 #### TELEM019 - Telematicus - Volume 02 - Numero 07 - Anno 1992 - 51 pag. ####

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                                 Luglio 1992                                 

   Bollettino telematico mensile a cura della region 2:33 Fidonet e di .mau.

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 Il materiale presente in Telematicus e` (C) dei singoli autori.      
 E` espressamente consentita la distribuzione e il riutilizzo del bollettino in
 tutto o in parte, purche` non a fini di lucro e citando sempre autore e  fonte
 di provenienza.

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 ***** Indice: pagina 2 - Who's Who: pagina 3 - Distribuzione: pagina 51 *****

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 ###   0  ###                                                       INDICE  ###
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 [ 1]  Editoriale, di Maurizio Codogno   .   .   .   .   .   .   .   .  pag.  4
 [ 2]  I circuiti di distribuzione files, di Franco Carcillo .   .   .  pag.  6
 [ 3]  BBS-ITA, di Pietro Budicin    .   .   .   .   .   .   .   .   .  pag. 10
 [ 4]  Racconto telematico (?): Z, di Andrea Giotti - parte 1.   .   .  pag. 13
 [ 5]  Vivamiga, di Renato Rolando   .   .   .   .   .   .   .   .   .  pag. 24
 [ 6]  Curiosita`: Il gergo hacker - parte 14    .   .   .   .   .   .  pag. 31
 [ 7]  Meteosat da Rai - Televideo, di Franco Carcillo   .   .   .   .  pag. 43
 [ 8]  Notizie Fidonet region 33     .   .   .   .   .   .   .   .   .  pag. 45











                  Questo Telematicus e` nato con l'aiuto di...
   
 Editor viaggians:      Maurizio Codogno | * I collaboratori dai network: *
 Editor commossus:        Renato Rolando |
 Editor describens:      Franco Carcillo | Vertigo (331/301)
 Editor collector:        Pietro Budicin | Giovanni Lopes (332/108.2) 
 Editor dispersus:         Andrea Giotti | Pietro Budicin (333/603)
                                         | Giovanni Pugliese (335/211)













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 ###   1  ###                                                   EDITORIALE  ###
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      Carissimi lettori,
 quanta fatica per trovare qualcosa per riempire questo numero di luglio!

      Lo so, non e` che sia un'introduzione molto diversa da quella degli ulti-
 mi mesi, ma non si puo` fare molto quando la gente e` sempre arrabbiata se te-
 lematicus  non arriva, o e` in ritardo (oggi e` il 5 luglio...) ma  non  pensa
 che se magari inviasse qualcosa ci sarebbe la possibilita` per tutti di  avere
 una  bella rivista. Vorrei sapere cosa avevo per la testa quando mi sono  lan-
 ciato a dire che il bello della telematica era proprio l'interattivita`... :-(

      Beh,  per  riempire il vuoto di questo numero ho  riesumato  un  racconto
 scritto la bellezza di due anni fa da Andrea Giotti (gli antichi lettori  del-
 l'area  Dewdney.ita si ricorderanno sia di lui che del racconto,  postato  per
 l'appunto  nell'area. Al giorno d'oggi il termine "realta` virtuale" e`  cosi`
 comune che mi sembra opportuno vedere l'effetto che puo` fare questo  racconto
 [leggete: oh, dovevo pure mettere qualcosa dentro, no?]. E come nelle migliori
 tradizioni  dei  racconti  di  appendice...  leggerete  la  seconda  parte  in
 settembre :-)

      Una  nota in calce per i lettori marchigiani: anche Lorenzo Lugli di  Su-
 perBBS - Pesaro e` diventato un distributore ufficiale di telematicus. L'even-
 tuale  lettore di Fano o Castelfidardo non dovra` piu` dunque tentare  precari
 collegamenti interregionali...

      Arrivederci  al  pseudo numero di agosto (nel senso che  esiste,  ma  non
 pensate di trovarci nulla di serio: in fin dei conti siamo tutti con la  mente
 alle vacanze!).

                   ciaociao .mau.











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                     I circuiti di distribuzione files.
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      (da PC WORLD ITALIA, maggio 92)

      SDN, PDN, WINNET, ISN, VIRNET: sono solo alcune delle sigle che  contrad-
 distinguono  i piu` diffusi circuiti di ridistribuzione di software  shareware
 presenti sui servizi telematici amatoriali italiani.

      Uno dei principali crucci dei gestori dei servizi telematici e` stato, da
 sempre,  quello di mettere a disposizione degli utenti programmi shareware  di
 qualita` certificati esenti da virus.
      Ed  ecco che, grazie alla disponibilita` di programmi in grado  di  ridi-
 stribuire automaticamente software attraverso le reti amatoriali di BBS, grup-
 pi di volontari si sono messi ad organizzare circuiti che consentono di mette-
 re  in circolazione programmi, testi, codice sorgente per i piu`  diffusi  am-
 bienti di sviluppo.

      Il primo circuito a svilupparsi e` stato SDN (Shareware Distribution Net-
 work):  propone in una decina di argomenti (giochi,  database,  comunicazioni,
 grafica,  wp...) una vasta scelta di programmi e utility. Molti  autori  fanno
 parte dell'ASP, l'associazione americana che riunisce gli sviluppatori di pro-
 grammi  shareware. Lo shareware, infatti, e` arrivato ad un elevato  grado  di
 qualita` ed affidabilita` da fare invidia ai programmi commerciali: il tutto a
 dei  costi  decisamente inferiori e col vantaggio  di  potere,  gratuitamente,
 `provare per credere'.
      Ogni settimana sul circuito SDN, che ha origine in USA, arriva in media 1
 Mbyte di novita` anche se, con la nascita di altri circuiti molto spesso  piu`
 specifici, non si mantiene piu` a quello che fu il ritmo iniziale di 3-4 Mbyte
 settimanali.

      Ogni  file presente in SDN e` compresso con il PAK della NoGate - che  e`
 stato  il primo programma di compressione a garantire l'autenticita` dei  dati
 contenuti - ed e` riconoscibile dall'estensione .SDN. Contestualmente e`  pre-
 sente,  con estensione .SDA, una breve descrizione del programma, in  modo  da
 poterne conoscere le funzionalita`, prima di imbarcarsi nel prelevamento:  in-
 fatti  gli archivi spesso superano i 200-300 Kbyte, e scoprire di  aver  perso
 tempo nel prelevare un programma che non interessa e` cosa un po' noiosa,  an-
 che se e` capitata, almeno una volta, a tutti i telematici.

      PDN  e` un circuito particolarmente ghiotto per i  programmatori.  Tratta
 infatti in modo specifico il mondo dei linguaggi di programmazione, mettendo a
 disposizione programmi in codice sorgente, testi, newsletter, i programmi  ap-
 parsi  sulle piu` importanti riviste americane (come DrDobbs e  PC  Magazine),
 librerie per i piu` diffusi ambienti, incluso il recente Visual Basic.

      WINNET  ha  gia` a disposizione oltre 15 Mbyte (compressi!)  di  utility,
 icone, driver, programmi e giochi per Windows.

      VIRNET consente un tempestivo aggiornamento nel convulso mondo degli  an-
 tivirus, ove l'allinearsi alle ultime versioni e` fattore vitale.

      SDS e` il circuito dedicato al mondo dei BBS: ai programmi e alle utility
 necessari per mettere in piedi un servizio telematico.


      Nuovi  circuiti prendono piede mensilmente: si va da quello  dedicato  al
 multitasker Desqview (DVNET) a quelli per le LAN (LANNET), alle schede musica-
 li (SOUNDNET), alle utility (UTILNET).
      Non  mancano i circuiti per l'ambiente AMIGA, come l'ADS curato  da  Luca
 Spada.

