             stardate.c
  * Author:           Jay Windley
  * Created:           1 Jan 92
  * Copyright:        (c)  1 Jan 92 by Jay Windley
  * Description:      prints the current stardate to stdout
  *
  *************************************************************/

 #include <stdio.h>
 #include <sys/types.h>
 #include <time.h>

 #define FIT(x,y) while((x)<0)(x)+=(y);while((x)>(y))(x)-=(y)

 #define MAXPRECISION       7
 #define OUTPUTFORMAT       "%%%03d.%df"

 /*---------------------------------------------------------------------*
  *TAG (                           julian_day                           );
  *---------------------------------------------------------------------*
  * Returns the New Epoch Julian Day for the given Gregorian calendar
  * day.
  */
 double julian_day (month, day, year)
     int month, day, year;
 {
  int loc_month;
  int loc_year;
  int a, b, c, d;

  loc_month = month;
  loc_year = year;

  /* correct for March-based B.C. year */
  if (year < 0) loc_year ++;
  if (month < 3) {
    loc_month = month + 12;
    loc_year --;
  }

  /* set up A and B for Julian to Gregorian calendar change */
  if (year < 1582) b = 0;
  else if (year == 1582) {
    if (month < 10) b = 0;
    else if (month == 10) {
      if (day < 15) b = 0;
      else {
  a = loc_year / 100;
  b = 2 - a + (a/4);
      }
    } else {
      a = loc_year / 100;
      b = 2 - a + (a/4);
    }
  } else {
    a = loc_year / 100;
    b = 2 - a + (a/4);  /* century is set up */
  }

  /* fudge for year and month */
  c = (int) (365.25 * loc_year) - 694025;
  d = (int) (30.6001 * (loc_month + 1));

  return (double) (b + c + d + day) - .5;
 }

 /*---------------------------------------------------------------------*
  *TAG (                            sidereal                            );
  *---------------------------------------------------------------------*
  * Returns Greenwich Mean Sidereal Time for the given Greenwich Mean
  * Solar Time on the given NE Julian Day.
  */
 double sidereal (gmt, jd, gyear)
     double gmt;  /* Greenwich Mean Time, decimal */
     double jd;   /* Julian Day */
     int gyear;   /* calendar year */
 {
  register double dayfudge, yrfudge, jhund;
  double initjd, hourfudge, time0, lst;

  /* find Julian century at start of year */
  initjd = julian_day (1, 0, gyear);
  jhund = initjd / 36525.0;

  /* apply polynomial correction */
  dayfudge = 6.6460656 + (0.051262 + (jhund * 0.00002581)) * jhund;
  yrfudge = 2400.0 * (jhund - ( (double) (gyear - 1900) / 100));
  hourfudge = 24.0 - dayfudge - yrfudge;
  time0 = (jd - initjd) * 0.0657098 - hourfudge;

  /* adjust to modulo 24 hours */
  lst = (gmt * 1.002737908) + time0;
  FIT (lst, 24.0);
  return lst;
 }

 /*---------------------------------------------------------------------*
  *TAG (                              main                              );
  *---------------------------------------------------------------------*
  * Behaves as expected.
  */
 void main (argc, argv)
     int argc;
     char *argv[];
 {
  int jd, precis;
  double gmt, gmst;
  time_t t;
  struct tm *tm;
  char buf[16];
  char fmt[16];

  if (argc > 1) {
    if (strncmp (argv[1], "-d", 2) == 0) {
      if (sscanf (&argv[1][2], "%d", &precis) == 0) {
  fprintf (stderr, "%s: invalid precision specification\n", argv[0]);
  exit (1);
      }

      if (precis < 1) precis = 1;
      if (precis > MAXPRECISION) precis = MAXPRECISION;
    } else {
      fprintf (stderr, "%s: invalid option\n", argv[0]);
      exit (1);
    }
  } else precis = 1;

  t = time (NULL);
  tm = gmtime (&t);
  jd = julian_day (tm->tm_mon + 1, tm->tm_mday, tm->tm_year + 1900);
  gmt = (double) tm->tm_hour +
    tm->tm_min / 60.0 +
    tm->tm_sec / 3600.0;
  gmst = sidereal (gmt, (double) jd, tm->tm_year);
  sprintf (fmt, OUTPUTFORMAT, precis + 6, precis);
  sprintf (buf, fmt, (double) jd + gmst / 24.0);
  puts (buf);
 }

