{"id":52,"date":"2010-05-25T02:30:33","date_gmt":"2010-05-25T00:30:33","guid":{"rendered":"http:\/\/xmau.com\/wp\/ilpost\/?p=52"},"modified":"2022-10-10T16:59:46","modified_gmt":"2022-10-10T14:59:46","slug":"come-siamo-arrivati-al-sudoku","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2010\/05\/25\/come-siamo-arrivati-al-sudoku\/","title":{"rendered":"Come siamo arrivati al sudoku?"},"content":{"rendered":"<p>Lo so. Il sudoku <strong>non \u00e8<\/strong> un gioco aritmetico. Il fatto che gli schemi presentino dei numeri \u00e8 del tutto ininfluente nella sua risoluzione: sarebbe la stessa cosa se ci fossero delle lettere, dei colori, dei dingbats \u2706&#x2708;\u270e\u272a, oppure delle faccine. Ma un po&#8217; di matematica in fin dei conti \u00e8 nascosta, e soprattutto la storia di come il gioco \u00e8 nato (che ho trovato sul libro di David Bodycombe <em>The Riddles of the Sphinx<\/em>, ma \u00e8 anche presente su <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Sudoku\">wikipedia<\/a>, almeno in parte) \u00e8 abbastanza simpatica da meritare di essere raccontata.<\/p>\n<p><!--more--><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/bloggers\/2010\/05\/quadratolatino.png?resize=248%2C249\" width=\"248\" height=\"249\" alt=\"[tre quadrati latini di ordine 4 ortogonali tra loro]\" class=\"alignleft\" \/>Tutti dicono che la storia nacque con Eulero, ma ad essere onesti non \u00e8 che lui c&#8217;entri molto con il sudoku: nel 1783 si era limitato a studiare i <em>quadrati latini<\/em> (quelli <i>n<\/i>x<i>n<\/i> dove in ogni riga e in ogni colonna erano presenti i numeri da 1 a <i>n<\/i>) e verificare quando si poteva averne pi\u00f9 di uno &#8220;ortogonale&#8221;, cio\u00e8 tale che sovrapponendo i due quadrati si ottenessero coppie di numeri tutte diverse, come nell&#8217;esempio qui a fianco dove ci sono tre quadrati latini di ordine 4 ortogonali: i numeri neri, rossi e verdi. Eulero congettur\u00f2 che fosse sempre possibile tranne che nei casi in cui <i>n<\/i> fosse della forma 4<i>k<\/i>+2, ma fu smentito clamorosamente alla fine degli anni &#8217;50: solo i casi 2 e 6 sono infatti impossibili. Come potete vedere, con il sudoku c&#8217;\u00e8 davvero poco in comune se non il poter avere un quadrato 9&#215;9.<\/p>\n<p>Dopo questa <em>nouveau esp\u00e8ce di carr\u00e9s magiques<\/em> non successe nulla per un secolo. Nel 1892 un giornale parigino, <em>Le Si\u00e8cle<\/em>, pubblic\u00f2 per\u00f2 un quadrato magico 9&#215;9 dove anche i quadratini 3&#215;3 contenevano i numeri da 1 a 9. Non era per\u00f2 ancora il sudoku come lo conosciamo noi, perch\u00e9 per essere risolto occorreva usare della matematica per trovare i numeri giusti da mettere nelle caselle. Dopo questo isolato exploit, non si parl\u00f2 di questo gioco fino alla fine degli anni 1970, quando gli statunitensi della Dell Publisher pubblicarono il &#8220;Number Place&#8221;, che nacque quasi esattamente come un attuale sudoku: griglia 9&#215;9 con tre sottoquadrati 3&#215;3, numeri da 1 a 9 tutti presenti su ogni riga, ogni colonna e ogni quadratino. Erano per\u00f2 molto pi\u00f9 facili degli schemi attuali, e nei primi esempi c&#8217;erano addirittura gli aiutini: caselle con un cerchietto dove venivano specificate quali numeri potevano essere inseriti. Non \u00e8 certo chi abbia inventato questo gioco, anche se sofisticate tecniche poliziesche ritengono che l&#8217;autore sia tale <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Howard_Garns\">Howard Garns<\/a>.