      ISN,  infine, e` il primo esperimento  per un circuito di programmi  Made
 in Italy. Voluto ed organizzato da Davide Rolando di Savona dimostra come, an-
 che in Italia, inizia a diffondersi un atteggiamento estremamente positivo nei
 confronti dello shareware: anche se gli autori lamentano di aver ricevuto  si-
 nora pochi contributi ci sono tuttavia segnali che inducono a buone  speranze.
 Insomma anche in Italia lo shareware doc puo` iniziare ad esistere. 
















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 ###   3  ###                                                      BBS-ITA  ###
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                     BBS-ITA: elenco commentato dei BBS Italiani
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      Non  so a voi, ma a me e' capitato molte volte di avere sotto mano  chili
 di  numeri telefonici di BBS, e tentare un po' a casaccio, e un  po'  cercando
 l'ispirazione  nel nome del BBS, di collegarmi a quel sistema che  soddisfasse
 al meglio le mie esigenze di utente.

      Non ho fatto una statistica dei tentativi andati a buon fine e di  quelli
 invece che mi hanno fatto capitare su BBS che fornivano, ad esempio, un servi-
 zio  riservato  ai possessori di Amiga, mentre io, ahime' tapino!,  usando  un
 volgare PC, dell'Amiga non saprei trovare nemmeno il tasto d'accensione.

      Siccome  ho pensato di non essere l'unico ad avere di queste  difficolta'
 (di trovare il BBS giusto, non il tasto di accensione!), e non essendo riusci-
 to a trovare da nessuna parte un elenco di BBS con un minimo di spiegazione di
 quello che ci si puo' trovare all'interno, mi sono deciso a crearlo e gestirlo
 in prima persona.

      Detto,  fatto, ormai sono 4 mesi che ogni prima domenica del mese  sforno
 aggiornato il file BBS-ITA.Z?? (dove ?? sta per il numero della versione) sul-
 la rete ISN. Descrizione: "elenco commentato dei BBS italiani".

       L'elenco comprende per ogni BBS descritto le seguenti 7 righe:

       1. Nome BBS
       2. Citta'
       3. Telefono/i
       4. Orario/i
       5. Indirizzo/i e rete/i
       6. Baud massimo (caratteristiche modem)
       7. Commento/Descrizione

      Gli utenti che volessero prelevarlo, possono farlo da qualsiasi nodo  ISN
 (Italian Shareware Network), o alla fonte, cioe' da Fido Trieste (040/3783111-
 3783122).

      I sysop che intendessero requestarlo invece, sono invitati a sintonizzar-
 si sul nodo 2:333/603 ogni prima domenica del mese e richiederne l'ultima ver-
 sione ancora calda con il magic name BBS-ITA.

      I signori sysop che gestiscono un BBS (non c'e' bisogno che sia per forza
 Fidonet, se pero' e' buono lo diverra' presto), e che desiderino inserire  an-
 che i loro dati nell'elenco, mi possono inviare le 7 righe sopra descritte via
 matrix al nodo 2:333/603@fidonet.

      Una  nota per i sysop: anche  nel vostro stesso interesse, non  mandatemi
 descrizioni  del  tipo:  "700Mega di files, 5  linee tra  poco,  4500  utenti,
 ecc.". Indicazioni di questo tipo non dicono molto, forse solo che state dando 
 un  po' i numeri.  Piuttosto cercate di dire a quale sistema  operativo  siete
 maggiormente  interessati,  che tipo di files e di messaggerie  ospitate.  Una
 buona descrizione potrebbe essere questa: "MS-DOS, programmazione, vasta  rac-
 colta di librerie PD per il linguaggio MS-C".

       Sperando di aver realizzato qualcosa di utile per tutti....

                                         Pietro Budicin
                                         2:333/603



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 ###   4  ###                                  IL RACCONTO TELEMATICO (??)  ###
 ############                                                               ###

                                   "Z"
                                  =====

           Capitolo 1

      Mentre  quelli  della  scientifica terminavano  gli  ultimi  rilevamenti,
 l'ispettore Franco Tersi si accese la consueta pipa. Brutto affare, reso ancor
 peggiore da tutte quelle oche in camice bianco che si facevano chiamare ricer-
 catori.  Vagavano come particelle in una danza browniana, cancellando  con  un
 turbinio di carte ogni eventuale indizio.
      Il  cadavere di Luca Rosetta era gia` stato portato via, e con  esso  era
 scomparsa, per la prima volta dopo molti mesi, la sua presenza fisica dal  la-
 boratorio.  Uno dei piu` brillanti sistemisti del Flor Tech eliminato  da  una
 innocentissima caduta per le scale. Gli atenei concorrenti potevano gioirne, e
 forse qualcuno...
      Tutti, certamente, ne avrebbero beneficiato: un concorrente in meno nella
 spartizione degli appalti. E con il piano quinquennale del gruppo Miranda  an-
 cora  affamato di ulteriore know-how. Qualcuno, certamente, avrebbe avuto  ra-
 gioni piu` personali. L'epidemia scoppiata nei biolaboratori milanesi  portava
 la firma di un dipartimento anche troppo vicino.
      Ma uno solo, al di la` dei moventi, poteva essere il responsabile.  Dalla
 liberalizzazione selvaggia degli anni '90, la selezione naturale aveva mietuto
 molte vittime. Fra tutti i baroni, fieri dei loro possedimenti come leoni  del
 loro territorio di caccia, nessuno si sarebbe abbassato a concordare una mossa
 del genere con la concorrenza.
      Lo  sciame dei ricercatori si apri` e si richiuse attorno alla  slanciata
 figura  di Pivone II come una cerniera lampo. Battendo ritmicamente sul  pavi-
 mento la punta del bastone intarsiato di argento, il Rettore calo` su Tersi.
      - Ero a Bruxelles fino a poche ore fa. Come e` successo?
      - Ha  fatto due intere rampe, ieri notte verso le tre.  Ma  il  personale
 delle  pulizie e` in sciopero da una settimana, ed il corpo e` stato  scoperto
 solo in tarda mattinata.
      - Chi?
      - Uno studente che tentava di farsi dare la firma.  E` gia` agli  arresti
 per ingresso in zona riservata e violazione della privacy.
      - Cosa vi ha detto?
      - Vostra Eccellenza comprendera` che dobbiamo andarci piano, con le  agi-
 tazioni  degli  ultimi  tempi. Tutti i sindacati della  categoria  ne  esigono
 l'immediata consegna ad un'autorita` sovranazionale.
      - Temporeggiate.  E spremetelo ben bene. Poi scarceratelo per  decorrenza
 dei termini, o che so io. Non possiamo inimicarci la pubblica opinione.
      E soprattutto stavolta ti ritroveresti solo, e non potresti contare  nep-
 pure su di me, penso` Tersi. L'ultimo rimpasto dell'eptapartito era stranamen-
 te  sensibile a queste problematiche, e la sua recente nomina ad ispettore  ne
 era  la  prova  tangibile.  "Tersi? Troppo garantista",  aveva  detto  di  lui
 l'ispettore  Saranna prima di essere incriminato per collusione con i  servizi
 segreti israeliani. Tiro` un lungo sbuffo dalla pipa, fissando l'anello  nobi-
 liare del Magnifico Rettore Nicola Maria Pivone.
      - Conosco il mio lavoro, Eccellenza, come lei conosce il suo.
      - Immagino. Tersi, lei mi piace. Un uomo notevole. Capace, a quanto dico-
 no i suoi superiori, come il povero Rosetta nel suo campo.
      - Continuano a sopravvalutarmi.
      - I particolari.
      - Non molti. Lavorava ad un'interfaccia Total Immersion, con cui  contava
 di battere il record delle tre settimane di realta` simulata. Ma era ancora in
 fase assai sperimentale, a sentire i colleghi. Che potranno ragguagliarla  as-
 sai meglio di me.
      - Voglio un'opinione professionale.
      - Rompere il record delle tre settimane in immersione TI significa minare
 molti equilibri. Il mercato delle interfacce utente e` uno dei piu` instabili.
      - Continui.
      - Probabilmente contava di scappare per venderlo alla Peach, leader del
settore.
      - Cosa? Che prove ha di una simile affermazione?
      Che ti fa entrare a pieno titolo nella rosa dei sospettati, penso` Tersi.
 E lo hai capito ancor prima che terminassi la frase, a giudicare dallo  sguar-
 do.
      - Alla Peach sembra ci sia maretta. Licenziato il responsabile per i rap-
 porti con gli atenei, hanno frettolosamente posticipato l'annuncio di disponi-
 bilita` del Pancorder. Una velocita` di reazione invidiabile.
      - Il Pancorder serve a Miranda.
      - Conosco il settore, mi creda. L'aereonautica...
      - Troveremo  una soluzione.  Abbiamo due sistemisti di  prima  grandezza,
 tenuti  in costante allenamento per sostituirlo in casi come questo. Non  per-
 deremo la commessa.
      - Glielo auguro. Ma Rosetta era speciale, mi sono documentato. Pochi come
 lui, nessuno migliore sulla piazza.
      - Scusi l'interruzione. Altri particolari?
      - Si  e` rotto l'osso del collo,  ed aveva in testa un casco a  dir  poco
 inusuale.
      - Quello sul tavolo?
      - Si`.  Vede? Due display  a gel sugli occhi, una fascia  di  microcamere
 sulla visiera, un array di processori sistolici in quella sporgenza. Altro non
 mi hanno voluto dire, senza la sua autorizzazione.
      - E camminava con questo coso in testa? Non c'e` da stupirsi se e` caduto
 dalle scale.
      - Purtroppo abbiamo a che fare con qualcuno che con questi "cosi" ha fat-
 to miracoli. Il display binoculare riproduce fedelmente la realta` vista dalle
 microcamere,  ed  i processori passanti compiono analisi e  sintesi  in  tempo
 reale.
      - Quindi ci vedeva?
      - Meglio di lei. O di me, s'intende. Non in ricchezza di particolari, ov-
 viamente, ma certo in precisione e capacita` di ingrandimento.
      - Qualcuno potrebbe averlo spinto? O qualche ostacolo sui gradini?
      - Temo di no. Si era chiuso dentro a chiave, come suo solito,  prima  di
 iniziare il suo ultimo esperimento. E non abbiamo trovato niente in cui  possa
 essere inciampato.
      - E lo studente? Ha falsificato la card?
      - No, ha visto Rosetta attraverso la finestra sigillata. E quando ho det-
 to  "chiave" intendevo proprio questa: una banalissima chiave  metallica.  Non
 c'e` hacker che la spunti, contro la vecchia serratura a pistoni.
      - Vedo. Immagino che lei abbia una spiegazione plausibile da fornirci.
      -  Il defunto faceva uso di anfetamine. Puo` soddisfare i media,  ma  non
 me. Temo che ci troviamo di fronte ad un omicidio premeditato.