 ============== end stardate.c ================================================













 ############                                     NOTIZIE FIDONET REGION 33 ###
 ###   8  ###                                          Il nuovo NC del 334. ###
 ############                                          di Landorno Terao    ###

 Riassunto:
       si  riporta  l'intervista  lampo  fatta  dal  nostro  inviato   speciale
       Landorno Terao ad Angelo Verdone, il nuovo NC [1] di 334.   L'intervista
       e'   assolutamente   veritiera,   poiche'   inventata   di  sana  pianta
       dall'inizio alla fine.

 ------------------------------------------------------------------------------

  Arrivo col fiatone all'ultimo piano dell'edificio; una graziosa fanciulla  mi
 accoglie all'ingresso eclissandosi, discreta, nelle proprie stanze.

 Il  Verdons  oggi  e'  nervoso,  traffica in continuazione col mouse e qualche
 centinaio di files.  Sembra si diverta a riversarli da un posto all'altro.

 - Cuma l'e' ?  - mi chiede senza  quasi  alzare  lo  sguardo  dal  video.   In
 realta'  grazie  all'innesto  bionico  non ha veramente bisogno di guardare lo
 schermo.

 - Ciao Verdons, sono qui per l'articolo...

 Durante i convenevoli il Verdons lancia a raffica due o tre programmi,  swappa
 veloce  da  uno  schermo  all'altro - scopro cosi' di sfuggita che qualcuno e'
 collegato e sta puppando - arriva addirittura a resettare il  suo  3000  senza
 mandare down il puppatore che non si accorge di nulla!!  Un vero maestro.

 Eccolo,  signori, il primo NC italiano su Amiga [NdE: il primo NEC su Amiga e'
 stato Mariuo Mure'] - era ora che certi  veti  e  miti  cadessero  -  dice  il
 Verdons, che da sempre predica che la telematica non ha un colore, soprattutto
 essendo lui il nero. ~:)

 -  La  telematica e' di tutti - e si abbandona ai ricordi, alle sue scorazzate
 per i vari BBS a caricare files per tutte le macchine con  pochi  utenti,  per
 motivare i vari sysops ad aprire aree per tutti i sistemi.

 Il  Verdons, signori, e' una furia!  Il suo HW e' da panico, un 3000 corazzato
 con 16Mb di RAM a 32 bit, un 68040 innestato a  bulbo  nella  sua  carcassa  -
 quasi  400  Mb  di  HD,  il 3000 e' perennemente smontato - un syquest [3], un
 lettore CD, 2 modem (un dual standard della US  Robotics  ed  un  cartoccio  a
 2400/MNP  Italtel),  un  2000  di  scorta  o  supporto  e  due  monitor. Senza
 tralasciare la stampante Canon BJ 300 a getto d'inchiostro...

 - Tu sai che sono un casinista - mi dice confidenzialmente - ma non per quanto
 riquarda la Sacra Rete.  Nessuno con me ha ancora mai perso un matrix - e  con
 piglio sicuro uccide un task, mentre ne inchioda un altro.

 Intanto  il  puppatore  sparisce;  ne subentra subito uno nuovo, la BBS sembra
 piuttosto frequentata.  Il Verons preso da raptus  ittico  cavalca  con  furia
 selvaggia   i  vari  programmi  che  gestiscono  la  BBS  e  l'organzizzazione
 dell'incarico di NC.

 C'e' il GCC, perennemente in a (alpha *:)= ) release, impiegato  come  tosser,
 scanner,  editor  [2]  e macchinetta del caffe'. Siamo alla 4.0a ed ancora non
 c'e' stata una 1.0 ufficiale dal doc, il mitico Davide Massarenti.

 Usa il TrapDoor (giunto  all  a  1.83)  come  mailer  [2].   Per  la  BBS  sta
 vivisezionando TransAmiga. [NdE: il numero di versione non e' pervenuto :(]

 -  Quegli stronzi di FALCON BBS, ho spedito, quasi qualche anno fa i soldi per
 la registrazione ed ancora non ho ricevuto nulla.  -  Borbotta,  agitandosi  e
 swappando task.