<\/p>\n<p>Finalmente il Sudoku arriva in Giappone e prende il suo nome: nell&#8217;aprile 1984 l&#8217;editore nipponico Nikoli scopr\u00ec il Number Place e lo ricicl\u00f2 nella sua rivista, con il nome <em>Suuji wa dokushin ni kagiru<\/em>, che tradotto significa pi\u00f9 o meno &#8220;i numeri devono essere solitari&#8221;. Per comodit\u00e0 il nome venne rapidamente abbreviato in &#8220;su-doku&#8221;, &#8220;numero singolo&#8221;, e la Nikoli registr\u00f2 il termine in Giappone (ma non all&#8217;estero! Ecco perch\u00e9 tutti noi lo possiamo chiamare cos\u00ec). Giochi logici di questo tipo sono molto apprezzati in Giappone, dove a causa degli ideogrammi le parole crociate sono virtualmente impossibili, e il sudoku raggiunse il secondo posto, dopo il kakuro (che in effetti \u00e8 pi\u00f9 matematico).<\/p>\n<p>Il penultimo passo avvenne nel 1997, quando un ex avvocato neozelandese, Wayne Gould, durante una vacanza in Giappone vide uno schema di sudoku in un giornale; essendo pi\u00f9 o meno l&#8217;unica cosa a lui comprensibile lo prov\u00f2, gli piacque, e nei sei anni successivi lavor\u00f2 a un software in grado di generare automaticamente schemi di sudoku. Per la cronaca, ci sono 6.670.903.752.021.072.936.960 schemi possibili, circa lo 0,00012% del numero di quadrati magici 9&#215;9; eliminando per\u00f2 gli schemi &#8220;essenzialmente identici&#8221;, ad esempio quelli ottenibili con rotazioni e riflessioni, o permutando le cifre, oppure scambiando di posto ad esempio le prime due righe, <a href=\"http:\/\/www.afjarvis.staff.shef.ac.uk\/sudoku\/sudgroup.html\">si \u00e8 calcolato<\/a> che ne restano &#8220;solo&#8221; 5.472.730.538; abbastanza per giocarci ancora un po&#8217;, direi.<\/p>\n<p>Nel 2004, dopo avere inutilmente tentato di vendere il sudoku negli USA, Gould si rivolse in Gran Bretagna al <em>Times<\/em>, che accett\u00f2 i giochi e pubblic\u00f2 il primo schema il 12 novembre 2004. Ma come nelle migliori tradizioni, gli altri giornali (con l&#8217;eccezione del <em>Guardian<\/em>, che ritenne che il gioco non avrebbe avuto futuro, copiarono subito l&#8217;idea: il <em>Daily Mail<\/em> pubblic\u00f2 il suo primo schema dopo solo tre giorni! Peccato che gli diedero il nome &#8220;Codenumber&#8221;, facendo un clamoroso autogol. Il resto \u00e8 storia :-)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia del sudoku \u00e8 istruttiva: un gioco pu\u00f2 affiorare in superficie in tempi e luoghi diversi, ma il successo arriver\u00e0 per caso.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"activitypub_content_warning":"","activitypub_content_visibility":"","activitypub_max_image_attachments":4,"activitypub_interaction_policy_quote":"anyone","activitypub_status":"","footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[1],"tags":[21,27],"class_list":["post-52","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized","tag-curiosita","tag-giochi"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/phh2yP-Q","jetpack-related-posts":[{"id":2470,"url":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2012\/01\/09\/sudoku-minimali-e-massimali\/","url_meta":{"origin":52,"position":0},"title":"Sudoku minimali e massimali","author":".mau.","date":"09\/01\/2012","format":false,"excerpt":"Il 2012 si \u00e8 aperto con la dimostrazione che per avere un sudoku risolvibile \u00e8 necessario avere almeno 17 numeri. 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