           Capitolo 2

      La mappa che un portaborse di Pivone II gli aveva gentilmente fornito era
 di  gran lunga migliore di quelle preparate dai colleghi incaricati:  mostrava
 pianta e sezione dei tre livelli interrati in cui era situato il  laboratorio,
 ed  era corredata di una splendida legenda. Apprese che l'intero edificio  era
 costruito secondo i piu` moderni criteri antiatomici, e sarebbe stato in grado
 di  resistere ad una piccola testata tattica sganciata sulla cupola  di  Santa
 Maria del Fiore.
      Rosetta era rotolato fino al piano piu` basso. La stanza in cui  lavorava
 era  appena sotto il livello del suolo, e non se ne allontanava  spesso.  Ogni
 piano era corredato di servizi igienici, e questo aveva la sua importanza  per
 ricostruire motivazioni e percorso del defunto.
      I livelli inferiori erano adibiti a magazzino. Tutte le porte che si  af-
 facciavano  sulle scale avrebbero dovuto essere chiuse, come quella  al  piano
 terra, ma Rosetta non avrebbe dovuto possederne le chiavi. Ne`, d'altronde, ne
 erano state trovate altre sul cadavere. Il medico legale aveva inoltre  stabi-
 lito la fascia oraria in cui poteva essersi verificato il decesso: tra le  tre
 e le quattro del mattino.
      Tersi si era ormai abituato agli orari dei ricercatori, e certe cose  non
 lo stupivano piu`. Rimaneva invece perplesso davanti ad una semplice domanda:
      - Cosa stava andando a fare, la` sotto?
      - Questo  deve scoprirlo lei, ispettore.  Ma non mi sembra che  ci  fosse
 nessun posto dove potesse entrare. Le camere da letto sono tutte a piano  ter-
 ra, come riporta la brochure illustrativa.
      Sconcertato dal fatto che al mondo ci fossero ancora uomini capaci di ar-
 ticolare  "brochure illustrativa" al posto del semplice "depliant",  Tersi  si
 concentro` sulla mappa. Ma il portaborse grondava cordialita`, e fu duro resi-
 stere ai suoi tentativi di rendersi utile.
      Ben presto si rese conto che l'unica cosa sensata che Rosetta avrebbe po-
 tuto  fare a quell'ora era andarsene a dormire. Questo concludeva  la  ricerca
 delle motivazioni, ma gli suggeri` la domanda successiva.
      - Chi ha spento la luce, stamani?
      - Nessuno. Non abbiamo toccato gli interruttori, per permettervi di pren-
 dere eventuali impronte. Ho curato personalmente...
      - Ma la luce e` spenta.
      - Adesso che me lo fa notare, era spenta anche quando abbiamo forzato  la
 serratura. Sa, le chiavi sono di competenza del personale delle pulizie...
      - Ma questo e` importantissimo!  O c'era qualcuno con lui,  o  quell'uomo
 stava camminando al buio!
      - Non c'e` da stupirsi se e` caduto dalle scale.
      - Questo me lo ha gia` detto il suo padrone, ma io trovo stupefacente  il
 fatto in se`. Come poteva...
      Afferro` per un braccio uno dei ricercatori che gli turbinava accanto,  e
 gli  rivolse la stessa domanda. Il giovane esito`, in preda ad  evidente  per-
 plessita`:
      - Veramente, non so se posso...
      - Certo che puoi. Non hai visto con chi stavo parlando, meno di  mezz'ora
 fa? E sono autorita` competente, in questa giurisdizione.
      - Ecco...
      - Figliolo, leggo  sulla tua card che sei assistente di qualcosa  che  si
 chiama "Controllo robusto di sistemi incerti". Non so cosa sia, ma ti assicuro
 che  nel supercarcere dove ti spediro` non saranno molti quelli a  cui  potrai
 far lezione.
      Una piccola folla si era intanto formata attorno ai tre, richiamata dalle
 parole dell'ispettore. L'assistente, rincuorato dal bianco muro di camici  si-
 mili al suo, tento` di darsi un contegno piu` deciso:
      -  Non  abbiamo niente da nascondere. La finestra sigillata che  da`  sul
 cortile...
      - Andiamo! Lascia passare una quantita` di luce irrisoria.
      - Ma sufficiente.  Alle microcamere Olympus basta la luce di una  candela
 ad un chilometro di distanza. Lo dice anche la pubblicita`.
      Tersi  riusci` a nascondere il suo disappunto in maniera  egregia,  nono-
 stante i larghi sorrisi che lo accompagnarono fino alla porta.