 Poi mi guarda poco convinto:
 - cosa vuoi ?
 - L'intervista...
 - Ah, gia'!

 E stacca il puppatore spegnendo il modem - mi stava antipatico - sogghigna.

 Signori,   che   uomo!    quest'indomabile   amgighista.    Un  vero  pioniere
 dell'informatica ancor prima della telematica.  Riuscira' forse ad essere vero
 successore della figura dei mitici Jennings, Rutigliano, Carcillo... ?

 Oggi e' arduo azzadare ipostesi.

 Comunque i nodi ed i point della zona 334 possono  dormire  sogni  tranquilli,
 c'e'  il  Verdons  che  veglia su di loro. Affiancato, non dimentichiamolo, da
 figure che, benche' WC-DOSSIANE,  non  per  questo  ci  devono  apparire  meno
 mitiche,  parlo  di  quei  sysops  della rete che, indefessi, da secoli non ci
 fanno perdere un messaggio di una qualsiasi area. Beh... diciamo quasi!

 - Comunque - boffonchia il Verdons - il 334 e' in buone mani con noi, er  trio
 Lescano.  Con  Cristofaro,  Russo,  Verdone (rispettivamente BACKBONE, NEC, NC
 [1]) siete in una botte di ferro.

 Un grazie di cuore a tutti questi Bravi Ragazzi, che col sudore del loro modem
 ci lasciano cazzeggiare tutte le sere fino a tardi.

                                                                 Landorno Terao
 Note:

 [1] RC, NC, NEC:
       i  loro  significati  si  possono  trovare sulle pubblicazioni ufficiali
       della  Sacra  Rete  Fido,  o  nei  numeri  di Telematicus sull'argomento
       FIDONET.

 [2] tosser, mailer, scanner:
       i  loro  significati  si  possono  trovare sulle pubblicazioni ufficiali
       della  Sacra  Rete  Fido,  o  nei  numeri  di Telematicus sull'argomento
       FIDONET [NdE:   si, lo  so, sono  un pigro,  non ho  voglia di cercare i
       numbers :) ]

 [3]  SyQuest:
       un lettore  di dischi  rigidi rimuovibili,  di 40/80Mb,  con interfaccia
       SCSI.


 ############                                                               ###
 ###   9  ###                                    NOTIZIE FIDONET REGION 33  ###
 ############                                    NEWS                       ###

                               *** net 331 ***
                               *** net 332 ***
                               *** net 333 ***

 Nessuna risposta al matrix in tempo utile.



                               *** net 334 ***

 Nel net 334 e' nata una  nuova  BBS,  con l'indirizzo  2:334/503  di  Gabriele
 Doglio.  Questa splendida BBS, il cui nome non mi e' pervenuto, gira su Amiga.
 Ci aspettiamo quindi GRANDI COSE dal Gabriele.





      Telematicus puo` essere downloadato dai seguenti nodi Fidonet:


 334/100 - 011-3299706     | 334/104 - 011-502423      | 334/105 - 011-2238389
 335/211 - 099-4746313     | 335/215 - 099-4746044     | 331/112 - 0341-360511
 333/603 - 040-3783111     | 332/315 - 0721-30783      | 334/107 - 011-890084

      da Sintel, 011-596274,

      e dai nodi ISN

 331/301 - 02-76006857     | 331/106 - 0332-706469     | 331/201 - 030-293250
 331/202 - 0373-273188     | 331/206 - 0523-896512     | 331/318 - 0382-575369
 332/206 - 019-853037      | 332/404 - 051-554430      | 332/305 - 0541-777003
 332/402 - 051-6331730     | 332/403 - 051-6231940     | 332/102 - 055-2364065
 332/108 - 055-2298120     | 332/502 - 0522-824379     | 332/504 - 059-450643
 333/304 - 049-9200386     | 333/207 - 0445-530103     | 333/401 - 0471-200004
 333/404 - 0474-21123      | 333/505 - 0422-431041     | 333/507 - 0431-430945
 334/306 - 0121-542795     | 335/210 - 081-5709527     | 335/405 - 06-315323


####                            End of TELEM027                            ####