      Schaffembaum era odioso. Tersi lo decise fin dalle sue prime parole:
      - Stia attento a come maneggia quel casco.
      - Non tema, dottore. Ha terminato la mappatura dell'array?
      - Non e` stato facile.
      - Non le ho chiesto se lo era.
      - Certo che l'ho fatto. Mi pagate per questo.
      - Il principio di funzionamento?
      - Alquanto rozzo, se devo dire.  Non mi stupisce glielo abbiano lasciato.
      - Si spieghi.
      - Questo casco non puo` far gola a nessuno.  Sono  state  cortocircuitate
 tutte le sezioni di rifinitura superficiale. Lavora solo in wireframe.
      - Curioso.
      - Ancora piu` curiosa la poverta` della rappresentazione. Solo le  super-
 fici-limite della stanza, porte, finestre ed il mobilio piu` voluminoso come i
 classificatori. Si rischia di inciampare nelle sedie, passeggiando in un simi-
 le universo.
      - Ha provato?
      - Certo che no, sono un teorico! Ma ho frugato quell'array con i migliori
 tool di analisi, e so quello che dico. A parte un paio di convoluzioni  curio-
 se, il resto e` quanto di piu` standard si possa trovare in giro.
      Il che dimostra che, oltre ad essere un odioso teorico, sei anche un per-
 fetto imbecille, penso` Tersi. Un imbecille molto competente, pero`. In quelle
 due  convoluzioni poteva esserci la chiave per guidare da una comoda  poltrona
 un aereo militare. Ma Pivone II confidava nell'esperta imbecillita` dei periti
 della polizia, ed aveva ben calcolato a concedergli il casco per un giorno  di
 esami.
      - Mi dica adesso, e stia ben attento, come appare una scala in un  simile
 universo?
      - Che diamine, come una scala!
      - Dottore!  Intendo dire se si puo` compiere un errore di prospettiva,  o
 saltare qualche gradino.
      - Assolutamente  no, i gradini sono superfici-limite in quasi  tutti  gli
 ambienti.  Con una scala a pioli sarebbe stato diverso, ed ho qualche  riserva
 anche sulle scale a chiocciola...
      - Lasci stare, non ci riguardano.  Si poteva disturbare il processo  dal-
 l'esterno? Proiettare una falsa immagine?
      - No. Il complesso di elaborazione e` un sistema chiuso, e ben schermato.
 Nessuna via fisica o logica nota poteva intrufolarsi in quel mondo.
      - L'hardware e` stato esaminato a fondo, ed e` sicuro al novantanove  per
 cento. Rimane il software. Un bug?
      - Pare proprio di no, ma sono dodici giga di codice. Ci vorrebbero anali-
 si piu` approfondite.
      - Ma  non abbiamo tempo, domani questo casco deve essere di nuovo al  suo
 posto! Se non puo` garantirmi...
      - Non fraintenda, non ho detto questo. Tutti gli algoritmi di  rappresen-
 tazione  sono stati eseguiti nei nostri simulatori con miliardi di  configura-
 zioni possibili. Ed il risultato e` sempre stato ottimo.
      - Quindi?
      - Se c'e` un bug, e` minore. O viene esattamente compensato da un secondo
 bug. Non puo` compromettere comunque il corretto funzionamento del sistema.
      - Il software e` tutto fatto in casa?
      - Dodici giga? Non scherziamo. Ma le cose che contano portano la firma di
 Rosetta e colleghi.
      Colleghi invidiosi? O pagati da qualcuno? Milano? Stanford? Cambridge? Lo
 stesso Rettore? Tersi scorreva con il dito la lista completa degli autori,  ma
 non  trovava spunti. E perche` escludere lo stesso Rosetta? Un  modo  alquanto
 bizantino  di suicidarsi, ma non impossibile in certi ambienti. Incontro  alla
 morte con una strada infinita negli occhi...
      No, concluse l'ispettore, questo proprio non aveva senso. Ci sono  metodi
 assai migliori per raggiungere lo stesso risultato. La lista era quasi  termi-
 nata... una libreria comprata dall'ateneo di Pisa? Ma erano pazzi?
      - Vedo una libreria di trasformazioni 3D fatta da un certo Marana del di-
 partimento di sistemi di...
      - Smontata pezzo per pezzo.  Non aspettiamo certo i suoi consigli, ed  e`
 di un livello talmente elementare! Primitive rototraslatorie banali.
      Tersi se ne ando` con il casco sotto braccio, senza salutare.

 ############                                                               ###
 ###   5  ###                                                     VIVAMIGA  ###
 ############                                                               ###

                     Amiga, questa faccia da GUI
                     ===========================

      Che dire? Sono commosso. Permettetemi un breve quote:

      [...]  "articoli tecnici". Fortunatamente c'e` Renato Rolando, che  ormai
      ha raggiunto la notorieta`, e che e` una colonna portante della  rivista,
      letto e apprezzato da tutti (gli Amiga sono apprezzati un po' di meno, ma
      tant'e`...) [...]

      So, carissimo super editor scocciatus, che in realta' hai scritto  queste
 banfate solo per convincere altri ben piu' bravi di me (e qui non faccio  nomi
 per  l'impossibilita' pratica di un simile evento) a scrivere  sulla  rivista. 
 Comunque sono commosso sul serio.

      Volevo scrivere la solita letterina anonima, aspettiamo settembre;  forse
 ci sarano grosse sorprese :)

      Ed ora passiamo a noi, smidollati escrementi di gabbiano con la pertosse;
 vorrei parlarvi brevemente della nuova possibilita' di gestire le GUI su  Ami-
 ga.  Tutto cio' che vi dico potete trovarlo sugli autodocs o leggervi  qualche
 esempio  in  giro di sorgente (uno molto buono e' il GP distribuito  dentro  a
 Gali 2.0) :)

      Allora:  i  progettisti  hanno fatto un'altra libreria  (ma  guarda),  la
 GadTools, basata sul concetto dell'"object oriented" (ma toh); ovvero gli ele-
 menti principali (gadget, finestre di scrolling, mutual exclude) sono conside-
 rati  un'unica entita' ed e' possibile definire un nuovo gadget (BOOPSI)  usu-
 fruibile  da tutto il sistema come un gadget predefinito (ma su questo  ancora
 non ne so molto; non dovrei dirlo ma lo dico)

      Intanto le solite smenate su come aprire la libreria:

 /* prototipazione */
 #include <proto/gadtools.h>

 /* version number */
        ULONG GadToolsVersion;

 BOOL    OpenLibs (ULONG Version)
 /*************************************************************************
        IntuitionBase
        GfxBase
        GadToolsBase
 *************************************************************************/
 {
        GadToolsBase = (struct GadToolsBase*)
                                   OpenLibrary("gadtools.library", Version);

        if (!GadToolsBase)
                return(FALSE);

        GadToolsVersion = GadToolsBase->lib_Version;

        return (TRUE); 
 }

      Risparmiatemi il come chiuderla (noterete comunque che ogni volta vi apro
 queste libs in modo diverso :))

      Una  volta  aperta la libreria siamo a cavallo.  Il concetto  e'  questo:
 prima di aprire una window su cui vogliamo pittare i gadget [NdE: pittare?  ma
 stai  uscendo con una tipa toscana??] linkiamo una serie di struct  gadget  ed
 appicichiamo  alla  window  di prossima apertura tutta la  nostra  brava  coda
 linkata.   Come window uso le nuove Tag window, ovvero le window che hanno  al
 posto di una struct una fila di valori che si concludono col TAG_END  (insomma
 le saprete almeno 'ste cose!) :)

      Ora invece di farvi un esempio di prg (che potete trovare ovunque) eccovi
 una piccola panoramica sui gadget disponibili:

 BUTTON_KIND   :
      e' il tipico bottone da schiacciare, puo' avere un po' di parametri etc.

 CHECKBOX_KIND :
      serve  per la selezione, puo' essere on oppure off.  Anche lui ha un  po'
 di parametri... ma neanche poi tanti :)

 CYCLE_KIND    :
      questo e' gia' piu' interessante, cliccandoci su cambia il tipo di  sele-
 zione che volete avere. E' un po' come condensare una fila di scelte in un so-
 lo  bottone.  Presenta vantaggi e svantaggi; solitamente  e'  bene  impiegarlo
 quando  l'utente gia' prevede tutte le scelte possibili (es. Parity: none  odd
 etc.)

 INTEGER_KIND  :
      e'  un gadget di richiesta di numeri.  La cosa che mi lascia perplesso e'
 la seguente: il manuale prevede
   GTIN_Number (ULONG) - The initial contents of the integer gadget
   ...
 quindi  vorrebbe dire che non si possono inserire numeri negativi?  mi  sembra
 una stronzata!

 LISTVIEW_KIND :
      questo  e' carino.  E' la tipica lista di scrolling. Si puo'  configurare
 abbastanza, e' considerato UN unico gadget (anche se in realta' non lo  sareb-
 be)  ed e' attaccato ad una lista linkata doppia (l'informatico mi  corregga),
 ovvero si puo' scorrere in su ed in giu'. E' un pezzo forte e ci sarebbe molto
 da dire...

 MX_KIND       :
      questi sono i mutual exclusive button. Ovvero selezionandone uno  automa-
 ticamente  vengono esclusi gli altri. Molto facile e comodo, hanno la forma  a
 pallino.

 NUMBER_KIND   :
      questo e' un gadget a sola lettura per numeri,
   GTNM_Number - A signed long integer to be displayed as a read-only
 in questo caso si possono visualizzare numeri negativi!

 PALETTE_KIND  :
      viene fuori una tavolozza di colori. Per fare che? un premio a chi me  lo
 viene a dire. [NdE: per potere scegliere un colore da memorizzare per la  con-
 figurazione dei colori di un programma?]

 SCROLLER_KIND :
      molto bello.  E' esattamente quello che Wnd [NdE: MSwindows?] non ha. Una
 barra di scorrimento per scorrere o settare valori. Si puo' anche indirizzarla
 ad un vettore coi soli numeri che si vuole visualizzare (es. 300, 1200,  2400,
 9600 etc.). Se volete sapere come fare, o aspettate il prossimo incerto  arti-
 colo o vi vedete i sorgenti in Gali20. :)

 SLIDER_KIND   :
      questo permette di riportare da qualche parte sulla window il livello se-
 lezionato  in modo automatico. Questo ed il precedente sono veramente  mooolto
 interattivi.

 STRING_KIND   :
      per le stringhe, come il number.

 TEXT_KIND     :
      stringa a sola lettura. Sia questo che il number possono avere attorno il
 riquadro 3D rientrante in modo automatico.

      Bene, sono finiti.  Ci sarebbero alcune considerazioni da fare (non tutto
 e'  oro quel che luccica) ma ve le risparmio, data anche la mole  dell'artico-
 lao.   Statemi  bene a Recanati.  Quest'anno non so ancora  dove  mi  portera'
 l'avventura.

      Avusque rivedenci

                                                        RRE
                                                        2:334/100.9







 ############                                                               ###
 ###   6  ###                                   IL GERGO HACKER - PARTE 16  ###
 ############                                                               ###

                                {= D =}

      <daemon> [demone] /day'mun/ o /dee'mun/ [Disk And Execution MONitor,  mo-
 nitor di disco ed esecuzione] s. Un programma che non viene invocato  specifi-
 catamente, ma che rimane in stato di attesa per una condizione. L'idea e`  che
 chi  setta la condizione non deve sapere che c'e` un demone in agguato  (anche
 se  spesso un programma commette un'azione solo perche` sa che invochera`  im-
 plicitamente  un demone). Per esempio, sotto l'<ITS>, scrivere un  file  sulla
 directory di spool della line printer invochera` il d. di spooling, che  stam-
 pera`  il file. Il vantaggio e` che i programmi che vogliono (in questo  esem-
 pio)  stampare un file non deve entrare in competizione per l'uso della  stam-
 pante. Essi immettono semplicemente le loro richieste implicite e lasciano che
 sia  il  d. a decidere cosa fare con esse. I demoni  sono  solitamente  creati
 automaticamente dal sistema, e possono durare all'infinito o essere rigenerati
 ad intervalli regolari.
 Uso: <daemon> e <demon> sono spesso usati in maniera interscambiabile, ma sem-
 brano avere connotazioni distinte. Il termine <daemon> e` stato introdotto nel
 campo  della computazione dalla gente del <CTSS> (che lo pronunciavano con  la
 i), e si riferiva a cio` che all'ITS era detto un <dragon>. Significato e pro-
 nuncia sono cambiati col tempo, e pensiamo che questo glossario rifletta l'uso
 corrente.

      <DATAMATION> s. Un giornale che molti hacker assumono sia letto da  tutti
 i <suit>. Usato per dubitare di una citazione non credibile, come in "Ma l'hai
 letto in DATAMATION?". [NdE: in Italia si potrebbe pensare a "Modem e  Teleco-
 municazioni" come un equivalente, anche se l'esempio canonico e` senza  dubbio
 "La Settimana Enigmistica" - rubrica "Strano ma vero"].

      <dd>  /dee-dee/  [dal  linguaggio IBM <JCL>] vt. Equivalente  a  <cat>  o
 <BLT>. Un comando di copia di UNIX specializzato per devices orientati al  ca-
 rattere. Spesso usato durante un abuso delle caratteristiche del sistema, come
 in "Facciamo un dd della partizione di root in un nastro, poi usiamo il prompt
 di  boot  per caricarla su un nuovo disco". Il comando UNIX `dd(1)'  e`  stato
 scritto  originariamente con una sintassi a opzioni strana,  chiaramente  non-
 UNIX, che ricorda il JCL del System/360 IBM (che ha un comando DD simile); an-
 che se il comando risponde ad un effettivo bisogno, la scelta di progettazione
 sembra  essere stata lo scherzo di qualcuno. L'uso slang e` ora molto raro  al
 di  fuori del mondo UNIX, e quasi obsolescente anche li`, dato che `dd(1)'  e`
 stato <deprecated> per lungo tempo (anche se non ha rimpiazzo). Sostituito  da
 <BLT> o dal semplice <copy>.

      <DDT> /dee'dee'tee'/ s. 1. Termine generico per un programma che aiuta  a
 debuggare altri programmi mostrando le singole istruzioni macchina in una for-
 ma simbolica leggibile, e che permette all'utente di cambiarle. In questo sen-
 so,  il termine DDT e` ora leggermente arcaico, essendo `debugger' il  termine
 attualmente  in uso. 2. [ITS] Nel mitico sistema operativo <ITS> del  MIT,  il
 DDT veniva anche usato come la shell, cioe` il linguaggio ad alto livello usa-
 to per eseguire gli altri programmi. 3. Uno qualunque dei diversi DDT specifi-
 ci  (nel senso #1) supportati nei primi hardware DEC. Il DEC PDP-10  Reference
 Handbook (1969) contiene una nota a pie` di pagina all'inizio della documenta-
 zione per il DDT illuminante per l'origine del termine:

      Nota storica: il DDT e` stato sviluppato al MIT per il PDP-1 nel 1961.  A
      quel  tempo, DDT stava per "DEC Debugging Tape". Da allora, l'idea di  un
      programma di debugging si e` propagata per tutta l'industria dei calcola-
      tori.  Visto che ora sono frequentemente usati altri media al  posto  del
      tape,  e`  stato  adottato il nome piu`  descrittivo  "Dynamic  Debugging
      technique"  [tecnica dinamica di debugging], conservando l'acronimo  DDT.
      La  confusione tra il DDT-10 e un altro ben noto pesticida,  il  dicloro-
      difenil-tricloroetano  (C14-H9-Cl5)  dovrebbe essere  minima,  visto  che
      ciascuno di essi attacca una diversa, e apparentemente mutualmente esclu-
      siva, classe di bug.

 Tristemente,  questa citazione e` stata rimossa dalle edizioni successive  del
 manuale, quando i <suit> guadagnarono potere e la DEC divenne molto piu`  "bu-
 sinesslike".

      <dead  code> [codice morto] s. Codice che era originariamente `vivo',  ma
 a  cui  non si puo` piu` accedere a causa di cambiamente in  altre  parti  del
 programma. Sin. <grunge>.

      <deadlock> [stallo] s. 1. Una situazione in cui due o piu` processi  sono
 impossibilitati a continuare perche` ciascuno sta aspettando che l'altro  fac-
 cia  qualcosa. Un esempio comune e` un programma che comunica con  un  server,
 che  puo` trovarsi ad aspettare dell'output dal server prima di mandare  degli
 altri dati, mentre il server sta similmente aspettando dell'altro input  prima
 di emettere dell'output. (Questo particolare tipo di d. viene denominato  tal-
 volta "starvation" [morire di fame], anche se il termine e` piu`  propriamente
 usato per situazioni in cui un programma non puo` girare semplicemente perche`
 non  riesce mai ad avere una priorita` sufficientemente elevata. Un altra  va-
 riante  comune e` "constipation", in cui ogni processo cerca di  mandare  dati
 agli altri processi, ma tutti i buffer sono pieni perche` nessuno sta leggendo
 nulla). V. <deadly embrace>. 2. Usato anche di interazioni simili ad un d. tra
 le persone, come quando due persone si incontrano in uno stretto corridoio,  e
 ciascuno tenta di essere educato spostandosi di lato per fare passare l'altro,
 ma finiscono a rimanere nella stessa posizione senza fare alcun progresso per-
 che` si muovono sempre nello stessa direzione nel medesimo istante.

      <deadly embrace> [abbraccio mortale] s. Come <deadlock>, anche se solita-
 mente usato quando i processi interessati sono esattamente due. Questo termine
 e` piu` popolare in Europa che negli Stati Uniti.

      <death star> [stella di morte: dal film `Guerre Stellari'] Il logo  della
 AT&T, che appare sui calcolatori venduti dalla AT&T e ha una misteriosa  somi-
 glianza con la "Death Star" nel film. Questo uso e` particolarmente comune tra
 i partigiani dello UNIX <BSD> che tendono a considerare la versione AT&T  come
 inferiore e l'AT&T come della gentaglia.

      <DEC Wars> s. Un messaggio postato nel 1983 su <USENET> da Alan  Hastings
 e  Steve Tarr, che prendeva in giro i film di `Guerre stellari'  nell'ambiente
 hacker. Qualche anno piu` tardi, ESR [NdE: Eric S. Raymond, l'attuale curatore
 dello  Hacker Jargon], deluso dal fallimento di Hastings e Tarr nello  svilup-
 pare in maniera piu` completa una grande premessa, posto` una riscrittura lun-
 ga il triplo e chiamata `UNIX WARS'; i due sono spesso confusi.

      <deckle> /dek'l/ s. Due <nickle>; 10 bit. Rip[ortato tra gli sviluppatori
 per il GI 1600 della Mattel (quello della Intellivision), un chip con RAM a 16
 bit ma ROM a 10 bit.

      <defenestration> [dal metodo tradizionale ceco di assassinare i primi mi-
 nistri, via la fantascienza] n. 1. Giusta retribuzione carmica per un  freddu-
 rista incorreggibile. "Oh, ghod, questa era *orrenda*!" "Veloci! defenestrate-
 lo!". Vedi anche <h infix>.  2. [proposto] La richiesta di supportare una  in-
 terfaccia a comandi, come in "Deve girare su un VT100." "Mannaggia! Sono stato
 defenestrato".

      <defined  as> [definito come] agg. Correntemente nel ruolo di, di  solito
 un senso fuori da quello ufficiale dell'organizzazione. "Pete e` correntemente
 definito come priorizzatore dei bug".

      <delint> vt. Modificare del codice per rimuovere problemi apparsi dopo il
 <lint> (v.).

      <demo  mode> [Sun] s. Stato di essere a testa in giu` (v.  <heads  down>)
 per finire in tempo il codice per un demo, di solito richiesto RSN.

      <deep magic> [Magia profonda] s. Una tecnica solennemente arcana centrale
 ad  un programma o sistema, sp. se non pubblicata generalmente  e  disponibile
 per gli hacker. (confr. <black art>). Una tecnica che puo` essere stata tirata
 fuori solo da un vero <wizard>. Le tecniche di ottimizzazione dei  compilatori
 e molti aspetti della progettazione dei sistemi operativi erano un tempo d.m.;
 molte tecniche nella crittografia, nel signal processing, nella grafica e nel-
 l'intelligenza  artificiale lo sono tuttora. Confr. <heavy wizardry>.  Trovato
 sp. nei commenti della forma "D. m. comincia qui...".  Confr. <voodoo program-
 ming>.

      <deep space> [spazio profondo] agg. 1. Descrive la "locazione" di un pro-
 gramma che e` andato <off the trolley>. Sp. usato di programmi che se ne stan-
 no  senza fare nulla ben dopo che ci si aspettava dell'output o  l'uscita  per
 errore. Confr. <buzz>, <catatonia>. 2. La locazione metaforica di un uomo  co-
 si` sbalordito e/o confuso o preso in qualche forma esoterica di <bogosity> da
 non  rispondere  piu` coerentemente alla normale comunicazione.  Confr.  <page
 out>.

      <delta> s. 1. Una cambiamente, soprattutto se una una modifica piccola  o
 incrementale. Es.: "Ho appena raddoppiato la velocita` del mio programma!"  "E
 quanto  e`  stato il delta sulla dimensione del programma?" "Circa  il  trenta
 percento".  (cioe` ha raddoppiato la velocita` del suo programma  aumentandone
 la dimensione solo del trenta percento). 2. [UNIX] Un <diff>, specialmente  se
 conservato  con l'insieme di strumenti per il controllo delle  versioni  detto
 SCCS (Source Code Control System).  3. s. Una piccola quantita`, anche se  non
 cosi`  piccola come un <epsilon>. L'uso slang di <delta> ed  <epsilon>  deriva
 dal tradizionale utilizzo di queste lettere in matematica per delle  quantita`
 numeriche molto piccole, particolarmente nelle dimostrazioni cosiddette "epsi-
 lon-delta" nel calcolo differenziale. <delta> e` spesso usata dopo che  <epsi-
 lon>  e` stata menzionata, per indicare una quantita` leggermente maggiore  ma
 ancora molto piccola. Ad esempio, "Il costo non e` epsilon, ma delta" signifi-
 ca che non e` totalmente trascurabile, ma ad ogni modo e` molto piccolo.  Con-
 fr. <within delta of>, <within epsilon of>: cioe` vicino a, e ancora piu`  vi-
 cino a.

      <demented> agg. Ancora un altro termine di disgusto usato per  descrivere
 un  programma. La connotazione in questo caso e` che il programma lavora  come
 progettato,  ma  che e` il progetto ad essere una schifezza. Per  esempio,  un
 programma  che  genera numeri enormi o messaggi di  errore  senza  significato
 implicando che e` sul punto di un imminente collasso.

      <demigod> [semidio] s. Un hacker con anni di esperienza, una  reputazione
 a livello nazionale, e un ruolo principale nello sviluppo di almeno un proget-
 to,  tool  o  gioco usato o conosciuto da piu`  della  meta`  della  comunita`
 hacker. Per qualificarsi come un genuino d., la persona deve identificarsi ri-
 conoscibilmente con la comunita` hacker e avere contribuito a formarla. Tra  i
 principali  d.  si annoverano Ken Thompson e Dennis Ritchie  (co-inventori  di
 <UNIX>  e del C) e Richard M. Stallman (inventore di <EMACS>). Nel  cuore  dei
 loro  cuori, molti hackers sognano di diventare un giorno anch'essi dei  semi-
 dei,  e piu` di un progetto software importante e` stato portato a  compimento
 da  queste piu` o meno nascoste speranze di apoteosi dell'autore.  Vedi  anche
 <net.god>, <true-hacker>.

      <demon>  s.  1. [MIT] Una porzione di un programma che  non  e`  invocata
 esplicitamente,  ma rimane dormiente aspettando che una o piu`  condizioni  si
 verifichino. Vedi <daemon>. La distinzione e` data dal fatto che i demon  sono
 solitamente processi all'interno del programma, mentre i daemon sono di solito
 processi che girano sotto un sistema operativo [nota: in italiano si dice "de-
 mone" in entrambi i casi]. I demoni sono particolarmente comuni nei  programmi
 di intelligenza artificiale. Per esempio, un programma di manipolazione  della
 conoscenza  potrebbe implementare le regole di inferenza per mezzo di  demoni.
 Ogniqualvolta  una  nuova parte di conoscenza viene aggiunta,  diversi  demoni
 vengono attivati (a seconda del particolare pezzo di dati) e creano parti  ag-
 giuntive  di conoscenza applicando le loro rispettive regole di  inferenza  al
 pezzo originale. Questi nuovi pezzi possono a loro volta attivare altri demoni
 man mano che le inferenze creano catene di ragionamenti logici. Nel  frattempo
 il  programma principale puo` continuare col suo compito primario.  2.  [fuori
 dal  MIT]  Spesso  usato equivalentemente a <daemon>,  soprattutto  nel  mondo
 <UNIX>  dove spelling e pronuncia di quest'ultimo sono  considerate  piuttosto
 arcaiche.

      <deprecated> s. Detto di un programma o di una feature che e` considerata
 obsolescente e sta per venire eliminata, di solito a vantaggio di un  rimpiaz-
 zamento specificato. Le features deprecate possono pero`, sfortunatamente, ri-
 manere tra i piedi per molti anni.

      <de-rezz, derez> /dee rez/ [dal film TRON] 1. vi. Scomparire o dissolver-
 si; l'immagine associata e` quella di un oggetto che si scompone in un retico-
 lato che poi si dissolve. Occasionalmente usato per una persona che sembra es-
 sere  diventata tutt'a un tratto completamente incoerente.  Uso:  estremamente
 buffo,  e  anche  raro. Questo verbo e` stato di fatto  inventato  come  slang
 hacker *fittizio*, e adottato in maniera ironica dai veri hacker anni dopo  il
 film.  2. vt. Su un Macintosh, i dati sono completamente separati dal program-
 ma,  in piccoli segmenti del file del programma noti come  "risorse"  (resour-
 ces).  Il  compilatore standard di risorse compiler e` Rez.  Il  decompilatore
 standard e` DeRez. Uso: molto comune.

      <dickless workstation> [letteralmente: stazione senza un cazzo] s. Hacke-
 rismo estremamente peggiorativo per "diskless workstation", una classe di  pa-
 strocchi comprendenti la Sun 3/50 e altre macchine studiate esclusivamente per
 essere  in rete con un server a dischi magnetici centralizzato e  assai  caro.
 Esse  combinano tutti gli svantaggi del time-sharing con tutti  gli  svantaggi
 dei  personal  computer distribuiti. [NdE: al giorno d'oggi (1992)  molte  Sun
 3/50 sono state riciclate come terminali X, nel pieno rispetto dei gia` citati
 cicli di reincarnazione]

      <diddle> [pacioccare] 1. vt. Lavorare su qualcosa in maniera non partico-
 larmente seria. "Ho d. una copia di <ADVENT> in modo che non usi la spaziatura
 doppia  ogni  volta." "Proviamo a d. questo pezzo di codice per vedere  se  il
 problema  scompare. Vedi <tweak> and <twiddle>. 2. s. L'azione o il  risultato
 del diddling. Vedi anche <tweak>, <twiddle>, <frob>.

      <diffs>  s.  1.  Differenze,  specialmente  nel  codice  sorgente  o  nei
 documenti.  Include  anche  le aggiunte. "Mandami le tue diff  per  il  jargon
 file!"  2. (spesso nel singolare "diff") L'output dell'utility `diff(1)',  sp.
 se  usato  come  input per l'utility `patch(1)' (che puo`  di  fatto  fare  le
 modifiche).  Questo e` un comune metodo di distribuire patch e  correzioni  di
 sorgenti nel mondo UNIX/C.

      <dike> [letteralm. prosciugare] vt. Rimuovere o disabilitare una parte di
 qualcosa, come un filo o una subroutine di un programma. Uno slogan comune re-
 cita "When in doubt, dike it out." [Nel dubbio, togli via] (l'implicazione  e`
 che di solito e` piu` utile attaccare i problemi legati al software  riducendo
 la complessita` piuttosto che accrescendola). La parola "dikes" e` molto usata
 tra  meccanici  e  ingegneri per indicare "diagonal  cutters",  delle  pesanti
 cesoie  per tagliare il metallo; "dike something out" significa  usare  queste
 cesoie  per  rimuovere  qualcosa.  Tra gli  hacker  questo  termine  e`  stato
 metaforicamente esteso a oggetti non fisici come sezioni di codice.

      <ding> /ding/ n.,vi. 1. Sinonimo di <feep>.  Uso: raro tra gli hacker, ma
 piu`  comune  nel <Real World>. 2.  <dinged>: Cio` che accade  quando  qualche
 capo  si lamenta di voi, sp. per qualcosa che considerate banale. "Sono  stato
 d. per avere una scrivania incasinata".

      <dink> agg. Detto di una macchina con la natura di una <bitty box>: trop-
 po  piccola perche` valga la pena di lavorarci su, anche se a volte e` il  si-
 stema su cui si e` costretti a lavorare. Udito per la prima volta da un hacker
 MIT (BADOB) che lavorava su un sistema CP/M con 64K riferendosi alle  macchine
 col 6502, poi dalla gente che scriveva software a 32 bit rispetto alle macchi-
 ne a 16 bit. "GNUmacs non funzionera` mai su quella macchina d.". Probabilmen-
 te derivato dal mainstream "dinky", che pero` non era abbastanza peggiorativo.



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 ###   7  ###                                    METEOSAT DA RAI-TELEVIDEO  ###
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      `Le  immagini  provengono dal satellite METEOSAT': quante  volte  abbiamo
 sentito  ripeterlo, nel corso delle previsioni del tempo! I piu' curiosi  gia'
 avevano scoperto che con un apposito apparato di ricezione, dotato di una pic-
 cola  antenna parabolica, con una propria scheda su PC e  relativo  programma,
 insomma  con  un investimento di 3 milioni (PC escluso ovviamente) si  era  in
 grado  di  ricevere, in diretta, le immagini satellitari. [NdE:  mi  pare  che
 anche Nuova Elettronica avesse pubblicato un kit simile, qualche anno fa...]

      Tempo fa, nel corso di una presentazione curata dall'Associazione Italia-
 na  Radioascolto, avevo vissuto l'elettrizzante esperienza di veder  comparire
 le  immagini del globo terreste, dell'Italia e dell'Europa, su un bel  monitor
 VGA.
      Ora  la  ricezione delle immagini METEOSAT e' possibile anche  grazie  al
 nuovo servizio TELEMETEO (pagina 789) della rubrica TELESOFTWARE di RAI  TELE-
 VIDEO.
      Basta  avere sul PC la scheda di ricezione Televideo ed un apposito  pro-
 gramma  che registrata l'immagine trasmessa, in forma compressa,  alla  pagina
 099,  la rende visualizzabile sul proprio monitor. Le immagini (85 ogni  gior-
 no), originariamente in bianco e nero, possono essere 'colorate' con la  sele-
 zione di una palette di colori: coprono praticamente tutta l'Europa,  l'Africa
 e le Americhe, e sono realizzate in chiaro, all'infrarosso e al vapor  acqueo.
 Interessante  l'effetto moviola che consente di vedere in  rapida  successione
 l'immagine della stessa zona ripresa ad orari differenti: gli ammassi nuvolosi
 scorrono,  cosi', sulla superficie terrestre, tracciando il   movimento  delle
 perturbazioni.

      Lo  'sfizio' metereologico costa 495.000 piu' iva per il  solo  software,
 mentre il kit software piu' scheda 835.000 (sempre piu' IVA).
      Un demo del programma Telemeteo (con immagini riprese nei giorni  scorsi)
 e' disponibile su Fido_Torino (ARENA, MSDOS) e su SDN_Italy (ELENCHI).


                                    Franco Carcillo
                                    2:334/1






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 ###   8  ###                                    NOTIZIE FIDONET REGION 33  ###
 ############                                                               ###

      Beh,  a quanto sembra il caldo ha ridotto all'osso la attivita` dei  vari
 net. Non mi e` arrivato nulla dal 331 e dal 332, e posso garantire di  persona
 che il net 334 e` rimasto sonnacchioso (tranne la famosa pizzata di fine  anno
 modemmaro, tenuta il 25 giugno, e alla quale il vostro editor viaggians non ha
 partecipato).

      Nel resto della rubrica abbiamo le notizie pervenutemi dai net 333 e 335,
 mentre  qui di seguito registriamo un intervento di Franco Carcillo, RC  della
 region  33,  a proposito delle polemiche che hanno scassato  l'area  SYSOP.033
 riguardo all'incompatibilita` vera o presunta di Fidonet ed Euronet.


                          Quale rete?
                          ===========

      Ultimamente  e'  aumentato il dibattito, all'interno della  rete  FidoNet
 italiana, circa la possibilita', per i singoli SysOp, di partecipare contempo-
 raneamente a piu' reti amatoriali.

      E' noto come l'aggregazione storica intorno a FidoNet abbia subito, negli
 anni, travagli non indifferenti che hanno portato, come sempre dapprima in USA
 e poi anche in Europa, alla costituzione di reti 'alternative', prima fra tut-
 te  AlterNet. Se inizialmente tali reti si connotavano con  un'accentuato  di-
 stacco, anche formale, da FidoNet, si e' poi arrivati ad una compresenza molto
 alta di sistemi in entrambe le reti.
      Anche in Europa il fenomeno delle reti alternative si e' affacciato,  so-
 prattutto con la costituzione di network con specifici interessi, in gran par-
 te a tema tecnico.
      In Italia sono presenti sistemi che aderiscono a SigNet e ad AMIGAnet, ad
 esempio. Quest'ultima nata e sviluppatasi nella rete italiana.

      Le discussioni di questi giorni sono incentrate sulla richiesta di alcuni
 sistemi di far parte di reti a cui aderiscono sistemi che violano  apertamente
 le regole fondamenti di FidoNet. In particolare con la diffusione di aree mes-
 saggi a contenuto fortememte illegale, o presunto tale, la disponibilita',  in
 linea, di programmi commerciali a cui si accede, spesso se non sempre , dietro
 versamento di un contributo in denaro. Tale comportamento, quantunque  consen-
 tito da una legislazione italiana molto vaga in materia, viola apertamente  il
 regolamento internazionale FidoNet.

      La rete FidoNet italiana si trova dunque davanti ad una scelta filosofica
 estremamente importante per il proprio futuro: chiudere un'occhio, se non due,
 sulla  commistione risultante tra nodi ambiguamente partecipanti in  reti  con
 differenti comportamenti, ridimensionerebbe tutti ad un ambito tipicamente pi-
 ratesco.
      Negli ultimi mesi si e' lavorato invece proprio nell'ottica opposta,  ri-
 chiamando  i nodi ad un maggiore rispetto del regolamento internazionale,  so-
 prattutto  nel  mettere a disposizione degli utenti solo  prodotti  shareware,
 freeware o comunque distribuibili, esplicitamente, nei canali telematici  ama-
 toriali. 

      Non  e'  voler fare i finti moralisti: nessuno e' senza peccato,  puro  e
 vergine. Ma, oggi, la rete vuole essere un formidabile strumento di  comunica-
 zione  e  di 'ritrovo' tra hobbisti informatici (e non), alla luce  del  sole,
 senza paure e con la fronte alta.
      Ognuno e' libero di aderire alla rete che ritiene piu' consona alle  pro-
 prie  aspettative, rivolgendosi all'utenza nel modo che ritiene opportuno,  ma
 entrando in una rete quale FidoNet, richiedendo quindi esplicitamente di farne
 parte,  non  e' possibile ritagliare a proprio piacimento il  regolamento  per
 proprio uso e consumo.

      E le regole parlano chiaro ed esplicitamente, senza mezzi termini.
      Nascondersi  dietro un dito, affermare che da queste reti alternative  si
 vuole prendere solo il meglio e solo quanto e` `permesso', e' davvero prender-
 si e prendere in giro, tutti.
      L'aderire a reti di chiaro intento piratesco piu' che un divieto  formale
 dovrebbe essere un imperativo morale che ci siamo costruiti insieme in  questi
 anni, crescendo.
      E  questo  e'  l'intendimento  della  stragrande  maggioranza  dei  SysOp
 FidoNet. Lo spazio per divertirci lo stesso c'e' tutto.

                          Franco Carcillo
                          Coordinatore FidoNet per l'Italia












                     ***   net 333   ***

      Pietro Budicin mi scrive:


 Leggendo i 18 messaggi della Netsysop.333 del mese:

    - Qualche sysop sta provando i nuovi modem Zyxel e si trova bene
    - Altri  sysop  hanno provato le calze autoreggenti della  Sissy  (qui  non
 faccio nomi ne` riferisco commenti... :-) )
    - Maurizio Biondi propone di estendere l'area ESPERANTO.600 a tutto il Net



                     ***   net 335   ***

      Giovanni Pugliese mi comunica:

      Si  e' svolta la votazione per l'elezione del NEC, e la partecipazione  a
 questo  voto essa e' risultata assai alta: hanno infatti votato 43 persone  su
 51 aventi diritto al voto.
      Tale risultato e' sensazionale e da una prova di maturita' e di  coerenza
 dei SysOp del net 335.


      I candidati a ricoprire tale ruolo erano:
 - Pasquale Cantiello
 - Mario Pacchiarotti


      Il risultato finale e' stato questo:
 Pasquale Cantiello - voti 26   (60.47%)
 Mario Pacchiarotti - voti 16   (37.21%)
 Astenuti -         - voti 1    (2.33%)

      Di conseguenza Stefano Pasquini, (quale REC ed NC) ha ratificato la nomi-
 na di Net Echo Coordinator di Pasquale Cantiello.







      Telematicus puo` essere downloadato dai seguenti nodi Fidonet:   

 334/100 - 011-3299706     | 334/1   - 011-5765565     | 331/112 - 0341-360511
 333/603 - 040-3783111     | 332/315 - 0721-30783

      e dai nodi ISN

 331/301 - 02-76006857     | 331/106 - 0332-706469     | 331/201 - 030-293250
 331/202 - 0373-273188     | 331/206 - 0523-896512     | 331/318 - 0382-575369
 332/206 - 019-853037      | 332/404 - 051-554430      | 332/305 - 0541-777003
 332/402 - 051-6331730     | 332/403 - 051-6231940     | 332/102 - 055-2364065
 332/108 - 055-2298120     | 332/502 - 0522-824379     | 332/504 - 059-450643
 333/304 - 049-9200386     | 333/207 - 0445-530103     | 333/401 - 0471-200004
 333/404 - 0474-21123      | 333/505 - 0422-431041     | 333/507 - 0431-430945
 334/0   - 011-5765568     | 334/306 - 0121-542795     | 335/210 - 081-5709527
 335/405 - 06-315323    




####                            End of TELEM019                            ####
